MotoGP: Cose a caso dopo Jerez, Le Mans e Barcellona

Tra il mio articolo post-GP di Brasile e Americhe e oggi sono passati un lungo stop e tre GP, i primi della stagione sul territorio europeo.
E cosa è successo tra Jerez, Le Mans e Barcellona? Tante cose, ma qui vi porto un punto ciascuno per MotoGP, Moto2, Moto3 e Red Bull MotoGP Rookies Cup, più una nota veloce sulla ripresa della Harley-Davidson Bagger World Cup (mai vista in questi tre GP, ma ci sono due cosucce da dire).
SPOILER: non parlerò degli incidenti visti a Barcellona, di quanto avesse senso continuare o meno...lo hanno già fatto in tanti e non serve a nulla che lo faccia anche io. Mi limito solo ad augurare una pronta guarigione a Francesco Bagnaia, Álex Márquez e Johann Zarco, più qualunque altro pilota infortunato.
MotoGP - Di Giannantonio: basta per una sella Factory?
È ancora più chiaro dopo i primi tre GP europei che, con gli alti e bassi di Álex Márquez e Francesco Bagnaia e i guai fisici di Marc Márquez (a proposito, auguri di pronta guarigione anche a lui), il baluardo Ducati in MotoGP è in questo momento Fabio Di Giannantonio. Più volte sul podio, quasi sempre in top 5 quando non va sul podio e sempre a punti nelle gare lunghe, con gli unici zeri rappresentati dalle sprint di Austin e Le Mans.
Ma quanto fatto a Barcellona è davvero incredibile, verrebbe da dire addirittura eroico. Alla prima partenza, nel pauroso incidente di Álex Márquez, una ruota della moto del pilota spagnolo ha colpito la sua (e andando poco più in là avrebbe colpito “Diggia” stesso) e questo ha portato alla sua caduta, in cui Di Giannantonio si è infortunato al mignolo della mano sinistra. Con tanto dolore e tanto shock per quell'incidente e quello successivo (Johann Zarco, Luca Marini e Francesco Bagnaia), Di Giannantonio ha però stretto i denti e non solo l’ha portata a casa, ma ha conquistato una vittoria che ha dell’incredibile. In una giornata purtroppo nera per la MotoGP con grandi spaventi e infortuni seri, Di Giannantonio rappresenta una luce: stoico, emotivo e genuino come lo abbiamo conosciuto in questi anni.

Vedendo però non solo cosa ha fatto a Barcellona, ma come sta andando in questa stagione, verrebbe da chiedersi cosa debba fare per meritarsi una sella in un team ufficiale, (senza sminuire il team Pertamina Enduro VR46, sia chiaro). E infatti, secondo quanto anticipato da Rosario Triolo, la sella ufficiale Di Giannantonio ce l’avrà. Ma non in Ducati, bensì in KTM...
Moto2 - Lunetta e Rueda: il rientro e la crescita
Da una parte abbiamo Luca Lunetta, rientrato in pista a Jerez dopo la lesione rimediata a inizio stagione in Thailandia; dall’altra abbiamo José Antonio Rueda, tornato in pista dopo il terrificante incidente con Noah Dettwiler avvenuto nel 2025 a Sepang. Due storie diverse, con una (quella di Rueda) che poteva avere un finale ancora peggiore per lui e l’altro pilota coinvolto, ma non così distanti e con qualcosa in comune: la crescita vista nei primi tre GP europei della stagione.
Al rientro dopo aver saltato le gare di Goiania e Austin, Lunetta è andato mano a mano in crescita da Jerez a Barcellona, accorciando il gap dalla vetta poco a poco. Il tutto è culminato con la gara di Barcellona: 10° In qualifica, in grande battaglia per tutta la gara fino a spuntarla contro Senna Agius nella lotta per la nona posizione. A fine gara c’è stata tanta, tanta emozione per i primi punti e la prima top 10 in Moto2 per Lunetta, che dopo la gara ha ricordato ai microfoni di Sky Manuela, madre della sua ragazza e scomparsa da poco per un grave male.
Dall’altra parte, Rueda ha occupato perlopiù le ultime posizioni nei GP di Thailandia, Brasile e USA, ma al ritorno in Europa ha visibilmente accorciato il gap dalla vetta e ha dato importanti segnali di ripresa. Dalla Q2 persa per soli 16 millesimi (a vantaggio di Joe Roberts) e la top 15 occupata più volte in gara a Le Mans, a Barcellona il Campione del Mondo Moto3 2025 ha poi conquistato quella agognata Q2 e il nono posto in griglia, per poi chiudere la gara al 12° posto (e non distante da Lunetta) e conquistare anche lui i suoi primi punti in Moto2.
Lunetta e Rueda: due storie diverse tra loro, ma neanche così tanto...

