Leonardo Zanni: Gioie e dolori, verso il Mondiale Moto3

Leonardo Zanni
Leonardo Zanni vittorioso a Barcellona (2026). Credit: Momoven Racing

Una carriera partita da piccolissimo, due titoli italiani, grandi risultati tra European Talent Cup e Mondiale Junior Moto3 col team Momoven Racing (prima Finetwork Mir Racing) e ora il capitolo più importante fino ad oggi: il passaggio al Mondiale Moto3 col team Leopard Racing.

Questo è il percorso di Leonardo Zanni, che si è raccontato a Palmen in Motorradsport in un'intervista a cuore aperto.

 

 

Leonardo, come ti senti all'idea di passare al Mondiale Moto3 col team Leopard?

Sono molto contento, perché non capita a tutti di poter esordire nel mondiale con un team così importante e vincente, che ha alle spalle ben quattro titoli mondiali. Arrivare al mondiale è sempre stato il mio sogno e ci lavoro da quando avevo due anni e mezzo. Ci sono dei momenti in cui pensi di non farcela, ma alla fine se ci credi e lavori al meglio tutto è possibile. E questo è stato il mio caso.

 

Ti sei già dato un obiettivo particolare?

Al momento no. Voglio solo imparare, conoscere le piste ed essere il più veloce possibile. Per i risultati, si vedrà strada facendo.

 

Guardando invece alla stagione 2026, cosa racconti a riguardo?

La prima parte di stagione è stata molto buona. Abbiamo avuto poi alcuni problemi, ma verso la fine ci siamo ripresi un po'. Ho comunque conquistato una vittoria e una pole position e in due occasioni sono caduto mentre ero in prima posizione, quindi la velocità c'è stata.

 

Leonardo Zanni
In azione a Estoril. Credit: MotoJunior

 

In vista del tuo passaggio al mondiale, a livello di pilota, senti di dover ancora lavorare su qualcosa in particolare?

Principalmente su tutto. Se dovessi farlo come allenamento in palestra, farei un full body (ride, ndr). Però dipende anche dalla pista. In ogni caso c'è sempre qualcosa su cui lavorare e me ne renderò conto ancora meglio quando sarò lì.

 

Possiamo ora ricordare quando è iniziata la tua carriera?

Ho iniziato ad andare in moto a due anni e mezzo, con una minimoto elettrica all'inizio prestata e poi comprata da un amico di mio padre. Non so perché, ma volevo assolutamente provarla, nonostante mio padre non fosse proprio un appassionato di motociclismo. Comunque ho fatto di lì a poco le mie prime gare e sono diventato poi Campione Italiano Minimoto Junior B (nello stesso anno ha anche vinto il Trofeo Simoncelli e chiuso terzo nel campionato europeo, ndr).

 

Com'è proseguito poi il tuo percorso?

Nel 2019 poi sono passato alle ruote da 17 pollici correndo in Spagna, nella classe Moto5 della Cuna de Campeones. Ho saltato alcune gare e non sono quindi arrivato molto avanti in classifica, ma per essere nuovo in quell'ambiente sono andato bene, facendo anche una o due pole position. Nel 2020 invece sono passato al CIV PreMoto3. Ho esordito al secondo round appena ho raggiunto l'età minima (12 anni, ndr) e ho subito conquistato il podio nel round successivo a Imola. Nel 2021 ho avuto un po' di sfortuna, facendomi anche male a un polso, ma sono riuscito a vincere tre gare.

 

E poi hai fatto altri step importanti.

Sì. Nel 2022 sono diventato Campione Italiano PreMoto3 e l'anno dopo sono passato alla European Talent Cup. Nel 2023 e 2024 ho avuto alcuni infortuni, che hanno più o meno condizionato entrambe le stagioni, ma sono stato comunque abbastanza veloce. Sono anche riuscito a entrare nella Red Bull MotoGP Rookies Cup per il 2024 e a provare per la prima volta la Moto3 alla fine di quell'anno. Nel 2025 poi ho esordito nel Mondiale Junior Moto3 e ho chiuso ottavo con anche una vittoria (al Motorland Aragon, ndr), quindi non male per essere un debuttante.

 

Ti aspettavi quel podio a Imola nel 2020, a 12 anni e al tuo secondo round nella PreMoto3?

No. Posso però dire che mi sono sempre impegnato al massimo, al fine di raggiungere questi risultati. È stato un risultato inaspettato, ma dall'altra parte è stato frutto di tanto lavoro.

