Lorenzo Savadori: "Sogno un'intera stagione in MotoGP"

Le prime esperienze nel paddock della MotoGP hanno portato a Palmen in Motorradsport delle possibilità molto importanti e una di queste è stata l'intervista a Lorenzo Savadori. Il collaudatore Aprilia Racing, nonché sostituto di Jorge Martín in diversi GP della stagione 2025, ha parlato sia della stagione in corso che di quelle passate ed è tornato su alcune stagioni molto importanti per la sua carriera e per la sua collaborazione con la casa di Noale, a cui è legato dal 2015 e con cui ha raggiunto diversi traguardi importanti.
Lorenzo, cosa puoi dire della stagione 2025?
La stagione 2025 sta andando bene: abbiamo sfruttato le gare in cui Jorge non c’era per portare avanti lo sviluppo della RS-GP25. La moto sta andando bene e Marco è spesso sul podio, ha vinto una gara ed è sempre lì davanti. Anche Jorge, nonostante abbia saltato diverse gare, ha fatto grandi passi in avanti. Siamo molto soddisfatti, ma sappiamo che in MotoGP non basta mai, dobbiamo sempre fare di più e continuare a lavorare.
Ormai sei collaudatore Aprilia da alcuni anni, dopo dei trascorsi soprattutto da pilota. Qual è stato l'aspetto più difficile di tale passaggio?
La cosa più difficile è il fatto che quando provi non riesci a concentrarti sulla performance, ma devi concentrarti su altre cose. Da collaudatore devi fare un altro tipo di lavoro e non puoi esprimerti al massimo come pilota. È quella la cosa più difficile da accettare, soprattutto quando sai che puoi stare avanti, ma sono comunque contento dove sono adesso e mi rende felice vedere che la moto sia migliorata molto e continui a migliorare.

A questo punto della tua carriera, che obiettivi hai per il futuro?
Il mio sogno nel cassetto è quello di poter fare un anno completo in MotoGP da pilota, per poter vedere cosa posso fare.
Adesso farei un piccolo percorso delle tappe varie che hai affrontato fino a come pilota e partirei dagli inizi. Come è partito tutto?
Avevo visto una gara in un programma televisivo di una rete locale quando ero piccolo e avevo chiesto a mio papà se potevo provare queste moto piccoline. Lui mi ha detto di sì e da lì è nato tutto quanto.
Ricordo anche che nel 2007 ti sei giocato il titolo nella Red Bull MotoGP Rookies Cup con Johann Zarco.
Quell'anno lì sono stato in testa per più di metà stagione. Il problema è che poi sono cresciuto tanto fisicamente e a fine stagione ormai quelle moto erano davvero troppo piccoline per me. Comunque è stato un anno importantissimo, dopo il quale sono arrivati dei bei titoli nel CIV e nell'Europeo 125cc nel 2008, tra l'altro vinti già allora con un'Aprilia (quella del team RCGM, ndr).
Hai avuto due anni difficili nel mondiale 125cc, ma è andata meglio poi nella Superstock 1000 FIM Cup.
Sono stato veloce per gran parte degli anni che ho trascorso lì, ma la ciliegina sulla torta è stata la stagione 2015. Da lì è nato il rapporto con Aprilia e insieme abbiamo vinto il primo titolo per entrambi nella categoria. Una storia simile inoltre si è ripetuta nel 2020, quando abbiamo entrambi vinto il nostro primo titolo nel CIV Superbike.

