Edoardo Colombi: L’esperienza nel BSB, il sogno per il futuro

Edoardo Colombi
Edoardo Colombi. Credit: Leonardo Alessio

Da quando si è affacciato al CIV e al motociclismo di alto livello, Edoardo Colombi ha avuto una carriera molto interessante, che lo ha portato anche a correre nella Yamaha R3 BLU CRU European Cup (ora conosciuta come World Cup) e soprattutto in Gran Bretagna nel BSB.

L’esperienza oltremanica, in particolare, ha visto Colombi lottare per il titolo nella classe Sportbike, contro l’esperto Richard Cooper, ma si è poi conclusa dopo un periodo difficile nella Supersport. Un periodo comunque molto formativo per il pilota di Milano, che ha poi optato per il ritorno in Italia, nel CIV Supersport col team Promodriver Organization, per rilanciare la propria carriera. Con successo, visto che Colombi è cresciuto gara dopo gara fino a centrare il podio al round conclusivo a Vallelunga.

Palmen in Motorradsport ha potuto intervistare Edoardo Colombi per parlare delle ultime stagioni, con un focus sugli anni nel BSB, e dei suoi obiettivi per il futuro.

 

 

Edoardo, come ti sei trovato nel CIV Supersport?

Sono contento, anche perché il team lavora molto bene e mi hanno accolto subito benissimo. Sono entrato in squadra a partire dal quarto round, la Racing Night a Misano, e pur non conoscendo né la moto, né le gomme siamo andati abbastanza bene. In queste gare ho puntato a fare bene e ad abituarmi alla moto in vista del 2027, senza guardare troppo ai risultati.

 

Quali sono i piani per il 2027?

Non ci abbiamo pensato tanto, ma non mi dispiacerebbe rimanere nel CIV Supersport.

 

Edoardo Colombi
In azione a Vallelunga. Credit: Leonardo Alessio

 

Ripercorriamo ora gli ultimi anni della tua carriera fino al 2026, a cominciare da quando hai corso nella Yamaha R3 BLU CRU European Cup nel 2021. Come ha contributo quell’esperienza, nel paddock del WorldSBK, alla tua crescita?

Sicuramente mi ha aiutato tanto. Era la prima stagione per questa serie e tutto era nuovo per me, dai circuiti alla moto (veniva dal CIV PreMoto3, ndr).  Correre lì mi ha aiutato tanto, perché c'erano tanti piloti forti ed essendo tutte le moto uguali c’era spesso e volentieri un grande gruppo di testa. Mi ha spronato a migliorarmi e ad avere un po' più di “cazzimma”. Alla fine ho ottenuto un podio e sono stato spesso in lotta per le posizioni di vertice, quindi è andata abbastanza bene.

 

Sei poi tornato in Italia, prima nel CIV Supersport 300 e poi nel Trofeo Aprilia RS660.

Quell’anno di Supersport 300 è stato abbastanza particolare. Ho faticato ad adattarmi alla Kawasaki (la Ninja 400 del team GP Project, ndr), ma giusto alla fine della stagione, a Imola, ho finalmente trovato il feeling che cercavo e sono stato competitivo. Peccato solo che ci siamo arrivati, appunto, solo al roudn conclusivo. Con la RS660, eravamo partiti senza grosse aspettative, essendo una moto e una categoria nuove per me. Già nei test però siamo andati a bomba e poi abbiamo vinto già alla prima gara, per poi andare forte tutto l’anno e vincere il trofeo. Questo mi ha aiutato a passare per la stagione 2024 alla Sportbike britannica, all’interno del BSB (con GradaraCorse, stessa squadra con cui ha trionfato nel Trofeo Aprilia RS660, ndr).

 

Come si è presentata la possibilità di passare al campionato britannico?

Quando ho vinto il trofeo ho avuto un incontro con Massimo Rivola e lui mi ha fatto quella proposta. Ero eccitato all’idea di vivere una nuova esperienza, quindi ho accettato senza pensarci troppo. Spostarsi dall’Italia all’Inghilterra non è per niente semplice, sia a livello logistico che per il fatto di dover parlare un altra lingua e capire come funzionano le cose nel BSB. Non ci aspettavamo grandi cose, visto che non conoscevamo le piste, ma fin da subito siamo andati sorprendentemente forte. Quando al primo round ho visto che ero secondo nelle prove libere, non ci credevo!

Poi durante tutto l’anno siamo stato velocissimi e ci siamo giocati il titolo fino alla fine con Richard Cooper, pilota di grande esperienza. Peccato che all’ultimo round sia successo quel che è successo...

 

Puoi ricordare cosa è accaduto?

