Thomas Benetti: Emergere nella Sportbike, sognando la Moto2

In un articolo precedente lo avevo etichettato come “oggetto misterioso” della prima stagione del Mondiale Sportbike, per la poca esperienza fatta ad alti livelli prima di affrontare un campionato del mondo. Eppure, Thomas Benetti sta dimostrando che, nel WorldSPB, ci può stare eccome: punti al primo round (13º In Gara 2) e belle rimonte come ad Assen e anche a Most, dove in Gara 2 ha chiuso 14º partendo dal fondo della griglia. Risultati già importanti per il pilota toscano, già competitivo con l’Aprilia del Team MMR.
Palmen in Motorradsport ha potuto intervistare Thomas Benetti durante il round del Mondiale Sportbike a Most, per parlare della stagione 2026 e per conoscere meglio lui e il suo percorso nel motociclismo.
Thomas, come sta andando la stagione 2026? Cosa ti aspetti da questa annata
Sta andando bene, escludendo la caduta nelle prove a Most che mi ha costretto a partire penultimo nelle due gare. Già a Portimao abbiamo fatto un buon esordio, andando a punti e chiudendo come secondo miglior pilota Aprilia in Gara 2. Ci sono alte aspettative per questa stagione, soprattutto per quando torneremo in Italia e correremo a Misano e Cremona. Sono piste che già conosco e faremo anche dei test per farci trovare pronti.
Questo rimane un anno per fare esperienza, ma si può fare bene, anche perché conoscevo la moto dalle gare di fine 2025 e mi ci sono subito trovato benissimo.

Ti aspettavi di andare a punti già al tuo primo round nel mondiale?
Nei test prima dell’evento avevo un buon feeling ed ero andato meglio di tanti altri piloti del Mondiale Sportbike, quindi mi aspettavo di essere in lotta per la top 15. Nelle piste che non ho mai provato, invece, non posso avere la certezza di essere subito lì davanti. Nonostante ciò, ad Assen sono arrivato 18º partendo dalla 28esima casella, dopo aver trovato la quadra col setup, e anche a Most ho fatto delle belle rimonte.
Che obiettivi hai per la stagione, anche in termini dei risultati?
Non ho un obiettivo in classifica, però voglio essere costantemente in zona punti. È un obiettivo che possiamo raggiungere. Ci manca costanza, ma abbiamo già dimostrato di poterci stare.
Come è stato per te l'impatto con il mondiale?
Penso sia stato più complicato l'impatto con l'ambiente del mondiale, più che col mondiale in sé. Vedere tutti i tifosi intorno, l'attenzione che c'è...cose così, insomma. Devo invece dire che mi sono adattato bene al format, anche sé con un solo turno di prove libere e subito dopo la Superpole è ben diverso da quello a cui ero abituato.
Puoi parlare adesso degli inizi della tua carriera?
Io ho iniziato a 8 anni, quando ho fatto la prima gara in minimoto, e da lì ho fatto campionati amatoriali, regionali e nazionali UISP fino a 12 anni. A 13 anni ho fatto la mia prima stagione nel CIV Junior con la Ohvale 160, nella FIM MiniGP Italy Series, e quello era tra l’altro il primo anno in cui i primi due andavano a fare la finale mondiale. Quello è stato il mio primo approccio col CIV e con un motociclismo più professionale. Siamo partiti alle prime gare che ero 17º o 18º. e giravo a un secondo e mezzo dal primo, e siamo arrivati al gran finale a Varano dove ho fatto il giro veloce in gara, sul bagnato, e sono arrivato quinto, partendo 11º. Quindi c'è stata proprio una crescita evidente.
E poi sei passato a moto più grandi.
Nel 2023 sono passato all’Aprilia Sport Production 250. Ho battagliato con Ivan Spada e Jesse James Shedden ed è stato il primo anno in cui mi sono giocato un campionato. L’ho perso, sì, ma non perché mi mancava velocità, ma perché non sono stato costante. Tutti e tre abbiamo fatto tre vittorie ciascuno, ma Spada e Shedden hanno fatto meno errori di me. Nel 2024 però ho imparato la lezione e ho vinto il titolo con una sola vittoria, ma anche cinque secondi posti di fila.

