Bruno Ieraci: Cadute, ripartenze e ambizioni di un "veterano" del Mondiale Sportbike

Bruno Ieraci
Bruno Ieraci dopo la vittoria a Misano (2026). Credit: WorldSBK

Nella stagione inaugurale del Mondiale Sportbike, conclusasi a metà ottobre 2026 a Jerez, si è messo in luce anche Bruno Ieraci.

Tra i piloti di maggiore esperienza nella categoria, Ieraci ha conquistato un secondo posto in Gara 2 a Most e ha vinto Gara 1 a Misano insieme al team CM Triumph Factory Racing, diventando anche il primo pilota a portare così in alto la casa britannica nel WorldSPB. Anche se è mancava la costanza per un infortunio e per alcune situazioni sfortunate, il pilota classe 2000 di Giulianova ha mostrato più volte una certa velocità e ha chiuso il campionato in decima posizione nonostante sei zeri. Il tutto in una stagione arrivata dopo due titoli italiani e tanti anni trascorsi a livello internazionale tra Mondiale Supersport 300 e, prima ancora, Mondiale Junior Moto3.

Palmen in Motorradsport ha intervistato Bruno Ieraci per parlare sia del 2026, sia di alcuni momenti di spicco degli ultimi anni, tra cui la doppia vittoria da wildcard nel Mondiale Supersport 300, arrivata nel 2023 a Misano.

 

 

Bruno, sei contento in generale della stagione 2026?

Sì. Se fai un mondiale significa che sei uno dei migliori, quindi è sempre bello essere in questa posizione. La stagione è stata piena di alti e bassi, ma abbiamo comunque portato a casa una vittoria, un altro podio e altri buoni risultati. A volte abbiamo faticato a trovare quei decimi che mancavano per giocarci la vittoria, e in più mi sono infortunato a una spalla al Motorland Aragon (in seguito a una caduta in Gara 1, ndr). Due settimane dopo ho vinto a Misano, ma ha comunque influito un po'. Di base però sono abbastanza contento: la Triumph è una bella moto, il team è buono...non posso lamentarmi un granché!

 

Ora possiamo guardare al passato e ripercorrere alcune tappe della tua carriera. Prima di tutto, nel 2018 avevi lasciato il CEV Moto3 per passare al Mondiale Supersport 300 e, quindi, alle derivate dalla serie. Cosa racconti di quel passaggio di categoria?

Nel 2018 avevo avuto un finale di stagione negativo, per vari vicissitudini, ma passare alla Supersport 300 e quindi a una categoria nuova per me mi ha ridato entusiasmo. Poi secondo me un errore della mia carriera, anche se è un errore fino a un certo punto, è essere rimasto nella 300 per così tanti anni, visto che tra Mondiale e CIV ci ho corso ben sei anni. Per quanto fosse un mondiale, sento comunque di aver perso un po' di tempo, anche perché la 300 non era molto formativa. Sotto questo aspetto, per dire, la Sportbike è molto meglio: le moto sono più performanti, il pilota può fare la differenza, ti diverti di più...È una categoria interessante!

 

Bruno Ieraci
Ieraci dopo una delle due vittorie a Misano da wildcard (2023). Credit: Kawasaki Motors Europe

 

Quali sono i ricordi più belli degli anni trascorsi nel Mondiale Supersport 300?

Sicuramente il primo podio in Qatar nel 2019, alla mia prima esperienza fuori dall'Europa, ma la doppia vittoria a Misano nel 2023, da wildcard, è stata davvero emozionante. In quell'anno avevo fatto un passo indietro, tornando al CIV, e vincere il titolo italiano e quelle due gare da wildcard nel mondiale è stata una soddisfazione incredibile. L'unica cosa che avrei voluto è vivere quei momenti più spesso. Purtroppo è sempre mancata un po' di costanza...

 

In quel periodo hai avuto diversi momenti difficili: risultati che non arrivavano, un appiedamento a metà 2021, il ritorno al CIV nel 2023...Di questi, ce n'è uno che ti ha segnato in particolare?

