Luca Agostinelli: Il viaggio di un giovane talento verso il mondiale

Luca Agostinelli
Luca Agostinelli. Credit: Gold & Goose/Red Bull Content Pool

Inizialmente sembrava destinato a seguire la strada dell'enduro (sport che tuttora pratica come hobby), ma oggi lo troviamo ben instradato nel suo percorso verso il Motomondiale. Questo è Luca Agostinelli, giovane pilota italiano impegnato nella Red Bull MotoGP Rookies Cup e nel JuniorGP.

Classe 2008, Agostinelli sta affrontando nel 2025 una stagione estremamente importante per la sua carriera. Il 17enne sta infatti correndo la sua prima stagione nella Red Bull MotoGP Rookies Cup (serie da cui tanti piloti sono poi approdati al mondiale Moto3) e nei primi round ha raccolto già due risultati nella top 10, che sono un ottavo posto al Motorland Aragon e un settimo posto al Mugello. Inoltre, il pilota di Terni è impegnato nel JuniorGP con l'AC Racing Team, dove sta incontrando qualche difficoltà in più, ma sta comunque raccogliendo esperienza in vista del futuro.

Palmen in Motorradsport ha voluto intervistare e conoscere bene Luca Agostinelli e la sua storia, dagli inizi nel fuoristrada al suo percorso nella velocità, fino a parlare anche delle sue origini vietnamite e di altro ancora.

 

Luca, partiamo dalla stagione nella Red Bull MotoGP Rookies Cup. Come sta andando?

Bene. Quest'anno il livello è veramente alto e lo si vede anche in qualifica. Al Sachsenring, per dire, nelle qualifiche c'erano tipo 20 piloti in un secondo e anche i tecnici della Rookies hanno detto che è uno dei livelli più alti degli ultimi anni. Comunque siamo partiti con un po' di difficoltà, dal basso, però le ultime gare stanno andando bene: abbiamo fatto una top 10 a Aragon e un'altra al Mugello, siamo comunque sempre in zona punti e spesso in lotta con il primo gruppo in volata, quindi va bene. Ora stiamo cercando di fare un po' di step in avanti, ma in generale la strada sembra essere quella giusta.

 

Che obiettivo hai per le prossime gare?

Sicuramente punto a stare nel primo gruppo e comunque in zona punti e in top 10. L'importante è crescere e cercare di rimanerci un altro anno.  Correre qui è una bella opportunità sotto tanti punti di vista: sei nel paddock del Motomondiale e c'è un'organizzazione incredibile. Ci sono molti orari importanti da rispettare, devi curare molti aspetti...Ecco, qui diventi davvero un pilota completo.

Luca Agostinelli
In azione al Motorland Aragon (2025). Credit: Gold & Goose/Red Bull Content Pool

Correndo negli stessi weekend della MotoGP, hai avuto già la possibilità di incontrare qualche pilota?

Sì, soprattutto nelle prime due gare ho incontrato e mi sono fatto delle foto con Marc Márquez e anche leggende come Valentino Rossi e Giacomo Agostini. E' un'emozione, soprattutto perché essendo tifoso anche di Márquez, io gli ho fatto anche vedere una foto che ci eravamo fatti nel 2014, quando ero ancora piccolo. di quando ero piccolo che c'eravamo fatti nel 2014. Per far capire quanto siano cambiate le cose, in quella foto Marc ha il cappellino Red Bull e io no, mentre in quella del 2025 il cappellino Red Bull ce l'ho io e lui invece ha quello di Ducati. Avevo sei anni nel 2014 e ora ne ho 17. Ne è passato di tempo...

 

Puoi raccontare com'è nata la passione per le moto e come sono state le tue prime stagioni?

Ho sempre avuto una grande passione per le moto, perché mio padre andava spesso in pista ed era un "amatore veloce", diciamo. Essendo noi di Terni, lui andava in pista soprattutto a Vallelunga e a Magione e io spesso andavo con lui e lo guardavo girare. Lui era però più un appassionato di enduro: avendo la casa in montagna, lui prendeva la moto da enduro e andava a fare dei bei giri coi suoi amici.

Io quindi ho iniziato appunto con l'enduro, insieme a mio padre, e poi mi hanno regalato una minimoto a 7 anni. All'inizio non mi faceva impazzire, preferivo il fuoristrada, ma a un certo punto ho fatto un corso al circuito La Scintilla di Rieti. Lì mi sono davvero divertito e ho anche toccato per la prima volta col ginocchio. Da lì è scattato qualcosa. Ho continuato con le minimoto e poi con la Ohvale, ma facendo sempre campionati per di più regionali o il CNV (Campionato Nazionale Velocità, ndr), senza mai fare il CIV Junior.

 

E cos'è che ti ha attratto di più della velocità?

