Denise Dal Zotto: Dalla Supersport 300 britannica al WorldWCR

Era l'estate del 2022 quando Palmen in Motorradsport ha intervistato per la prima volta Denise Dal Zotto, allora wildcard nella Women's European Cup a Misano e al suo primo anno nella Supersport 300 britannica. Un'intervista che potete trovare qui.
Da allora sono passati quattro anni, durante i quali Dal Zotto ha corso due stagioni oltremanica ed è poi approdata al CIV ed Europeo Femminile, fino ad approdare nel WorldWCR con due wildcard nel 2025 e per tutta la stagione nel 2026. Un'annata, questa, che è partita già con vari risultati a punti e un miglior piazzamento rappresentato dall'11° posto in Gara 1 ad Assen. C'è margine per crescere, ma la giovane pilota di Feltre, supportata dal team PATA AG Motorsport Italia, sta dimostrando di essere all'altezza della sfida iridata.
Palmen in Motorradsport ha voluto intervistare Denise Dal Zotto per aggiornare un po' la sua storia, con un focus su queste ultime stagioni.
Denise, come sta andando la tua prima stagione nel WorldWCR? Che obiettivi hai?
Sta andando abbastanza bene, perché siamo già riusciti ad andare a punti più volte. Ovviamente può andare meglio, ma stiamo crescendo e imparando. Questo è un anno di apprendistato, perché è il primo per me in un campionato del mondo e corro su piste in buona parte nuove. Cercheremo di imparare il più possibile e di portare a casa risultati sempre migliori. Non ho un obiettivo in termini di piazzamento: vorrei semplicemente arrivare il più avanti possibile.
In generale, punti a imparare e a fare il meglio possibile.
Sì. È un anno in cui forse c'è un po' meno pressione, però bisogna comunque imparare tanto e capire come funziona il campionato. È un campionato particolare e da capire, a cominciare dall'adattamento a una Yamaha R7 su cui, per regolamento, si possono cambiare ben poche cose.

La Yamaha R7 del trofeo italiano e quella del WorldWCR sono le stesse?
No, nel senso che ci sono molte più limitazioni nel mondiale: forcelle standard, solo quattro corone, sospensioni standard... Nella R7 Cup in Italia, invece, puoi fare un po' quello che vuoi e, per esempio, usare sospensioni diverse e giocare con la lunghezza della moto. In generale, nel mondiale sei molto più limitato.
Quando ti ho intervistata per la prima volta, nel 2022, correvi ancora nella Junior Supersport (Supersport 300, ndr) in Gran Bretagna. Come sono andate le due stagioni corse lì?
Sicuramente sono stati due anni particolarissimi, il primo con Leon Haslam e il secondo col team di Faye Ho. E, nonostante fosse la mia prima esperienza con le moto grandi (veniva dal CNV, ndr), è andata bene. Mi è piaciuto molto imparare le piste inglesi, perché sono strette e piene di saliscendi e correrci è secondo me un buon allenamento per il futuro. Inoltre, l'atmosfera è fantastica: l'ambiente è molto bello e il pubblico è estremamente appassionato.
Nel complesso, nei due anni trascorsi nel campionato britannico ho imparato molto e ho acquisito una buona base per poi progredire ulteriormente nella mia carriera.
Qual è stata per te la gara più bella in quei due anni?
Sicuramente all'inizio del primo anno, a Silverstone, quando ho chiuso la prima gara in nona posizione e ho fatto anche il giro più veloce. È stato fantastico: era la mia prima gara con le ruote alte e la prima in Gran Bretagna, oltre ad essere l'unica italiana nella categoria, e il risultato è stato incredibile. In più mi è piaciuto quando abbiamo corso di fianco al Mondiale Superbike a Donington: una bella lotta, in cui me la sono giocata fino alla fine.
Nel 2024 hai disputato CIV Femminile e Women's European Championship. Cosa racconti di quell'anno?
É stato un anno buono, ma che poteva andare meglio. Abbiamo chiuso terzi nel CIV, perché sono caduta a Imola, e ho avuto alti e bassi anche nell'Europeo. In più ho corso anche nella Yamaha R3 Cup italiana, quindi in una serie "mista". In quell'anno sono cresciuta tantissimo, ero col team Motoxracing di Sandro Carusi e mi ha aiutato veramente tanto fare tre campionati, anche perché non conoscevo la R3 (nel campionato britannico aveva corso con una Kawasaki, ndr). Ho anche familiarizzato con le piste italiane ed europee, che sono molto diverse da quelle inglesi.
Com'è stato per te il passaggio dalle piste del BSB a quelle "più europee"?
Sono due cose totalmente diverse. Per dire, una pista che potrebbe un po' somigliare a quelle inglesi è Imola, perché ha molti saliscendi e punti cechi, ma anch'essa è comunque un po' più larga. Secondo me c'è da imparare da tutte le piste, perché ognuna è diversa. Sicuramente correre in Gran Bretagna mi ha aiutato ad abituarmi a difficoltà che in Italia si trovano solo su alcune piste. Un esempio è il Mugello, che ha sì dei tratti in saliscendi, ma non così accentuati come certi punti di Brands Hatch.
Miglior gara nell'Europeo?
Ci sono state tante gare belle. Una che considero speciale è stata quella di Brno: pur non avendo mai visto la pista, mi sono qualificata al secondo posto subito dietro a Natalia (Rivera, vincitrice della serie in quell'anno, ndr) e in gara abbiamo girato su tempi simili. Anche a Imola stavo andando molto bene, finché non sono caduta.

