Motomondiale per un anno - Sei piloti italiani (anni 2000)

Ad oggi sono ben più di 1000 i piloti ad aver corso almeno un Gran Premio nel Motomondiale.

Tra questi, ci sono da una parte piloti che hanno assaporato il massimo campionato motociclistico per prototipi solo per una gara o poco più, mentre dall'altra abbiamo piloti che ci hanno corso per diverse stagioni o per tutta la carriera, vincendo anche gare e titoli. Quasi nel mezzo si colloca la curiosa categoria dei piloti che nel Motomondiale, invece, ci hanno corso solo per una stagione.

In questo articolo, rivediamo le storie di sei piloti italiani che hanno corso una sola stagione nel Motomondiale negli anni 2000. Tra questi, c'è chi si è poi ricostruito una carriera nelle derivate dalla serie (o almeno ci ha provato), mentre altri invece sono ben presto spariti dai radar.

In futuro parleremo sicuramente di altre storie simili, ma per adesso concentriamoci su questi sei piloti e partiamo con...

 

Gaspare Caffiero

Uno dei miei nomi preferiti dell'infanzia. Il motivo? Si chiama Gaspare come un personaggio de “La carica dei 101”, film che adoravo da bambino…Dai, capitemi, avevo otto anni!!

Cavolate a parte, Gaspare Caffiero è nato a Roma nel 1976 e ha intrapreso una carriera che lo ha portato a consolidarsi nella classe 125cc. Il suo anno migliore è stato il 2000, poiché in quella stagione non solo è diventato Campione Italiano 125cc, ma è anche riuscito a chiudere il campionato europeo in terza posizione con due vittorie. Questo ha convinto Italo Fontana a portare Caffiero al Mondiale 125cc nel 2001, anno in cui il pilota romano ha corso con un’Aprilia a fianco di Max Sabbatani. La sua prima stagione iridata è stata però difficile, con soli due risultati a punti e il 13° posto a Estoril come miglior piazzamento.

Questi risultati si sono rivelati insufficienti per rimanere nel Motomondiale e Caffiero è quindi tornato a correre nel CIV e in altri campionati, sempre con la 125cc. Successivamente è passato alla Superstock 1000 sempre all'interno del CIV, ma dopo alcune stagioni mediocri si è ritirato dalle competizioni.

Oggi lavora per supermercati e vive in campagna, seguendo uno stile e una filosofia di vita decisamente in contrasto con la frenesia tipica del motociclismo.

Gaspare Caffiero
Caffiero nel Mondiale 125cc.

 

Manuel Manna

Manuel Manna è nato a Pesaro nel 1984 e ha poi iniziato un buon percorso nel motociclismo che lo ha portato a correre nella 125cc, arrivando anche a centrare più volte la top 10 sia nel CIV, sia nel campionato europeo. Nel 2003 ha corso invece nel CEV, in Spagna, e lì è riuscito a mettersi in luce nonostante numerosi ritiri.

Sempre nel 2003, Manna ha soprattutto una buona wildcard nel mondiale 125cc a Estoril: anche se si è qualificato solo col 28° tempo, in gara Manna ha poi rimontato fino a giocarsi addirittura la zona punti, chiudendo infine 17° a pochi decimi dalla top 15. Una prestazione comunque positiva, che ha di fatto convinto il Team Semprucci Malaguti a ingaggiarlo per tutto il mondiale del 2004, a fianco dell’ungherese Gabor Talmacsi.

Quello che poteva essere l'inizio di una buona carriera, è invece stato per Manuel Manna un 2004 deludente. La Malaguti (in realtà Engines Engineering, ma dettagli) non era affatto la miglior moto del lotto e questo, insieme all’inesperienza del pilota pesarese, ha fatto sì che Manna non riuscisse mai a centrare la zona punti, con solamente due ventiduesimi posti (a Estoril e Motegi) come migliori risultati.

Rimasto fuori dal Motomondiale, Manna è passato alle derivate dalla serie, correndo e salendo sul podio anche nella Coppa UEM Superstock 600. Successivamente però si è ritirato dalle corse motociclistiche e da lì ha iniziato a dedicarsi, tra le altre cose, anche a un altro sport: il calcio. Per anni infatti Manuel Manna ha giocato e segnato tanti goal in varie squadre di prima e seconda categoria nella regione Marche, giocando anche nell’Atletico Tavullia.

Manuel Manna
Manna, prima pilota e poi calciatore.

