Kevin Farkas: Passare alla Ducati V2, sognare ancora la MotoGP

Successivamente, però, il pilota ungherese classe 2007 ha intrapreso una nuova sfida, entrando nella V2 Future Champ Ducati Academy in Italia. Insieme al team Talmacsi Racing e sotto la guida del Campione del Mondo 125cc 2007 Gabor Talmacsi, Farkas ha compiuto progressi costanti nel corso della stagione, fino a vincere l'ultima gara dell'annata a Cremona. Inoltre, sullo stesso circuito e nello stesso anno, ha anche debuttato nel Mondiale Sportbike, sostituendo l'infortunato Arai Agaska nel team ProGP NitiRacing (gare chiuse al 21° e 20° posto).
Palmen in Motorradsport ha avuto l'opportunità di intervistare Kevin Farkas durante l'ultimo round della V2 Future Champ, a Cremona. Ne è nata una chiacchierata interessante, nella quale abbiamo affrontato diversi argomenti tra cui la stagione 2026, la sua carriera fino a oggi e molto altro.
Kevin, la stagione 2026 ha portato un grande cambiamento per la tua carriera. Com'è andata?
È stato un anno fantastico e con una grande crescita. Abbiamo iniziato con due ottavi posti a Misano, nel primo round, e passo dopo passo siamo arrivati a lottare per il podio. Ovviamente, non contano soltanto i risultati, ma anche tutto il lavoro che c'è dietro. Mi trovo benissimo col mio team e insieme siamo andati nella direzione giusta.
A questo punto, che obiettivo hai per la tua carriera?
Sopravvivere al 2026 (ride, ndr). Scherzi a parte, abbiamo ancora tante possibilità per il prossimo anno, il che è piuttosto positivo. Potremmo tornare in Moto3 oppure provare persino la Moto2, anche se le probabilità sono basse. Ci piacerebbe anche provare la categoria Sportbike (cosa che ha fatto nel round del WorldSPB a Cremona, ndr). Dentro di me, sento ancora di voler tornare nel paddock MotoGP, perché è lì che mi sono trovato al meglio. Vedremo cosa succederà.

Dopo aver parlato del futuro, uno sguardo al passato. Come hai iniziato a correre in moto?
Quando avevo circa quattro anni, mio padre aveva una moto stradale. Ero molto interessato, ma nel frattempo stavamo valutando altri sport per me. Ho provato a giocare a calcio, ma abbiamo capito che non era lo sport più adatto a me: ero bravo a colpire gli altri giocatori, ma non prendevo mai il pallone (ride, ndr). Abbiamo quindi deciso di smettere e un amico di mio padre ci ha suggerito di provare con le minimoto.
Ho fatto un tentativo in un piazzale in Ungheria...e me ne sono innamorato subito. Di fatto, ho imparato ad andare in minimoto prima che in bicicletta.
Come sono state le tue prime stagioni nel motociclismo?
Ho corso in alcuni campionati organizzati dalla MAMS (la federazione motociclistica ungherese, ndr), inizialmente su una Yamaha PW50 e successivamente su una Honda NSF100. Poi mi sono trasferito al CIV Junior con la Ohvale 190. Sono rimasto lì per due anni e mi sono divertito soprattutto nel secondo, quando ho corso sia nel CIV Junior che nel CNV (un campionato parallelo in Italia, ndr).
Perché hai scelto l'Italia in quella fase della tua carriera?
È stata una decisione di Stefano Favaro, che all'epoca era il mio manager. Mi ha suggerito che sarebbe stato meglio andare in Italia, perché il livello è molto più alto che in Ungheria. E alla fine si è rivelata una bella esperienza.
Successivamente hai corso nella Northern Talent Cup, nel 2021 e nel 2022.
Sì, e sono stati due anni fantastici. Il secondo è stato bellissimo, perché ho lottato per il titolo contro Rossi Moor. Un round particolarmente speciale è stato quello al Red Bull Ring nel 2021, perché lì ho conquistato la mia prima vittoria nella NTC, ed è stato speciale anche quello di Assen nel 2022 insieme all'IDM: in quel weekend, tutto ha funzionato alla perfezione. Infine, vorrei menzionare anche Gara 2 a Le Mans nel 2022: vincere su un circuito così storico, davanti a tantissime persone, è stata una sensazione unica.
Da lì sei poi passato alla Red Bull MotoGP Rookies Cup. Com'è stata la tua esperienza?
Il primo anno è stato difficile. Correre insieme ai migliori 26 teenager al mondo, in piena Road to MotoGP, non è semplice. Inoltre, tra il 2023 e il 2024 ci sono stati dei cambiamenti all'interno del team, che hanno avuto un impatto anche su di me. Se potessi rivivere quell'esperienza, cambierei sicuramente tante cose, anche a livello di prestazioni. Ciononostante, è stato fantastico correre insieme a piloti come Ángel Piqueras, Álvaro Carpe, Máximo Quiles e altri ragazzi molto forti che oggi sono in Moto3 o in Moto2.
Hai poi partecipato al Mondiale Junior Moto3 negli anni 2024 e 2025. Quali sono i ricordi più belli e più negativi di quei due anni?
Comincerei dal ricordo peggiore: il primo weekend del 2024. Ero nuovo nel campionato e non avevo alcuna esperienza con la Moto3, dato che la moto della Red Bull Rookies Cup è molto più simile a quella della European Talent Cup che a una Moto3, in termini di potenza e guida. Ma di certo non mi aspettavo di non riuscire neanche a qualificarmi per le gare. È stato sicuramente un duro colpo.
Dall'altra parte, il mio ricordo più bello è l'intera stagione 2025, corsa col team SeventyTwo Artbox. Lavorare insieme a Emilio Alzamora è stato sicuramente un passo avanti rispetto al passato e mi ha aiutato soprattutto a migliorare le traiettorie che seguivo in pista. Inoltre, è stato fantastico lavorare con una squadra così professionale e con un ottimo compagno di squadra, che era Brian Uriarte.