E poi è arrivato il 2025, che è stato un anno per te anch'esso fondamentale.
Un anno con momenti difficili e momenti di gloria. Ho corso per tutta la stagione nella Yamaha R3 Cup, ma non sono mai riuscito a giocarmi la vittoria, a volte per il setup e a volte per mancanze mie a livello di guida. Eravamo nel gruppo davanti, ma non riuscivamo ad essere incisivi a sufficienza per vincere. Nell'ultima parte di stagione, a Modena e Misano, mi sono giocato il podio e ci sono anche salito a Misano, ma non riuscivo a dare il 100% sulla moto.
Poi a fine anno mi hanno proposto di provare l’Aprilia RS 660 a Misano e alla primissima uscita ho fatto subito 1’44.0, tempo che nel trofeo mi avrebbe messo al quinto posto. Da lì mi hanno poi proposto di correre la gara di Imola, appunto del Trofeo Aprilia RS 660, e già nelle prove del giovedì sono andato più forte dei miei compagni di squadra, che si stavano entrambi giocando il titolo: Alessio Mattei e Jayden Fernandez. Poi ho fatto il primo tempo nelle prove libere, primo nelle Qualifiche 1 e primo anche nelle Qualifiche 2, anche se ho fatto solo 4 giri per la rottura del radiatore dell’olio.
E le gare come sono andate?
In Gara 1 sono partito male, ho perso un po' di posizioni e nel recuperare ho rotto la sella. Stando in una posizione diversa toccavo toccavo il blipper e questo mi ha creato vari problemi. Ho comunque chiuso terzo, ma ero scontento perché sapevo di poter vincere. In Gara 2 invece sono partito subito forte e dopo pochi giri ero anche convinto di aver staccato il gruppo. E invece no, perché mi sono ritrovato Fernandez incollato e da lì abbiamo battagliato fino all’ultimo giro. Alla fine ho vinto io, con un sorpasso decisivo alla Rivazza.
Dopo quella vittoria mi hanno proposto di correre anche l’ultimo round al Mugello. Ho avuto problemi tecnici nelle prove libere e mi sono qualificato un po’ più indietro, ma in Gara 1 sono riuscito a vincere dopo una gara divertentissima e con tanti sorpassi, come se fossimo in Moto3. In Gara 2 invece, dato che Ferruccio Lamborghini ha dominato fino alla fine, mi sono giocato la seconda posizione con Mattia Bosello e Mattia Virone e alla fine ho chiuso terzo nella classifica assoluta e secondo nella categoria.
Ma ti aspettavi di essere così veloce subito?
Sì, perché io mi alleno tantissimo con una 600cc, precisamente una Honda CBR600RR del 2004 e una Yamaha R6. Non mi sono mai allenato con una 300. Ho sempre avuto un bel feeling con le gomme da 180 e questo mi ha dato un vantaggio importante nel trofeo.
Avevi già contemplato la possibilità di fare il Mondiale Sportbike, oppure inizialmente si pensava di fare il CIV?
Dopo la vittoria e il podio ottenuti al Mugello, avevamo in mente di fare subito il mondiale. Massimiliano Morlacchi (titolare del Team MMR, ndr) ha avuto da subito grande fiducia in me, dopo aver vinto come lavoravo. E finora, nelle volte in cui sono stato al 100%, sono andato forte. Penso che quindi sia soddisfatto.
Cosa ti piace fare lontano dai circuiti?
Mi piace molto la meccanica. A casa ho un po' di motorini, e avevo anche l'apetto, e ogni tanto mi piace smanettare con quei mezzi. È una passione trasmessa da mio padre, che infatti di lavoro fa il meccanico e il fabbro. A parte questo, mi dedico molto all’allenamento.

E se non facessi il pilota, faresti quindi il meccanico?
Si, preferibilmente sempre nelle corse.
È quindi tuo padre che ti ha trasmesso la passione per le moto?
No. Ricordo solo che già da piccolo volevo correre con un qualunque mezzo a motore, che fosse un go-kart o anche una moto da cross (con cui ha mosso i primi passi, ndr). I miei genitori mi hanno assecondato, perché hanno sempre voluto farmi fare quello che mi piace.
E ti piacciono altri sport al di fuori del motociclismo?
Mio padre è molto appassionato di rally e a volte lo seguo anche io, come quando il WRC corre a Montecarlo o in Sardegna. In piu, per via del mio ex-Moto Club, seguo ogni tanto anche la Dakar e l’enduro.
Che obiettivo ti sei dato per la tua carriera?
In MotoGP. Ma se c’è una categoria in particolare per cui ho un debole, quella è la Moto2, perché per me è una moto più vera, sincera e cruda. Da dove sono adesso, se potessi scegliere tra andare al Mondiale Supersport o fare l’Europeo Moto2, sceglierei la seconda.
In conclusione, vuoi fare un ringraziamento in particolare?
Ringrazio i miei vecchi meccanici del team Moto Crono Racing, che sono coloro che hanno creduto in me fin dalla mia stagione con la Ohvale. Hanno avuto molta fiducia in me, più di quanta ne avessi io e di quanta ne avesse mio padre. Hanno avuto piloti molto importanti e hanno visto in me qualcosa di simile a loro. Gli sarò eternamente grato per tutto.
Palmen in Motorradsport ringrazia Thomas Benetti per la disponibilità e il Team MMR per aver reso possibile l’intervista. A pilota e squadra i migliori auguri per le prossime gare e stagioni.