 

Alessio Palumbo

Nel 2006 hanno esordito insieme nel Mondiale 250cc tre piloti italiani presto spariti dai radar: Luca Morelli, Michele Danese e il terzo pilota di questo articolo: Alessio Palumbo.

Classe 1985 di Catania, Palumbo è arrivato a correre nel CIV 125cc dopo una buona gavetta nelle serie propedeutiche e nel 2005 ha brillato sia in Italia (dove pur senza podi ha occupato costantemente la top 5 e chiuso quarto in campionato), sia nella gara disputata come wildcard nell’Europeo 125cc, quando ha chiuso terzo a Vallelunga.
Massimo Matteoni, uno che di talenti al Motomondiale ne ha portati molti, ha visto un grande potenziale nel giovane pilota siciliano, al punto da addirittura ingaggiarlo per correre il Motomondiale nel 2006.

Nella 125c, giusto? No, direttamente nella 250cc.
Un salto dal CIV al Motomondiale, dalla 125cc alla 250cc e con un team privato, che forse nel caso di Palumbo è stato troppo grande. Il ragazzo di Catania ha infatti vissuto una stagione estremamente complicata: nessun punto, tre volte 18° come miglior piazzamento, un infortunio a metà stagione e, come se non bastasse, anche tre mancate qualificazioni.

Nel 2007 Palumbo è quindi tornato a correre nel CIV 125, salendo anche sul podio, ma verso la fine dell’anno è passato alla classe Supersport, sempre nel campionato italiano. Il pilota siciliano ha corso nel CIV Supersport per diverse stagioni e, pur mancando di costanza, ha centrato più volte la top 10 e anche la top 5. Inoltre nel 2010, anno in cui ha corso col team Puccetti, Palumbo ha disputato delle wildcard nel Mondiale Supersport e con la squadra emiliana ha centrato la zona punti a Misano, Brno e Imola.

Dopo un 2012 problematico, Palumbo ha lasciato il CIV e, di lì a poco, anche il motociclismo.

Alessio Palumbo
Palumbo nel Mondiale 250cc.

 

Lorenzo Baroni

Lorenzo Baroni è forse uno dei piloti più sfortunati di cui possiamo parlare.

Classe 1990, Baroni è approdato al CIV 125cc dopo una buona gavetta e nel 2005, a suon di podi e vittorie, è arrivato secondo sia nel campionato italiano che in quello europeo. Nel 2006 è quindi saltato al Motomondiale con la Honda del team Humangest, ma tra una moto meno competitiva rispetto alle Aprilia e un fisico sempre meno adatto alla 125cc (Baroni era già piuttosto alto in quel momento), il pilota romagnolo non è mai arrivato in zona punti. Anzi, "Barox" è stato addirittura appiedato a metà stagione, venendo sostituito da Stefano Musco e successivamente da Michele Pirro e Kazuma Watanabe.

Lorenzo Baroni
Lorenzo Baroni nel 2006.

Se nel Motomondiale le cose non vanno bene, c'è sempre la possibilità di ricostruirsi nelle derivate dalla serie. E questo è proprio quanto ha fatto Baroni, che già nel 2007 è passato alla classe Superstock 1000. Inizialmente ha corso nel CIV, ma a metà 2009 Baroni è passato alla Coppa FIM col team RCGM Moto 2000 e con loro si è messo in luce entrando presto in top 10. Nel 2010 è stato poi ingaggiato per tutta la stagione dal team Pata B&G e con questo team ha centrato due quinti posti a Brno e Magny-Cours come migliori piazzamenti. Un ulteriore passo avanti è poi arrivato nel 2011, quando Baroni è passato al team Althea Racing e ha portato a casa più piazzamenti nella top 5 e il settimo posto finale.

Nel 2012, Baroni è rimasto nella Superstock 1000, ma passando al team BMW Motorrad Italia Goldbet. Con la S1000RR della casa bavarese, Baroni ha centrato i suoi primi podi nella FIM Cup chiudendo secondo a Misano e terzo ad Aragon. Il prosieguo della stagione prometteva bene, con la speranza di ottenere ulteriori podi, e invece al successivo round a Silverstone ecco una rovinosa caduta durante le FP2, che gli ha procurato diverse fratture (tra cui quella alla quinta vertebra cervicale) e ha posto fine alla sua stagione.

Lorenzo Baroni

Basta questo? Ovviamente no!

Nel 2013, mentre si preparava per la nuova stagione, Baroni è rimasto coinvolto in un incidente in allenamento con la moto da cross, nel quale ha rimediato la frattura della vertebra D6. Inizialmente sembrava poter rientrare dopo poche gare di assenza, ma alla fine questo rientro non c'è mai stato...