Perché non sei rimasto nel Mondiale Junior Moto3, e sei invece approdato all V2 Future Champ?
Perché il team ha chiuso i battenti. Volevamo continuare a lavorare insieme, ma alcune complicazioni (problemi tra Emilio Alzamora e il team Artbox, ndr) hanno portato alla chiusura della squadra. Abbiamo quindi deciso di provare qualcosa di nuovo, anche perché i risultati nel JuniorGP non erano stati particolarmente positivi (solo un 15° posto come miglior piazzamento, ndr).
Puoi contare su un coach d'eccezione quale è Gabor Talmacsi. Cosa hai imparato finora da lui?
Ho imparato che, quando non ottengo buoni risultati, invece di arrabbiarmi dovrei guardare tutto da un'altra prospettiva. E dovrei, soprattutto, concedermi un'altra possibilità.
Chi è il tuo pilota preferito?
Marc Márquez. Mi piace per quello che ha ottenuto e per la sua mentalità, perché vuole sempre dare il massimo e vincere, anche se il suo braccio destro risente degli infortuni che ha subito. Vederlo vincere nuovamente dopo tutto quello che ha passato è qualcosa di sovrumano per me.
Qual è il tuo punto di forza come pilota? E il tuo punto debole?
I punti deboli me li tengo per me, non voglio farli sapere ai miei rivali (ride, ndr). Per quanto riguarda il mio punto di forza, sono piuttosto costante nei tempi sul giro: quando raggiungo un determinato tempo, riesco a ripeterlo o ad avvicinarmici per tanti giri.
Per concludere, Kevin, il "Momento Ringraziamento".
Voglio ringraziare tutti, soprattutto mio padre, il mio team, Gabor Talmacsi, il mio meccanico e tutti i miei sponsor. Ringrazio anche lo staff Ducati e quello della serie V2 Future Champ, compreso Michele Pirro per la grande opportunità che mi ha dato. Infine, sono grato alla Pakosta Riders Factory, perché mi ha aiutato a prepararmi per la stagione durante l'inverno.
Palmen in Motorradsport desidera ringraziare Kevin Farkas per la disponibilità e Gabor Talmacsi per aver reso possibile l'intervista. A Kevin e al team Talmacsi Racing i migliori auguri per i prossimi capitoli delle loro storie.
