Luca Bernardi: Alti, bassi e ripartenze di un pluricampione italiano

Gli anni dal 2021 al 2026 sono stati sicuramente un rollercoaster per Luca Bernardi.
Due volte Campione Italiano (Supersport 300 nel 2017 e Supersport nel 2020, Bernardi ha conquistato podi nel Mondiale Supersport, ma ha poi patito un serio infortunio alla schiena (frattura della vertebra T12 a Magny-Cours nel 2021) e diverse altre difficoltà, tra cui una difficile parentesi nel Mondiale Superbike e un avanti e indietro tra CIV Superbike e altre competizioni internazionali. Questo cammino affronta un’altra tappa nel 2026, un anno che per il giovane pilota di San Marino è iniziato con alcunei vicissitudini, ma che sta dando ottimi risultati nel CIV Superbike col proprio Berna Racing Team.
Palmen in Motorradsport ha avuto modo di intervistare Luca Bernardi per parlare della stagione in corso e ripercorrere quanto successo negli ultimi anni.
Luca, cosa racconti della stagione 2026?
Adesso sta andando bene. Purtroppo ho dovuto saltare le prime gare, sia perché mi sono infortunato, sia perché mi sono ritrovato senza squadra. All’inizio dell'anno avevo firmato con un team (Cecchini Racing, ndr), ma poi ci sono stati dei problemi e mi sono ritrovato a piedi. Come se non bastasse, io e mio padre abbiamo affrontato dei test a Misano con una Ducati, ma in una brutta caduta mi sono infortunato e ho anche demolito la moto, arrivando quindi a saltare i primi due round.
Come sei riuscito ad essere al via del CIV Superbike, nonostante tutto?
Fortunatamente Aprilia mi ha dato una moto tramite Enea Maironi (tecnico che lavora per la casa di Noale in MotoGP, ndr) e poi Revo mi ha dato una mano coi ricambi. Al resto ci ha pensato soprattutto mio padre, che mi fa anche da meccanico. Poi abbiamo preso un altro meccanico, di nome Marco, e oltre a lui ci danno una mano Enea e altre persone, come un nostro amico che ci aiuta con l’elettronica.
A Imola, all’esordio stagionale e senza test, mi sono trovato subito abbastanza bene e ho conquistato un ottimo terzo posto in Gara 2, dopo aver. Avevo lottato per il podio già in Gara 1, ma poi ho commesso un errore che mi ha fatto perdere varie posizioni. Alla Racing Night a Misano mi sentivo competitivo, ma ho avuto un problema elettronico prima della gara e quindi non sono partito. Mi sono comunque rifatto con un podio in Gara 2 e col bellissimo weekend di Cremona, dove ho vinto Gara 1 e ottenuto un altro podio in Gara 2.

Facendo ora un passo indietro, sei stato Campione Italiano Supersport 300 nel 2017. Poi sei passato al mondiale di categoria e successivamente sei diventato Campione Italiano Supersport nel 2020. Cosa racconti di quella stagione?
Mi sentivo molto competitivo e veloce, soprattutto per le belle gare che avevo fatto l’anno prima (l’anno prima aveva centrato dei podi all’esordio nella categoria, ndr). Ero sicuro di potermi giocarmi il titolo. Fortunatamente ho corso col team Gomma Racing (dell’ex-pilota Alessio Corradi, ndr), che ha creduto in me e ha dato il massimo in tutto e per tutto. Insieme abbiamo vinto quasi tutte le gare e alla fine abbiamo conquistato il titolo. Abbiamo fatto veramente una stagione della madonna e con loro sono cresciuto tantissimo.
E poi sei passato al Mondiale Supersport.
Sì, sono salito al WorldSSP col team CM Racing. Anche lì mi sono sentito molto competitivo e avevo un ottimo feeling con la Yamaha R6, quindi sono stato subito veloce pur non conoscendo buona parte delle piste. Sono andato subito a podio al secondo round e mi sono ripetuto più volte durante la stagione. Purtroppo però ho avuto un brutto infortunio a Magny-Cours, che ha posto fine in anticipo alla mia stagione.
Da lì sei passato in Superbike col Barni Racing Team, in una stagione che però non è andata bene. Col senno di poi, saresti rimasto un altro anno in Supersport?
Ho ricevuto la loro offerta già alla mia seconda gara in Supersport e in quel momento ci ho pensato un po’ prima di accettarla. Sinceramente però non rimpiango le scelte che ho fatto.
Cosa puoi dire di quell’anno?
Non mi piace tanto parlarne, perché è stato un anno difficile e in cui non stavo bene fisicamente. Ciononostante ho fatto comunque delle belle gare per essere un esordiente. Oltretutto non conoscevo alcune piste e dovevo partire da zero anche su quelle che conoscevo, visto che dalla 600cc alla 1000cc i riferimenti cambiano molto. Secondo me, in quell’anno sono andato abbastanza bene e a confermarlo c’è anche il fatto che, pur non avendo finito la stagione (a tre round dalla fine è stato sostituito da Xavi Forés, ndr), ho vinto il premio per il maggior numero di posizioni recuperate in gara durante tutto l’anno. Sì, ho fatto tante belle rimonte...

