Cristian Borrelli: Abbandonare il calcio per sognare su due ruote

Cristian Borrelli
Cristian Borrelli. Credit: MotoJunior

Il 2026 ha rappresentato uno spartiacque importante per diversi piloti, e uno di questi è senza dubbio Cristian Borrelli.

Borrelli ha infatti disputato la sua prima stagione nella Red Bull MotoGP Rookies Cup e ha chiuso il suo secondo anno nella Moto4 European Cup, insieme al Team Echovit Pasini Racing, con due pole position e diverse gare nel gruppo di testa. Il pilota classe 2010 non ha concretizzato appieno il suo potenziale, a causa anche di alcune cadute, ma ha comunque dimostrato una certa velocità e cercherà di applicare quanto imparato nel 2027, anno in cui disputerà nuovamente la Rookies Cup e potrebbe fare il salto di categoria...

Palmen in Motorradsport ha potuto intervistare Cristian Borrelli per parlare della stagione 2026 e, soprattutto, per conoscere meglio la sua storia.

 

 

Cristian, cosa pensi della tua stagione nella Moto4 European Cup?

Per me non è stata una stagione molto positiva. Abbiamo fatto vedere qualche volta che possiamo stare davanti, ma un po' per miei errori e un po' per altri fattori ho avuto tante cadute. Per esempio, a Jerez potevo vincere entrambe le gare, ma alla fine sono scivolato in entrambe e anziché 50 punti ne ho raccolti zero. Mi aspettavo di più, ma so che devo ancora migliorare. Farò tesoro degli errori commessi.

 

Hai anche disputato la tua prima stagione nella Red Bull MotoGP Rookies Cup. Come l’hai vissuta?

Ho avuto una stagione difficile, perché lì il livello è ancora più alto che nella Moto4 europea (miglior risultato un ottavo posto in Gara 2 ad Assen, ndr). Però mi sono trovato bene, ho imparato molto e mi sono trovato bene con la moto.

 

Cristian Borrelli
Borrelli davanti a David González nella Red Bull Rookies Cup ad Assen. Credit: Gold & Goose/Red Bull Content Pool

 

A livello di guida, ti trovi meglio con la Honda della Moto4 European Cup o con la KTM della Rookies Cup?

Penso che la KTM sia migliore per me non in termini di prestazioni, ma per come io la posso guidare, perché è un po' più grande e ci sto meglio in sella. Devo però adattarmi, perché la KTM è una moto più difficile da capire rispetto alla NSF250R. Sarebbe molto importante fare la Moto3 nel 2027, in modo da poter guidare moto più simili tra loro. Spero di poter salire al Mondiale Junior nel 2027.

 

Hai detto prima di dover ancora migliorare. Su cosa devi lavorare precisamente?

Nelle gare che ho finito senza cadute, mi è forse mancata un po' di aggressività negli ultimi giri. Per quanto riguarda la velocità in sé, secondo me sono già ad ottimi livelli.

 

Parliamo ora degli inizi della tua carriera. Perché hai scelto il motociclismo?

Mio padre mi ha portato in una pista vicino casa, a Codogno, e lì mi sono divertito molto. Fino ai 9 o 10 anni di età ho fatto sia motociclismo, sia calcio e sono anche arrivato a giocare nella squadra della Cremonese. A un certo punto però la squadra per cui dovevo correre mi ha detto che non avrei potuto fare entrambi gli sport. Ho dovuto fare una scelta. E, fortunatamente, secondo me ho scelto bene.

 

Come gestivi il fatto di praticare due sport?

Le gare erano la mia priorità, però facevo tutti gli allenamenti di calcio, perché mi piaceva e anche perché mi aiutava a tenermi allenato. Molte volte mi è toccato perdermi delle partite perché dovevo andare a girare, quindi avrei dovuto prima o poi prendere una decisione definitiva.

 

E hai scelto le moto. Cosa ti attrae di più del motociclismo, rispetto al calcio?

Ho scelto le moto perché sono un po' “matto”. Inoltre, con le moto si va a 200 chilometri orari e anche oltre, e si provano in generale emozioni più forti.

 

Cristian Borrelli
Borrelli festeggia il titolo di Campione Italiano PreMoto3 2024. Credit: Pata Talenti Azzurri FMI

 

Come sono state le tue prime stagioni da pilota?

