Humberto "Turquinho" Maier (WorldSSP300) si racconta

Humberto Maier
Humberto Maier sul podio a Most (2025). Credit: Bruno Cesar

Nelle gare del Mondiale Supersport 300 ci sono sempre gruppi molto folti e ci sono diversi piloti presenti sempre o quasi nella lotta per la vittoria. Uno di questi è Humberto Maier, pilota brasiliano del team Yamaha AD78 FIMLA by MS Racing e ormai una certezza di questa categoria.

Classe 2005, Maier ha debuttato nel WorldSSP300 nel 2022 dopo aver conquistato nella sua carriera diversi titoli nazionali (tra cui due consecutivi nella Yamalube R3 Cup in Brasile) e latinoamericani, più una stagione nella R3 bLU cRU European Cup chiusa al settimo posto e con una vittoria nel 2021. Nel mondiale, "Turquinho" è cresciuto costantemente, passando da andare a punti a giocarsi regolarmente il podio e ottenerne uno nel 2022 a Portimão (in Gara 1, ricordata purtroppo per l'incidente in cui ha perso la vita Victor Steeman) e tre nel 2023 tra Assen, Misano e Imola. Il 2024 è stato invece un anno travagliato, che lo ha visto rientrare solo a stagione in corso dopo una breve squalifica per doping (situazione da lui spiegata qui). Nel 2025 però Maier è tornato a giocarsi nuovamente le posizioni che contano e ha già portato a casa due podi tra Assen e Most, che lo mettono in piena corsa per un piazzamento nelle prime posizioni in campionato.

Le stagioni nel Mondiale Supersport 300, il suo viaggio fino a qui e altro ancora su di lui. Tutto questo nell'intervista che Humberto "Turquinho" Maier ha concesso a Palmen in Motorradsport.  

 

Humberto, come sta andando per te il 2025?

Sta andando bene, per me è la miglior stagione finora nel mondiale. Quelle della 300 sono sempre gare difficili, ma siamo quasi sempre tra i primi 5 e questa è la cosa più importante alla fine della stagione. Stiamo facendo un buon lavoro e bisogna continuare su questa linea.

 

E qual è il tuo obiettivo per questa stagione?

Il mio obiettivo è essere tra i primi 3 alla fine dell’anno e cercare un posto nel Mondiale Supersport. È molto difficile, ma sto lavorando e spero alla fine della stagione di essere tra i primi 3 nel Mondiale.

 

Secondo te, cosa ti manca per giocarti risultati ancora più importanti?

Credo mi manchi vincere. Nel 2023 avevo vinto una gara (Gara 2 ad Assen, ndr), ma poi mi hanno retrocesso per aver toccato il verde. Secondo me servirebbe proprio una vittoria per fare un “click”. Ma stiamo andando bene, sto facendo un buon lavoro. Altri team hanno sempre tutti e due i piloti davanti, mentre io sono più solo visto che il mio compagno di squadra (Kevin Fontainha, ndr) non è ancora a questi livelli. Questo rende le cose più difficili, ma stiamo andando forte e l'obiettivo menzionato prima rimane realistico.  

Humberto Maier
In azione a Most (2025)

 

Questa è la tua quarta stagione nel WorldSSP300. Come ti stanno cambiando queste esperienze nel mondiale, rispetto a quando correvi in Brasile?

Sto conoscendo di più il mondo e credo di crescere sia come sportivo che come persona, anche con la mia famiglia. Sono migliorato molto anche a livello di guida. Per me è importante migliorare sempre in tutto, sia in moto che fuori, da solo e con le altre persone, imparando e ascoltando.

 

E caratterialmente come sei cambiato?

Ho imparato soprattutto ad accettare le sconfitte. Qui il livello è veramente alto e si può perdere spesso, dunque bisogna gestire la frustrazione e imparare da essa. Credo che questo mi abbia aiutato molto nella vita in generale.

 

Ora facciamo un passo indietro. Puoi raccontare la tua carriera dall’inizio? 

Ho iniziato nel 2013 a sette anni. Mio padre era un pilota, anche se non professionista, e mi ha preso una piccola moto per iniziare. 0 Soprattutto è molto caro venire in Europa, anche perché l’euro è molto più caro della nostra moneta. Comunque fino al 2020 ho corso in Brasile e sono stato due volte campione della R3 Cup brasiliana. Nel 2021 hanno introdotto la R3 bLU cRU European Cup in Europa e questo mi ha portato a correre qui, grazie soprattutto al supporto economico di Yamaha Brasil.

 

Com’è stato per te l’impatto con le gare in Europa?

I piloti europei sono molto diversi da quelli brasiliani. Sono molto più veloci, più aggressivi e quasi tutti fortissimi. In Brasile ce ne sono quattro o cinque forti, ma qui lo sono quasi tutti. Credo che questo sia stato il principale cambiamento per me quando sono arrivato in Europa. 

