Borja Jiménez (Supersport): "Dovevo rimanere nell'Europeo Moto2, ma..."

Borja Jiménez
Borja Jiménez in griglia a Most. Credit: Palmen in Motorradsport

Se da un lato abbiamo piloti con molta esperienza e provenienti anche dal paddock della MotoGP, dall’altro il Mondiale Supersport ha accolto negli ultimi anni diversi giovani piloti, spesso con poca esperienza a livello internazionale. Uno dei piloti inclusi in quest’ultimo gruppo è un ragazzo approdato a questo campionato nel 2026: Borja Jiménez.

Nato nel 2007, Jiménez sta affrontando il suo primo anno in un campionato del mondo sulla Ducati schierata dal team WRP Racing, come compagno di squadra del ben più esperto Matteo Ferrari. Proveniente dal paddock MotoJunior dopo una stagione nel Campionato Europeo Moto2, dove ha fatto progressi fino a ottenere un decimo posto a Barcellona, lo spagnolo è arrivato al WorldSSP come "oggetto misterioso" e si è già migliorato costantemente fino a raggiungere la top 20. L'obiettivo è ora quello di conquistare dei punti nel corso della stagione.

Palmen in Motorradsport ha avuto l’opportunità di intervistare Borja Jiménez per parlare di questa stagione, della sua carriera finora e altro ancora. Cosa da sottolineare: Jiménez, a soli 18 anni, è il pilota più giovane nella griglia del Mondiale Supersport 2026.

 

Borja, come è iniziata la stagione nel Mondiale Supersport?

Abbiamo iniziato la stagione bene, per quanto possibile. In Australia, in un circuito che non conoscevo eravamo tra i primi 15 nelle prove. Poi però abbiamo avuto una brutta caduta, in cui si è distrutta la moto, e questo ha condizionato il resto del weekend. L'imperativo è in ogni caso imparare le piste, quasi tutte nuove per me, e fare esperienza.

 

Ti sei posto qualche obiettivo particolare in termini di risultati?

Mi piacerebbe chiudere almeno cinque o sei gare a punti e crescere poco a poco, fino magari a raggiungere la top 10.

 

Borja Jiménez
In azione a Portimão.

 

Quantomeno conosci già la Ducati Panigale V2, avendola usata già in Spagna nell'ESBK. 

Sì, l'ho usata per tre gare nel 2023. Ma non c’entra niente con questa: lì avevo una Ducati perlopiù stradale, mentre questa è più elaborata. Mi resta ancora un 20% o 30% da capire di questa moto.

 

Quanto è diversa per te la guida tra Moto2 e Supersport?

Rispetto alla Supersport, la Moto2 è molto più rigida e difficile da capire e non vedi mai davvero il limite. La Ducati invece ti lascia più margine sotto questo aspetto.

 

Puoi raccontare i primi passi della tua carriera?

Ho iniziato a quattro anni e mezzo, perché a mio padre piacevano molto le moto. Aveva una moto lì in garage e io gli chiedevo sempre di portarmi lì a vederla. Successivamente abbiamo pres una minimoto e ho iniziato a girare e a fare le prime gare, prima con le minimoto e poi la 65cc. A un certo punto siamo saliti direttamente dalla 65cc alla Moto4, un po' per una "pazzia" di mio padre. Dalla Moto4 poi sono passato alla Supersport 300 nel 2022, anno in cui ho ottenuto ottimi risultati.

Il team Speed Racing mi ha poi chiamato per salire in Supersport e insieme abbiamo fatto tre gare nel 2023. Il team era fantastico, ma sono sorti dei problemi e questo ha fatto sì che rimanessi a piedi. Per fortuna, Héctor Faubel mi ha offerto una sella nel suo team, il Fau55 Tey Racing, all'interno dell'Europeo Stock. E con questa squadra, poi, ho anche fatto l'Europeo Moto2 nel 2025.

 

Dopo aver corso nella Moto4, cosa ti ha portato a passare alla Supersport 300 anziché andare verso la Moto3?

