Dal Motomondiale agli alberi: Michael Ranseder

Michael Ranseder

La storia del motociclismo è piena di piloti che, dopo essersi dedicati al motociclismo ed essere arrivati anche al Motomondiale o al Mondiale Superbike, hanno poi preso una direzione completamente diversa una volta appeso il casco al chiodo. Qui su Palmen in Motorradsport abbiamo parlato di Axel Pons, Vincent Braillard e anche alcuni piloti italiani.

In questo articolo parliamo di un’altra storia piuttosto interessante: Michael Ranseder, pilota austriaco che ha corso nel Mondiale 125cc e che oggi lavora in un ambito molto distante dalle corse.

 

La scalata verso il Motomondiale

Michael Ranseder nasce ad Antiesenhofen, piccolo comune non lontano da Vienna, nel 1986. La passione per le moto inizia in tenera età, ma non dall’asfalto, bensì da terra e ruote tassellate. Il piccolo “Michi” infatti corre inizialmente nel minicross e nel 1997 vince il titolo nazionale austriaco nella classe 60cc. Alcuni anni dopo, però, Ranseder prova il motociclismo di velocità e se ne innamora. Cambia quindi disciplina, nella speranza di costruirsi una bella carriera e di arrivare al Motomondiale.

Nel 2002 partecipa alla ADAC Junior Cup, dove giunge secondo. Successivamente Ranseder compie il passaggio all’IDM, il massimo campionato motociclistico tedesco, nella classe 125cc e nel 2003, da esordiente, chiude sesto in campionato e vince l’ultima gara stagionale a Hockenheim con la Honda del team Gemini Racing (per la cronaca, il titolo viene vinto da Dario Giuseppetti e Ranseder chiude a pochi punti dalla quarta posizione, occupata da un “certo” Sandro Cortese).

La vera svolta arriva però nel 2004: la KTM, che ha da poco debuttato nel Mondiale 125cc, fa le cose in grande insieme a Red Bull e tra le altre cose crea un Junior Team per crescere giovani talenti nell’IDM. E chi sono questi giovani talenti? Stefan Bradl e, appunto, Michael Ranseder. La combinazione pilota austriaco + moto austriaca + sponsor austriaco funziona alla grande, perché Ranseder vince sei gare su otto e si laurea Campione Tedesco 125cc 2004. Inoltre, disputa anche i suoi primi due GP del Mondiale 125cc da wildcard, chiudendo rispettivamente 16º a Brno e 18º a Valencia.

Michael Ranseder
Ranseder nel 2005. Credit: Nico Schneider

Nel 2005 Ranseder rimane nell’IDM 125cc, sempre col Red Bull KTM Junior Team, con l’obiettivo di difendere il titolo. Ma non ci riuscirà: vince cinque gare su otto, ma paga un passo falso al Sachsenring che si rivela decisivo contro la maggiore regolarità del compagno di squadra Stefan Bradl. Tenete a mente il fatto che Ranseder sia arrivato secondo nell’IDM 125cc, perché ci servirà per dopo...

Come consolazione, comunque, Ranseder prende parte come wildcard (insieme a Bradl) a quattro ulteriori gare del Mondiale 125cc e riesce ad andare a punti in tre occasioni, dato che chiude 12º a Barcellona e anche ad Assen e al Sachsenring.

 

Prime stagioni iridate

I tempi sono maturi. Ranseder e Bradl sono veloci e pronti per il palcoscenico iridato e KTM e Red Bull decidono quindi di portare entrambi i piloti al Mondiale 125cc, sempre nel Junior Team, per la stagione 2006. E, cosa non da poco, Ranseder diventa il primo pilota austriaco a correre a tempo pieno nel Motomondiale, quasi vent’anni dopo August “Gustl” Auinger (liberi di correggermi se questa informazione vi risulta errata).

Riportare l'Austria nel Motomondiale dopo tanti anni e godere dell'appoggio di KTM e Red Bull dovrebbe essere un motivo di orgoglio per un pilota austriaco come Ranseder. Tutto questo si tramuta invece in tanta pressione su di lui e questo, come capita spesso, si ripercuote sul clima all'interno del box e sui suoi risultati. L'annata è particolarmente difficile per tutta la squadra: Bradl riesce ad andare a punti al GP di Brno, ma Ranseder non riesce mai a centrare la top 15, portando a casa un 16º posto a Le Mans come miglior risultato.

