Lorenzo Pritelli (Moto4 European Cup): Crescita, successi e consapevolezza

Gli appassionati di motociclismo che seguono anche il FIM MotoJunior hanno potuto vedere la rapida ascesa di Lorenzo Pritelli, giovane pilota italiano già in grado di conquistare vittorie e podi e di giocarsi il titolo al suo primo anno nella Moto4 European Cup.
Classe 2010 di Cattolica, Pritelli sta brillando insieme al Team Echovit Pasini Racing e sta vivendo un periodo molto importante. Dopo essere diventato Campione Italoano PreMoto3 nel 2025, il pilota romagnolo ha poi vissuto una stagione 2026 estremamente positiva nella serie europea e altri due eventi cruciali per il suo percorso: l'ingresso nella VR46 Riders Academy e, più recentemente, nella Red Bull MotoGP Rookies Cup, dove esordirà nel 2027.
Palmen in Motorradsport ha potuto intervistare Lorenzo Pritelli, al fine di conoscere meglio lui e la sua storia.
Lorenzo, ti aspettavi di lottare subito per il titolo nella Moto4 European Cup?
Sì, dai. Durante questo inverno ho creduto molto in me e nei miei risultati e ho fatto un gran lavoro a casa insieme a tutta la VR46 Riders Academy, i Talenti Azzurri e la Federazione Motociclistica Italiana. Mi aspettavo quindi di essere subito veloce. Abbiamo lavorato duramente e ne stiamo raccogliendo i frutti.
Come hai vissuto il fatto di essere selezionato per la Rookies Cup?
Per me è un'opportunità bellissima. Sinceramente non mi aspettavo di essere selezionato, perché si presentano sempre tantissimi piloti per pochi posti disponibili e loro selezionano i piloti non solo in base alla velocità, ma anche guardando altri aspetti (come la progressione dei piloti nell'arco delle selezioni, ndr). Alla fine però prendono i piloti più forti e sono davvero contento di essere uno di loro.

Se qualche anno fa ti avessero detto che saresti entrato nella VR46 e anche nella Rookies Cup, ci avresti creduto?
Io sono un ragazzo che crede molto nei suoi obiettivi e mi ero immaginato che ci sarei arrivato. Quindi sì, ci avrei creduto.
Facendo ora un passo indietro ben più grande, puoi parlare di quando hai iniziato a correre?
È iniziato tutto quando avevo due anni e mezzo. Già da prima che io nascessi, mio padre aveva una minimoto Polini con la livrea della Ducati di Loris Capirossi. L'aveva costruita mano a mano, coi pezzi che venivano venduti ogni settimana in edicola. Quella minimoto non aveva un motore, ma quando sono nato io lui ha deciso di mettercene uno dentro e di portarmi a girare. La prima volta che ho girato, mio padre mi seguiva con una corda attaccata alla moto e, per andare piano e in sicurezza, avevo il fermo sul gas e le rotelle. Da lì poi ho fatto le mie prime gare e ho corso nelle minimoto, con le Ohvale e poi nel CIV PreMoto3, fino ad arrivare qui.
La stagione 2025 è stata per te incredibile, col titolo di Campione Italiano PreMoto3 e un podio all'esordio nella European Talent Cup (vecchio nome della Moto4 European Cup, ndr). Quali sono i ricordi più belli di quella annata?
La vittoria del titolo in sé. Non ero ancora riuscito a vincere un titolo italiano e quindi mi ero imposto di farcela. Avrei potuto vincere qualche gara in più, anche perché in alcune occasioni mi sono un po' accontentato, ma ne ho comunque vinte sei su 12 e la cosa più importante è stata portare a casa il campionato.
C'è qualche vittoria che consideri particolarmente speciale?
La Gara 1 dell'ultimo round stagionale, al Mugello. Ero partito bello carico e sono riuscito addirittura a vincere con 20 secondi di vantaggio. È stata una vittoria fantastica, che mi ha consentito di vincere il titolo.
E hai anche esordito nella European Talent Cup a Misano, andando subito a podio.
Ecco, quello sì che è stato inaspettato! Arrivando dal CIV, mi sono ritrovato in un campionato di livello ancora più alto, con piloti da tutto il mondo. Il mio obiettivo era quindi stare nelle prime dieci o quindici posizioni. Ma di arrivare subito secondo no, non me lo aspettavo affatto.
In questo momento, come pilota, su cosa senti di dover migliorare in particolare?
C'è sempre da imparare, non siamo mai arrivati. Io per esempio sento di dover ancora lavorare su di me e su come gestisco le emozioni in certe occasioni. Qualche volta, come alle selezioni per la Red Bull MotoGP Rookies Cup, entro con un po' troppa foga e finisco per commettere degli errori importanti. Ci devo lavorare, e di fatto già ci sto lavorando.

