Mattia Casadei: Difficoltà in Supersport e ricordi degli ultimi anni

Mattia Casadei
Mattia Casadei. Credit: D34G Racing

Dopo alcune stagioni da grande protagonista nel Mondiale MotoE, dove si è laureato campione del mondo nel 2023, Mattia Casadei affronta per la stagione 2026 un nuovo capitolo della sua carriera.

Dopo aver disputato metà stagione nel 2025 con la MV Agusta del team Motozoo, Casadei è infatti approdato a tempo pieno al Mondiale Supersport col team D34G Racing, in sella a una Ducati. L'annata si sta rivelando più difficile del previsto, con varie difficoltà e soli due piazzamenti in top 10 nei primi round (miglior risultato: 9° posto in Gara 2 ad Assen), ma "MTA" e il team di Davide Giugliano stanno lavorando per risalire la classifica.

Palmen in Motorradsport ha potuto intervistare Mattia Casadei e parlare con lui della stagione in corso, degli anni passati e di altro ancora.

 

Mattia, come sta andando la stagione 2026?

Sinceramente non sta andando come vorrei e come volevamo. Purtroppo siamo partiti male dal primo round in Australia e ancora non ne veniamo a capo. Non troviamo le sensazioni che ci servono per andare forte. Ci stiamo lavorando, ma ci manca qualcosa. Ad oggi, se non sei completamente a posto fai fatica a essere nelle prime posizioni come vorremmo essere noi. La squadra è una squadra forte e penso che riusciremo a trovare la soluzione e migliorare.

 

Vi manca qualcosa in particolare?

Non ho il feeling che vorrei con la moto e quindi non riesco a spingere quanto vorrei. È per questo che non riesco ad ottenere i risultati a cui puntiamo.

 

Mattia Casadei
In azione ad Assen. Credit: D34G Racing

 

Quali sono le differenze tra la MV Agusta che hai guidato per metà 2025 col team Motozoo e la Ducati V2 di quest'anno?

Sono due moto ben diverse, a partire dalla coppia ben diversa tra il tre cilindri MV e il bicilindrico Ducati. Sull'altra ero salito in sella e mi ero trovato subito a mio agio, mentre su questa sto facendo un po' più di fatica. Sento che c'è tanto potenziale, ma non riusciamo a tirarlo fuori del tutto e ad adattare la moto al mio stile di guida.

 

L'approdo a tempo pieno in Supersport arriva dopo delle stagioni molto positive nel Mondiale MotoE, con anche un anno di Europeo Moto2 e anche metà stagione nel WorldSSP. Cosa racconti di quegli anni?

Negli ultimi anni che ho fatto in MotoE sono stato sempre competitivo, al punto che al primo anno con Ducati ho vinto subito il campionato. Anche nei due anni successivi sono stato veloce e ho perso il campionato sempre all'ultima gara e per pochi punti. Sono stato uno dei piloti più forti della categoria.

Inoltre, ho corso nell'Europeo Moto2 nel 2024 e anche lì sono andato molto bene, arrivando secondo in campionato (una vittoria, altri tre podi, sempre al traguardo e mai peggio del sesto posto, ndr). Infine ho fatto metà stagione nel WorldSSP, come detto prima, e lì ho fatto delle pole position e buoni risultati. Vengo da anni buoni, ecco, e mi aspetto di tornare dove devo stare anche ora.

 

Cosa succede nella testa di un pilota che, dopo tante stagioni positive, si trova in questi momenti di difficoltà?

Io penso solo a trovare una soluzione. So che non sono le mie posizioni, so che non è quello che mi aspetto di fare, ma non ne vengo fuori al momento. Solo testa bassa e lavorare. Chi la dura la vince e, sinceramente, spero di vincerla.

 

Tornando al 2023 e al tuo titolo in MotoE, che sensazioni hai provato?

È una soddisfazione grandissima. La cosa più bella è che nessuno ti può più rompere i coglioni, perché sei il più forte di quell'anno. Insomma, la schianti lì e stai al top. Nel giro d'onore ho trovato tutte le persone a me care ad aspettarmi ed è stato bellissimo festeggiare con loro la realizzazione di un sogno.

 

Mattia Casadei
Campione del Mondo MotoE 2023.

 

Cos'hai provato in quel momento?

Felicità e mente libera. Quando la mente si libera di tutta la tensione, è meraviglioso.

 

A questo punto della tua carriera, che obiettivo hai per le prossime stagioni?

Voglio arrivare al top in Supersport e poi andare in Superbike.

 

Hai ancora una piccola porta aperta verso il Motomondiale?

No. Non tornerei nemmeno a fare l'Europeo Moto2: è un dispendio economico troppo grande e raramente si trova uno sbocco per salire al mondiale. Basti pensare che il pilota che ha vinto il campionato quando ci ho corso (Roberto García, ndr) alla fine è dovuto rimanere lì. Per arrivare al mondiale, servono altre cose.

 

Vuoi ringraziare qualcuno in particolare per quello che hai vissuto?

Innanzitutto i miei genitori e in generale la mia famiglia, che è sempre al mio fianco, e le persone che hanno reso possibile tutto questo. Oltre alla mia famiglia ho anche degli sponsor, ormai miei amici, che mi hanno dato una grande mano. Sono molto grato a tutte le persone con cui ho lavorato e collaborato. Non rimpiango nulla del mio passato e guardo solo avanti a migliorarmi.

 

In passato hai anche corso nel CIV e CEV Moto3, con piloti che sono poi arrivati al mondiale di categoria. Ti capita di pensarci?

Purtroppo le carriere possono prendere direzioni diverse e non è facile. Io so quello che valgo, ma a volte si fanno delle scelte, o si è costretti a fare delle scelte, che non ti portano dove vorresti. Devi però fare quello che puoi con quello che ti danno e farlo al meglio. Io ho cercato di fare quello. Infatti non guardo a quello che avrei potuto fare, ma solo ai fatti concreti e a dove voglio arrivare.

 

Mattia Casadei
In pista a Jerez nel 2025. Credit: Motozoo Racing

 

Come hai vissuto la stagione nel CEV Moto3 nel 2017, l'ultima per te in quella categoria?

È stato un anno abbastanza difficile, ma che mi è servito molto per fare esperienza. Era il primo anno in quel campionato, il cui livello è molto alto, e ho fatto un po' fatica. Quella moto (Honda, ndr) non si adattava tanto al mio stile di guida, oppure non riuscivamo a trovare la soluzione giusta. A fine anno, ho quindi ho pensato di fare un cambio di categoria e insieme a Paolo Simoncelli, che mi ha sempre aiutato e sempre ringrazio, abbiamo trovato un'altra soluzione (CIV Supersport col GAS Racing Team, ndr).

 

Cosa puoi dire di Paolo Simoncelli?

È tuttora un mio grande sostenitore e sono molto contento del rapporto che ho con lui e di tutto quello che mi ha permesso di fare. È un tipo molto "bastone e carota", ma ha sempre fatto tutto volendomi un gran bene e puntando a farmi crescere. È una grande persona e voglio bene a lui e a tutta la sua famiglia.

 

In conclusione, qual è il tuo motto?

Tre C.

 

Che sarebbero...?

Ne dico solo una: consapevolezza. Le altre...le lascio all'immaginazione! (sorride, ndr).

 

Palmen in Motorradsport ringrazia Mattia Casadei per la disponibilità e Davide Giugliano del team D34G Racing per aver reso possibile l'intervista. A pilota e squadra i migliori auguri per le prossime gare e stagioni.