Sinceramente è stato un po' casuale. La prima volta che ho toccato l'asfalto col ginocchio, sono uscito tutto contento. Poi ho sorpassato un po' di piloti e mi sono divertito tantissimo nella bagarre, quindi ho deciso di continuare lì. Pensavo anche che fosse meno costoso rispetto all'enduro, e invece...cavolo! (ride, ndr). Comunque ancora mi piace l'enduro e ogni tanto prendo la moto e vado ancora in montagna coi miei cugini o degli amici. Non è proprio il miglior sport da fare per noi, perché comunque è un po' pericoloso, però per divertirsi ogni tanto ci sta.

Luca Agostinelli
CIV PreMoto3 a Imola (2021).

Tornando alla tua carriera, nel 2020 sei passato direttamente al CIV PreMoto3.

Mi hanno offerto questa opportunità in modo inaspettato e, pensando che non mi sarebbe ricapitata, ho accettato. Il 2020 è stato però un anno difficile, perché c'era il Covid e abbiamo fatto un solo giorno di test al Mugello, non il massimo per me che passavo da circuiti come quello di Viterbo al Mugello. Infatti in gara ero sempre nelle retrovie. Nel 2021 però sono passato al team M&M, che l'anno prima aveva vinto il titolo con Cristian Lolli, e le cose sono andate molto meglio (due quinti posti, diverse to 10 e dodicesimo posto finale, ndr). Poi è arrivato il 2022 e quello è stato davvero un anno complicato. Sono partito bene, facendo un podio e tante top 5, ma poi ci sono stati un po' di problemi tra noie tecniche e brutte cadute. Questo mi ha buttato giù di morale e sono entrato in un loop da cui faticavo a uscire. Alla fine mi sono un po' ripreso, ma non sono riuscito a giocarmi il titolo come ci si aspettava all'inizio.

 

Nel 2023 sei passato alla European Talent Cup. Com'è stato passare dal CIV al paddock del JuniorGP?

Ho deciso di andare in ETC perché o andavo in Spagna o smettevo. La vedevo come una prova della verità. Ho firmato un po' tardi, col team Igax, e con loro ho fatto il primo anno con l'obiettivo di fare esperienza e conoscere le piste. Ho corso con piloti molto forti come Máximo Quiles, Guido Pini, Casey O'Gorman e Alberto Ferrández, che erano rimasti a causa dell'innalzamento dell'età minima per fare la Moto3. Eravamo 60 partenti ed era difficile riuscirci, ma quasi sempre ce l'ho fatta a qualificarmi e questa era per me la cosa più importante.

Nel 2024 sono passato al team Echovit Pasini Racing e anche lì ho fatto una stagione discreta, con qualche top ten e anche un sesto posto in volata al Motorland Aragon. Ho buttato dei buoni risultati a causa di qualche scivolata, come in Gara 1 a Misano mentre ero quarto, ma è stato un buon anno.

 

Nel 2025 corri anche nel JuniorGP con AC Racing, Come sta andando lì?

Il salto è difficile. Non me lo aspettavo così e infatti nelle prime gare sono state davvero dure. Inoltre ho fatto solo due giorni di test a Estoril, per giunta con la pioggia, e quindi non ho avuto tempo per adattarmi davvero alla nuova moto, essendo il mio primo anno con una KTM. Comunque va un po' meglio e abbiamo fatto qualche buona gara. 

Luca Agostinelli
In azione a Estoril nel JuniorGP (2025).

Passando invece a te come ragazzo, Luca...Sei cresciuto e vivi in Italia, ma hai origini del Vietnam e corri con questa bandiera. Quanto ti senti italiano e quanto ti senti vietnamita?

Io mi sento italiano al 90%, diciamo, perché sono stato adottato e sono arrivato in Italia quando avevo dieci mesi. Quindi io sono italiano e in Vietnam ci sono solo nato, ma mi piace portare questa come la mia bandiera. Sinceramente mi piacerebbe anche tornare in Vietnam, perché non ci sono più tornato da quando sono arrivato in Italia e mi piacerebbe vedere i luoghi dove sono nato. Ho anche visto tanti documentari e secondo me è un paese con una storia interessante e una bella cultura. Infatti lo pubblicizzo parecchio e anche sul casco ho dei simboli del mio paese di origine.

 

E come vivono la tua passione per le moto in famiglia? 

Mio padre mi ha sempre seguito a tutte le gare. Se vado bene si emoziona e se vado male si arrabbia, come penso un po' tutti. Mia madre invece veniva praticamente a tutte le gare quando facevo il CIV, mentre ora che corro fuori dall'Italia è venuta solo a qualche gara e coi pass per la Rookies Cup è un po' difficile...Comunque lei ha sempre un po' di ansia e quando la chiamo dopo le gare, soprattutto quelle di gruppo come al Mugello, la sento sempre preoccupata. Sono sempre riconoscente per quello che fanno i miei genitori, che stanno praticamente dedicando la loro vita allo sport che faccio. Non lo fanno tutti i genitori. Poi noi non siamo una famiglia ricca, quindi dobbiamo andare a cercare gli sponsor e le persone che ci aiutano. È un grande sforzo e sarò sempre grato a mamma e papà per quello che stanno facendo.

