Nel suo piccolo, una leggenda - Álvaro Molina

Álvaro Molina
Álvaro Molina.

Se chiedi a piloti e addetti ai lavori cosa bisogna avere per arrivare ai massimi livelli del motociclismo (MotoGP o Superbike che sia), ti risponderanno tutti o quasi che bisogna avere talento, fare grandi risultati nelle serie propedeutiche e avere anche un appoggio economico.

Ecco, c'è stato un pilota che aveva entrambe le prime due cose, cioè il talento e il palmarès, ma non è mai riuscito a trovare una sella nel Motomondiale, soprattutto per motivi economici.Il tutto nonostante diversi titoli europei in 250cc, diventati poi addirittura sei. Questa è la storia di Álvaro Molina.

 

Gli inizi e gli anni in 125cc

Álvaro Molina Fuentes nasce nel 1976 a Huétor Vega, piccolo comune vicino alla Sierra Nevada. La sua passione per le corse inizia abbastanza tardi rispetto a tanti altri piloti, ma ciò non gli impedisce di fare subito grandi cose. Disputa la sua prima stagione completa nel 1991, a 15 anni, e da lì vince diversi titoli regionali e si impone nella Copa Gilera nel 1993.

Successivamente il pilota andaluso approda al Campionato Spagnolo 125cc e compie una crescita anno dopo anno fino a vincere il titolo nel 1997. Inoltre, nel mentre disputa le sue prime wildcard nel Campionato Europeo di categoria, dove giunge 4° a Barcellona nel 1995 e ripete lo stesso risultato a Cartagena nel 1997. Tra l'altro in tale periodo si confronta anche con un certo Valentino Rossi e lo stesso Molina riesce anche a tenerlo dietro in qualche occasione, cosa di cui si vanterà più volte nella sua carriera. Basta? No: Molina disputa in questi anni le sue prime wildcard nel Motomondiale tra Jerez e Barcellona, e proprio sul circuito catalano arrivano nel 1997 un 15° posto e quindi il suo primo punto iridato.

Va detto che Molina non si appoggia a squadre più o meno blasonate, bensì corre fin da quasi subito con una propria struttura, ovvero il MAS Racing Team (che cambierà poi nome più volte nel corso degli anni). Nel 1998, Molina disputa la sua ultima stagione con la 125cc e per lui arriva quanto segue:

  • la prima vittoria nel campionato europeo, ad Albacete;
  • due podi e il quarto posto finale nel campionato spagnolo;
  • un 13° posto da wildcard nel Motomondiale al GP di Madrid.

Tra l'altro, in quell'anno Molina deve ritirarsi dal campionato europeo dopo tre gare. Era in testa al campionato, sì, ma il budget era quello che era...

 

Il passaggio alla 250cc

Nel 1999 arriva invece l'approdo alla 250cc, sempre in patria, e il pilota andaluso chiude la sua prima annata nella quarto di litro al quarto posto. Per la cronaca, il titolo va a un pilota che farà poi molto parlare di sé nel Motomondiale e poi anche in Superbike: Fonsi Nieto.

Nel 2000 arriva una svolta importante: Molina e il suo team formano un accordo con Bridgestone per sviluppare gli pneumatici per il Motomondiale. Un accordo estremamente importante, ma nel mentre Molina vive due anni più che altro di alti e bassi. Nel 2000, con una TSR-Honda, corre nel CEV 250 e arriva spesso in top 5, ma sale sul podio solo una volta a Valencia. In compenso, per lui continuano le wildcard nei round spagnoli del campionato europeo e anzi, nel 2001 Molina passa a una Yamaha e vince anche una gara a Cartagena battendo Lucas Oliver Bultó e David García, che in quell'occasione si aggiudica il titolo.

Nel frattempo, dal 1999 al 2001 arrivano anche nove gare da wildcard nel mondiale 250cc, ma senza punti e col 19° posto a Estoril nel 2000 come miglior piazzamento. E sempre nel frattempo, Molina lavora fuori dalle piste come agente di commercio.  

Alvaro Molina
Álvaro Molina in azione col suo team in 250cc. Credit: Gold & Goose

Arriviamo così al 2002, Álvaro Molina affronta un'ulteriore stagione nel Campionato Europeo 250cc, sapendo (o forse credendo) che se avesse fatto bene, sarebbe finalmente arrivato al Motomondiale. E come va? Lo spagnolo parte con due vittorie a Vallelunga e all'Hungaroring e nelle successive sei gare vince ancora una volta (sul circuito francese di Carole) e porta casa quattro terzi posti e un quinto posto. Velocità, concretezza e regolarità si sommano perfettamente e così Álvaro Molina diventa per la prima volta Campione Europeo 250cc, battendo il talentuoso pilota tedesco Christian Gemmel.

