Paola Ramos vince al suo debutto nel WorldWCR: Cosa significa?

WorldWCR
Partenza di Gara 2 a Jerez. Credit: William Joly

Il WorldWCR, campionato del mondo di motociclismo interamente al femminile, è arrivato alla fine della sua seconda stagione col titolo conquistato da María Herrera a Jerez, ma a colpire ancora di più gli appassionati e gli addetti ai lavori è stata la bellissima prestazione di Paola Ramos.

La pilota spagnola, classe 2007 di Tarragona, ha stupito tutti issandosi subito nelle prime posizioni nelle prove e in Superpole e soprattutto ha trionfato in entrambe le gare del weekend, anche se in Gara 1 è stata retrocessa al quarto posto per una penalizzazione dopo un contatto con Beatriz Neila. A prescindere da ciò, a lasciare maggiormente il segno sono state due cose: la vittoria di "Superpao #58" in Gara 2, ottenuta dominando e con quasi 10 secondi di vantaggio sulle sue rivali, e lo stile di guida spettacolare e aggressivo, con continui ingressi in derapata degni della vecchia Moto2 (quella con motori Honda e pochissima elettronica) e alcune staccate ben più "cattivelle" rispetto alle pilote che hanno disputato l'intero campionato.

Senza dubbio questa prestazione ha confermato al mondo intero le notevoli qualità di Paola Ramos. Dietro al puro esito delle gare però potrebbe esserci molto altro, con anche dei punti interrogativi riguardo il WorldWCR in sé. Seguite il mio ragionamento, o almeno provateci...

 

Background di "SuperPao"

Per chi è venuto a conoscenza di Paola Ramos solo dopo le gare di Jerez, sappiate che ha fatto buonissime cose da giovanissima ed è poi tornata a correre nel 2024 dopo un lungo stop. Inizialmente ha corso nella classe Stock 600 del campionato spagnolo ESBK col team Superhugo44, fondato dalla famiglia di Hugo Millán (giovane pilota scomparso nel 2021 durante una gara della European Talent Cup), e anche se i suoi risultati non sono stati esaltanti, la pilota spagnola ha fatto vedere buone cose per essere una pilota che non correva da cinque anni.

Il 2025 l'ha invece portata a correre nella Yamaha R7 Cup spagnola col team YVS Sabadell e lì le cose sono andate decisamente meglio: cinque podi su dieci gare e un bel terzo posto finale, dopo il quale Ramos ha anche affrontato e chiuso con un ottavo posto in Gara 1 la Superfinale Europea al Paul Ricard (nel weekend del Bol d'Or). Qual è il comune denominatore? Semplice: in questi due anni, Ramos ha corso e battagliato regolarmente in campionati misti e ha affrontato nella bagarre soprattutto atleti uomini, contro i quali si è difesa egregiamente soprattutto nel 2025.

  

Paola Ramos WorldWCR

Paola Ramos dopo la vittoria in Gara 2 a Jerez.

 

Aggressività

Questo si è riflettuto anche sulla sua performance da debuttante assoluta nel WorldWCR. La differenza tra lo stile combattivo e spettacolare di Ramos e la guida più pulita e "prudente" delle ragazze con cui stava battagliando è saltata subito all'occhio dei più attenti. É vero che María Herrera e Beatriz Neila si stavano giocando il titolo e dovevano anche ragionare in ottica appunto titolo, evitando pazzie, ma il loro modo di correre non è cambiato così tanto tra Jerez e le gare precedenti... Quello che voglio dire è che si è vista la differenza tra chi è abituata a correre contro gli uomini, in un contesto dove la bagarre è (normalmente) molto più accesa e le manovre al limite sono più frequenti, e chi invece è abituata a correre solo con altre donne e quindi a un tipo diverso di bagarre. Non noiosa, sia chiaro che le emozioni non mancano comunque, ma sicuramente più ragionata e "blanda".

Nel 2024 era accaduta sempre a Jerez una cosa molto simile, anche se senza vittorie al debutto. Chloe Jones, allora anche lei all'esordio da wildcard, aveva infatti dimostrato uno stile di guida più aggressivo e aveva subito dato fastidio alle ben più esperte María Herrera, Ana Carrasco, Sara Sánchez, Beatriz Neila, Roberta Ponziani e compagnia. Dettaglio non da poco, anche Jones in quel momento veniva da una stagione interamente corsa contro gli uomini, più precisamente nel Kawasaki British Superteen Championship. Nella serie monomarca per giovani piloti con moto Kawasaki Ninja ZX-4RR, Jones aveva infatti conquistato diversi podi e chiuso in quinta posizione. E la differenza si vedeva anche in quel caso...

 

Conclusione

Premesso che nessuno ha in mano la verità universale e che la mia è un'opinione e quindi può essere tranquillamente sbagliata e soggetta a smentite, l'impressione è che per pilote che puntano ad arrivare in alto nel motociclismo e a battere i colleghi maschi, come Paola Ramos, correre solo con altre donne e ragazze sia uno step poco formativo e possa rappresentare potenzialmente un passo indietro più che uno avanti. Una serie internazionale interamente al femminile è sicuramente necessaria, ed è un palcoscenico molto prestigioso, ma le gare viste in questi primi due anni parlano anche di una competizione spesso decisamente meno aggressiva e più "prudente", come detto sopra, rispetto a quanto si vede nei campionati misti (pur con alcune eccezioni).

WorldWCR
Podio di Gara 1 a Jerez: 1. María Herrera, 2. Chloe Jones, 3. Beatriz Neila. 

E quando è così, nel momento in cui si torna a correre contro gli uomini lo shock è più grande. Lo dimostra anche Beatriz Neila: velocissima nell'ESBK Supersport 300 nel 2018, più volte a punti e anche in top 10 nel mondiale di categoria nel 2019, "spaventata" quando è tornata nel WorldSSP300 da wildcard nel 2021, dopo un anno corso (e dominato) nella Women's European Cup. Non è un'involuzione, Neila non si è certamente "rincoglionita" correndo solo con altre ragazze...Semplicemente si è abituata da lì in poi a un modo diverso di correre. Tutto qui.

Se una ragazza ha come massima aspirazione diventare campionessa del mondo femminile, concentrarsi sul WorldWCR è la soluzione ideale per crescere e raggiungere traguardi di grandi prestigio. Se invece l'obiettivo è quello di arrivare in Superbike o in MotoGP (per dire), forse sarebbe meglio adottare scelte diverse. Una probabile "soluzione perfetta"? Correre e mettersi in luce nel WorldWCR, che come palcoscenico ha un'importanza fuori discussione, e allo stesso tempo correre anche in un campionato misto e allenarsi a battagliare con gli uomini.

Del resto il mondiale femminile ha soli sei round, il che permette tranquillamente un doppio impegno (budget permettendo) e una maggiore preparazione per le sfide future. Perché lo dimostra Paola Ramos e lo dimostrano anche Anina Urlass nella Northern Talent Cup, Smilla Göttlich nella ADAC Junior Cup, Luana Giuliani nel CIV PreMoto3, la stessa María Herrera occasionalmente nel mondiale MotoE (e prima ancora in Supersport e in Moto3), Ana Carrasco quando correva nel Mondiale Supersport 300 e altre ancora: nel motociclismo, le donne possono lottare con gli uomini. Non è semplice, ma non è neanche impossibile...

 

Foto: William Joly