Quattro domande a Daniel Muñoz, pilota del Mondiale Moto2

Aveva già fatto diverse gare negli anni passati come pilota e sostituto, ma la stagione 2026 rappresenta la prima sul palcoscenico iridato per un pilota giovane, veloce e capace di arrivare al Motomondiale nonostante varie avversità, tra squadre chiuse (come il team GAS UP/Preicanos nel 2024) e un episodio raccontato in questa intervista. Quel pilota si chiama Daniel Muñoz e corre nel Mondiale Moto2 con la Kalex del team Italtrans Racing.
Con esperienze pregresse nella Red Bull MotoGP Rookies Cup e nel JuniorGP (oggi MotoJunior) tra Moto3, Stock 600 e Moto2, Muñoz è già riuscito a dimostrare il suo potenziale anche nel Mondiale Moto2, dove ha conquistato un podio da sostituto a Barcellona nel 2025 (col team Red Bull KTM Ajo) e al Gran Premio corso in Brasile a Goiânia, dove ha chiuso secondo dopo aver lottato per la vittoria.
Palmen in Motorradsport ha potuto fare quattro domande a Daniel Muñoz per parlare della stagione 2026 e anche per parlare degli inizi della sua carriera e di altro ancora.
Prima di tutto, sei soddisfatto di come sta andando la stagione? Che obiettivo hai per le prossime gare?
E la mia prima stagione completa nel Mondiale Moto2 e vorrei ringraziare l'Italtrans Racing Team per questa opportunità. In questa prima parte del calendario abbiamo lavorato molto e ora vogliamo approfondire alcuni dettagli tecnici per cercare di avvicinarci il più possibile ai piloti davanti. Abbiamo avuto gare in cui abbiamo portato a casa ottimi spunti e buoni risultati, ma ci manca ancora qualcosa per essere costantemente davanti. Per le gare che restano l’obiettivo è quello di continuare a migliorare senza alti e bassi, ma andando sempre in crescendo.

Come è iniziato il tuo percorso nel motociclismo?
Ho iniziato a quattro o cinque anni. I miei genitori mi hanno comprato una moto cinese, di quelle con le rotelle, e ho iniziato a girare nella casa di campagna della mia famiglia. All’inizio, addirittura, quando la guidavo mio padre attaccava una corda dietro e mi seguiva, per evitare che scappassi (ride, ndr). Successivamente ho iniziato ad allenarmi con un minimotard KTM da 50cc presso la scuola MKV, e a otto anni sono passato alle minimoto e ho iniziato a fare le mie prime gare.
Durante la tua carriera hai vissuto vari momenti difficili. Un esempio è quando, nel 2022, sei rimasto fuori dal Mondiale Junior Moto3 a metà stagione e sei poi ripartito dalla Stock 600. Come hai vissuto quel momento, che alla fine ha cambiato il tuo percorso verso il Motomondiale?
Anche se ne ho avuti altri nella mia carriera, il 2022 è stato uno degli anni più complicati che abbia vissuto. Essendo alla mia terza stagione con la Moto3, nelle prime gare avrei dovuto fare ottimi risultati per dimostrare che meritavo quella sella. Per un motivo o per un altro, però, le cose non andavano come speravo e non riuscivo a sentirmi completamente a mio agio con la situazione. A metà stagione sono quindi rimasto senza una sella e da lì ho passato circa due mesi e mezzo senza poter gareggiare.
Durante quei mesi in cui ero a piedi, mi sono allenato ancora più duramente di prima, sperando che arrivasse presto un’altra opportunità. E proprio allora è arrivata la possibilità di correre con la Stock 600 (sempre nel JuniorGP, oggi MotoJunior, ndr), prima nel team Fifty Motorsport e successivamente col team SP57. Alla fine ho vinto diverse gare e sono diventato Campione Europeo Stock (nel 2023, ndr). Nel frattempo, ho corso e vinto delle gare anche nell’ESBK, sempre con la 600cc.
La verità è che quel periodo è stato abbastanza complicato, ma alla fine sono quelle situazioni che ti fanno crescere e ti aiutano a formarti come persona e come pilota. In quel momento avrei voluto evitarlo, ma pensandoci oggi mi ha aiutato molto nella mia crescita.

In conclusione, che obiettivo hai per il futuro?
Tutti sognano di diventare campioni del mondo, ma in questo momento il mio obiettivo principale è continuare ad allenarmi, imparare e crescere. Quest’anno sto imparando tantissimo e sento che sto costruendo una buona base in vista del 2027, anno in cui punto a lottare coi migliori del campionato.
Palmen in Motorradsport ringrazia Daniel Muñoz per la disponibilità e Dalila Agrati per aver reso possibile l’intervista. A Munoz e al team Italtrans i migliori auguri per le prossime gare e stagioni.
