MotoGP: Quattro cose dopo Goiânia e Austin

Nel giro di sette giorni sono andati in archivio lo storico ritorno del Motomondiale in Brasile e, pochi giorni dopo, il successivo GP delle Americhe. Sono stati due Gran Premi pieni di eventi, sportivi e non solo, e in questo articolo vorrei parlare brevemente di quattro temi che in qualche modo uniscono le gare viste a Goiânia e quelle andate in scena invece ad Austin.
Ecco quindi un argomento ciascuno per MotoGP, Moto2, Moto3 e anche la debuttante Harley-Davidson Bagger World Cup (due parole a riguardo vanno spese).
MotoGP: La rinascita "continua" di Jorge Martín
Già era stata ottima la doppia top 5 ottenuta in Thailandia (quinto nella Sprint Race e quarto nella gara lunga) dopo il terribile anno vissuto nel 2025 e dopo aver anche saltato i test di Sepang.
In Brasile e in Texas, però, Jorge Martín ha confermato non solo di essere definitivamente tornato, ma di essere anche pronto nuovamente a giocarsi podi e vittorie su una Aprilia che (e di questo bisogna rendere merito) sta facendo il bello e il cattivo tempo in questo inizio di campionato. Oltre a un Marco Bezzecchi straripante e ormai tra i favoriti per il titolo, stiamo vedendo anche un "Martinator" efficace e in fiducia come nel 2024. Il doppio ritorno sul podio in Brasile (3° nella Sprint e 2° nella gara lunga) è stato seguito ad Austin dal ritorno alla vittoria in una Sprint Race e da un ottimo secondo posto nella gara lunga. Ed è vero che nella Sprint Bezzecchi era primo fino alla scivolata, ma ciò non rende affatto "fortunata" questa vittoria, che Martín si è meritato con una condotta perfetta.
In tre GP abbiamo assistito a questa sequenza: doppia top 5, doppio ritorno sul podio e ritorno alla vittoria in una Sprint Race. Al prossimo GP a Jerez, riuscirà Martín a tornare a vincere una gara lunga per la prima volta dal GP d'Indonesia del 2024?

Moto2: Senna Agius, dal fondo alla vittoria nel nome di "Luna"
Le ultime due settimane sono state estremamente dure per Senna Agius e per tutto il team LIQUI MOLY Dynavolt IntactGP.
La scomparsa di Roberto Lunadei, meccanico con una certa esperienza (ed ex-pilota) che dal 2024 lavorava proprio con Agius, ha lasciato un vuoto incolmabile all'interno del paddock del Motomondiale e del team di Jürgen Lingg. In Brasile, Agius ha vissuto un weekend difficilissimo: 28° e ultimo in qualifica e 19° in gara, in grande difficoltà sia a livello emotivo che col tracciato di Goiânia. Ad Austin, però, il pilota australiano è tornato a fare quello che ha già dimostrato di poter fare più volte: lottare per il podio e anche per la vittoria.
Dopo la ripartenza in seguito alla bandiera rossa per gli incidenti al primo giro, Agius ha messo subito in chiaro che lui voleva solo un risultato: appunto, la vittoria. Se l'è dovuta sudare, soprattutto con un Celestino Vietti nuovamente agguerrito e che non gli ha lasciato respiro, ma alla fine il pilota australiano ce l'ha fatta. Terza vittoria in carriera dopo quelle a Silverstone e Phillip Island nel 2025, gioia e lacrime incontenibili e più sguardi rivolti verso il cielo, cercando in qualche modo un contatto visivo con "Luna" Roberto Lunadei, che sicuramente lo ha osservato e spinto da ovunque lui sia adesso.
Come ho scritto in una storia Instagram, questa vittoria non è solo di Senna, di tutto il team e di Roberto e i suoi cari. Ma è anche una vittoria PER Senna, PER tutto il team e PER Roberto e i suoi cari.

Moto3: Máximo Quiles, podio fisso
La classifica del Mondiale Moto3 recita dopo i primi tre GP quanto segue: Máximo Quiles primo con 65 punti davanti ad Álvaro Carpe, secondo a quota 42. Tutto vero: Quiles ha quasi una gara di vantaggio sul suo diretto inseguitore DOPO SOLI TRE GP.
Di cosa è frutto tutto questo? Semplice: è vero che Quiles ha vinto una sola gara su tre (quella in Brasile), ma il pilota di Murcia e pupillo di Marc Márquez è stato l'unico pilota della Moto3 che, in questi primi Gran Premi, è sempre salito sul podio. Secondo a Buriram dietro a David Almansa, primo a Goiânia davanti al compagno di squadra Marco Morelli e di nuovo secondo ad Austin alle spalle di Guido Pini. Una combinazione di velocità e costanza di rendimento invidiabile, che gli altri piloti o non hanno ancora dimostrato o hanno dimostrato solo in parte. Basti pensare che Carpe, come detto secondo in classifica, ha portato a casa finora due quarti posti e un terzo posto (poi è vero che poteva vincere ad Austin, ma la manovra finale nel sorpassare Valentín Perrone non è proprio andata secondo i suoi piani...).
Piccola curiosità finale: in queste prime gare, Quiles non ha mai centrato la prima fila in qualifica e anzi, ad Austin ha vinto partendo ottavo. Per la serie "i punti si fanno la domenica, non il sabato".

Due parole sulla Bagger World Cup
Questa riflessione, o questo mio delirio se volete chiamarlo tale, non poteva che concludersi parlando della nuova arrivata nel paddock del Motomondiale: la Harley-Davidson Bagger World Cup. Si è parlato tanto di queste Road Glide considerate brutte e orribili da molti, della partecipazione e infine non-partecipazione di Andrea Iannone, della griglia scarnissima e con soli nove piloti...
Ma dopo Austin bisogna dirlo: CHE FIGATA!
Chi segue la King of the Baggers del MotoAmerica lo sapeva già (io no, lo ammetto), ma queste moto con le borse fa un certo effetto vederle sia per quanto sia pesanti e ingombranti quasi quanto uno Snorlax (se vi ricordate cos'è Snorlax), sia per come i piloti riescono a portarle al limite e oltre con tanto di staccate di traverso e sorpassi spettacolari.
Non so voi, ma a me le due gare (di fatto "sprint" di soli 7 giri)sono piaciute molto e hanno anche portato delle belle storie da raccontare. Ne cito due:
- Archie McDonald che trionfa in Gara 1 e diventa il primo vincitore di gara nella storia della serie, alla sua prima esperienza sul palcoscenico iridato e a soli
- Filippo Rovelli, sul podio in Gara 1 e quinto in Gara 2 dopo che lui, insieme al team ParkinGO, si è iscritto alla serie solo all'ultimo momento.
Sono stati estremamente veloci anche due piloti già capaci di vincere e fare podi nel Mondiale MotoE (e non solo): Eric Granado e Óscar Gutierrez, quest'ultimo vincitore di Gara 2 dopo una grande rimonta.

E questo è quanto per stavolta. Spero che l'articolo vi sia piaciuto :-)
