Carlos Cano: Il Campione del Mondo Moto3 Junior 2026 si racconta

Carlos Cano
Carlos Cano. Credit: MotoJunior

Vittorie e podi in ogni campionato a cui ha partecipato finora, capacità di superare i momenti difficili e una stagione 2026 da favola, culminata col titolo di Campione del Mondo Moto3 Junior al suo primo anno nel campionato.

Questo è tutto ciò che ha vissuto Carlos Cano, talento nato nel 2009 nel quartiere di San Basilio a Murcia. Dopo tanti successi e due titoli conquistati negli ultimi tre anni (aveva già vinto la European Talent Cup nel 2024), Cano è ora pronto ad affrontare la sfida più grande della sua carriera: il passaggio al Mondiale Moto3 nel 2027, insieme al CFMOTO Aspar Team e con alle spalle un manager di grande esperienza come Emilio Alzamora.

Palmen in Motorradsport ha avuto l'opportunità di intervistare Carlos Cano nell'ultimo appuntamento del FIM MotoJunior a Misano, per conoscere meglio lui e la sua storia. Una chiacchierata piacevole ed interessante, avvenuto il giorno prima che Cano vincesse il titolo nel Mondiale Junior Moto3.

 

 

Carlos, ti aspettavi di essere così veloce e di lottare per il titolo al primo anno nel Mondiale Junior Moto3?

All'inizio della stagione gli obiettivi erano soprattutto conoscere al meglio il team nelle prime gare e imparare il più velocemente possibile dai piloti con più esperienza. Gara dopo gara ho imparato molto e ho conosciuto sempre meglio anche la squadra. Nelle prime gare ho fatto un po' di fatica a stare coi più veloci, ma poi mi sono adattato bene alla Moto3 e sono riuscito, soprattutto da metà campionato, ad arrivare con grande costanza nelle prime tre posizioni. È stato un bell'anno, in cui ho lottato coi miei compagni di squadra (Yaroslav Karpushin e Giulio Pugliese, ndr) fino all'ultimo round.

 

Se te lo avessero detto all'inizio, ci avresti creduto?

Quando inizi un anno da rookie, non ti aspetti mai di arrivare all'ultima gara con la possibilità di vincere il campionato, soprattutto se è il Mondiale Junior. Insieme però abbiamo fatto grandi progressi e abbiamo lavorato duramente per arrivare qui nella miglior forma possibile. Mi sono preparato al meglio per tutte le gare e il team mi ha sempre aiutato al massimo. Credo che questo sia il premio per tutto il lavoro che abbiamo fatto durante l'anno. Ce lo meritiamo pienamente.

 

Ti sei trovato in una situazione molto simile nel 2024, quando hai vinto la European Talent Cup al tuo primo anno nella categoria.

Il 2024 è stato un anno davvero speciale, sinceramente. Era il mio primo anno con Emilio Alzamora come manager e da lui ho imparato tantissime cose, che mi hanno poi aiutato a conquistare il titolo. La cosa più bella è stata la crescita che abbiamo fatto tutti insieme come squadra (SeventyTwo Artbox Racing Team, ndr), più tutto quello che abbiamo imparato in vista degli anni successivi. All'epoca ero un ragazzino che arrivava dal team QRG (con cui aveva corso nell'ESBK PreMoto3, ndr) e che lì ha imparato tantissimo. Non mi sarei mai aspettato di vincere un campionato europeo già al primo anno. È stato davvero incredibile.

 

Carlos Cano
Cano dopo aver vinto il titolo nella European Talent Cup (2024). Credit: MotoJunior

 

Nel 2025, invece, hai vissuto una situazione per certi versi opposta, perché hai lottato per il campionato ma alla fine lo hai perso per fattori "esterni" (squalificato dall'ultima gara a Valencia per un errore del tuo team, ndr). Come hai vissuto quel momento?

