Xarly Méndez: Un sogno su due ruote per la Repubblica Dominicana

Nato e cresciuto in Spagna, ma di sangue latinoamericano e pronto a portare la Repubblica Dominicana ai massimi livelli del motociclismo. Questo è Xarly Méndez, pilota classe 2010 che si è giocato il titolo nella FIM R3 BLU CRU World Cup con una stagione da protagonista. Anche se un errore in Gara 2 a Estoril gli ha impedito di giocarsela fino alla fine contro il campione Riichi Takahira, il giovane dominicano ha fatto vedere ottime cose e si è fatto notare durante tutto l'arco della stagione.
Il 2026, la sua storia e le ambizioni per il futuro. Questo e altro ancora nell'intervista che Méndez ha concesso a Palmen in Motorradsport, durante il penultimo round della stagione a Cremona.
Xarly, stagione 2026, come sta andando la stagione 2026?
Sta andando molto bene. Abbiamo iniziato con un podio e una vittoria alla prima gara da lì abbiamo conquistato ancora podi e vittorie, fino a giocarci il titolo.
Ti aspettavi questa stagione?
Sì, perché anche se non sono arrivati grandi risultati, ero già molto competitivo nel 2025 (ha chiuso l'anno con un podio a Estoril, ndr). Durante l'inverno mi sono allenato molto con un solo obiettivo: vincere. A motivarmi è anche il fatto che il vincitore della R3 BLU CRU World Cup passi poi al Mondiale Sportbike con Yamaha, senza dover pagare un centesimo.
Xarly Méndez ha anche partecipato alle selezioni della Red Bull MotoGP Rookies Cup 2027, senza però rientrare tra i piloti selezionati. A Cremona ha dichiarato che se fosse stato scelto, avrebbe corso sia nella Rookies Cup, sia nel Mondiale Sportbike, come fatto nel 2026 da Beñat Fernández.
Puoi raccontare come hai iniziato a correre in moto?
Una volta sono andato coi miei genitori e alcuni amici in un kartodromo. Lì ho visto dei bambini che giravano con le minimoto e ho subito capito che volevo provare anche io. Ho fatto i miei primi metri su una minimoto e da lì non ho più smesso. A 6 anni ho iniziato a gareggiare nel campionato catalano, dove sono poi arrivato terzo.
Com'è stato il tuo percorso fino alla R3 Cup?
Il 2018 ho disputato il mio primo anno in sella a una moto con le marce e da lì sono poi passato alla classe Moto5 nella Copa de España de Minivelocidad, dove nel 2019 sono arrivato terzo (dietro a David Almansa e Natalia Rivera, ora rispettivamente nel Mondiale Moto3 e nel WorldWCR, ndr). Sono rimasto in quella categoria per tre anni tra ESBK e Cuna de Campeones e successivamente, dopo un anno di stop, nel 2023 ho corso nell'ESBK Moto4 (ora PreMoto4, ndr).
Infine, nel 2024 sono passato alla Yamaha R3. Inizialmente ho corso nel campionato latinoamericano, che si disputava in Brasile, e dal 2025 corro con la stessa moto nella Coppa del Mondo.

Come mai dalla Moto4 sei passato alla Supersport 300, invece di continuare il cammino verso la Moto3?
L'ho fatto perché è una categoria molto più economica. Per correre con la Moto3 o nelle varie Moto4 Cup (allora Talent Cup, ndr) servivano troppi soldi e l'anno fatto con la Moto4 non era andato molto bene. Da lì abbiamo deciso di provare con la R3, per vedere come me la cavavo. L'inizio è stato difficile, ma già a metà 2024 andavo piuttosto forte.
A questo punto della tua carriera, punti più alla MotoGP o alla Superbike?
Continuo a sognare la MotoGP. Anche se dovessi correre nel Mondiale Sportbike nel 2027, a lungo termine punto a correre in MotoGP.
Se avessi allo stesso tempo un'offerta per il Mondiale Sportbike e una per il Mondiale Junior Moto3, quale accetteresti?
Bisogna vedere come sono i contratti e quanto budget bisogna portare, ma a parità di condizioni preferirei il Mondiale Junior Moto3. Lì si impara molto e tanti piloti sono poi arrivati al Motomondiale.
Hai il doppio passaporto, spagnolo e dominicano. Puoi parlare delle tue origini?
Sono nato e vivo da sempre in Spagna, ma entrambi i miei genitori sono dominicani. Ho deciso di correre con bandiera dominicana perché mi ci riconosco di più e perché mi può aiutare molto per il futuro, per quanto possibile.
Ogni tanto torni nella Repubblica Dominicana?
Sì, ho tanti parenti lì, soprattutto dalla parte di mio padre. Ci sono stato anche la scorsa estate, a luglio. Sono rimasto alcuni giorni lì e poi sono tornato in Spagna ad allenarmi.
C'è stato finora un momento particolarmente difficile nella tua carriera? Se sì, come lo hai gestito?
Quando ho iniziato con la Supersport 300 nel Campionato Latinoamericano. Alla terza gara avevo già pensato di smettere, perché sapevo di avere il potenziale per stare davanti, ma arrivavo sempre molto indietro. Allenandomi duramente sono però riuscito a fare un grande passo avanti, che mi ha portato fino a qui.

Chi è il tuo pilota preferito?
Per me il più grande pilota di sempre è Valentino Rossi. Tra quelli che corrono ora in MotoGP, invece, mi piace molto Fabio Quartararo.
Nel caso di Valentino, sono cresciuto guardandolo insieme alla mia famiglia, visto che sono sempre stati suoi fan. Mi è sempre piaciuto il suo stile e per me è sempre stato il migliore di tutti i tempi. Parlando invece di Quartararo, per me è un pilota estremamente veloce, anche se adesso con Yamaha non riesce a dimostrarlo. Non dimenticherò mai il GP di Thailandia del 2019, quando Quartararo si è giocato la vittoria con Marc Márquez da rookie e con una Yamaha satellite (correva per il team Petronas, ndr). È stato lì che ho iniziato a seguirlo.
Ti stai concentrando al 100% sul motociclismo, oppure continui a studiare?
Ad oggi continuo a studiare. Il motociclismo è uno sport in cui non sai mai cosa può succedere, quindi continuo gli studi in modo da avere un piano B.
In conclusione, il "Momento Ringraziamento".
Ringrazio principalmente i miei genitori, che sono sempre stati presenti. Da quando ho iniziato hanno pagato tutto e hanno fatto tante ore di viaggio sia per portarmi a girare, sia per le gare. Ringrazio poi anche il mio meccanico, David, perché dedica sempre molte ore a cercare le migliori soluzioni, affinché io possa essere competitivo. Ultimamente non è potuto esserci e al suo posto c'è un altro ragazzo di nome Javi, che ringrazio molto per l'aiuto e i consigli.
Ringrazio poi Sergio Mora e Dani Valle di Riders Formation e Víctor, che è il mio psicologo sportivo. Sono persone che mi aiutano molto a livello mentale e anche negli allenamenti. Infine voglio ringraziare il mio meccanico del 2025, con cui faccio anche flat track per prepararmi ancora meglio. Infine, sono estremamente grato a tutte le persone che mi hanno sempre aiutato.
Palmen in Motorradsport ringrazia Xarly Méndez per la disponibilità e gli augura il meglio per le prossime gare e stagioni.
