Yuki Okamoto: Dai titoli nell'All Japan alla crescita in Supersport

Yuki Okamoto
Yuki Okamoto. Credit: Randy van Maasdijk

Dopo tre titoli nell'All Japan Road Race Championship, di cui due nella Superstock 600 e uno nella classe JSB1000 (Superbike), Yuki Okamoto ha avuto la possibilità di passare al Mondiale Supersport nel 2025, grazie a Yamaha Racing e con un team storico e vincente quale è Pata Yamaha Ten Kate Racing. Il 27enne originario delle prefettura di Saitama ha approcciato questa sfida con grande motivazione e, nonostante le difficoltà, ha mostrato buoni miglioramenti soprattutto nel 2026, arrivando anche a ottenere alcuni risultati a punti.

Il percorso di Yuki Okamoto comprende grandi risultati, momenti difficili e cambiamenti importanti. Palmen in Motorradsport ha deciso di intervistarlo, per portarvi la sua storia.

 

Yuki, questo è il tuo secondo anno nel Mondiale Supersport. Sei contento di come ti sei trovato finora in questo campionato?

Ora sono finalmente felice di come sta andando. Nel 2025 mi sono infortunato più volte (alla testa e a una spalla, ndr), quindi non mi sono potuto esprimere al 100%. La stagione 2026 invece sta andando abbastanza bene, con anche alcuni risultati a punti. Inoltre capisco molto meglio la Yamaha R9 e le gomme Pirelli, quindi sono ben più a mio agio rispetto al 2025.

 

Qual è stata per te la gara migliore finora nel WorldSSP?

Gara 1 a Magny-Cours quest'anno, dato che sono arrivato 13º e ho ottenuto così tre punti (risultato già ottenuto in Gara 2 a Most, ndr). È stato un bel risultato. Per le prossime gare, spero di lottare per la top 10 o addirittura per la top 6. Sarà molto difficile, ma farò del mio meglio per riuscirci.

 

Sei arrivato al Mondiale Supersport nel 2025, dopo aver vinto il titolo nella classe JSB1000 del campionato All Japan. Qual è stato il più grande cambiamento per te?

La differenza principale è rappresentata dalle gomme. In Giappone usavo le Bridgestone, mentre qui il fornitore è Pirelli. Le gomme Bridgestone che usavo erano più dure e si muovevano poco. Dall'altra parte invece le gommme Pirelli sono più morbide e si muovo di più. È stato difficile adattarsi a un cambio così grande, ma ora va molto meglio, anche se continuo a faticare soprattutto con la mescola più morbida nella Superpole.

Bisogna anche considerare che ho ancora poca esperienza, visto che su quasi tutti i circuiti nel calendario ci ho corso solo due volte, ovvero nel 2025 e nel 2026. Con una sola sessione di prove libere il venerdì mattina e subito dopo la Superpole, non si ha molto tempo per adattarsi a un circuito nuovo.

 

Yuki Okamoto
In azione a Most. Credit: Randy van Maasdijk

 

Ti aspettavi che il salto dall'All Japan al mondiale fosse così grande?

Sapevo che sarebbe stata dura, ma ammetto che è stato difficile mantenere alta la motivazione dopo aver visto che ero così indietro. In Giappone ho vinto tante gare e alcuni titoli, mentre qui sono spesso tra la 15ª e la 20ª posizione. Quando le cose cambiano in questo modo, è facile demoralizzarsi.

 

C'è la possibilità per te di fare il Mondiale Supersport anche nel 2027?

Non lo so, ma mi piacerebbe. Nel 2027 passeremo alle gomme Michelin e, da quanto ho capito, sono a circa metà strada tra le Pirelli e le Bridgestone. Penso che questo cambio di pneumatici mi aiuterebbe a migliorarmi ancora.

 

Parliamo ora dell'inizio della tua carriera. Come sei entrato nel motociclismo?

Mio padre correva a livello amatoriale e ha sempre voluto che io seguissi la stessa strada. Ho quindi iniziato a correre con le minimoto, poi da lì sono passato alla NSR50...e poi subito alla 600cc!