 

Quali sono i tuoi punti di forza e i tuoi punti deboli?

Secondo me i miei punti forti sono la bagarre di gruppo, perché riesco a trovare bene gli spazi per sorpassare, e la strategia. Dove invece sento di dover migliorare è il giro secco, dato che nella stagione 2025 non ho ancora azzeccato una qualifica. Lì ancora non riesco a trovare il posto giusto nel gruppo e a inserirmici nel momento giusto, quando tutti spingono.Quantomeno riesco a riscattarmi in gara, come quando ad Aragon partivo 17° e sono arrivato 8°, ma devo migliorare in qualifica. 

 

Sei comunque un animale da gara.

Sì. Però certe volte mi innervosisco facilmente e questo mi impedisce di guidare come vorrei. Infatti devo migliorare anche sotto questo aspetto.

Luca Agostinelli Luca Fabrizio
Insieme a Luca Fabrizio. Credit: Gold & Goose/Red Bull Content Pool

Quali sono i tuoi hobbies al di fuori delle moto?

In realtà mi piace fare sport in generale. Ogni tanto vado a giocare a padel, a pallavolo, a beach volley o anche a calcetto con gli amici. Sì, mi piacciono tutti gli sport. Poi ogni tanto esco con gli amici e in generale, quando non ci sono le gare, faccio una vita abbastanza normale per un ragazzo, tra uscite e allenamenti.

 

Tornando invece alla tua carriera nel motociclismo, c'è mai stato un momento in cui hai pensato di mollare?

Sì. Il primo è stato al terzo anno di CIV PreMoto3, perché sono passato da essere un candidato al titolo a prendere un secondo e mezzo al giro. È stato difficile tornare al top mentalmente, infatti non sono riuscito a riprendermi fino alla fine dell'anno. Un altro momento no è stato quando nel 2024, prima della selezione della Rookies Cup, ho fatto due o tre gare con un problema a un avambraccio e questo mi stava impedendo di esprimere il mio potenziale.

Essendo la mia una famiglia "normale" e non ricca, come detto prima, io sono arrivato alle selezioni della Rookies Cup non avendo nulla da perdere e volendo solo dare il massimo. Se non fossi entrato sarebbe stato difficile continuare, visti i costi del JuniorGP, e in più era già la terza volta che ci provavo e difficilmente un pilota viene preso al terzo tentativo. E invece ce l'ho fatta...

 

Quali sono i tuoi piloti preferiti?

Un mio grande idolo è Danilo Petrucci. Ci alleniamo insieme a Terni, sono cresciuto con lui e ci sentiamo regolarmente. Mi aiuta molto e in particolare mi ha consigliato di stare tranquillo e non fare cavolate, sia in gara che quando sono nella tenda della Rookies Cup con gli altri piloti, dato che anche il tuo atteggiamento viene tenuto d'occhio. Un altro idolo è Marc Márquez, perché ho iniziato a seguire la MotoGP nel 2013 e quello è stato l'anno in cui Márquez è arrivato in MotoGP e ha subito stravinto. Di fatto ho iniziato a vedere la MotoGP con la stella che nasceva.

Inoltre mi ispiro molto a Pedro Acosta: Luca Fabrizio, il mio coach, è anche andato anche una settimana dal suo coach a vedere come si allenava. Inoltre Acosta ha una storia bellissima, perché viene da una famiglia molto umile e suo padre fa il pescatore, ma appena ha avuto l'opportunità ha vinto la Rookies Cup, ha vinto il mondiale Moto3 al primo anno, ha vinto in Moto2 al secondo anno e poi ha fatto una grande prima stagione in MotoGP.

 

In conclusione, vuoi ringraziare qualcuno in particolare per quello che stai vivendo nelle moto?

In primis la mia famiglia, perché come ho detto prima niente sarebbe possibile senza di loro, Poi ringrazio Luca Fabrizio, che mi allena ormai da 5-6 anni e che ho deciso anche di portarmi alla Rookies Cup. Luca Fabrizio è una persona di cui mi fido al 120% e con cui ormai c'è un rapporto strettissimo. Inoltre sta facendo un grande lavoro con la sua Academy, che comprende anche piloti che vanno fortissimo nel CIV Junior (e Jacopo Hosciuc, che corre nel mondiale MotoE, ndr). Grazie anche a tutti gli sponsor e agli amici che mi supportano da casa.

 

Palmen in Motorradsport ringrazia Luca Agostinelli per la disponibilità e Luca Fabrizio per aver organizzato l'intervista. A Luca i migliori auguri per le prossime gare e stagioni.