Conosciamo Ferre Fleerackers, sorpresa del Mondiale Sportbike

I primi due round nella storia del Mondiale Sportbike, andati in scena Portimão e ad Assen, hanno visto nelle prime posizioni principalmente piloti aventi già esperienza internazionale. Che siano piloti che correvano e vincevano nel Mondiale Supersport 300 come David Salvador e Jeffrey Buis, o piloti con alle spalle stagioni nel Motomondiale come Xavi Artigas, a occupare le prime posizioni in gara e in campionato sono principalmente piloti che, appunto, avevano già corso in campionati del mondo negli anni precedenti.
In mezzo a tutti questi nomi già noti, ce n'è però anche uno nuovo che ha brillato sia in Portogallo, sia in Olanda, arrivando soprattutto a centrare il podio in Gara 1 a Portimão e a vincere Gara 2 ad Assen in quello che è "quasi" il suo round di casa: Ferre Fleerackers, che dopo le prime quattro gare è terzo in campionato con 59 punti, dietro solo al compagno di squadra Buis (64) e al leader Salvador (69). Un inizio fantastico per il 19enne belga, già in perfetta sintonia con la Suzuki GSX-8R del team Track & Trades Wixx Racing (anch'esso al primo anno di mondiale) dopo un 2025 che lo aveva visto chiudere secondo nella Sportbike britannica.
Palmen in Motorradsport ha potuto intervistare Ferre Fleerackers ad Assen, per parlare della stagione 2026 e per conoscere meglio lui e la sua storia.
Ferre, cosa ne pensi di come è iniziata la stagione 2026?
La stagione è iniziata davvero bene a Portimão, nella mia prima gara in assoluto in un campionato del mondo. Ho finito Gara 1 terzo e sul podio, cosa che non mi aspettavo affatto, e anche Gara 2 è andata bene, a parte gli errori che ho fatto negli ultimi due giri e mi hanno relegato al nono posto. Ad Assen invece ho chiuso Gara 1 al quarto posto e, anche se non sono salito sul podio, è stata una buona gara.

E soprattutto sei riuscito a vincere Gara 2 ad Assen. Com'è stato per te?
È stato fantastico e, ancora una volta, non me lo aspettavo. Ho imparato da Gara 1 che non era necessario essere in testa all’ultimo giro, quindi ho cercato la migliore posizione possibile e alla fine ha funzionato. È stato incredibile vincere nella mia “quasi gara di casa” e nella gara di casa del team. Inoltre, sono salito sul podio insieme al mio compagno di squadra Jeffrey e anche questo è stato davvero bello.
In generale, non ti aspettavi di essere così veloce.
No, certo che no. Era difficile fissare un obiettivo prima dell’inizio della stagione, ma mi sono detto che se avessi centrato la top 5 almeno una volta durante l’anno, sarei stato contento. Invece, già adesso sono quasi sempre tra i primi e questo mi rende davvero felice.
E qual è il tuo obiettivo per la stagione adesso?
Penso che l’obiettivo principale sia continuare a migliorare, restare sempre nel gruppo di testa e provare a lottare per il podio a ogni round. Se il campionato andrà bene, meglio così, altrimenti la prenderò gara per gara.
Quali sono le differenze tra l’Aprilia che guidavi nel campionato britannico e la Suzuki che stai guidando nel WorldSPB?
La Suzuki ha più coppia e va quindi meglio in uscita di curva. Tuttavia, il regolamento è un po’ diverso rispetto al BSB. Siamo tutti intorno ai 90 cavalli (limite massimo, ndr), mentre nel BSB ne avevamo più di 100, quindi la moto ora è un po’ più lenta. Comunque, in generale la Suzuki è abbastanza simile all’Aprilia, solo che va un po’ meglio per coppia e maneggevolezza.
Torniamo al 2025. Com’è stata quella stagione?
È stata buona, anche se l’inizio è stato un po’ difficile. Ho finito otto gare su 15 al quarto posto, sempre molto vicino al podio, e ammetto che è stato un po’ difficile da digerire...Comunque non posso lamentarmi di come sia andata la stagione (ha vinto una gara e ottenuto altri tre podi, ndr). Avrei voluto essere ancora più vicino a Beekmans e lottare per il titolo, ma lui è stato davvero molto forte l’anno scorso: aveva la moto migliore e l'ha guidata al meglio. Finire la stagione al secondo posto è stato comunque positivo e penso sia stato fondamentale per arrivare al mondiale.

