Superbike/Supersport: Cose belle viste a Phillip Island

Il primo round stagionale dei campionati del mondo Superbike e Supersport, andato in scena a Phillip Island, è andato in archivio con gare estremamente interessanti e varie storie da raccontare.
Tra queste ne ho scelte tre per il WorldSBK e tre per il WorldSSP, alcune più note e altre leggermente più “trascurate”. Non manca infine una chiosa finale su un’azienda fortemente coinvolta nel paddock del WorldSBK.
SUPERBIKE
Lorenzo Baldassarri-Go Eleven: Un podio da riscatto
Il podio tutto italiano in Gara 1 con Nicolò Bulega, Yari Montella e Lorenzo Baldassarri è stato per certi aspetti incredibile. Ma se Bulega è al livello in cui è e Montella aveva già fatto vedere ottime cose al primo anno in questa serie nel 2025, “Balda” ha sorpreso chiunque nel dimostrarsi subito così veloce e nel conquistare il podio alla sua prima gara da pilota del team Go Eleven.
Baldassarri aveva già preso confidenza con una Ducati V4 nel 2025, girando più volte con quella del team Cecchini Racing e disputando anche un round del CIV Production Bike col medesimo mezzo e team. Correrci nel mondiale, soprattutto dopo un anno trascorso prevalentemente in MotoE, è però un’altra cosa. Una grande sfida, anzi.
Prendete però la grande qualità del team di Gianni Ramello, una moto veloce, il talento di Baldassarri e soprattutto la grande voglia di riscatto della squadra dopo gli anni travagliati con Andrea Iannone e quella del pilota marchigiano, che in Superbike aveva vissuto un’esperienza negativissima nel 2023 con GMT94 Yamaha. Il risultato poteva essere sicuramente buono, ma a Phillip Island (nonostante i pochi test sull’asciutto in inverno e il cambio di categoria), si è andati oltre con questo bellissimo podio.
Un peccato la penalità in Gara 2, ma il weekend rimane positivo e la speranza di Baldassarri e del team Go Eleven è ora quella di fare bene anche in Europa.

Alberto Surra: Guizzo da rookie
I pochi chilometri percorsi sull’asciutto nei test invernali non hanno certamente aiutato i piloti in vista di Phillip Island, soprattutto nel caso degli esordienti.
Eppure Alberto Surra, al primo weekend di gara da pilota Superbike, ha fatto vedere cose estremamente interessanti. Il pilota torinese non ha lesinato entusiasmo, voglia di fare e soprattutto tanta grinta, al punto che in Gara 1 ha anche lottato per il sesto posto in certi frangenti e ha compiuto un bel sorpasso su Sam Lowes al primo curvone. Chiudere il primo round della stagione con 11 punti, frutto del 9° e 12° posto nelle due gare lunghe, rappresenta sicuramente un buon bottino e sicuramente Surra puo fare ancora meglio in Europa, su piste che conosce ancora meglio di Phillip Island.
Lorenzo Mauri, titolare del team Motocorsa Racing, ha rischiato non poco nello scommettere su un ragazzo che ha sì sorpreso nelle gare disputate lo scorso anno in Supersport (dove ha sostituito Aldi Mahendra, infortunato, negli ultimi quattro round stagionali), ma che è comunque alla prima stagione su una 1000cc ed era abituato a ben altre moto come soprattutto la Moto2, che Surra ha guidato e portato a podi e vittorie nell’Europeo di categoria. Il rischio sembra però pagare, con risultati promettenti e anche migliori di quelli fatti con Vickers un anno fa.

