Salvatore Germano: "So bene che le moto sono la mia strada"

Il 19enne Salvatore Germano è uno dei piloti italiani presenti nella R3 BLU CRU World Cup, serie che affianca il Mondiale Superbike in alcune tappe europee. Originario di Napoli e speranzoso di arrivare ai livelli più alti come altri piloti campani tra cui Yari Montella, Raffaele De Rosa e Riccardo Russo, Germano vanta già diversi piazzamenti in top 10 nel monomarca Yamaha e anche una vittoria nel CIV Supersport 300, ottenuta a Misano nel 2024.
Palmen in Motorradsport ha avuto modo di intervistare Germano durante il round della R3 BLU CRU World Cup andato in scena a Cremona.
Salvatore, come sta andando la stagione 2026?
Non ci possiamo lamentare. Sicuramente non ci accontenteremo mai, perché ovviamente ogni pilota vuole sempre stare davanti e vincere, però per essere le prime esperienze internazionali sta andando più che bene. Abbiamo avuto alcuni episodi sfortunati, ma possiamo essere soddisfatti.
Com'è per te essere nel paddock del WorldSBK?
Ovviamente è una grande emozione e siamo fortunati a poterla vivere. Sicuramente ti dà anche un po' di ansia, perché sei sotto gli occhi di tanti spettatori, ma è un bell'ambiente. Tutto molto, molto bello.
Come è cominciato il tuo percorso nelle moto?
È iniziato tutto per scherzo, diciamo. Inizialmente facevo go-kart, anche perché mio padre è più appassionato di auto che di moto. Ma un giorno mi sono stufato dei kart e ho detto che volevo provare le due ruote. È stato subito amore.

I tuoi genitori erano contenti?
All'inizio mio padre era titubante, ma il mio pensiero andava sempre alla moto e a un certo punto si è rassegnato. Mia madre invece è più appassionata di moto che di auto, quindi al contrario (ride, ndr). Infatti lei mi segue sempre, anche nelle gare fuori dall'Italia.
Come sono state le tue prime stagioni?
Abbiamo iniziato con le pit bike, per poi passare alle Ohvale. Stava andando bene ma nel 2022, proprio a Cremona, ho avuto un brutto incidente in cui mi sono fratturato tibia, perone, malleolo, radio, alcune costole...
Una botta molto pesante.
Sì, ma poi siamo riusciti a ripartire e a concludere la stagione. Proprio perché sono tornato dopo quell'incidente, ho capito ancora di più che le moto sono la mia strada. Mi sono detto: "Se non mi sono fermato qui, allora devo continuare!"
Com'è stato poi il passaggio alla Supersport 300?
Nel 2023 sono approdato alla Yamaha R3 Cup italiana e quindi abbiamo iniziato a correre sulle piste più grandi e importanti, come Misano e il Mugello. Quella stagione è stata un po' incasinata, perché abbiamo avuto alcuni problemi col team, ma siamo riusciti a concluderla nella top 10. Nel 2024 sono passato al CIV e lì mi sono divertito abbastanza, facendo una crescita costante e arrivando addirittura a vincere a Misano (Gara 1 del round estivo, ndr) sul bagnato. Mi sono anche giocato il podio in Gara 2 a Imola, fino a quando però non sono caduto per un contatto con un altro pilota. Infine, nel 2025 sono approdato alla R3 BLU CRU World Cup, dove ho vissuto un buon anno di apprendistato (con anche un sesto posto in gara 1 a Donington Park, ndr).
Come ricordi quella vittoria nel CIV a Misano?
Partivo quindicesimo, perché in qualifica ho avuto un problema in qualifica e non riuscivo a girare come volevo. Io però mi trovo molto bene sull'asfalto bagnato e giro per giro sono riuscito a risalire fino al secondo posto, per poi fare il sorpasso decisivo all'ultimo giro. Per me è stata un'emozione unica, perché la prima vittoria nel CIV è una cosa che non dimentichi mai.
Come hai vissuto e gestito finora i momenti difficili che hai avuto fino ad oggi?
Io sono una testa calda, quindi nei momenti difficili mi faccio prendere un po' troppo dalla rabbia. Se sono riuscito a superare le difficoltà, è stato anche grazie all'aiuto dei team in cui sono stato. Ad aiutarmi più di tutti però è stata la mia famiglia.
Ti dedichi al 100% alle moto oppure studi o lavori al di fuori delle gare?
Ho concluso le scuole superiori e adesso mi sto concentrando al 100% sulle moto. È anche un impegno abbastanza grande, perché bisogna allenarsi in vita delle gare e in più bisogna assicurarsi il sostegno economico per poter correre, essendo uno sport molto costoso. Lavoriamo costantemente per far quadrare tutto.

Se per un motivo o per un altro dovessi smettere di correre, cosa ti piacerebbe fare?
Mi piace molto stare coi bambini, quindi se appendessi il casco a chiodo mi piacerebbe aiutare i bambini che hanno talento e vogliono costruirsi una carriera nel motociclismo, ma non hanno le possibilità economiche. So quanto è difficile arrivare a questi livelli, quindi sarei felice di aiutare altri bambini e ragazzini a rincorrere il loro sogno.
Hai faticato tanto ad emergere venendo dalla Campania?
Sì. Io sono originario di Napoli e ho visto quanto è complicato costruirsi una carriera in questo sport venendo dalla mia regione, soprattutto per la ricerca di sponsor e i pochi circuiti. Prima o poi bisogna spostarsi da lì per poter crescere e fare esperienza. Ma se uno ha voglia e non smette mai di crederci, può farcela.
Ti capita di parlare e comunque anche di allenarti con altri piloti campani come Yari Montella, Raffaele De Rosa, Riccardo Russo e tutti gli altri?
Sì, per un periodo ci siamo allenati insieme e con loro ogni allenamento è una grande battaglia. Eravamo quasi tutti: Yari Montella, Alfonso Coppola, Luigi Montella, Raffaele De Rosa, Antonio Frappola, Carmine Ruotolo e altri ancora. Un bel gruppetto!
Che obiettivo hai per la tua carriera?
Il mio sogno è arrivare al Mondiale Superbike. Mi piace soprattutto l'idea di entrare nel box da pilota del mondiale e dire: "Guarda dove siamo arrivati, partendo da zero".
Chi è il tuo pilota preferito?
Pedro Acosta, per come guida e anche per come non guarda tanto al denaro. Mi sembra una persona molto umile e alla mano, oltre ad andare veramente forte.
In conclusione, il "momento ringraziamento".
Ringrazio tutte le persone che mi hanno dato la possibilità di essere qui: la mia famiglia, miei sponsor, il team Trasimeno e la Twentyseven Academy di Carmine Matarazzo. Lui e la sua squadra, in particolare, mi sta aiutando molto con gli allenamenti e la gestione dell'aspetto mentale, quindi devo loro un ringraziamento speciale.
Palmen in Motorradsport ringrazia Salvatore Germano per la disponibilità e gli augura il meglio per le prossime gare e stagioni.