Con KTM che si concentra esclusivamente sul team principale (dove porterà anche Stevie Bonsey, pilota di cui ho già raccontato la storia), Ranseder deve trovarsi un’altra sistemazione e alla fine, grazie anche ai suoi sponsor, trova l’accordo col team Ajo Motorsport, che gli affida una Derbi e lo affianca al romeno Robert Muresan.

Michael Ranseder
In azione nel 2007.

Diversamente dall’anno di esordio, nel 2007 Ranseder disputa una buona stagione, poiché centra spesso e volentieri la zona punti e arriva anche più volte in top 10, con un settimo posto a Shanghai a rappresentare il suo miglior piazzamento. Alla fine chiude il campionato al 12º posto con 73 punti.
Tuttavia, per Aki Ajo questo non è sufficiente a riconfermare Ranseder e al posto suo e di Muresan (che, nota a margine, ha chiuso il 2007 con zero punti conquistati) ingaggia due nomi che faranno strada, anche ben più di Ranseder: Mike Di Meglio e Dominique Aegerter.

Per Ranseder non è comunque un dramma, anzi le offerte non mancano, e alla fine il pilota austriaco si accorda col team World Wide Race di Fiorenzo Caponera, denominato allora I.C. Team.

 

Il declino nel 2008

Ma quella che però doveva essere una stagione di ulteriori progressi si rivela ben presto un calvario: il pilota austriaco, in sella a una Aprilia privata, arriva settimo al Gran Premio della Cina (come nel 2007), ma a parte quella gara non riesce più a centrare la top 10 e anzi fa fatica ad andare anche a punti. Come se non bastasse, la sua stagione finisce in anticipo, poiché al Gran Premio d’Australia Ranseder è vittima di una paurosa caduta nelle prove libere in cui perde i sensi. Nulla di grave, ma i forti dolori in seguito all’impatto lo tengono fuori dalla gara di Phillip Island e la sua stagione 2008 finisce lì, con soli 22 punti e il 23º posto finale.

Oltre a risultati scarsi e infortuni, non mancano neanche le polemiche. Il suo manager Uwe Ebner, infatti, accusa a più riprese il team I.C. di favorire gli altri piloti a scapito del suo assistito. Piccola nota a margine: i compagni di squadra di Ranseder in quell’anno sono Andrea Iannone (che vince anche la gara di Shanghai) e Takaaki Nakagami. Due nomi che faranno strada, ecco...

Vero o non vero quanto detto dal suo manager, Ranseder rimane fuori dal team di Fiorenzo Caponera e deve trovarsi un’altra sistemazione. E dopo aver corso con KTM, Derbi e Aprilia, Ranseder affronta la sua quarta stagione nel Mondiale 125cc col quarto costruttore diverso. Ed è un nome che meriterà sicuramente un articolo a parte in futuro: Haojue.

 

Un 2009 travagliato

Con una moto inizialmente chiamata Maxtra ma poi rinominata (sembra per questioni di copyright, essendo quel nome già usato in Europa), la casa cinese entra nel Motomondiale in pompa magna e con grandi nomi dietro, tra cui spiccano Garry Taylor (team manager Suzuki nel Mondiale 500cc e MotoGP e campione della classe regina con Kevin Schwantz e Kenny Roberts Jr.) e i rinomati tecnici Franco Moro e Jan Witteveen. Un progetto in cui rientra anche Michael Ranseder, ingaggiato come pilota di punta e affiancato dal giovane debuttante Matthew Hoyle.

Michael Ranseder
In sella alla Haojue.

A dispetto dei proclami e dei grandi nomi coinvolti, però, la moto si rivela un completo fallimento. L’avventura della Haojue naufraga ben presto tra prestazioni deludenti, mancate qualificazioni, una marea di cadute e problemi tecnici e anche la separazione da Jan Witteveen, reo secondo i proprietari di aver progettato una moto non all’altezza. Alla fine, la Haojue si ritira dal Motomondiale a neanche metà stagione, senza più farvi ritorno.

