Garrett Gerloff: Da rookie "misterioso" a baluardo Kawasaki nel WorldSBK

Garrett Gerloff
Gerloff in griglia a Portimão. Credit: Kawasaki Europe

Durante il round del Mondiale Superbike a Most, Palmen in Motorradsport ha avuto l'opportunità di intervistare Garrett Gerloff per la seconda volta. La prima era stata al Motor Bike Expo del 2020, quando Gerloff era appena entrato nel team GRT Yamaha e nel Mondiale Superbike.

Da allora molte cose sono cambiate. Il pilota texano ha vissuto momenti molto positivi e periodi difficili, ha cambiato team e costruttori e si trova ora ad essere l'unico pilota Kawasaki in griglia, dopo essere approdato al Kawasaki WorldSBK Team di Manuel Puccetti nel 2025. Il filo conduttore che unisce tutti questi anni è uno: Gerloff ha dimostrato più volte di essere un pilota da mondiale e di poter lottare per risultati molto importanti.

Palmen in Motorradsport ha deciso di intervistare Garrett Gerloff per parlare di tutto questo: della stagione 2026, delle sfide legate all'essere l'unico pilota “in verde” della griglia e degli anni passati.

 

Garrett, come è iniziata la stagione 2026 per te?

Da quando è iniziato l'anno è stato un po' un saliscendi, ma credo sia dovuto in gran parte al fatto che sto lavorando con un nuovo capotecnico. Lo conosco già dal passato, ma la Kawasaki è una cosa nuova per lui. Inoltre, durante l'inverno non abbiamo praticamente girato sull'asciutto, forse solo mezza giornata, quindi è come se partissimo da zero a ogni round. Ci sono comunque stati dei weekend che non erano iniziati bene, ma dove alla fine la domenica siamo riusciti a capire cosa fare e a fare buoni risultati.

L'unica eccezione è stata Assen, dove abbiamo vissuto un fine settimana terribile: abbiamo cercato di trovare una soluzione ai problemi che avevamo, ma semplicemente non ci siamo riusciti. Abbiamo però disputato degli ottimi weekend al Balaton Park, raggiungendo la top 10 nella Superpole Race e la top 5 in Gara 2, e soprattutto a Most, dove siamo stati costantemente nei primi cinque. Questi sono i migliori risultati ottenuti quest'anno e i migliori che io abbia ottenuto negli ultimi due anni. Penso che la direzione sia quella giusta e spero che questa crescita continui e che possiamo avvicinarci sempre di più alla vittoria.

 

Garrett Gerloff
In azione a Brno. Credit: Kawasaki WorldSBK Team

 

Quindi il tuo obiettivo per quest'anno è continuare a crescere e avvicinarti alla vittoria.

Sì. Voglio dire, se il numero accanto alla mia posizione è una cifra singola, quindi nei primi nove, sarò soddisfatto. Però più siamo vicini alla top 5, meglio è, perché è lì che vogliamo davvero stare. Al momento però non è un campionato facile, perché ci sono tanti piloti veloci e tante moto competitive, ed è difficile distinguersi essendo l'unica Kawasaki in griglia. Oltre a cercare di essere veloci, stiamo continuamente cercando di capire se c'è ancora qualcosa che possiamo migliorare nella moto oppure se siamo già al massimo delle nostre possibilità. Non è semplice avere così tanti aspetti da gestire.

 

In passato, con GRT Yamaha e Bonovo BMW, facevi parte di team indipendenti e avevi dei compagni di squadra. Ora sei in un team ufficiale e sei l'unico pilota con questa moto. Che sensazione dà essere in questa posizione?

Senti un po' più di pressione, perché sei l'unico che ha l'opportunità di rendere la moto migliore o peggiore.

Per me è stato molto bello correre con Yamaha e BMW e poter contare su piloti molto forti con cui confrontarsi, come Michael Van der Mark e Toprak Razgatlioglu e poi Scott Redding e Loris Baz. Allora potevo vedere i loro dati e confrontarli direttamente con i miei, osservando cosa facessero meglio. Adesso il massimo che posso fare è affidarmi a un mio amico, Taylor Mackenzie, che realizza dei video per me, così posso confrontare i miei filmati con quelli degli altri piloti. Tuttavia, non avere la condivisione dei dati rende sicuramente più difficile capire aspetti che dovremmo davvero capire bene, come sospensioni, velocità in curva, marce da utilizzare e giri motore.

Nonostante questo, sono grato a Kawasaki per l'opportunità che mi ha dato di essere qui e di crescere insieme a loro.

 

Ti piacerebbe avere di nuovo un compagno di squadra?

Mi piacerebbe molto, anche perché se avessi un compagno di squadra sarebbe facile capire, quando vivo un weekend difficile, se il problema sono io oppure se è semplicemente il massimo che possiamo fare in quel momento. Nella situazione attuale è difficile capirlo e questo mi porta a pensare troppo a ciò che sto facendo e a cosa stia andando storto, se dipenda da me o dalla moto. Non è bello pensare a questo per un pilota.

 

Perché ti concentri più sul cercare di capire cosa stia succedendo, anziché dare veramente il massimo in pista.

Esattamente. Cerco sempre di ottenere il massimo da me stesso e dal pacchetto, ma se sento di essere già al limite, allora non so se sono io a non essere abbastanza veloce oppure se è la moto a frenarmi. Avere un compagno di squadra renderebbe tutto molto più chiaro.

 

Guardando alle stagioni passate, quali sono stati i momenti migliori e peggiori vissuti tra il 2020 e il 2024?