In Gara 1 aveva iniziato a piovere prima della gara. Appena siamo entrati per la griglia ha smesso e non sapevamo che gomme mettere. Invece di guardare cosa faceva il nostro diretto rivale, abbiamo fatto un po' di testa nostra ed è andata male: la pista si è asciugata, io avevo le gomem da bagnato e quindi ho chiuso 14esimo. Per diventare campione, in Gara 2 avrei dovuto vincere con Cooper non oltre il quarto posto. E invece io sì ho vinto, ma Cooper è arrivato terzo e così ho perso il titolo per poco.

 

Edoardo Colombi
In azione a Brands Hatch (2024). Credit: Jamie Morris

 

Sei poi passato al British Supersport nel 2025. Ma come sono andate le cose lì?

Durante la parte finale della stagione 2024, mi aveva scritto il titolare del team Cheshire Mouldings e da lì abbiamo iniziato a trattare, fino a quando non abbiamo trovato un accordo. Nel 2025 ho quindi corso con loro in Supersport su una Ducati. Era il primo anno con un vero contratto da professionista e dietro avevamo addirittura Ducati UK e Monster Energy, quindi un grande supporto. Tante cose tutte insieme, alcuni problemi e la mia poca esperienza hanno fatto sì che la stagione non andasse nel migliore dei modi. Per giunta, la Supersport britannica è un campionato estremamente difficile e competitivo, con anche piloti di grande esperienza come Jack Kennedy.

È stato comunque un anno costruttivo, che mi ha insegnato a non abbattermi se passo dal vincere e giocarmi il titolo come nel 2024 a vivere subito dopo un anno difficile.

 

E poi è arrivato il 2026, che però non è andato come sperato. Cos’è successo?

Avevo firmato per fare un altro anno anno di Supersport, ma col team della famiglia McManus, MMB Racing Team. Di lì a poco abbiamo fatto i primi test, abbiamo fatto la prima gara...e mi stavo ritrovando in una situazione come quella della stagione precedente. Ho quindi scelto insieme al mio manager e ai miei genitori di interrompere il rapporto col team. Star fermo non mi faceva star bene e volevo ritornare a correre, quindi sono stato ben contento della chiamata del team Promodriver per tornare al CIV.

 

Tornando però alla tua esperienza in Gran Bretagna, come ti sei trovato coi circuiti del BSB?

All'inizio è stato strano. Quando ho visto per la prima volta Oulton Park, mi sono chiesto: “Ma dove sono finito?”. Asfalti diversi, buche, piste strette, salti...era tutto diverso da quello a cui ero abituato. Allo stesso tempo, però, questo mi ha dato tanta adrenalina e carica e mi sono trovato bene. Mi piace molto soprattutto Brands Hatch, al punto che mi sono tatuato il layout della pista in una tenda lì in circuito.

 

Perché Brands Hatch?

Sia perché è una pista storica, sia perché è proprio bella e divertente, oltre a non essere troppo “esagerata” come per esempio Cadwell Park.

 

A proposito di Cadwell Park, ti devo fare una domanda: hai saltato al Mountain?

Ci ho provato e poi mi sono detto di non farlo, anche perché saltare lì ti fa anche perdere tempo.

 

Una cosa interessante è che tu hai corso in Gran Bretagna, ma senza mai trasferirti lì. Come mai?

Perché quando sono passato alla Sportbike andavo ancora a scuola e nel 2025 dovevo sostenere gli esami di maturità. Ho pensato dopo gli esami di trasferirmi lì, ma poi abbiamo visto che costava di meno fare avanti e indietro con l’aereo e quindi ho continuato a fare così.

 

Edoardo Colombi
Yamaha R3 BLU CRU European Cup a Misano (2021). Credit: Yamaha Racing

 

Torneresti a BSB se ne avessi la possibilità?

Sì, perché penso sia veramente un bel campionato. A livello di team è estremamente professionale, a livello del Mondiale Superbike, e in più mi sono piaciute tanto la sportività e l'umanità delle persone nel paddock. In altri campionati provano molta invidia se un pilota straniero va molto forte, ma lì mi hanno accolto e trattato molto bene e in più è facile vedere squadre e piloti scherzare tra di loro. Poi vedere tutta quella gente in circuito...Tanta roba!

 

A questo punto, che obiettivo hai per il futuro?

Mi piacerebbe arrivare al Mondiale Supersport, ma in questo momento quello che conta per me è soprattutto tornare ad essere competitivo e riuscire a fare il pilota di mestiere.

 

In conclusione, il “Momento Ringraziamento”. Ringrazia chi vuoi!

Voglio ringraziare innanzitutto la mia famiglia, il mio manager Mirko Colombi e Yamaha e il team Promodriver per l’opportunità che mi hanno dato. Ringrazio poi i ragazzi del BSB, che mi sono sempre stati vicini e mi hanno aiutato quando ne avevo bisogno.

 

Palmen in Motorradsport ringrazia Edoardo Colombi per la disponibilità. A lui e al team Promodriver Organization i migliori auguri per i prossimi capitoli delle loro storie.