 

Com'è stato lasciare il tuo paese a un'età così giovane?

Sono venuto in Europa nel 2021, quando avevo 14 o 15 anni. Venivo da solo, senza la mia famiglia, e questa è stata la parte più difficile. Era anche il periodo del COVID, quindi non potevo tornare in Brasile ed è stato molto difficile mentalmente, perché sei lontano dalla famiglia, dalla fidanzata, da tutti. Tutto questo per inseguire un sogno. Mentalmente è molto difficile venire in Europa dal Brasile senza la tua famiglia, ma il motociclismo di alto livello è qui, dunque bisogna farlo.

 

E la tua famiglia come l’ha vissuta questa situazione?

L’ha vissuta molto male, perché io sono sempre stato con la mia famiglia, con la mia gente, e da un giorno all’altro non ero più nel mio paese, bensì da solo in Spagna. Ma l’abbiamo superata e queste cose ti fanno comunque crescere nella vita in generale.  

 

Tra l'altro nel 2025 corri anche in Brasile, oltre ad affrontare il mondiale.

Sì, sto facendo anche il campionato 600 in Brasile, con una Yamaha R6. In Brasile non c’è questa moto e quindi ne abbiamo portata una dall’Europa. Ho fatto due gare e le ho vinte entrambe, quindi sto andando bene anche lì. Ora torno sempre in Brasile dopo ogni gara del mondiale. Sono viaggi lunghi, sempre 12 ore di aereo, ma è positivo, perché sto con la mia famiglia e questo mi aiuta a livello mentale.

Humberto Maier
In Brasile con la 600cc (2025)

 

Nel 2026, ti piacerebbe di più correre in Sportbike o passare direttamente in SuperSport?

L'obiettivo sarebbe correre nel Mondiale Supersport, ma sappiamo che è complicato per il fattore economico. Dobbiamo quindi fare un buon lavoro quest’anno nella Supersport 300, per avere l’opportunità di fare il salto alla Supersport. Se non dovessimo riuscirci, andremo in Sportbike e daremo il massimo lì.

 

E quale obiettivo ti sei posto per la tua carriera?

In questo momento punto al Mondiale Superbike. Venendo dal Brasile è abbastanza difficile, perché viviamo in un mondo fatto più di altri sport, ma il mio obiettivo è arrivare in Superbike. Tuttavia non chiudo la porta alla MotoGP: si può arrivare al Motomondiale anche da qui, come hanno dimostrato Manu González e Adrián Huertas in Moto2 e Toprak Razgatlıoğlu, che passerà in MotoGP dalla SBK.

 

Il Brasile ha un rappresentante molto forte nel motociclismo internazionale in questo momento, che è Diogo Moreira. Hai avuto occasione di allenarti con lui?

Occhio che qui c'è suo padre (ride dato che Luiz Moreira, padre di Diogo, è presente durante l'intervista, ndr). Comunque abbiamo un’accademia in Spagna e ci alleniamo sempre insieme quando sono lì. È molto importante, perché sta facendo un ottimo lavoro in Moto2 (dove Moreira si sta giocando il titolo, ndr) e da lui imparo tanto ogni giorno. È positivo per il Brasile, per far vedere che i brasiliani possono fare bene anche in moto e non solo nel calcio.

 

Qual è secondo te il tuo punto più forte? E qual è invece l’aspetto in cui senti di dover migliorare di più?

Credo che il mio punto forte siano le frenate. Mi vengono sempre bene, mi piace e mi aiuta nella bagarre della 300. Il punto debole è invece rappresentato dalle curve più veloci, in quarta o quinta marcia, con cui non mi trovo molto bene. 

Humberto Maier
Campione R3 Cup nel 2019.

 

Hai qualche rituale particolare prima di entrare in pista?

Ascolto funk brasiliano. Mi serve per caricarmi e allo stesso tempo mi fa sentire più felice e rilassato.

 

Per finire, Humberto, da dove viene il tuo soprannome “Turquinho”?

Una parte della mia famiglia ha origini turche, poiché i miei nonni vengono da lì. Non ci sono mai stato ancora, ma nel mio sangue ho qualcosa di quel paese. E poi freno forte, come Toprak (ride, ndr).

 

E vuoi ringraziare qualcuno in particolare per tutto quello che hai vissuto finora e quello che vivrai in futuro?

Voglio ringraziare Yamaha Brasil e Missão 78, che sono quelli che mi permettono di stare qui in Europa, e anche la mia famiglia, che è la cosa principale. Continuerò a dare il massimo. Spero di portare presto un titolo mondiale al mio paese.

 

  Palmen in Motorradsport ringrazia Humberto Maier per la disponibilità e Luiz Moreira per aver reso possibile l'intervista. A "Turquinho" i migliori auguri per le prossime gare e stagioni.