Quali sono i ricordi principali del 2015?
È stato un anno bellissimo. Eravamo sempre super veloci sempre, al punto che abbiamo vinto quattro gare su 8 e nelle altre ho chiuso quasi sempre secondo. In quell'anno mi hanno insegnato molto e mi hanno aiutato a crescere, cosa che si è riflettuta nei risultati, dalla prima gara ad Assen (chiusa al secondo posto, ndr) fino al titolo vinto e celebrato a Magny-Cours.
Cosa racconti invece dei tre anni trascorsi nel Mondiale Superbike, prima con IodaRacing e poi con SMR.
Aprilia si era già concentrata solo sul progetto MotoGP, quindi non era più impegnata in veste ufficiale in Superbike. Sono stati anni difficili, ma comunque molto importanti per la mia crescita e ricordo diverse gare belle. Ricordo anche la prima gara flag-to-flag ad Assen nel 2016 (gara chiusa al quarto posto, ndr) e anche quando abbiamo corso a Imola, una pista per me molto bella.
Successivamente sei passato al CIV e sei entrato in MotoGP come collaudatore. Ma che ricordi hai della tua prima gara nella classe regina?
È successo a Valencia (nel 2020, ndr) ed è stato bellissimo. Ricordo che ero abbastanza teso perché era tutto nuovo, dal campionato in sé alle moto, ed è stato bello ed emozionante arrivarci dal CIV. È vero che ero già collaudatore, già ero inserito e giravo con quella moto, però è chiaro che fare la prima gara è stato bello davvero.
Inoltre sei arrivato in MotoGP facendo un percorso diverso da quello di tanti altri piloti. Cosa puoi dire a riguardo?
Questo è successo anche per un discorso di budget, nel senso che la mia famiglia mi ha aiutato tantissimo, ma chiaramente ci vogliono determinate cifre per fare un certo percorso e non avevamo quella disponibilità. Sono dovuto sempre andare a incastrarmi in situazioni che mi permettessero di andare avanti, fino a che Aprilia mi ha preso per mano scalando e mi ha fatto scalare questa "montagna" fino ad arrivare alla MotoGP.

Fino ad ora, qual è stata la tua gara più bella in MotoGP?
È stata secondo me Assen 2023 (chiusa all'11° posto, ndr), poi nel 2025 sono state belle le gare di Le Mans, dove abbiamo fatto bene in condizioni particolari (9° posto, ndr), e quella di Assen, dove anche se abbiamo avuto qualche problema abbiamo fatto un bel weekend.
Con l'esperienza che hai adesso, cosa consiglieresti al Lorenzo Savadori bambino agli inizi della sua carriera?
Gli direi di fare quello che ho fatto, cioè di non mollare mai e di mettercela sempre tutta. Magari guardando indietro rivedrei qualcosa delle stagioni trascorse nel mondiale 125cc, che sono state "strane", ma solo quello.
Chi ti senti di ringraziare in particolare per il percorso che stai facendo che comunque è veramente grande e importante?
Tutte le persone che mi hanno aiutato. Sono tante: gli sponsor dai più piccoli fino a quelli più grandi, la mia famiglia, il mio manager, le persone che sono sempre con me, Daniele, Aprilia e tutte le persone che mi hanno aiutato a crescere in questi anni e mi aiuteranno a crescere sempre di più. In MotoGP bisogna sempre fare di più e bisogna migliorare in maniera costante e sempre, quindi lavoriamo e lavoreremo per questo.
E in conclusione, visto che tu sei stato anche legato a Fausto Gresini, vuoi condividere un ricordo che hai di lui?
Quella di Fausto è stata veramente una grossa dipartita, perché per me era una persona speciale e sono stato veramente male quando se n'è andato. Abbiamo lavorato insieme per quattro anni e quegli anni sono stati veramente e positivamente intensi, perché comunque era diventato per me un vero e proprio punto di riferimento. Io mi ricordo che quando mi ero trasferito da poco a vivere da solo, a volte mi chiamava all'ultimo e mi diceva: "Dai, vieni a mangiare da me". E ci vedevamo spesso. Dispiace davvero che non sia più con noi.
Lo stai comunque rendendo fiero di te da ovunque lui sia, con quello che sta facendo adesso e il grande impegno che ci metti.
Grazie.
Palmen in Motorradsport ringrazia Lorenzo Savadori per la disponibilità e Aprilia Racing per aver reso possibile l'intervista. A pilota e squadra i migliori auguri per il futuro.