“Barox” ha poi lasciato le corse e si è fatto una vita lontano dalle gare.

 

Roberto Lacalendola

Classe 1988, Roberto Lacalendola è approdato al CIV 125cc nel 2004, come Lorenzo Baroni. Rispetto a Baroni ci ha messo un po’ di più ad arrivare al vertice della categoria, ma il pilota torinese è riuscito a conquistare il suo primo podio nel 2006 e, soprattutto, è diventato Campione Italiano 125cc nel 2007.

Questo gli ha spalancato le porte del Motomondiale per la stagione 2008, anno in cui Lacalendola ha disputato il mondiale 125cc col team Matteoni. L'annata si è però rivelata assai deludente e, dopo una prima metà di stagione travagliata e senza punti, il piemontese è stato messo alla porta in favore di Marco Ravaioli (ops, forse ho spoilerato il prossimo pilota). Lacalendola ha comunque trovato subito una sella per disputare le ultime gare del CIV Supersport, ottenendo anche un quarto posto all’ultimo round al Mugello.

Così è iniziata la sua parentesi nelle derivate dalla serie, concentrata soprattutto sulla Superstock 1000. In questa categoria, Lacalendola ha conquistato un podio nel CIV nel 2009 e soprattutto è passato alla FIM Cup nel 2010, salvo però venire appiedato a metà stagione in favore di Domenico Colucci prima e di Lorenzo Zanetti poi.

La sua ultima stagione risale al 2012, anno dopo il quale Roberto Lacalendola si è allontanato dalle corse. Ora dirige una propria azienda specializzata in servizi di lavorazione.

Roberto Lacalendola
Lacalendola nel mondiale 125cc con l'Aprilia del team Matteoni Racing.

 

Marco Ravaioli

Classe 1989, Ravaioli si è messo in luce nelle minimoto ed è approdato al CIV 125 nel 2006.

Nel 2008 ha iniziato a farsi vedere stabilmente nelle prime posizioni, al punto da centrare un podio a Monza, e questo ha convinto Massimo Matteoni a portarlo al mondiale 125cc a stagione in corso, sostituendo il precedentemente trattato Roberto Lacalendola. Ravaioli non è neanche andato malissimo, visto che ha sfiorato la zona punti, ma nel mondiale 2009 per lui non c’era posto. Il pilota romagnolo è quindi tornato al CIV, dove ha vissuto una stagione di alti e bassi.

Nel 2009 non ha dato il meglio di sé, ma i risultati ottenuti negli anni hanno comunque convinto Nicola Casadei (team manager Engines Engineering) a riportare Ravaioli al Motomondiale nel 2010.
Con quale moto? Quella appunto della Engines Engineering, ma sponsorizzata e marchiata Lambretta. Sì, per un anno ha corso in 125cc la Lambretta, nel caso non ve lo ricordaste…

La stagione 2010 non è però andata positivamente: Ravaioli ha patito numerosi guasti tecnici nella prima metà di stagione e ha poi fatto progressi scarsi nella seconda metà. Il suo miglior risultato è stato un 16° posto a Indianapolis, propiziato anche da numerosi ritiri di altri piloti.

A quell'anno risale un episodio alquanto curioso avvenuto a Phillip Island, durante il GP d’Australia, mentre Ravaioli stava giocando a golf con l’amico e anch’egli pilota Louis Rossi. Mentre gli mostrava come giocare, per sbaglio il francese ha colpito Ravaioli al volto con la sua mazza da golf, rompendogli gli occhiali e causandogli ferite importanti all’occhio sinistro. Fortunatamente non è successo niente di grave, ma il romagnolo ha dovuto saltare il GP a causa di tale incidente.

I risultati scadenti del 2010 hanno comunque fatto sì che Ravaioli rimanesse fuori dal Motomondiale. Il pilota romagnolo è quindi tornato al CIV e ha tentato la fortuna nella Superstock 600, dove però ha stentato a decollare e non è andato oltre pochi piazzamenti a punti.

Ravaioli successivamente ha lasciato le gare. Non ha però lasciato del tutto il motociclismo, poiché ha lavorato come meccanico in alcuni team e oggi segue in MotoGP il suo grande amico e collaudatore Aprilia Lorenzo Savadori, supportando “Sava” anche nelle gare che disputa sostituendo piloti infortunati.

Marco Ravaioli
Ravaioli in azione con la Lambretta nel 2010.