E come se non bastasse, sempre nel 2002 Molina prende parte anche al Campionato Spagnolo, sempre nella 250cc. Nelle cinque gare su sette a cui partecipa, Molina porta a casa due vittorie (entrambe ad Albacete) e altri due podi, risultati che bastano per chiudere il campionato al quarto posto dietro a piloti che fanno già il mondiale come Héctor Faubel e Raúl Jara. Con due gare in meno rispetto a loro, non dimentichiamolo...

Per la cronaca, il titolo viene vinto da Faubel e secondo arriva un altro pilota passato per questi spazi: Eric Bataille. Proprio al 2002 risale un'intervista rilasciata ad ABC.es, che col senno di poi rappresenta un po' la sua storia. Riportiamo qui due domande:

"Crede di avere la velocità necessaria per partecipare al mondiale?
- Le dico solo una cosa: ogni volta che ho corso con Fonsi Nieto ed Emilio Alzamora, li ho battuti (come accaduto nel CEV 125cc, ndr). Inoltre, nel campionato spagnolo, ho battuto piloti come Héctor Faubel e Raúl Jara, che fanno il mondiale. Non solo credo di dover avere un posto nel mondiale, ma sono anche sicuro che, con i mezzi necessari, in futuro posso diventare campione del mondo. (...)

Voglia di andare al mondiale: talento, offerte (ma mancava sempre budget, ndr)...Inoltre, Gemmel, secondo nell'Europeo (dietro allo stesso Molina, ndr) al mondiale ci va. Deve farla arrabbiare.

- Non voglio creare polemiche. Voglio solo chiarire che merito di fare il mondiale così come altri piloti spagnoli. Non voglio rubare la sella a nessuno, ma se resto di nuovo fuori, è palese che qualcosa non funziona."

Molina non riesce ad arrivare al Motomondiale neanche stavolta, come successo anche negli anni precedenti. L'andaluso vive quindi un 2003 "interlocutorio" nella Fórmula Extreme spagnola, anche se torna in sella a una 250cc, passando ad Aprilia, per qualche wildcard sia nel Motomondiale (quattro GP, miglior piazzamento un 16° posto a Valencia) che nel Campionato Europeo, dove chiude secondo a Cartagena. Poi però ecco che arriva...

 

La striscia vincente

Nel 2004, Molina torna a correre in pianta stabile nel Campionato Europeo 250cc, sempre col proprio MAS Racing Team. E torna alla grande: tre vittorie, altri due piazzamenti sul podio, cinque pole position...e il secondo titolo europeo è in cascina! A questo punto uno potrebbe pensare che Molina sia prossimo a passare al Motomondiale...E invece no!  Il budget è quello che è, il pilota spagnolo non riceve aiuti sufficienti e quindi nel 2005 è ancora Europeo 250cc.

E quindi? Nel 2005 Molina VINCE SETTE GARE SU OTTO (e arriva terzo nell'unica che non vince). E come se non bastasse, Molina riesce a disputare molte più wildcard di quante fatte in ciascuna delle stagioni precedenti: ben sette gare (Jerez, Estoril, Mugello, Donington Park, Sachsenring, Brno e Valencia) dove il miglior piazzamento è un 16° posto al Mugello. Sempre così: col proprio team, coi propri collaboratori fidati e con molto meno budget rispetto alla maggioranza dei team.  

Álvaro Molina
In azione nel mondiale 250cc a Estoril. Credit: Luis Louro

Piccola nota a margine: al GP di Valencia 2005, Molina finisce a terra dopo pochi giri insieme ad Arnaud Vincent, pilota della "mitica" Fantic 250cc di cui ho parlato in questo video.

Passando invece al 2006, Molina inizia la stagione alla grande: wildcard al primo GP del Mondiale 250cc 2006 a Jerez...e punti iridati!! Arriva infatti 14°, mettendosi quindi in tasca due punticini. Che però, va detto subito, saranno gli ultimi per lui nel Motomondiale. In quell'anno disputa altre due wildcard (Le Mans e Valencia) senza però ottenere punti, e di opportunità di salire al Motomondiale in pianta stabile continua a non essercene nemmeno l'ombra.

