Filippo Farioli: Gioia, rabbia e primo podio mondiale

Al round del WorldSBK a Cremona, è arrivato nella giornata di sabato il primo podio iridato di Filippo Farioli. Il pilota italiano del team VFT Racing ha infatti chiuso Gara 1 del Mondiale Supersport in terza posizione, dietro al vincitore Jeremy Alcoba e Albert Arenas.
Farioli ha vissuto esperienze molto importanti a livello iridato tra Moto3 e Supersport, di cui ha parlato anche nell'intervista del 2025. Il ragazzo di Bergamo ha però sofferto, soprattutto in Moto3, e per diversi fattori non era mai riuscito a centrare il tanto agognato podio. Una top 3 che è finalmente arrivata, nel suo vero e proprio round di casa e dopo una crescita continua insieme alla squadra gestita da Fabio Menghi.
Un aiuto lo ha dato anche la partecipazione alla Racing Night a Misano, quarto appuntamento stagionale del CIV. Sempre nella Supersport, Farioli ha vinto Gara 1 in notturna e ha poi chiuso Gara 2 in seconda posizione. Una cosa che ha dichiarato anche nel media debrief dopo Gara 1 a Cremona, rispondendo a Mathias Cantarini di Motosprint: "La Racing Night mi ha aiutato mentalmente a ritrovare me stesso. Anche se non è il mondiale, il CIV è un campionato di ottimo livello e in generale vincere fa sempre bene. Poi a Magny-Cours, dai test prima del round in Francia, abbiamo trovato delle soluzioni che ci hanno aiutato a migliorare."
Una crescita che ha trovato una grande tappa, come detto, nel suo primo podio iridato. "È una sensazione bellissima - come detto rispondendo a Palmen in Motorradsport - perché quando sono entrato a far parte del campionato del mondo, prima in Moto3 e dopo in Supersport, ho passato anni difficili, soprattutto in Moto3. Nel 2025 sembrava poter andare tutto bene (col team MV Agusta Reparto Corse, ndr) e poi purtroppo mi sono rotto il piede subito a Phillip Island. Durante la stagione poi ho avuto alti e bassi. Ero veloce in tante situazioni, ma non ero lucido e commettevo molti errori. Quando ho vinto alla Racing Night mi sono venuti in mente molti di quei ricordi, anche negativi, di dove ero e di come mi sentivo quando le cose non funzionavano. Per quello che ho passato, essere sul podio a Cremona vuol dire tanto."

Tante emozioni, ma ce ne sono due che prevalgono in particolare: "Gioia, tanta, e anche rabbia, ma in senso positivo. Sapevo che il potenziale per far bene c’era, ma non sono mai stato nella situazione ideale in passato o capitava, come nel 2025, che commettessi io molti errori. Provo una sorta di rabbia interna per non essere riuscito a esprimermi così prima. Allo stesso però sono felicissimo per me e anche per tutta la mia famiglia e chi non ha smesso di credere in me, neanche nei momenti duri."
A prescindere da come continuerà la parte finale di stagione, Filippo Farioli sta crescendo e sta dando certezze importanti. E guardando dove era fino a fine 2025, il podio in casa a Cremona è una storia che emoziona. Davvero.