Come sei ripartito successivamente?
Nel 2023 ho corso nel CIV Superbike con Aprilia e il team Revo-M2 e insieme abbiamo corso due belle stagioni. Abbiamo fato alcuni errori che ci hanno impedito di giocarci il titolo, ma sono contento dei risultati che ho fatto.
E poi è arrivata la stagione nel Mondiale MotoE.
È stata una bella esperienza, dove mi sono trovato bene con la squadra (Aruba.it Racing, ndr), con le persone con cui ho lavorato e anche con la moto. Solo le gomme che usavamo (Michelin, fatte con materiali riciclati, ndr) non mi sono piaciute. Infatti, per fare un esempio, mi sono sentito molto competitivo al Balaton Park, ma in Gara 1 sono caduto al primo giro proprio a causa di quelle gomme. (Nel 2025 ha corso anche nel Mondiale Endurance con la Ducati del team Aviobike WRS, ndr)
Come hai vissuto il paddock del Motomondiale?
In realtà non l’ho vissuto un granché, visto che la tenda della MotoE era separata da tutto il resto. Ogni tanto capitava di andarci, ma era comunque per poco tempo e non ho potuto farmi un’idea precisa.
A questo punto, che obiettivo hai per il futuro?
Sinceramente adesso non lo so. La cosa certa è che voglio concludere bene la stagione 2026. Vedremo poi quali opportunità si presenteranno e quali scelte fare per la mia carriera. Al momento però non ho nulla in ballo.
Come hai vissuto gli infortuni e le difficoltà che hai avuto nel Mondiale Supersport e in Superbike?
Quando mi sono fatto male a Magny-Cours, anche se è stato un brutto incidente, il primo pensiero era di ritornare subito in moto e in generale cercavo di rimanere il più positivo e tranquillo possibile, sapendo che sarei tornato. È stata molto più dura in questo 2026: mi sono fatto male nuovamente alla schiena, anche se era una piccola frattura e dopo due mesi ero di nuovo a posto, ma come detto ero rimasto senza sella e non sapevo cosa fare in quel momento. Non è facile restare concentrati, anche perché nel mentre alcuni miei familiari mi dicevano quasi di smettere. Alla fine gli ho detto che volevo continuare comunque, ed eccoci qua.
Qual è stato finora il traguardo più bello della tua carriera?
Sicuramente i titoli italiani vinti nel 2017 in Supersport 300 e nel 2020 in Supersport. In più menziono l'anno che ho corso nel Mondiale Supersport, dove mi sentivo veramente bene e mi giocavo podi e vittorie da rookie.

Ti stai occupando anche di altro, o sei concentrato al 100% sulle gare?
Sto provando a mettere su un progetto al di fuori delle corse, ma per scaramanzia non dico nulla (ride, ndr).
In conclusione, il “momento ringraziamento”.
Ringrazio innanzitutto mio padre. Lavora per farmi correre, lavora sulla mia moto e nel mentre continua a fare il suo lavoro a tempo pieno. Infatti è spesso esausto e ancor di più gli sono grato per quello che sta facendo. Anche se va in pensione quest’anno, lui non si ferma e lavora duramente per far sì che la mia carriera continui. Oltre a lui ringrazio tutta la mia famiglia, Aprilia, Enea Maironi, i miei sponsor, il mio manager e tutte le persone che mi sostengono.
Palmen in Motorradsport ringrazia Luca Bernardi per la disponibilità e gli augura il meglio per le prossime gare e stagioni.
