Lucie Boudesseul (WorldWCR) si racconta a Palmen in Motorradsport

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La terza stagione del mondiale femminile di motociclismo, noto come WorldWCR, è iniziata a Portimão con gare interessanti e molte storie da raccontare. Tra le diverse pilote che si sono dimostrate veloci e sono riuscite a lottare per le prime posizioni, una di loro è Lucie Boudesseul.
Classe 2003, Boudesseul affronta la sua seconda stagione nella serie col team GMT94 Yamaha e punta a fare ulteriori passi avanti dopo una promettente stagione 2025, che l’ha vista conquistare due podi, tra cui uno in casa a Magny-Cours, e chiudere l’anno al sesto posto. L’inizio della nuova stagione è stato difficile, ma la pilota francese è comunque riuscita a fare buone rimonte e a concludere Gara 1 al 4° posto. Una caduta l’ha purtroppo estromessa da Gara 2 mentre era ancora in lotta per le prime cinque posizioni, ma la velocità mostrata in Portogallo la rende una delle pilote da tenere d’occhio per la stagione 2026.
Palmen in Motorradsport ha avuto l’opportunità di intervistare Lucie Boudesseul per parlare delle sue aspettative per questa stagione e per conoscere meglio la sua storia e la sua carriera.
Lucie, cosa puoi raccontare di come è iniziata la stagione?
Il round di Portimão è stato molto difficile. Abbiamo avuto problemi al motore durante la prima sessione dei test ufficiali del WorldWCR e questo non solo ci ha fatto perdere tempo prezioso, ma ci ha anche costretti a cambiare alcune componenti e sulla moto non mi sentivo a mio agio come avrei dovuto.
Il fatto che abbiamo perso gran parte dei test e abbiamo dovuto cambiare la moto ci ha costretti, all’inizio del primo round, a partire praticamente da zero e questo si è visto nelle prove libere e in Superpole, dove avevo un gap importante dalle migliori (si è qualificata in settima posizione, a 1,7 secondi dalla pole position, ndr). Tuttavia, sono riuscita a fare una buona rimonta e delle buone gare. In Gara 1 ho lottato per il 4° posto con una buona strategia e, nelle fasi finali, sono riuscita a superare le pilote con cui stavo battagliando e a chiudere appunto quarta. Anche Gara 2 stava andando bene, ma purtroppo sono caduta a causa di diversi fattori: c’era un forte vento laterale e quando ho preso un piccolo avvallamento alla curva 1, ho semplicemente perso il controllo della moto e sono finita a terra.
In ogni caso, sono soddisfatta delle mie gare a Portimão e ho fiducia per questa stagione.

Qual è il tuo obiettivo per questa stagione?
Voglio prima di tutto accumulare esperienza, perché è solo il mio secondo anno di mondiale. Nel campionato francese guidavo una moto da 1000cc, quindi molto diversa dalla Yamaha R7. Inoltre, devo ancora imparare molto da pilote come María Herrera o Beatriz Neila. Sono velocissime e hanno molta esperienza, mentre io ho iniziato a correre solo a 14 anni, quindi ho ancora tanta strada da fare.
Allo stesso tempo, però, abbiamo visto nel 2025 che a Magny-Cours e Jerez sono riuscita a lottare con loro e a salire sul podio. Sicuramente, l’obiettivo principale è arrivare più volte nella top 3, ottenere punti importanti e concludere la stagione in una posizione migliore rispetto al primo anno. Non ho in mente una posizione precisa, dato che in questo sport può succedere di tutto, ma mi piacerebbe fare un passo avanti rispetto al 2025.
Pensi sia realistico puntare a vincere gare nel 2026?
Sì, voglio vincere almeno una gara e, se possibile, anche di più. Sarà difficile, perché abbiamo visto a Portimão che María e Paola (Ramos, ndr) hanno un ottimo passo gara, ma sono sicura che se riuscirò a iniziare il weekend in una posizione migliore rispetto al Portogallo, potrò stare con loro. Alla fine, a Magny-Cours e Jerez sono salita sul podio battendo María, quindi è possibile finire la gara davanti a lei. È un obiettivo ambizioso, ma è possibile.
Tornando alla tua prima stagione nel WorldWCR, sei soddisfatta di come è andata?
Sì. Sono passata dal campionato francese FSBK al mondiale, che è il sogno di molti piloti. E non solo ci sono, ma ho anche dimostrato di poter fare bene e conquistare podi…È stato come realizzare un sogno di quando ero bambina!
Hai conquistato due podi, tra cui uno nel round di casa a Magny-Cours. Che sensazione è stata?
È stato pazzesco. Già è fantastico ottenere un podio nel mondiale, ma farlo lì, vedere la folla festeggiare e anche piangere e portare con me la bandiera francese dopo la bandiera a scacchi lo ha reso indimenticabile. Quando ero bambina facevo parte di quel pubblico insieme a mio padre, e nel 2025 è stato un sogno essere in pista e finire sul podio in Francia. È il ricordo più bello della mia carriera finora, da conservare per sempre.