Ranseder, tuttavia, riesce a trovare un’altra sella. Il team CBC Corse (quello che successivamente diventerà Team Snipers) lo ingaggia a partire dal Gran Premio di Germania come terzo pilota, a fianco di Luca Vitali e Luca Marconi. Se i due piloti italiani stazionano costantemente in fondo alla classifica, Ranseder vive una metà stagione di alti e bassi, ma riesce comunque a portare la squadra a punti in due occasioni, chiudendo 11º a Misano e 12º a Sepang.

Finisce un 2009 che definire travagliato è un eufemismo, ma finisce anche la carriera di Michael Ranseder nel Motomondiale. Per la stagione 2010 infatti il pilota austriaco decide di abbandonare la 125cc per andare verso i quattro tempi.

 

Ritorno in Germania

Nel 2010, Michael Ranseder passa all’IDM Supersport, dove corre con una Yamaha del team Fritze Tuning.

Una scelta, quella di abbandonare la 125cc per le derivate dalla serie, che si rivela molto positiva per il pilota austriaco, subito a suo agio e in grado di giocarsi podi e vittorie. Ranseder vince sei gare su 12, ma alla fine arriva secondo in campionato a soli quattro punti dal campione Damian Cudlin. Inoltre, rientra anche nel Motomondiale: Ranseder corre alcune gare del Mondiale Moto2 al posto di Vladimir Leonov nel team Vector Kiefer Racing, andando anche a punti con due 14esimi posti a Misano e a Sepang.

Nel 2011 Ranseder rimane nell’IDM, passando però alla Superbike. Ma vi ricordate di quando Ranseder è arrivato secondo nell’IDM 125cc nel 2005? Ecco, questa cosa assumerà la forma di un vero e proprio pattern...

Dopo aver chiuso secondo anche in Supersport nel 2010, Ranseder vive tre stagioni da grande protagonista anche nell’IDM Superbike.

Michael Ranseder
Ranseder sulla Honda del team HRP nel 2013.

Ma vincerà il tanto agognato titolo? No, perché dal 2011 al 2013 il pilota austriaco arriva sempre secondo in campionato. Martin Bauer, Erwan Nigon e nel 2013 un Markus Reiterberger inarrivabile relegano il pilota austriaco sempre al secondo posto, con la beffa di aver perso il titolo nel 2012 contro Nigon per soli otto punti. Insomma, al suo rientro nell’IDM Ranseder diventa un vero e proprio “Herr Zweiter Platz” (Mr. Secondo Posto).

Nel 2014, Ranseder rimane con lo stesso team dell'anno prima, ovvero Honda Holzhauer. Ma se negli anni precedenti era stato tra i grandi protagonisti, questa volta le cose vanno decisamente peggio, col pilota austriaco vittima di numerose cadute e di risultati non all'altezza. Se aggiungiamo anche il deteriorarsi del suo rapporto col titolare Jens Holzhauer, il quadro è completo. E la misura è colma: Ranseder viene appiedato prima della fine della stagione e sostituito dal giovane Jan Halbich.

E questa non è solo la fine della sua stagione 2014, ma anche la fine della sua carriera.

 

Cosa fa oggi "Michi"?

Da lì in avanti, Michael Ranseder si distanzia mano a mano dal motociclismo. Si fa vedere come opinionista per la televisione austriaca, sì, ma la sua attività principale diventa un'altra. Già quando correva nell'IDM Superbike, infatti, Ranseder ha preso le redini del vivaio fondato e gestito dalla sua famiglia, cosa su cui si concentra maggiormente da quando ha lasciato le corse.

Nel 2005, quando avevo 11 o 12 anni, ero rimasto stupito nel vederlo andare a punti nel Mondiale 125cc da wildcard e pensavo, come tanti altri, che "Michi" potesse avere una bella carriera nel Motomondiale. E invece il pilota austriaco o non ha sfruttato pienamente le occasioni avute, o si è trovato al posto sbagliato al momento sbagliato (come successo con KTM e con la Haojue). Alla fine ha comunque trovato la sua strada, dedicandosi all'azienda di famiglia.

Dalla crescita della sua carriera, alla crescita (e vendita) di piante e alberi. Un salto "atipico", ma che sembra gli stia dando molte soddisfazioni.