Ad essere onesto, in quel momento volevo correre nelle derivate dalla serie. Se sono passato alla Moto2 è stato perché in quel momento sembrava la strada migliore per crescere. E lì, lo ammetto, ho iniziato anche a pensare al Motomondiale. Le cose però non sono andate molto bene in Moto2 e quindi ho preso un'altra strada, che fortunatamente mi ha portato nel paddock del WorldSBK.

 

Inizialmente, tra l'altro, avevi già firmato per correre ancora nell'Europeo Moto2 nel 2026.

Sì. Ma, come dicevo prima, la Moto2 è una categoria molto complicata e dove servono almeno due o tre anni per capire la moto è andare forte. Inoltre, quasi nessun pilota viene pagato, e anzi quasi tutti devono portare soldi. Col piccolo budget che ho, non era fattibile per me restare tre anni nell'Europeo. Avrei dovuto comunque fare un secondo anno nella serie, sempre con Fau55. Poi però il team WRP Racing mi ha fatto un'offerta molto buona per correre in Supersport, e non ci ho pensato due volte ad accettarla.

 

Borja Jiménez
In azione nell'Europeo Moto2 (2025).

 

Per il futuro, punti a costruirti una carriera nelle derivate dalla serie? O lasci ancora una porta aperta per il Motomondiale?

Il sogno di ogni pilota è arrivare in MotoGP, ma non mi dispiacerebbe restare nel WorldSBK tutta la vita. Mi piace questo campionato: è diverso e c’è più passione per le moto che in MotoGP. Non mi dispiacerebbe fare molto bene un anno in Supersport e poi salire in Superbike.

 

Qual è stata la tua migliore stagione finora?

Quella nell'ESBK Supersport 300 nel 2022. Ho ottenuto ottimi risultati, tra cui una vittoria e alcuni podi, e mi sono davvero divertito tanto. Inoltre, in quella categoria si battagliava molto e mi sono divertito tanto a confrontarmi coi miei avversari nella bagarre. Ero anche con una buona squadra, che era il team Motap (oggi Pons Motorsport Italika Racing, presente anche nel Mondiale Sportbike e nel WorldWCR, ndr).

 

Al di fuori delle moto, quali sono i tuoi hobby?

Mi piace tutto quello che riguarda le due ruote. Quando non ci sono le gare, faccio molto ciclismo e allenamento in palestra. Inoltre mi piace anche stare con i miei amici e infine, quando non mi alleno, lavoro nell'impresa edilizia di mio padre.

 

C’è mai stato un momento nella tua carriera in cui le cose si facevano difficili e hai anche pensato che la tua carriera sarebbe finita?

Qualche volta ci penso, ma non mi arrendo mai. La mia mente vuole sempre di più e sono convinto che, lavorando duro, se le cose vanno male il giorno dopo andranno meglio.

 

Vuoi condividere anche qualcosa di curioso su di te, che pochi sanno?

Qualche anno fa avevo un paio di boxer portafortuna, che però avevano un buco. Un giorno sono andato dal mio fisioterapeuta. Quando lui è arrivato, avevo la gamba alzata e una palla è uscita da quel buco...Quel maledetto mi ha preso in giro tutto il tempo e ora lo racconta a chiunque (ride, ndr). Ora quei boxer non li suo più, anche perché non mi stanno più bene, ma lui ha detto che quando mi ritiro, lui li vuole conservare e incorniciare a casa sua!

 

In conclusione, il "Thank You Moment": vuoi ringraziare qualcuno in particolare?

Voglio ringraziare anche mio padre, mio fratello e anche Héctor Faubel, che mi aiuta molto nella mia carriera. E poi ringrazio il team WRP Racing, che ha creduto in me quest’anno.

 

Palmen in Motorradsport ringrazia Borja Jímenez per la disponibilità e il team WRP Racing per aver reso possibile l'intervista. Al pilota e alla squadra i migliori auguri per le prossime gare e stagioni.