MGM-Tarran Mackenzie: In top 5 dopo l’incertezza
L’anno scorso, a un certo punto, ho perso il conto di tutte le volte che hanno dato per spacciato il team MGM. La separazione da Scott Redding, lo sponsor Bonovo che chiudeva i rubinetti, sponsor diversi a quasi ogni gara…In tanti erano ormai convinti che il team non si sarebbe neanche presentato al via del mondiale 2026, nonostante i buoni risultati ottenuti a fine stagione con Tarran Mackenzie.
E invece no. Il team di Michael Galinski e lo stesso “Taz” hanno lavorato duramente durante l’inverno per mettere insieme tutti i pezzi del puzzle e reperire le risorse necessarie. E alla fine ce l’hanno fatta, con un nuovo title sponsor (Optical Express) e un rinnovato entusiasmo.
È per questo che il buon inizio di stagione a Phillip Island ha ancora più valore: 12° in Gara 1 a un secondo dal nono classificato (il sopracitato Surra), 11° nella Superpole Race e soprattutto 4° in Gara 2 sul bagnato, condizioni con cui Mackenzie va a nozze. OK che non sono risultati di per sé straordinari, ma sono comunque un ottimo inizio per un team che, come detto, sembrava destinato a sparire dalla griglia e invece resiste eccome.

SUPERSPORT
Aldi Mahendra: Quei pazzi due giri
Che Aldi Mahendra sappia andare forte anche nel Mondiale Supersport e non solo con la Supersport 300 (di cui è campione del mondo 2024), lo avevamo già visto nel 2025 con tante top 10 e anche gare vicino ai primissimi della classe. E, a Phillip Island, il ragazzo indonesiano ha regalato emozioni già in Gara 1: partito 28° e ultimo senza aver fatto segnare alcun tempo in Superpole, Mahendra ha rimontato fino a giocarsi abbondantemente la top 10, finendo poi 13°.
È in Gara 2 però che è successo qualcosa di pazzesco. Tra i pochissimi a partire con gomme da asciutto (gli altri erano Albert Arenas, Matteo Ferrari, Dominique Aegerter e Andrea Giombini), Mahendra ha recuperato dal 28° al secondo posto in soli due giri CON GOMME DA ASCIUTTO SU PISTA ANCORA BAGNATA.
Mentre Arenas era già tra i primi, Ferrari ci ha messo qualche giro in più a ingranare e Aegerter e Giombini hanno recuperato posizioni principalmente quando sono iniziati i pit stop, Mahendra ha compiuto una vera e propria magia nei primissimi passaggi della corsa, dopo i quali ha poi mantenuto la piazza d’onore fino alla bandiera a scacchi ed è diventato il primo pilota indonesiano a salire sul podio nel WorldSSP.
Non so dire se sia stato grazie a quella che alcuni chiamano “la scuola asiatica”, ma vedere quella risalita pazzesca nelle sue condizioni e in quel momento e stata una goduria…

ZXMOTO: Un debutto a bomba
Personalmente ero molto curioso di vedere questo progetto sia per il team coinvolto (Evan Bros, che le moto le sa preparare eccome), sia per la comprovata bravura dei piloti (Valentin Debise e Federico Caricasulo), sia perché dietro a questa casa motociclistica c’e Zhang Xue, imprenditore che in passato ha co-fondato ed è stato CEO di KOVE e l’ha portata anche alle competizioni motociclistiche internazionali.
Le neoarrivate moto cinesi si sono dimostrate dannatamente competitive, soprattutto essendo un progetto completamente nuovo e ancora tutto da sviluppare. In particolare, Debise ha occupato stabilmente la top 10 nelle prove e soprattutto ha fatto segnare un sorprendente terzo tempo in Superpole, portando quindi la ZXMOTO in prima fila per Gara 1 al suo primo weekend nel mondiale.
Il pilota francese ha poi lottato per il podio in Gara 1 (salvo però vanificare tutto con una scivolata alla curva 4), mentre in Gara 2 entrambi i piloti sono partiti con gomme da bagnato e sono poi precipitati in classifica con i pit stop. Alla fine sono arrivati solo due punti con Caricasulo (14esimo in Gara 1 e con qualche difficolta), ma pur con tutto lo sviluppo da fare le ZXMOTO sono già a ottimi livelli e hanno vissuto un battesimo nel WorldSSP ben migliore rispetto, per dire, a QJMotor nel 2024.