Moto3 - Eddie O’Shea: cambia il team manager, cambia la musica
Sarebbe fin troppo facile parlare del podio meraviglioso di Matteo Bertelle a Le Mans (e ovviamente complimenti a lui, fatti anche in privato), quindi tiro fuori un altro tema.
Nel 2025 avevo parlato qui di come il team GRYD Racing, prima GRYD by MLav Racing, fosse una sorta di malato in cerca di guarigione.
Un team, quello di Michael Laverty e David Eltherington, che in più aveva in Eddie O’Shea un rookie spesso nelle ultime posizioni, se non a terra, e visibilmente frustrato e arrabbiato per come stava andando la stagione (cosa che ho anche visto e sentito personalmente a Brno...). In quello stesso articolo, parlavo però anche delle contromisure che stava adottando il team per uscirne, a cominciare dalla nomina di Macauley Webb (già loro team manager nel MotoJunior) come nuovo team manager anche della squadra del Mondiale Moto3.
E i risultati di questo e altri cambiamenti, vien da dire, si sono visti. Il team ha migliorato sensibilmente il proprio rendimento e una bella prova la sta dando proprio O’Shea. Approdato al Mondiale Moto3 con buoni risultati (ma senza aver fatto sfracelli) nel Mondiale Junior, O’Shea ha conquistato i suoi primi punti nel 2025 durante il tour asiatico, poco dopo l’innesto del gia citato Macauley Webb, e nei primi GP del 2026 ha dimostrato una costanza che solo un anno fa si sarebbe sognato: cinque volte a punti, tra cui soprattutto due undicesimi posti e un nono posto ottenuti proprio da Jerez a Barcellona.

Dopo sei GP, O’Shea occupa la diciassettesima posizione in campionato con 19 punti, addirittura più del doppio rispetto a un compagno di squadra come Joel Kelso, ben più esperto di lui, ma in grande difficoltà nel capire la Honda dopo varie annate su moto KTM. Riuscirà a mantenere questo ritmo?
Rookies Cup - “Pelontxu” Fernández: tempi maturi?
In questo lasso di tempo è anche iniziata la stagione 2026 della Red Bull MotoGP Rookies Cup, come sempre con gare estremamente spettacolari e tanti piloti interessanti e da seguire. Nomi tra cui non può mancare Beñat Fernández.
Alla sua seconda stagione nella serie, “Pelontxu” sta mettendo a frutto l’esperienza accumulata nel 2025, anno in cui ha portato a casa una vittoria e podi nella Rookies Cup e si è laureato Campione del Mondo Supersport 300. Le cose non stanno andando molto bene nel Mondiale Sportbike, dove sta provando a mettere una pezza su una moto (la KOVE 450RR) indietro rispetto alle migliori, ma nella Rookies Cup Fernández sta dimostrando di essere uno dei piloti su cui puntare in termini di velocità e maturità nella gestione gara. Tra Jerez e Le Mans sono arrivate due vittorie, entrambe nelle gare del sabato, insieme a un terzo posto in Gara 2 a Jerez e a un ottavo posto ottenuto in Gara 2 a Le Mans (pur rischiando più volte la caduta e facendo un Long Lap Penalty per taglio di variante).
Dopo le prime quattro gare, Fernández è primo in classifica con 74 punti, 10 in più rispetto a Fernando Bujosa in seconda posizione. Di questo passo non sarebbe ingenuo pensare che, dopo i mondiali 300 e Sportbike, il pilota spagnolo possa accarezzare anche il mondiale Moto3...

Note sulla Bagger World Cup
Non ha corso in queste ultime gare e tornerà per il Gran Premio d’Italia, ma la Harley-Davidson Bagger World Cup riprenderà al Mugello con due cose molto importanti.
- Andrea Iannone: naufragato il progetto Cainam Racing in Superbike (ammesso che sia mai veramente esistito), Iannone è alla fine entrato a far parte del monomarca col team Niti Racing, che schiererà dal Mugello una terza moto a fianco di quelle di Óscar Gutiérrez e Dimas Ekky Pratama. Si tratta del vero e proprio “nome di grido” che si attendeva per la serie, anche se tra gli appassionati di motociclismo Iannone è in calo (anche in Superbike, ormai, i fan cercavano più altri piloti che lui). Come andrà? Boh, ma intanto i social si sono scatenati alla notizia.
- Dopo essere diventato il primo vincitore della serie, nelle settimane successive al GP di Austin Archie McDonald e la sua famiglia hanno affrontato e pianto la scomparsa del fratello Toby, a cui Archie era molto legato. Un lutto col quale “Mad Dog” affronterà in primis il round del Mugello, sperando di poter dedicare a suo fratello tanti e tanti successi ancora.
E con questo pensiero, chiudo l’articolo sperando che vi sia piaciuto.
