Alessandro Aguilar: Tra Italia e Perù, sognando il mondiale

Alessandro Aguilar
Alessandro Aguilar. Credit: Nicolò Caccioppini

In mezzo a tanti piloti italiani, nel Campionato Italiano Velocità sta emergendo anche un ragazzo nato e cresciuto in Italia, ma di sangue latinoamericano. Questo ragazzo si chiama Alessandro Aguilar e dopo delle stagioni positive nella classe PreMoto3 (dove ha anche vinto delle gare e chiuso secondo in campionato nel 2025), sta emergendo sempre di più nel CIV Sportbike, dove con la Yamaha del team Roc'n'Dea (squadra fondata alcuni anni fa da Massimo Roccoli e Alex De Angelis) ha anche conquistato una bella vittoria in Gara 2 a Cremona.

Palmen in Motorradsport ha voluto intervistare Alessandro Aguilar per parlare della stagione 2026 e conoscere meglio la sua storia.

 

Alessandro, cosa racconti del 2026?

Siamo partiti un po' con diverse difficoltà all'inizio. Venendo dalla PreMoto3, sono passato alla Sportbike e qui mi sto scontrando con piloti molto forti e di esperienza. Piano piano siamo riusciti a sistemare la moto insieme al team e sono molto orgoglioso e felice del lavoro che stiamo facendo.

 

Un lavoro che ha dato i suoi frutti soprattutto a Cremona, durante il quinto round stagionale.

Il weekend è stato fantastico. Anche se ho perso parte delle prove libere per una penalità, sono riuscito a qualificarmi col sesto tempo e a centrare così la seconda fila. In Gara 1 abbiamo fatto molta fatica a stare coi migliori, ma per la Superpole Race abbiamo fatto delle modifiche che mi hanno aiutato. E, soprattutto, ho capito che non bisognava perdere tempo, ma essere cattivi fin dai primi giri. Appena trovavo uno spiraglio, attaccavo senza pensarci due volte e così ho chiuso secondo.

In Gara 2 sono partito male, e la partenza è una cosa su cui devo ancora lavorare. Ma io non ho paura a fare sorpassi e quindi mi sono subito riportato sui primi e poi in prima posizione. Da lì ho poi messo un gap sufficiente e sono riuscito a vincere. Sono davvero contento e spero di continuare così!

 

Alessandro Aguilar
In azione a Misano. Credit: Nicolò Caccioppini

 

Se ti avessero detto all'inizio dell'anno che avresti lottato per vincere, e che avresti vinto almeno una gara, ci avresti creduto?

Sì, e anzi non mi aspettavo che fosse così tosta. Ho avuto bisogno di tranquillità, calma e una mente lucida, per cercare di lavorare bene e contribuire al meglio allo sviluppo della moto (il team Roc'n'Dea schiera il nuovo modello della Yamaha R7, ndr). Il lavoro sta finalmente dando i suoi frutti e lo devo anche a Massimo Roccoli e Alex De Angelis, due piloti con molta esperienza e che ammiro e ringrazio per tutti i loro consigli.

 

Per il 2027, accetteresti un'eventuale offerta per il Mondiale Sportbike? O preferiresti fare un altro anno nel CIV?

Se mi si presentasse un'opportunità per il mondiale, non la rifiuterei. Allo stesso tempo, però, ammetto che non mi sento ancora pronto per un mondiale. Ho avuto l'occasione di girare con alcuni piloti che fanno appunto il Mondiale Sportbike e ho visto che sono molto forti e hanno un altro modo di guidare. Questo mi ha fatto capire che c'è ancora tanto lavoro da fare. Non ho comunque paura di lavorarci. Sono sicuro che, impegnandomi bene, riuscirò ad arrivare al WorldSPB.

 

Facciamo ora un passo indietro. Com'è iniziata la tua carriera nel motociclismo?

La mia carriera è iniziata verso i cinque anni di età. Vicino a casa mia c'era questo kartodromo, a Rozzano, e mio padre mi ci portava per vedere la gente che girava con le minimoto. Lui ha capito subito che mi interessava, quindi mi ha comprato la prima minimoto per il mio sesto compleanno. Ho iniziato ad allenarmi dietro casa in un parcheggio...e da lì non sono più sceso. Mi sono proprio innamorato di questo sport!