 

Leonardo Zanni
CIV PreMoto3 a Vallelunga (2022). Credit: Campionato Italiano Velocità

 

E che ricordi hai della stagione 2022, quando hai vinto il titolo sempre nel CIV PreMoto3?

È stata una stagione molto intensa, ma andata nel migliore dei modi. Ricordo soprattutto l'essere partito subito con una vittoria in Gara 1 al primo round, a Misano, e l'aver poi mantenuto il primo posto in campionato per tutta la stagione, fino a vincerlo con una gara di anticipo. È stata un'annata lunga e intensa, ma molto costruttiva in vista delle stagioni successive.

 

Come ti hanno formato le quattro stagioni che hai corso tra European Talent Cup e Mondiale Junior Moto3?

Mi hanno sicuramente reso più maturo, più calmo e più consapevole dei fattori esterni che non posso controllare, e su cui non vale la pena arrabbiarsi. Sono diventato più professionale. 

 

Hai anche corso nella Red Bull Rookies Cup nel 2024. Com'è andata?

Ho sofferto un po' (ha chiuso 14º con un settimo posto come miglior piazzamento, ndr). Il livello della Rookies Cup è sempre molto alto, ma nell'anno in cui ci ho corso lo era ancora di più. Basti pensare che c'erano Máximo Quiles al terzo anno, Álvaro Carpe al secondo e piloti come Brian Uriarte, Valentín Perrone, Marco Morelli, Guido Pini, Rico Salmela...Era tosta. Sinceramente mi è dispiaciuto solo in parte non essere riconfermato per un secondo anno, perché ho potuto concentrarmi pienamente sull'andare forte nel Mondiale Junior Moto3. Ed è andata bene!

 

Com'è la tua preparazione per le gare?

Ultimamente lo faccio poco, perché ho traslocato dalla Spagna e dobbiamo ancora mettere tutto a posto, ma di solito mi alleno molto in moto. Oltre a questo, vado spesso in bicicletta o a correre. Non vado spesso in palestra: ci vado per fare un po' di allenamento a corpo libero, ma preferisco correre o andare in bici.

 

Quindi hai anche vissuto in Spagna?

Ci ho vissuto due anni facendo un po' avanti e indietro. Già nel 2024 andavo da solo alle gare della Red Bull Rookies Cup, visto che mio padre doveva lavorare e non poteva accompagnarmi, ma poi ho fatto un altro step ancora. Per il 2027 però mi piacerebbe rimanere in Italia, anche perché molte persone con cui lavorerò nel team Leopard sono italiane. Tornerò in Spagna per gli allenamenti in pista, ma il piano è tornare a vivere in Italia.

 

Cosa ti piace fare nel tempo libero che ti rimane?

Mi piace giocare a padel, mi vedo due o tre volte a settimana con la mia ragazza ed esco coi miei amici.

 

Leonardo Zanni
Annuncio per la stagione 2027. Credit: Leopard Racing

Hai qualche passione in particolare al di fuori del motociclismo?

Sono un grande appassionato di aviazione, al punto che passo molte ore a giocare e fare voli intercontinentali su un simulatore. Ho imparato tutto da solo in sei mesi, senza tutorial. Mi informo molto anche sugli aerei e ho i miei preferiti. Insomma, si vede che mi piace!

 

Prenderesti anche il brevetto?

Sì...ma non sono pronto a studiare tutte quelle ore! (ride, ndr)

 

Se tu non facessi il pilota, faresti il pilota di aerei?

Sì. Oppure studierei tanto per poter aprire una mia attività nell'edilizia o nel settore nautico.

 

Che rapporto hai con lo studio?

In generale non mi piace studiare, ma per un argomento che mi piace davvero lo faccio più che volentieri. Questo vale per l'aviazione, come detto prima, e anche per altre cose che mi piacciono, come l'universo. A parte questo però faccio una scuola privata, anche perché con tutti gli impegni che ha un pilota è difficile portare avanti gli studi normalmente.

 

In conclusione, Leonardo, ringrazia chi vuoi!

Ringrazio molto i Talenti Azzurri, la Federazione Motociclistica Italiana, i miei sponsor, il team Momoven Racing, Claudio Zamboni e naturalmente i miei genitori e la mia ragazza, che sopporta me e la mia passione per le moto dalla mattina alla sera. In generale, ringrazio tutte le persone che mi hanno supportato fin da quando ero piccolo.

 

Palmen in Motorradsport ringrazia Leonardo Zanni per la disponibilità e Javier Martínez e Miquel Gallego di Momoven Racing per aver reso possibile l'intervista. A pilota e squadra i migliori auguri per i prossimi capitoli delle loro storie.