Ho fatto tutta la trafila tra minimoto e Ohvale, arrivando anche a vincere il titolo italiano e quello europeo nel 2020 con la Ohvale 110. Successivamente sono diventato Campione Italiano anche nella 160cc e ho brillato poi nella 190cc. In quest’ultima, in particolare, ho avuto delle belle battaglie con piloti come Edoardo Savino e Gionata Barbagallo. Nel 2023 sono passato alla PreMoto3 del CIV e lì ho avuto la mia prima vera stagione nel motociclismo.

 

In che senso?

Dico così perché è stato in quell’anno che mi sono immedesimato maggiormente nella vita del pilota. Quando si passa dai kartodromi ai circuiti grandi come Misano e il Mugello, cambia tutto.

 

Cosa racconti delle tue stagioni nel CIV PreMoto3?

Ho corso col team Bucci Moto. E, non so per quale motivo, sono riuscito ad adattarmi molto in fretta e ad andare subito abbastanza forte. Poi adattarsi è una cosa e andarci forte un'altra, e ho iniziato ad andare forte per davvero alla terza gara stagionale, quando ho ottenuto a Vallelunga il mio primo podio nel campionato. Il 2024 poi è stato semplicemente fantastico (sei vittorie su 12 gare e titolo di Campione Italiano PreMoto3, ndr). Il salto dal CIV al MotoJunior, però, è davvero importante.

 

Nel 2025 sei infatti approdato alla European Talent Cup (vecchia denominazione della Moto4 European Cup, ndr). Sei soddisfatto di quella stagione?

Sì, anche perché da rookie sono riuscito a conquistare un podio a Magny-Cours. Mi sono fatto vedere nelle prime posizioni in certe gare, soprattutto nel finale di stagione. Anche se non sono arrivato davanti in campionato, sono contento. All’inizio l'obiettivo era semplicemente quello di qualificarsi a ogni gara e arrivare qualche volta nelle prime venti posizioni. Siamo quindi andati ben oltre le aspettative.

 

Che obiettivo hai per la tua carriera?

Diventare Campione del Mondo MotoGP.

 

E chi è il tuo pilota preferito?

Marc Màrquez, per come è riuscito a tornare dagli infortuni e per l’impegno e la fame che lo rendono superiore a tanti altri piloti. Anche se vince, cerca di migliorarsi sempre. Secondo me, è il pilota più completo di tutti.

 

Prendi spunto da lui per la tua carriera?

Sì. Non tanto per la guida, ma soprattutto per la dedizione e l'impegno che ci mette.

 

Cristian Borrelli
Jerez 2026. Credit: Team Echovit Pasini Racing

 

Hai mai avuto dei momenti particolarmente duri, nella tua carriera fino ad oggi?

Forse proprio la stagione 2026. Avevamo tutto il potenziale per vincere il titolo o finire almeno nella top 3, ma i tanti errori commessi durante l’annata non lo hanno reso possibile. Per me è stato difficile da accettare, ma voglio comunque prendere quello che ho imparato e migliorare in come gestisco i momenti più concitati della gara.

 

A cosa ti dedichi quando non ci sono le gare?

Mi piace ancora molto giocare a calcio, anche se ora lo faccio solo come passatempo. Per il resto mi piace correre e andare in bici, ma lo faccio soprattutto perché mi aiuta nella preparazione per le gare. Tornando agli hobby, mi piace molto anche giocare a tennis o a padel, e anche uscire a impennare con gli amici in paese col motorino, anche se con le gare e gli allenamenti non ho molto tempo per farlo.

 

Infine, Cristian, il “Momento Ringraziamento”.

La mia famiglia si impegna al massimo, anche oltre le proprie possibilità, per farmi continuare a correre in moto. Dunque ringrazio loro per primi. Poi ovviamente voglio ringraziare i miei sponsor per tutto il loro sostegno, in particolare Giorgio Ranieri, la RCGM e il Motoclub Paolo Tordi. Infine ringrazio il team Echovit Pasini Racing, i Talenti Azzurri, la Federazione Motociclistica Italiana e la Red Bull MotoGP Rookies Cup, per tutte le opportunità che mi hanno dato e che continuano a darmi.

 

Palmen in Motorradsport ringrazia Cristian Borrelli per la disponibilità, e Stefano Ambrosi del Team Echovit Pasini Racing per aver organizzato l’intervista. A pilota e squadra i migliori auguri per i prossimi capitoli delle loro storie.