Nel 2025 invece hai vissuto un anno, forse, di transizione.
Sì. Ho fatto la Yamaha R7 Cup italiana, correndo anche contro gli uomini. Abbiamo avuto tanti problemi con la moto, e questo ha inciso molto sui risultati, ma è comunque stato un anno di crescita e siamo arrivati anche a fare il decimo tempo nelle prove a Imola. Verso fine anno stavo andando bene e per questo mi hanno anche convocato a fare la SuperFinale europea in Francia, in concomitanza col Bol d'Or. In più, ho fatto due wildcard nel WorldWCR, a Cremona e Donington, e sono andata a punti in entrambe le occasioni.
Abbiamo faticato un po' per i problemi tecnici che abbiamo avuto, ma nelle occasioni importanti abbiamo dimostrato una certa velocità e fatto buoni risultati. Poteva andare un po' meglio, ma possiamo prendere le cose positive e il fatto di aver accumulato esperienza.
Com'è stato il primo impatto col mondiale, quando hai fatto quei due round da wildcard?
Sono arrivata senza aspettative, anche perché sapevo che la moto era leggermente diversa e in più avevo visto poche volte il circuito di Cremona. Però è andata bene, perché siamo andati a punti subito, ho girato forte, ho lottato con Natalia Rivera e in generale me la sono goduta. Anche a Donington mi sono divertita, perché sono tornata lì dopo due anni e ho rivisto un sacco di persone a cui voglio bene. In più lì sono andata ancora più forte che a Cremona, anche se una gara è stata compromessa dal contatto con un'altra pilota.
A questo punto, qual è il tuo obiettivo per il futuro?
Sicuramente cercare di fare il meglio possibile qui al mondiale, sperando poi di essere accettata anche per il 2027. Però non penso molto al futuro: voglio prima di tutto fare bene e crescere qui nel WorldWCR, dove il livello è molto alto. Poi vedremo per dopo, in base a quello che riesco a fare.
Se ci fosse la possibilità di fare il Mondiale Sportbike, ci proveresti?
Sicuramente sì, però prima bisogna arrivare nei primi posti qui. In generale dipende dai risultati, da cosa si decide insieme al team e da altri fattori ancora come la crescita che voglio fare io e gli obiettivi che avrò.
Come vedi il WorldWCR come campionato? È più un punto di partenza o un punto di arrivo?
Adesso è un punto di partenza, perché non ho ancora fatto niente (ride, ndr). Un punto di arrivo potrebbe essere vincerlo, perché comunque è un bel campionato e abbiamo visto, per esempio con María Herrera, che si possono fare tempi simili a quelli del mondiale, pur avendo una moto completamente standard. Si vedrà poi se vorrò continuare e cosa faranno anche con il campionato. Preferisco guardare le cose step by step, ma sicuramente mi piacerebbe rimanere qui e vincere il titolo, perché sarebbe un gran bel traguardo per la mia carriera.
In conclusione, hai un motto in particolare?
Non ne ho uno in particolare. Ma una cosa che dico sempre a livello sportivo è che se ci credi e lavori duro, puoi fare tutto. Lavorando insieme, facendo lavoro di squadra e cercando di fare le cose passo dopo passo, con gli obiettivi giusti al momento giusto, si può arrivare lontano.
Palmen in Motorradsport ringrazia Denise Dal Zotto per la disponibilità e il team PATA AG Motorsport Italia per aver reso possibile l'intervista. A pilota e squadra i migliori auguri per le prossime gare e stagioni.
Mandiamo inoltre un forte abbraccio ad Alessandro Dal Zotto, padre di Denise, sperando che si riprenda presto.