 

È un salto molto grande! Ma avresti mai voluto correre con la Moto3, nella classe JGP-3 dell'All Japan?

No. Ho sempre preferito le moto grandi.

 

Sei quindi passato alla classe Superstock 600 dell'All Japan, dove hai trionfato nel 2018 e nel 2020. Di questi due titoli, quale consideri il più significativo?

Quello del 2018, perché è stato il primo titolo nell'All Japan. Inoltre, durante l'estate ho partecipato a due round del Campionato Italiano Velocità, a Misano e al Mugello. Il livello è più alto rispetto al campionato giapponese, quindi quell'esperienza mi ha preparato ancora meglio per il finale di stagione.

 

Yuki Okamoto
Okamoto a Imola (2019).

 

E poi nel 2019 hai corso tutta la stagione nel CIV. Come è stata quella stagione?

È stata difficile, perché già allora ho dovuto adattarmi alle gomem Pirelli venendo dalle Bridgestone. Ho faticato a scalare la classifica e ad adattare il mio stile di guida, dovendo anche imparare circuiti nuovi. Ma alla fine è andata abbastanza bene e mi sono trovato benissimo in Italia, anche per il cibo.

 

Hai corso nel CIV con AG Motorsport Italia nel 2018 e con Motozoo Racing nel 2019. Hai trovato differenze tra come lavorano le squadre italiane e quelle giapponesi?

Non c'è molta differenza nel metodo di lavoro. Il problema principale è stata la barriera linguistica: allora non parlavo per niente l'inglese e visto che ero lì con Noriyuki Haga (i suoi figli, Akito e Ryota, hanno corso negli stessi team di Yuki, ndr), lui faceva da interprete tra me e la squadra.

 

Tornando alla tua carriera, dopo il 2019 sei tornato in Giappone, dove hai anche vinto il titolo nella JSB1000 nel 2024. Cosa racconti di quell'anno?

Quel titolo ha un grande significato. Mio padre ci ha lasciati nell'estate di quell'anno, e successivamente ho vinto quattro gare consecutive. In gara pensavo a lui ed era come se stesse correndo insieme a me. Anche per questo, per me quel titolo è il punto più alto della mia carriera.

 

Hai altri interessi e passioni al di fuori delle moto?

Sì. Quest'anno ho iniziato a fare trekking e lo faccio appena ne ho l'occasione. Finora ho raggiunto un'altezza massima di 1500 metri, ma voglio andare ancora oltre.

 

Ora che corri nel Mondiale Supersport, ti fermi in Europa durante la stagione o fai avanti e indietro dal Giappone?

Nel 2025 ho vissuto a Valencia, ma ora torno in Giappone dopo ogni gara, come quando facevo il CIV.

 

Perché?

Per il mio cane, un dachshund di nome Nico. Rimane sempre in Giappone e mi manca sempre tanto quando sono in Europa. Per questo ora torno sempre in Giappone.

 

Yuki Okamoto
Campione All Japan JSB1000 nel 2024. Credit: Yamaha Motor

 

Tornando alla tua carriera, qual è il tuo obiettivo per il futuro?

Voglio arrivare al Mondiale Superbike. Mi piacerebbe tornare a guidare una Yamaha YZF-R1. Ho uno stile di guida più stop-and-go, con frenate duraso I feel I suit the R1 more than the R9 I am riding in World Supersport.

 

In conclusion, do you want to thank anyone in particular for your career so far?

I want to thank my family, the Pata Yamaha Ten Kate Racing Team and Yamaha Racing, which made it possible for me to live this experience in the world championship. I am also very grateful to my fans. Some fans also came all the way from Japan to Misano, and that made me very happy. I hope to make some more progress and stay in the world championship.

 

Palmen in Motorradsport is grateful to Yuki Okamoto for his time and to Monique Trip (Pata Yamaha Ten Kate Racing Team Coordinator) for organizing the interview. Best wishes to both the rider and the team for the upcoming races and seasons.