Ondrej Vostatek: Proprio team, nuova vita nel Mondiale Supersport
A parte la prima metà del 2023, Ondrej Vostatek è ormai presenza fissa nel Mondiale Supersport a partire dalla stagione 2022.
Da allora, anche se non con continuità, il pilota ceco classe 2004 è riuscito a ottenere diversi piazzamenti nella top 10 con squadre e moto differenti: la Yamaha del team MS Racing (2022), il team PTR Triumph Racing (metà 2023 e 2024) e la Ducati di WRP Racing (2025). Lo step successivo? Disputare la stagione 2026 del WorldSSP con la Triumph del Compos Racing Team, squadra fondata da suo padre Jan e approdata sulla scena mondiale dopo un positivo 2025, che l’ha vista grande protagonista nell’ESBK Supersport in Spagna.
Palmen in Motorradsport ha intervistato Ondrej Vostatek per parlare di questa stagione e della sua carriera fino a oggi, compreso il periodo trascorso nel FIM CEV (oggi MotoJunior).
Ondrej, cosa ti aspetti dalla stagione 2026?
Per questa stagione mi aspetto di andare costantemente a punti e di arrivare anche in top 10. Ovviamente sarebbe fantastico salire sul podio, ma la top 10 è l’obiettivo principale e più realistico per me in questo momento. Il problema principale che abbiamo ora è che il mio passo non è lontano da quello dei migliori, ma faccio ancora molta fatica a mettere insieme un giro veloce in Superpole e questo influisce molto sulle gare. In ogni caso, non dobbiamo dimenticare che il team è solo al suo primo anno di mondiale e al suo secondo anno di vita, e nel 2025 siamo già stati vicecampioni nell’ESBK Supersport (con Marcos Ludeña, ndr).
Questa è la tua quarta stagione completa nel Mondiale Supersport e hai guidato tre moto diverse: Yamaha R6, Triumph Street Triple 765 e Ducati Panigale V2. Quale preferisci?
La Yamaha R6 è una moto davvero fantastica, soprattutto per maneggevolezza e sospensioni. Dall’altra parte, la Triumph è molto più rigida e non permette il minimo errore, mentre la Ducati è più flessibile e puoi piegare maggiormente in curva. In ogni caso, tutto dipende da come funziona la moto e da come viene preparata.

Sei nel WorldSSP dal 2022, a parte la prima metà del 2023. Qual è il tuo ricordo migliore finora?
Il round di Phillip Island di questa stagione, perché già nei test ero praticamente tra i primi tre e il weekend è andato bene. Sono stato competitivo in tutte le sessioni, cosa che finora mi era capitata raramente.
Nelle stagioni passate hai ottenuto diversi piazzamenti nella top 10, ma non con continuità. Cosa è mancato?
Quando fai parte di una squadra, devi in qualche modo trovare dei compromessi con il team manager su ciò che hai e ciò che non hai. E a volte ti chiedi cosa manchi, soprattutto quando il weekend inizia bene, ma improvvisamente sei un secondo più lento del tuo compagno di squadra e non sai perché. Quando non sei pienamente supportato dal team, a volte riesci comunque a ribaltare la situazione e ottenere buoni risultati, ma non sei in grado di farlo con costanza, perché dipende dalle piste e dalla situazione che stai vivendo in quel momento. Per eliminare questo tipo di incertezza, io e mio padre abbiamo deciso di creare il nostro team, grazie agli sponsor che abbiamo.
Torniamo ora all’inizio della tua carriera. Come è cominciato tutto?
Mio padre non ha mai corso, ma aveva una Honda CBR600RR e gli piaceva guardare la MotoGP e campionati simili. Quando ero piccolo guardavo già le gare con lui e dicevo sempre che volevo provarlo anche io. Quando ho compiuto sette anni, ho ricevuto in regalo la mia prima minimoto e da lì è iniziata una bella carriera. Sono diventato campione ceco e tedesco in diverse categorie, oltre a essere campione europeo e anche vicecampione europeo Stock 600 nel 2021. Ho anche gareggiato in importanti campionati internazionali contro ragazzi che oggi sono in MotoGP, quindi nonostante la mia giovane età, mi considero già piuttosto esperto.
Hai gareggiato anche nel Mondiale Junior Moto3 nel 2019 e nel 2020. Che ricordi hai principalmente di quelle due stagioni?
Nel primo anno ero con il team IgaX ed è stata una stagione difficile: la squadra non aveva un grande budget, era nuova nella categoria e in quel periodo ci siamo un po' “bruciati”. Nel 2020 invece ero col team Aspar, ma in quell’anno sono cresciuto parecchio di statura e sono diventato troppo pesante per quelle moto. Per questo e per altri motivi abbiamo avuto molte difficoltà e abbiamo deciso di passare a una categoria diversa.
Cosa è successo dopo?
Avevo l’opportunità di passare al Campionato Europeo Moto2. Ho ricevuto anche un’offerta da una squadra importante quale è il Team Ciatti, ma i costi erano troppo alti per una sola stagione, quindi abbiamo deciso di passare alla Superstock 600. È stata una buona scelta, perché nel 2021 ho concluso al secondo posto nella categoria (dietro ad Álex Escrig, ndr) e da lì sono arrivato al Mondiale Supersport.