Andrea Giombini: Cogliere l’occasione
Alla prima volta su questo circuito, alla sua prima stagione nel Mondiale Supersport, con pochi test e con una moto da prestazioni “alti e bassi”, a Phillip Island Andrea Giombini affrontava insieme al team Motozoo by Madforce Dubai un weekend tutto in salita. Il giovane pilota romano si è trovato inevitabilmente in difficoltà e le cadute e i problemi avuti tra test e prove non hanno certamente aiutato, contribuendo ancora di più (insieme alla sua inesperienza) a mantenerlo nella parte bassa della classifica.
In Gara 2 però, dove in tanti hanno adottato la scelta più razionale (ma poi rivelatasi sbagliata) di partire con le gomme da bagnato, Giombini è stato tra i cinque piloti ad avere invece optato per le gomme slick. Inizialmente il pilota italiano è rimasto nelle retrovie, ma col passare dei giri la pista si è asciugata, la stragrande maggioranza dei piloti (più di 20 su 28) è rientrata ai box per cambiare gomme perdendo più di un minuto e la sua posizione e andata poco a poco migliorando, fino addirittura alla quinta posizione.
Il ritiro per noie tecniche di Dominique Aegerter ha poi fatto diventare la posizione una “P4”. Un quarto posto che Giombini ha mantenuto senza sbavature e ha portato a casa in modo completamente inaspettato.
Questa e altre storie nel motociclismo potrebbero essere paragonate (nelle giuste proporzioni) alla famosa medaglia d’oro di Steven Bradbury, ma alla fine il concetto è semplice. Nelle sue condizioni, Andrea Giombini ha avuto un’occasione per mettersi in luce. E l’ha sfruttata alla grande.

FINALE
Qualche parola su Pirelli
Avete presente i round di Phillip Island andati in scena negli ultimi anni, con le sole eccezioni del 2021 (quando non si e corso causa pandemia) e 2022 (quando si e corso a novembre)? Ecco, a febbraio da quelle parti fa caldo e, in tali condizioni, la celebre pista dello stato di Victoria si fa ancora più abrasiva per i pneumatici e arriva a causare un vero e proprio “problema gomme”. Basti pensare che nel 2024 e nel 2025, ma a volte anche negli anni precedenti, abbiamo visto in Superbike e/o Supersport gare accorciate per motivi di sicurezza o con pit stop in finestre prestabilite.
Quest’anno, invece, il pit stop c’è stato solo in Gara 2 della Supersport e non per motivi di sicurezza, bensì perché banalmente molti piloti erano partiti con gomme da bagnato e sono dovuti presto passare alle slick. Per il resto, nell’Australian Round del 2026 non si è vista nessuna sosta ai box per questioni legate ai pneumatici, né tantomeno gare accorciate preventivamente.
Pur essendo al suo ultimo anno in questo paddock prima di entrare in MotoGP e passare completamente al Motomondiale, Pirelli ha lavorato duramente per migliorare le sue gomme (già ottime) e ha sconfitto definitivamente la “maledizione di Phillip Island a febbraio”. OK che era praticamente un dovere arrivarci, ma visto quanto successo nei due anni passati (e l’imminente uscita dal campionato) non era affatto scontato e questo sottolinea ancora una volta l’encomiabile impegno dell’azienda italiana nel WorldSBK.
PS. Un plauso a Pirelli va anche per la prontezza con cui, quando gli pneumatici previsti inizialmente erano bloccati per problemi logistici, ha celermente preparato e spedito via aereo più di mille gomme extra, che hanno permesso lo svolgimento delle due giornate in attesa della spedizione originale.
PS2. Dovrebbe essere chiaro, ma preciso che quanto scritto rappresenta in tutte le sezioni la mia onesta e personale opinione, senza faziosità, simpatie o marchette (di cui francamente non ho bisogno e faccio volentieri a meno).