Ho iniziato la stagione sentendomi forte e molto entusiasta all'idea di affrontare un altro anno nella European Talent Cup da campione in carica. Chiaramente, l'obiettivo era difendere il titolo e conquistarlo per il secondo anno consecutivo. Purtroppo però lo abbiamo perso, a causa di un errore all'interno del team (il titolo è andato a Fernando Bujosa, ndr). All'inizio ero triste per averlo perso in quel modo, ma subito dopo mi sono reso conto degli aspetti positivi: abbiamo vinto diverse gare, ho acquisito molta esperienza e ho imparato tantissime cose. Sono molto grato alle persone che mi sono state accanto nel 2025, a Emilio per i suoi consigli e alla mia famiglia per tutto il loro sostegno.

 

Nella stagione 2026 hai affrontato anche la Red Bull MotoGP Rookies Cup. Che cosa ti ha insegnato questa esperienza?

È stata una bella annata, durante la quale ho potuto conoscere nuovi circuiti in vista del futuro. Lì ho dovuto adattarmi il più velocemente possibile, perché molti piloti erano già al loro secondo o terzo anno nella serie. All'inizio ho fatto fatica, ma correre lì mi ha aiutato molto in vista del 2027.

 

Ora facciamo un passo indietro ancora più grande. Come è iniziata la tua carriera nel motociclismo?

È iniziata quando ero un bambino di quattro anni, un po' matto, che non sapeva nemmeno cosa stesse facendo. Un giorno mio padre mi ha portato dove teniamo le nostre moto e ne ha messa in moto una. A dire la verità, sono rimasto spaventato dal rumore che faceva. Cinque giorni dopo, però, lui mi ha portato in una scuola a Cartagena, gestita da Francisco "Pacote" Mármol (la persona che ha scoperto Pedro Acosta, ndr). E quel giorno me ne sono andato con tanto entusiasmo, dopo aver visto come guidavano gli altri bambini. Ho quindi detto a mio padre che dovevamo provarci, e due settimane dopo ho iniziato ad allenarmi lì.

All'inizio mi allenavo soltanto il lunedì e il sabato, ma quando "Pacote" ha detto a mio padre che ero bravo e che vedeva del potenziale in me, ho cominciato ad allenarmi ancora di più: ogni settimana andavo il lunedì, il mercoledì, il venerdì e nel weekend. Da lì ho iniziato a fare le mie prime gare a sei anni e poi, nel 2018, ho corso e subito vinto il titolo nel campionato spagnolo di minimoto. L'anno successivo sono passato alla 110cc e poi alla Moto5, alla Moto4 e alla PreMoto3, ottenendo sempre vittorie e grandi risultati.

Ancora oggi "Pacote" è il mio grande allenatore e un punto di riferimento per me sotto tantissimi aspetti. Mi ha dato moltissimi consigli e nel 2026 ho anche affrontato insieme a lui la Red Bull MotoGP Rookies Cup.

 

Hai vissuto una situazione molto difficile nel 2023, quando ti sei ritrovato a piedi poco prima dell'inizio della stagione.

Dicembre 2022 e gennaio 2023 sono stati i mesi più difficili della mia carriera sportiva. Arrivavo da grandi risultati (nei due anni precedenti aveva conquistato podi e vittorie nell'ESBK, in Moto4 e PreMoto3, ndr), ma mi sono ritrovato senza sella fino a un mese prima dell'inizio della stagione. Il motivo è che non avevamo i soldi necessari per sostenere una stagione che ormai costava 40.000, 50.000 o 60.000 euro.

All'ultimo momento, però, è arrivata l'opportunità offerta da David Guardiola e dal team QRG, che mi hanno aiutato moltissimo insieme ad altre persone che hanno dato il loro contributo. Alla prima gara sono arrivato a Jerez e ho vinto. È così che sono arrivati gli sponsor, che ci hanno poi permesso di portare a termine la stagione. Non sono riuscito a vincere il campionato, anche a causa di alcuni zeri dovuti a problemi meccanici, ma almeno ho potuto correre. Se oggi sono ancora qui, è anche grazie a chi mi ha aiutato in quell'anno.

 

Se guardi a tutto quello che hai vissuto negli ultimi anni, te lo saresti aspettato quando hai iniziato?