Che passioni hai al di fuori delle moto?
Mi piace andare a pescare coi miei amici e guardare il tennis. Non sono molto bravo a giocare, ma seguo molto volentieri le partite di Jannik Sinner e non solo. Inoltre, mi piace molto lo sci alpino. Ho anche conosciuto Kristian Ghedina (ex-sciatore che ha vinto tre medaglie ai Mondiali e 13 gare della Coppa del Mondo, soprattutto nella discesa libera, ndr). A un evento a cui sono stato a Livigno c'era anche lui e ha fatto un salto in cui ha aperto le gambe a 170 chilometri all'ora. È un matto e un grande!
Chi sono i tuoi piloti preferiti?
Il più grande di tutti per me è Valentino Rossi e poi mi piace molto anche Marco Bezzecchi, per la sua aggressività e la sua personalità. Mi piace un po' anche Pedro Acosta: non aveva i soldi per correre, ma è riuscito ad arrivare in MotoGP facendo delle cose incredibili. E, di cose incredibili, ne sta facendo anche oggi.
Tornando al tuo ingresso nella VR46, come ti sentivi nei tuoi primi allenamenti con la Academy?
Ora sono più in confidenza con tutti i ragazzi, ma appena sono entrato non ci credevo. Ritrovarmi improvvisamente con piloti così importanti e a fianco di Valentino Rossi, non essendo io nessuno, è stato bellissimo e allo stesso tempo mi ha fatto sentire un po' in soggezione. Ora però, come detto, ho più confidenza con loro, anche se non riesco a vedere spesso Valentino, essendo lui impegnato con le gare automobilistiche.
Per il resto come ti prepari per le gare?
Mi alleno in palestra e mi piace andare a correre. Quando corro però voglio farlo a un ritmo tranquillo, godendomi il paesaggio. Nel mio caso, quel paesaggio è il mare, vivendo io a Cattolica.
In conclusione, il "Momento Ringraziamento". Ringrazia chi vuoi!
Innanzitutto devo ringraziare i miei genitori, i miei nonni e tutta la mia famiglia, perché senza di loro non sarei qui. I miei genitori hanno creduto molto nel mio percorso e sia loro, sia mio fratello hanno fatto tanti sacrifici e rinunce per sostenermi in questa mia carriera. Ringrazio poi la FMI e i Talenti Azzurri: quando sono entrato tra il 2023 e il 2024, mi mancava una parte dei soldi necessari per correre e loro mi hanno aiutato affinché potessi continuare.
Voglio anche ringraziare Claudio e Chiara del team Bucci Moto, per aver creduto in me nel 2025. Avevo chiuso terzo nel FIM MiniGP Italian Series e secondo nella finale mondiale con la Ohvale 190cc, ma non mi potevo allenare con delle moto da 17 pollici e quindi vedevo la moto solo nei weekend di gara. Loro hanno comunque creduto in me e insieme siamo diventati campioni italiani nella PreMoto3. Ringrazio infine la VR46 Riders Academy e tutte le persone che mi hanno aiutato ad arrivare qui.
Palmen in Motorradsport ringrazia Lorenzo Pritelli per la disponibilità e Stefano Ambrosi (addetto stampa del Team Echovit Pasini Racing) per aver reso possibile l'intervista. A pilota e squadra i migliori auguri per i prossimi capitoli delle loro storie.