Hai corso con squadre importanti, come Aspar nel Mondiale Junior e il team Fau55 Tey Racing di Héctor Faubel nella Stock 600. Cosa hai imparato correndo con loro?
Quando correvo con Aspar ho imparato che, se non sei spagnolo, vieni sempre un po’ messo da parte ed è molto difficile convincerli che puoi essere la loro prima scelta. Un team spagnolo o italiano tende a sostenere soprattutto i piloti del proprio paese. Comunque è una cosa che sinceramente capisco. Non direi nemmeno che sia una cosa negativa, ma semplicemente ti apre un po’ gli occhi. Dall’altra parte, nel 2021 ho imparato soprattutto a guidare meglio una moto da 600cc, ma nulla di particolarmente specifico.
Come valuti la tua stagione 2021 con Fau55?
Sono entrato nel team alla seconda gara, dopo aver interrotto il rapporto con la squadra precedente (H43 Team, ndr) dopo un solo round. Con loro ho avuto un’esperienza positiva: l’atmosfera era tranquilla, c’era molta meno pressione e io e il mio compagno di squadra Escrig abbiamo chiuso primo e secondo. Ho ancora un buon rapporto con Héctor Faubel e, ogni volta che ci troviamo entrambi a un GP, ci piace vederci e fare due chiacchiere.
Vai anche ai GP del Motomondiale?
Sì, soprattutto al GP della Repubblica Ceca a Brno. La cosa divertente è che ormai conosco praticamente metà del paddock della MotoGP. Conosco le persone del team Aspar, conosco piloti contro cui ho corso e che a volte sono anche riuscito a battere, come Pedro Acosta e Fermín Aldeguer. È sempre bello rivedere questi ragazzi.
A questo punto, qual è il tuo obiettivo per il futuro? Vuoi arrivare al Mondiae Superbike oppure hai ancora una porta aperta verso i prototipi, come la Moto2?
Mi piacerebbe provare una Moto2. Non l’ho mai guidata, ma credo sia una gran moto e sono sicuro che con il mio team e i contatti che abbiamo potremmo avere un pacchetto competitivo. Però ora voglio concentrarmi sul Mondiale Supersport e cercare di migliorare, così da essere costantemente nella top 10 e poi nella top 5.
Se ricevessi un’offerta dal Mondiale Superbike e una dal Mondiale Moto2, quale sceglieresti?
Dipende dal team. Se ricevessi una buona offerta da una squadra ufficiale in Superbike, andrei lì. Ma dovrebbe essere appunto un team ufficiale, perché altrimenti oggi è difficile lottare per le posizioni che contano in Superbike. Se arrivasse un’offerta per correre nel Motomondiale sarei felice, ma realisticamente è un obiettivo ancora molto lontano e ci sono molti altri nomi davanti a me nella lista.

Al di fuori delle corse, qual è la tua più grande passione?
La musica. Anche se solo per conto mio e per divertimento, mi piace suonare la chitarra.
Per concludere, vuoi ringraziare qualcuno in particolare per la tua carriera finora e per quello che speri di vivere in futuro?
Vorrei ringraziare la mia famiglia, perché ha fatto tantissime rinunce per sostenere me e la mia carriera. Per noi tutto ruota attorno alle moto e se sono qui è soprattutto grazie a loro e a partner, sponsor e persone che mi supportano. Dall’altra parte, voglio ringraziare anche quelle persone che non mi sostengono o che hanno persino cercato di ostacolarmi: l’idea di dimostrare che si sbagliano, come sono già riuscito a fare molte volte, mi spinge ancora di più a dare sempre il massimo.
Palmen in Motorradsport ringrazia Ondrej Vostatek per la disponibilità. I migliori auguri a lui e al Compos Racing Team per le prossime gare e stagioni.