Quando ho cominciato, io, i miei genitori e tutta la mia famiglia vivevamo il motociclismo come un'occasione per imparare e soprattutto come un hobby al di fuori della scuola. In effetti, soprattutto i miei genitori dicono che i primi anni sono stati i più belli per loro, perché è quando ti godi semplicemente il momento, stai lì con tuo figlio, gli fai da meccanico e vivi tutto in prima persona. All'epoca non sei nemmeno in grado di immaginare fino a dove potrai arrivare. Poi, però, man mano che gli anni passano, ti vedi un passo più avanti, poi un altro passo più avanti, e alla fine cominci a crederci davvero. Se lavori duramente e hai le qualità che servono, alla fine arrivi.

 

Hai anche altre passioni al di fuori delle moto?

In realtà no. La mia vita è il motociclismo, 24 ore su 24 e sette giorni su sette. Se i miei allenatori mi dicono che una cosa va fatta in un certo modo, seguo le loro indicazioni. Credo che per diventare un campione e arrivare al livello dei miei grandi punti di riferimento, bisogna fare proprio questo: ascoltare attentamente tutte le persone che ti circondano e che ne sanno davvero, come Emilio Alzamora. Anche quello che faccio fuori dalle gare è principalmente legato alle moto e agli allenamenti: andare in bicicletta, correre, nuotare... Alla fine, il mio hobby è il motociclismo.

 

Carlos Cano
In azione al Motorland Aragon. Credit: CFMOTO Aspar Team

 

Che cosa rappresenta la moto per te?

La moto è quella cosa che mi dà sempre la felicità.

 

Se non fossi un pilota motociclistico, che cosa ti piacerebbe fare?

Se non fossi un pilota, mi piacerebbe diventare un coach, un manager o fare qualcos'altro, purché sempre legato al mondo delle moto.

 

Parlando invece di piloti della MotoGP, conosci Pedro Acosta e vi siete anche allenati insieme. Cosa rappresenta lui per te?

Per me Pedro è un punto di riferimento ed è uno dei grandi piloti destinati a segnare un prima e un dopo nel motociclismo. Quello che sta facendo con la KTM, lottando con Marc Márquez e conquistando la sua prima vittoria in MotoGP, è impressionante.

 

Hai altri piloti preferiti?

Sì: Marc Márquez. È molto intelligente e mi piace tanto il modo in cui affronta tutte le gare. Inoltre, adesso è come se avesse un braccio in meno, a causa degli infortuni che ha subito, ed è incredibile vedere quanto riesca ad andare forte nonostante ciò.

 

C'è qualche altro atleta a cui ti ispiri, al di fuori del motociclismo?

Anche Rafael Nadal è un grande punto di riferimento per me, per tutto quello che è riuscito a conquistare. In generale, però, seguo pochi sport al di fuori del motociclismo: il ciclismo e le gare in barca, in particolare la SailGP.

 

Ti piace anche andare in barca?

Ho fatto qualche corso e ho provato...La velocità sull'acqua è un'esperienza completamente diversa rispetto a quella che si vive in moto, dove invece la senti il doppio. Ma sì, mi piace molto anche quello.

 

E per concludere, il "Momento Ringraziamento". Ringrazia chi vuoi!

Voglio ringraziare tutte le persone che mi hanno aiutato ad arrivare fin qui, Parto ringraziando la mia famiglia, che ogni giorno mi accompagna e mi aiuta a seguire gli allenamenti. Ringrazio anche tutti i team che mi hanno aiutato e con cui sono cresciuto, costruendo le basi per arrivare fin qui. Poi voglio ringraziare Emilio Alzamora, perché da manager fa il massimo per me, e il team CFMOTO Aspar, con cui ho imparato molto. Infine, ringrazio Vicente Arbiol per il grande lavoro che svolge per me in ogni gara, impegnandosi al massimo e dandomi tutto ciò di cui ho bisogno in ogni momento.

Dedico i miei successi a tutte le persone che sono sempre state al mio fianco, spingendomi nei momenti difficili e condividendo con me i momenti più belli.

 

Palmen in Motorradsport ringrazia Carlos Cano per la sua disponibilità ed Emilio Alzamora e Vicente Vila (addetto stampa del CFMOTO Aspar Team) per aver reso possibile questa intervista. A pilota e squadra i migliori auguri per i prossimi capitoli della loro avventura.