Quando sono rimasto a piedi nel 2021. Anche se il team Prodina mi ha poi chiamato per le ultime gare della stagione, per alcuni mesi non ho corso. Per me la difficoltà vera è stata rimanere a casa, perché corro in moto da quando avevo quattro anni e non ero mai rimasto senza sella fino a quel momento. Era stata una scelta anche mia, perché non mi trovavo bene con la squadra (CAME Machado Superbike, ndr), ma comunque non è stato bello.

 

Come hai vissuto quel periodo?

Non benissimo. Lavoravo come bagnino e cercavo comunque di tenermi occupato e fare altro. Non volevo saperne nulla delle moto, anzi evitavo in tutti i modi di guardare le gare. Dall'altra parte, però, sapevo che prima o poi avrei avuto un'altra opportunità, perché ho sempre dimostrato di avere una certa velocità. Non posso portare un grande budget, ma in pista do sempre il massimo e cerco di far valere il mio talento e la dedizione e fame agonistica che mi caratterizzano. È stato grazie a quanto avevo fatto prima se il team Prodina mi ha ingaggiato a partire da fine 2021.

 

A parte il mondiale, hai vinto due titoli nel CIV, prima in Supersport 300 nel 2023 con Prodina e poi in Sportbike nel 2025 con CM Racing. Quale dei due è il più significativo per te?

Quello in Supersport 300, perché è stato il mio primo titolo nel CIV. Ci ero andato vicino già in PreMoto3 e in Moto3, al punto che in quest'ultima non me lo sono giocato per un infortunio al polso (nel 2016, ndr), ma finalmente in quell'anno ce l'ho fatta. E quando ci sono riuscito è stata un'esplosione di emozioni, per quanto era successo negli anni precedenti. Quel titolo mi ha portato a credere di più in me stesso e mi ha fatto continuare la mia carriera con una marcia in più. Anche il titolo del 2025 è stato bellissimo, e me lo sono goduto appieno, ma quello di due anni prima forse un po' di più.

 

Descrivi in tre parole le emozioni di quella doppietta da wildcard a Misano.

Emozione, felicità e riscatto.

 

A questo punto della tua carriera, che obiettivo hai per il futuro?

In generale, l'obiettivo massimo sarebbe rimanere nel Mondiale Sportbike, o se dovessi tornare al CIV vorrei poi tornare al mondiale in una categoria più alta. Ho 26 anni e quindi dovrei poter correre nel Mondiale Sportbike fino ai 28 anni, poiché quello è il limite per chi già correva nel Mondiale Supersport 300. Se non dovessi continuare nel WorldSPB, mi piacerebbe fare per esempio il CIV Supersport e poi tornare al campionato del mondo, ma appunto in Supersport.

 

Bruno Ieraci
Most 2026. Credit: CM Triumph Factory Racing

 

Quando ripensi al tuo percorso fino al 2026, hai qualche rimpianto in particolare?

Non ne ho molti, perché di base cerco sempre di dare il massimo. Ho corso con tanti piloti che adesso sono in MotoGP, e quindi mi capita di pensare che avrei potuto esserci anche io, ma la vita può portarti su strade diverse. A prescindere da questo, cerco sempre di dare il meglio e di comportarmi da professionista quando vengo alle gare. Una volta che ho dato il mio massimo, sono contento. Potrei avere tanti rimpianti, ma non voglio nemmeno averli, perché alla fine la vita va come deve andare e tante cose non dipendono neanche da me. Per quanto mi riguarda, faccio del mio meglio nelle cose che posso controllare.

 

In conclusione, vuoi ringraziare qualcuno in particolare?

Ringrazio il team CM Racing e tutte le persone che mi aiutano giorno per giorno a dare sempre il 100%. Ringrazio soprattutto la mia famiglia, perché mi sta sempre vicino nei momenti belli e in quelli più negativi.

 

Palmen in Motorradsport ringrazia Bruno Ieraci per la disponibilità e Ryan Lilly (Triumph Racing) e Sara Lo Pinto (CM Racing) per aver reso possibile l'intervista. A Bruno e alla squadra i migliori auguri per i prossimi capitoli delle loro storie.