Per gran parte della mia carriera siamo stati solo io e mio padre contro tutti. Abbiamo iniziato nel CIV Minimoto, a 9 anni, e lì ho chiuso in top 10 nella categoria Junior A, per poi arrivare terzo nella Junior B e secondo nella Junior C nei due anni successivi (2018 e 2019, ndr). Inoltre, quando correvo nella Junior C, ho corso anche nel Trofeo Marco Simoncelli e nella 12 Pollici Italian Cup.

 

Sei quindi passato a moto leggermente più grandi.

Nel 2021 sono passato al CIV con la GRC 160 10 pollici, divertendomi tantissimo e chiudendo terzo in campionato, ma come campione internazionale della selezione. Da lì siamo passati al CIV Junior a fare l'Aprilia Sport Production, dove sono arrivato terzo nella SP1 nel 2022 e secondo nella SP2 nel 2023, anno in cui ci siamo giocati il titolo fino alla fine. Lo desideravo più di ogni cosa, e questo mi spronava di più ad allenarmi per ottenere quello che volevo.

Nel 2024 siamo passati al CIV PreMoto3 col team Roc'n'Dea. Il primo anno non è andato male, per essere il primo sui circuiti grandi, e poi nel 2025 ho chiuso secondo (dietro a Lorenzo Pritelli, nel 2026 protagonista nella Moto4 European Cup, ndr).

 

Alessandro Aguilar
Aguilar (#28) nel 2025, dietro al compagno di squadra Kevin Cancellieri.

 

Come mai dal CIV PreMoto3 hai cambiato direzione e sei passato alla Sportbike, invece di proseguire verso la Moto4 European Cup?

Più che altro per il fisico. Sono alto un metro e 73 e peso 62 chili, quindi ero già un po' troppo grande per quelle moto e sul rettilineo perdevo parecchio terreno. Con la Sportbike mi trovo molto meglio.

 

Che obiettivo hai per il futuro?

Ad essere onesto, non ne ho idea. Penso al futuro, sì, ma preferisco lavorare bene sul presente. Ovviamente spero di arrivare al Motomondiale, ma si vedrà. Non voglio pensarci troppo.

 

Hai un nome italiano, ma un cognome che rimanda a Spagna o America Latina. Puoi raccontare le tue origini?

I miei genitori sono entrambi del Perù, ma a un certo punto si sono trasferiti in Italia per trovare un lavoro migliore. E poi sono nato io, appunto in Italia! Comunque sono molto orgoglioso del mio essere peruviano e corro col numero 28 in onore del 28 luglio, giorno in cui il Perù ha ottenuto l'indipendenza dalla Spagna.

 

Quali altri passioni hai al di fuori delle gare?

Mi piacciono tanto il motocross e il nuoto. Per la mia preparazione fisica pratico nuoto, addirittura a livello agonistico, ed è uno sport che ti fa uscire con la lingua fuori (ride, ndr). Come detto, faccio nuoto a livello agonistico e infatti partecipo a delle gare di 50 e 100 metri stile libero, quando non sono concomitanti con quelle del CIV. Mi aiuta molto in vista delle gare di moto.

 

In conclusione, vuoi ringraziare qualcuno in particolare?

Inizio ringraziando tutta la mia famiglia per i sacrifici che fanno, compresi i miei zii che mi vengono sempre a vedere. Ringrazio poi il mio sponsor Massimo Monti di Romagna Rottami, per aver creduto in me in un momento in cui stavo per smettere per mancanza di budget. Ringrazio poi il mio amico Vanni Corbara, che mi segue da quando correvo nella Aprilia Sport Production e mi dà sempre tanti consigli. Infine, ringrazio il team per tutto il lavoro che sta facendo e Yamaha per questa opportunità di sviluppare la R7 nuova insieme a loro.

Continuiamo così, sono sicuro che faremo grandi cose!

 

Palmen in Motorradsport ringrazia Alessandro Aguilar per la disponibilità e augura a lui e al team Roc'n'Dea il meglio per le prossime gare e stagioni.