Tra Polonia e Regno Unito, sognando in grande - Conosciamo Filip Surowiak

Palmen in Motorradsport segue sempre con attenzione le giovani promesse che cercano di farsi strada nel motociclismo, con l’obiettivo di raggiungere un giorno il livello più alto di questo sport, che sia MotoGP o Mondiale Superbike. E questo è anche anche il caso di Filip Surowiak.
Nato nel 2008, negli ultimi anni Surowiak ha accumulato esperienza nella British Talent Cup, dove nel 2025 è stato in lotta per il titolo fino all’ultima gara col team City Lifting/RS Racing. Alla fine ha chiuso al secondo posto dietro al rivale Ryan Frost, ma ha comunque lasciato il segno vincendo sette gare e conquistando numerosi altri piazzamenti a podio. Inoltre, Surowiak ha preso parte a una tappa della Northern Talent Cup: è stato costretto a saltare il round del Sachsenring a causa di un infortunio, ma è riuscito a rientrare per il weekend di Brno, dove ha avuto un po’ di sfortuna ma ha comunque lottato per le posizioni di vertice.
Palmen in Motorradsport ha avuto l’occasione di parlare con Filip Surowiak per conoscere meglio la sua storia. L’intervista risale a luglio 2025, ma offre ancora oggi interessanti spunti sul promettente pilota anglo-polacco, in piena "Road to MotoGP".
Filip, la stagione 2025 è molto importante per te, visto che sei davanti nella British Talent Cup. Come sta andando?
In generale sta andando bene. La mia stagione nella British Talent Cup è stata fantastica. Attualmente sono secondo in campionato e ho vinto ogni gara che ho terminato, quattro su sei.
Immagino che il tuo obiettivo sia vincere il titolo, giusto?
Sì, anche perché è il mio quarto anno nella serie e ormai conosco tutto molto bene. Voglio lottare per il titolo e, se tutto andrà come deve, spero di poter passare alla Red Bull MotoGP Rookies Cup o al JuniorGP (alla fine ha concluso secondo dietro a Ryan Frost, ndr).
Hai corso anche nella Northern Talent Cup a Brno. Com’è andata?
È stata un’esperienza bellissima. Eravamo un po’ svantaggiati perché sono caduto ad Assen una settimana prima del GP di Germania e mi sono fratturato una mano e un piede, cosa che mi ha impedito di correre al Sachsenring. Provavo ancora un po’ di dolore, ma a Brno ho superato la visita medica e sono stato dichiarato idoneo per correre. Il paddock della MotoGP è incredibile, il personale e i piloti sono fantastici. Le sessioni sono andate bene: mi sono qualificato settimo, e ne sono molto felice, soprattutto considerando le condizioni miste.
Qual è la principale differenza tra la BTC e la NTC?
Nella British Talent Cup usiamo gomme Dunlop, che hanno meno grip ma durano di più. Le Pirelli della Northern Talent Cup invece hanno un’aderenza incredibile per circa cinque giri, poi cominciano a calare. Mi piacciono le Pirelli perché offrono più feedback: si sente bene il movimento e come lavora la gomma.