Ora andiamo ancora più indietro nel tempo. Come è iniziata la tua carriera nel motociclismo?
Il mio patrigno correva in Belgio ed è così che mi sono avvicinato a questo mondo. In realtà però volevo iniziare ancora prima, perché mio padre faceva motocross, e quindi già allora ero nel mondo delle moto.
Come mai hai seguito un percorso diverso dal motocross e sei passato alla velocità?
Perché il mio patrigno correva su pista e quando è iniziata la relazione tra lui e mia madre, io andavo alle gare con lui. Poi io e il mio fratellastro abbiamo iniziato a correre con una minimoto e fin da subito le cose sono andate piuttosto bene.
Puoi raccontare le tue prime stagioni?
Ho iniziato con un supermotard KTM da 85cc in Belgio. Il primo anno è stato positivo e di apprendimento e poi, già alla seconda stagione, ho iniziato a vincere qualche gara. La mia prima stagione su una moto “grande” e su circuiti importanti è stata invece nel 2021, quando ho partecipato alla Yamaha R3 Cup (che affiancava l'IDM, ndr), e nel 2022 sono passato all'IDM Supersport 300. Lì sono stato quasi sempre nel gruppo di testa e ho lottato per il podio, senza però riuscire mai a salirci. È stato un po’ frustrante, ma ci sono andato vicino più volte e ho dimostrato di avere una certa velocità.
Nel 2024 hai invece corso nella Northern Talent Cup. Cosa ti ha spinto a correre lì invece di continuare nella Supersport 300, o passare subito alla Supersport o alla Sportbike?
La federazione motociclistica belga mi ha offerto questa possibilità e l'ho accettata perché, chiaramente, era una bella occasione. È stata la mia prima stagione in un contesto così professionale, diciamo, e lì ho imparato molto sulla battaglia di gruppo e su come gestire la situazione quando si è davanti. Penso che mi sia servito molto per le stagioni successive. Ho fatto sei podi su 14 gare ed ero sempre tra i primi, anche se non sono mai riuscito a vincere e ci sono solo andato vicino. Alla fine ho chiuso quarto e sono stato uno dei piloti col maggior numero di podi, quindi è stata anch'essa una stagione positiva.
Negli ultimi anni hai cambiato spesso moto: Yamaha R3, Kawasaki Ninja 400, Honda NSF250R, Aprilia RS660, ora la Suzuki GSX-8R...Qual è la tua preferita?
Sicuramente la mia moto preferita è quella che guido ora nel Mondiale Sportbike, ovvero la Suzuki. Però anche la Honda che usavo nella Northern Talent Cup era molto divertente: è leggera e con poca potenza, quindi puoi farci un po' quello che vuoi.

A questo punto, qual è il tuo obiettivo per il futuro?
Crescere e migliorarmi sempre. Penso che il sogno di ogni pilota sia diventare il migliore nel Mondiale Superbike o in MotoGP, ma è una strada molto difficile da percorrere. Dunque voglio semplicemente continuare a migliorare, poi vedremo dove arriverò.
Se in futuro avessi la possibilità di passare alla Supersport o alla Moto2, cosa sceglieresti?
Penso il Mondiale Supersport, perché la strada verso la MotoGP è davvero molto dura e se non fai immediatamente risultati, vieni fatto fuori subito. Neanche la strada della Supersport è facile, ma è probabilmente la migliore.
Quali sono i tuoi hobby fuori dalle corse?
Per mantenermi in forma corro e vado molto in bici, oltre ovviamente a fare potenziamento muscolare. Inoltre vado ancora a scuola e più precisamente studio meccanica. Inoltre, quando non vado a scuola o non mi alleno, lavoro presso un concessionario Ducati vicino a dove vivo.
Ti interessano altri sport oltre al motociclismo?
La Formula 1 e il motocross, ma per il resto non seguo molti altri sport.
E per concludere, Ferre, il “Thank You Moment”. Chi vuoi ringraziare?
Voglio ringraziare la mia famiglia, i miei amici, tutti i miei sponsor e ovviamente il team. Lavoriamo duramente insieme per ottenere i risultati a cui puntiamo e, per ora, sta andando davvero bene. Continuiamo così!
Potrai dire che la tua carriera è completa quando…?
Quando diventerò Campione del Mondo Superbike.
Palmen in Motorradsport ringrazia Ferre Fleerackers per il suo tempo e Wiljan van Wikselaar (Team Manager Track & Trades Wixx Racing) per aver reso possibile l’intervista. I migliori auguri al pilota e al team per le prossime gare e stagioni.