Sempre nel 2006 Molina corre ancora nel Campionato Europeo vince nuovamente il titolo con cinque vittorie consecutive, cinque pole position e cinque record del circuito, tutto consecutivamente. Insomma, così Molina diventa definitivamente una LEGGENDA della serie continentale. Nel 2007 Molina vince ancora il titolo europeo, stavolta con tre vittorie e battendo per un solo punto Marco Petrini, e disputa le sue ultime wildcard nel Motomondiale. Cinque GP (Jerez, Barcellona, Sachsenring, Estoril e Valencia) in cui il miglior risultato è un 16° posto in Portogallo.

Nel 2008, Molina vince il suo quinto titolo consecutivo con due vittorie, un terzo posto e due quarti posti. Curiosità: Molina batte per pochi punti Giacomo Lucchetti, che successivamente si farà un nome al di fuori delle gare con le sue attività per la protezione degli animali, come "Carena Randagia". Nel 2008 però succedono due cose estremamente importanti:

  1. Molina vince il titolo nella Coppa Europea, che in quanto tale non è quindi un campionato. In quell'anno infatti il Campionato Europeo cambia format, diventando una prova unica in scena ad Albacete. Una prova unica con 125cc, Supersport e Superstock 1000 e che vede vincitori rispettivamente Lorenzo Savadori (qui l'intervista con "Sava"), Ángel Rodríguez (qui la sua storia) e Carmelo Morales, ma dove non c'è alcuna traccia della classe 250cc. E questo porta al secondo punto...
  2. Verso la fine dell'anno, viene annunciato che la classe 250cc sparirà dal Motomondiale dopo la stagione 2009, per fare spazio alla nuova classe Moto2.

Forse il segnale definitivo, come se non bastassero i precedenti, che per Álvaro Molina il Motomondiale è destinato a rimanere un sogno. Un sogno accarezzato tante volte e vissuto a piccoli sorsi come wildcard, ma che non è mai arrivato a concretizzarsi per motivi economici, nonostante la grande stima di cui gode e il cuore e talento dimostrati negli anni.

 

Álvaro Molina
Vallelunga 2007.

 

L'Endurance e il ritiro

Nonostante ciò, la carriera di Álvaro Molina non è però finita. Anzi, il pilota di Huétor Vega si reinventa e passa al Mondiale Endurance EWC, dove corre con la Kawasaki del team Córdoba Patrimonio de la Humanidad. Insieme a Luis Castro e Dailos Sainz, Molina chiude terzo di categoria alla 8 Ore di Albacete e giunge settimo in campionato.

Nel 2010, Molina continua a correre nel FIM EWC classe Superstock, ma stavolta col proprio team BMW Andalucia. Molina affronta la stagione con diversi compagni di squadra (tra cui Camille Hedelin, Gerhard Lindner e Sylvain Barrier) si difendono bene durante tutta la stagione e il team arriva addirittura a giocarsi il titolo fino all'ultima gara, la 8 Ore di Doha. Il team, formato stavolta da Molina e Barrier, chiude però in ottava posizione a causa di un problema elettronico e questo lo relega al terzo posto in campionato. Comunque poco male per Molina, essendo la sua prima top 3 in un campionato del Mondo.

Nel 2011, dopo un'altra stagione nell'Endurance chiusa in quinta posizione, arriva però per Álvaro Molina la fine della sua carriera da pilota. Negli anni successivi, Molina rimane comunque nel motociclismo come commentatore tecnico, coach e meccanico. Per esempio, da metà 2018 a fine 2021 segue come coach Thomas Lüthi, in quel momento pilota del Mondiale Moto2, e successivamente lavora come capotecnico di Bo Bendsneyder nel team Pertamina Mandalika SAG.  

Álvaro Molina
Sul podio alla 8 Ore di Albacete 2009 col team Córdoba Patrimonio de la Humanidad. Credit: SoyMotero.net

 

Conclusione

E si conclude così la storia di Álvaro Molina. Un pilota che ha avuto un percorso fuori dal comune, che è cresciuto e si è formato nel motociclismo da "autodidatta" (come lo definisce anche Motociclismo.es) e che con pochi mezzi è riuscito a vincere sei titoli europei e ad ottenere punti nel Motomondiale. Purtroppo non gli è mai bastato ad assicurarsi una sella a tempo pieno nel massimo campionato motociclistico per prototipi, ma Molina è riuscito comunque a ritagliarsi uno spazio nel cuore di tanti appassionati come pilota "operaio".