Come ti hanno formato le stagioni nella British Talent Cup, come pilota e come persona?
Ho imparato che, per quanto tu possa essere veloce, devi continuare a lavorare. Anche quando sei primo, il lavoro non è finito e c’è sempre qualcuno più veloce altrove. Ho anche imparato a gestire meglio le gare. A Silverstone e Snetterton sono caduto mentre ero in testa con un grande vantaggio, quindi ho capito che non serve vincere ogni gara con un grande margine. A volte basta semplicemente controllare la situazione.
Parliamo della tua carriera. Da dove nasce la tua passione per le moto?
Avevo cinque anni quando ho iniziato a girare una piccola moto da cross in Polonia. Mio padre e mia madre andavano entrambi in moto per divertimento, quindi sono sempre stato circondato dalle moto. Per il mio sesto compleanno ho ricevuto una moto da cross più grande e ho continuato a girare con quella. Più in là, quando ci siamo trasferiti in Inghilterra, ho iniziato a correre nel campionato FAB Racing (serie propedeutica britannica, ndr) con una 50cc due tempi. Dopo un anno sono passato alla categoria 70cc, dove ho chiuso terzo, e poi sono entrato direttamente nella British Talent Cup.
Quindi sei passato dalla 70cc direttamente a una Moto3 standard? È un grande salto!
Esatto, soprattutto rispetto a ciò che fanno tanti piloti. Oggi molti ragazzi vanno prima in Spagna a correre in Moto4 o in altri campionati, il che rende quella transizione più facile.
Hai detto che hai iniziato con il motocross. Perché sei passato alla velocità?
Non correvo seriamente nel motocross, lo facevo solo per divertimento. Una volta, in Polonia, abbiamo montato gomme slick sulla moto da cross e mi sono trovato benissimo. Da lì abbiamo comprato una moto da gara da 50cc e siccome mi divertivo ancora di più, abbiamo continuato con la velocità.
Hai origini polacche, ma vivi nel Regno Unito. Puoi dire qualcosa in più a riguardo?
Entrambi i miei genitori sono polacchi, ma io sono nato in Inghilterra. Mi sento metà e metà: parlo polacco e inglese, e entrambi i paesi sono importanti per me. Tutta la mia famiglia vive lì, a parte me e i miei genitori. È difficile con gli allenamenti e le gare, ma vado a trovarli quando posso. Brno è solo a tre ore dalla mia città natale, quindi sono riuscito a vedere la mia famiglia prima di correre lì.
Corri sotto bandiera britannica. Ti piacerebbe rappresentare la Polonia?
Se potessi rappresenterei entrambi i paesi, ma siccome devo scegliere preferisco il Regno Unito. Il motivo principale è che ricevo più supporto dal Regno Unito che dalla Polonia, ed è ciò che conta di più in questo momento.

Com’è la tua vita lontano dalle piste?
Per quanto riguarda la scuola, ho terminato gli esami GCSE (alla fine dei primi due anni di scuole superiori in Inghilterra, ndr) all’inizio di quest’anno. A parte questo, amo il ciclismo e la corsa. Il ciclismo in particolare mi rilassa: posso pedalare per ore in montagna e resettare così la mente.
Hai altri interessi al di fuori del motociclismo?
Mi piace guardare lo speedway. I piloti polacchi sono davvero forti in quella disciplina e ho amici che ci corrono. A volte vado a vederli a Oxford o Sheffield.
Hai mai provato tu stesso lo speedway?
No. Quelle moto non hanno freni, è tutto basato sul gas e sulla derapata. Onestamente mi fa un po’ paura.
Chi sono i tuoi piloti preferiti?
In MotoGP è Marc Márquez. La sua mentalità e la sua forza, soprattutto dopo gli infortuni, sono incredibili. Mi piace anche Arón Canet per la sua forza mentale e l'etica del lavoro. Inoltre, ammiro molto David Alonso e Diogo Moreira, perché stanno migliorando molto rapidamente.
Hai incontrato qualche pilota MotoGP durante i weekend di gara?
Ne ho visti molti nel paddock e sono stato nei box KTM e Yamaha alcune volte, ma non ho parlato molto con loro. A volte vedo Pedro Acosta quando mi alleno in Spagna, ma non abbiamo mai chiacchierato davvero. I piloti sono molto impegnati durante i weekend di gara, quindi è difficile avere occasione di parlare.
Infine, c’è qualcuno che vuoi ringraziare per il supporto nella tua carriera?
Voglio ringraziare i miei sponsor B&K, Simpatico e tutti gli altri che rendono tutto questo possibile. Poi voglio ringraziare i miei genitori, il mio coach Matt, il mio meccanico Grant, la mia famiglia in Polonia e i tifosi in Inghilterra. In generale, sono molto grato a tutti coloro che mi sostengono.
Palmen in Motorradsport ringrazia Filip Surowiak per la sua disponibilità e gli augura il meglio per le prossime stagioni.