Con la BMW, i momenti migliori sono stati la pole position che abbiamo conquistato (a Magny-Cours nel 2023, ndr). È stato incredibile essere il più veloce con tutti i piloti della griglia al top della forma, compresi i contendenti al titolo, e in condizioni di asciutto. Anche i podi ottenuti a Magny-Cours e Aragon con la BMW sono stati molto belli, perché il team Bonovo non aveva mai conquistato un podio ed è stato speciale portarli così in alto per la prima volta.

Con la Yamaha, invece, il momento più bello è stato il mio primo podio in assoluto nel mondiale, a Barcellona nel 2020. Non sapevo se fossi abbastanza forte come pilota per arrivare a quel livello e riuscirci, per di più nella mia stagione da rookie e con un team indipendente, è stato fantastico. È stato un enorme sollievo. Tuttavia, nel 2021 ho vissuto una stagione terribile, compresi alcuni episodi in cui sono caduto e travolto altri piloti, tra cui Toprak Razgatlioglu ad Assen (quando il pilota turco correva ancora con Yamaha, ndr). Quello è stato il punto più basso della mia carriera.

 

Garrett Gerloff
Podio a Barcellona nel 2020. Credit: WorldSBK

 

Cosa è successo nella tua mente quando, nel 2021, non sei riuscito a soddisfare le aspettative e sono accaduti quegli episodi?

È stato difficile. Ho ricevuto moltissime critiche online da parte di chiunque, e non è stato facile gestirle. Non è stato piacevole dover affrontare tutto quel caos. Perfino il campionato mi aveva detto che, se ci fossero stati altri problemi, avrei patito conseguenze ancora più gravi. Tuttavia, volevo ancora correre, volevo ancora migliorare e volevo continuare a inseguire i miei sogni. Mi sono semplicemente preso del tempo per lasciare che le acque si calmassero e che quelle situazioni diventassero passato e non più presente, sia per me sia per tutti gli altri. Finalmente quel periodo è terminato.

 

Ma c'è mai stato un momento, negli ultimi anni, in cui hai pensato di poter rimanere fuori dal Mondiale Superbike?

Sì, nel 2022, quando pensavo che forse non avrei avuto l'opportunità di restare. Poi BMW e Bonovo mi hanno ingaggiato e sono estremamente grato di aver potuto correre per loro nei due anni successivi. Per me è stato un gesto molto importante e con Bonovo ho vissuto anni fantastici e stretto belle amicizie. Se non fosse stato per l'esperienza in BMW, oggi non sarei qui con Kawasaki.

 

Durante le stagioni con Yamaha e BMW hai avuto anche l'opportunità di correre in MotoGP, al Gran Premio d'Olanda del 2021. Che ricordi hai di quell'esperienza?

Ricordo che la moto era molto difficile da guidare. Non ero mai stato ad Assen prima e inoltre stavo guidando la moto del 2019, che era molto più instabile rispetto alla versione 2021 usata dagli altri piloti Yamaha. Ho faticato parecchio, ma mi sono avvicinato sempre di più ai migliori e alla fine ero a un secondo dal più veloce. Per essere il mio primo weekend su una pista che non conoscevo e con una moto che non avevo mai guidato, sono rimasto soddisfatto. Non ho conquistato punti, ma sono riuscito a battere Luca Marini e nel complesso è stata una bella opportunità.

 

Guardando ora al futuro, ti piacerebbe costruire il resto della tua carriera nel paddock WorldSBK, oppure lasci ancora una piccola porta aperta verso la MotoGP?

Oggi mi trovo in una fase diversa della mia vita rispetto al 2021 e credo che la MotoGP non farà mai parte del mio percorso. Il mio obiettivo è fare il meglio possibile nel Mondiale Superbike e vedere cosa succede. Se dovesse presentarsi un'opportunità in MotoGP la prenderei in considerazione, ma realisticamente penso che non accadrà mai. In ogni caso sono felice di essere qui.

 

Qual è il tuo obiettivo finale di carriera?

A questo punto mi piacerebbe vincere una gara nel mondiale. Ma sarà molto difficile, soprattutto adesso contro Nicolò Bulega, Iker Lecuona e tutti gli altri piloti che stanno andando così forte, con Ducati e anche altre moto. Ma se riuscissi a vincere anche solo una gara, sarebbe già fantastico. Ovviamente mi piacerebbe vincere un campionato del mondo, ma devo procedere un passo alla volta.

 

Garrett Gerloff
Pole position a Magny-Cours nel 2023. Credit: BMW Motorrad Motorsport

 

Per concludere, il "Thank You Moment": c'è qualcuno che vorresti ringraziare in particolare, per ciò che hai vissuto negli ultimi anni e che vivrai nelle prossime stagioni?

Devo ringraziare enormemente tutti i team per cui ho corso. GRT Yamaha è stata la squadra che mi ha dato l’opportunità di approdare al Mondiale Superbike: non avevo alcuna esperienza in Europa, con nessun team, eppure hanno deciso di scommettere su un pilota americano. Senza GRT non sarei qui oggi. Le persone di quella squadra sono semplicemente fantastiche e tutti mi hanno dato un enorme supporto. Lo stesso vale per Bonovo, una squadra straordinaria che ha creduto in me nonostante arrivassi da una difficile stagione 2022.

Ringrazio anche Kawasaki. È bello poter continuare a correre nel Mondiale Superbike con persone che apprezzano me e il potenziale che ho, anche se non sono ancora riuscito a mostrarlo con continuità. Insieme possiamo fare grandi cose, ne sono certo.

 

Palmen in Motorradsport ringrazia Garrett Gerloff per il tempo dedicato e il Kawasaki WorldSBK Team per aver reso possibile questa intervista. I migliori auguri al pilota e alla squadra per le prossime gare e stagioni.