Come ti sta cambiando questa esperienza sul palcoscenico iridato?
Qui il livello è così alto che devi migliorare a ogni gara e spingere un po’ di più ogni volta. Un aspetto su cui sto migliorando in particolare è il mio stile di guida in generale: prima guidavo moto da 1000cc, nel campionato francese, e quelle moto richiedono uno stile di guida più aggressivo, soprattutto in frenata. Questo stile non si sposa molto bene con la Yamaha R7, quindi mi sto adattando e migliorando a ogni weekend. E, fortunatamente, i risultati sono già arrivati.
Torniamo ora a quando è iniziato tutto. Da dove nasce la tua passione per le moto?
Ho una storia molto diversa rispetto a quella di altri piloti, perché come ho detto ho iniziato a correre solo a 14 anni. Vengo da una famiglia semplice, non ricca, e nessuno nella mia famiglia correva. Mio padre aveva una moto in garage, ma non la usava spesso. Ho pochi ricordi di come sia iniziato tutto, ma ricordo che un giorno stavo guardando delle gare di Moto3 su YouTube e in quel momento ho detto: “Ok, voglio farlo anch'io!”.
Mio padre non voleva che corressi, ma le cose sono cambiate quando siamo andati alla 24 Ore di Le Mans motociclistica nel 2018. Lì ho incontrato David Veillon, che è diventato ed è ancora oggi il mio coach. Era lì con il suo simulatore di guida e, quando l’ho visto, ho voluto provarlo per divertimento. Poi David ha capito che avevo qualcosa in più rispetto a molti altri, quindi mi ha chiesto se volessi iniziare a lavorare con lui e diventare una pilota di moto. E così è iniziata la mia carriera…
Cosa racconti delle tue stagioni prima di arrivare al WorldWCR?
All'inizio ho corso per due anni nel campionato della Normandia, poi ho fatto due stagioni nella Supersport 300 del campionato FSBK. Allora ho anche ricevuto alcune offerte per correre nel Campionato Europeo Moto2, ma i costi erano davvero troppo alti per il nostro budget, quindi ho continuato a correre in Francia e sono passata alla European Bikes (serie per moto da 1000cc prodotte da costruttori europei, parte del paddock FSBK, ndr). Passare dalla 300cc alla 1000cc è stato un grande salto, ma mi sono adattata gradualmente e sono anche riuscita a conquistare tre podi. Inoltre, sono diventata la donna con il giro più veloce sul circuito di Carole. E proprio questa cosa ha cambiato tutto nella mia carriera.
In che modo?
Il circuito di Carole è uno degli sponsor del team GMT94 Yamaha. Il titolare Christophe Guyot era presente lì per l’FSBK e, dopo avermi visto correre nella categoria European Bikes, è venuto da me e mi ha detto: “È la prima volta che vedo una donna andare così veloce!”. Poi mi ha parlato del WorldWCR e mi ha chiesto se volessi provare la R7. È così che sono passata al mondiale.

Com’è stato per te essere contattata da una persona così esperta e da un team dalla storia così importante?
È stato sorprendente. Quando corri a questi livelli, nel campionato francese, tutti conoscono il team GMT94 ed è stato incredibile essere raggiunta da Christophe. Penso che tutti i piloti sognino di essere notate da qualcuno come lui e di avere queste opportunità. Come pilota, è molto importante sentire di avere del potenziale e che possano accorgersene anche persone di questo livello.
A parte le gare di moto, pratichi anche altri sport?
Prima di dedicarmi alle moto, ho praticato nuoto per molto tempo e ho partecipato anche a molte gare. Quando ho iniziato a correre ho dovuto smettere, ma continuo a fare nuoto quando posso e pratico anche altri sport come il ciclismo, il tennis e la boxe. Questo non solo mi aiuta a prepararmi per le gare, ma mi aiuta anche a mantenere una mentalità competitiva e a cercare sempre di ottenere di più.
Cosa pensi della crescita delle donne nel motociclismo?
Ci è voluto molto tempo, ma ora abbiamo molte donne che lavorano nel mondiale e non solo come pilote, ma come meccaniche o anche all’interno di Dorna.
Per quanto riguarda il WorldWCR, per le donne è davvero una grande opportunità per correre a livello mondiale. Tuttavia, c’è ancora margine di miglioramento: stiamo guidando una Yamaha R7 completamente standard e penso che sarebbe bello avere moto più potenti, più vicine a quelle utilizzate nei campionati misti.
Per concludere, qual è il tuo obiettivo per il futuro?
Prima di tutto, il mio obiettivo è diventare una pilota professionista, perché attualmente non lo sono. Per permettermi di correre, sto sviluppando simulatori MotoGP e lavoriamo anche per la sicurezza stradale. È molto difficile diventare pilota professionista in Francia, anche perché è complicato trovare sponsor. Sarebbe importante migliorare la comunicazione e attirare più persone verso questo sport, affinché più aziende si interessino.
In secondo luogo, voglio aiutare altre donne a realizzare il loro sogno di correre, che sia nel campionato francese o in quello mondiale.
Hai detto che lavori anche con la sicurezza stradale. Hai la patente?
No, e non ho intenzione di prenderla. Non sono sicura che, in strada, io riesca a restare calma e a guidare in sicurezza, senza comportarmi come se stessi in pista (ride, ndr).
Palmen in Motorradsport ringrazia Lucie Boudesseul per la disponibilità e Yann Marian (addetto stampa del team GMT94 Yamaha) per aver reso possibile l’intervista. A pilota e team i migliori auguri per le prossime gare e stagioni.
