Leonardo Taccini punta in alto in Supersport: "E pensare che avevo smesso e facevo il carrozziere..."

Leonardo Taccini
Sulla griglia a Most (2025). Credit: Palmen in Motorradsport

Con questo articolo, Palmen in Motorradsport pubblica una delle storie più belle mai raccontate su questo blog: quella di Leonardo Taccini.

Dopo una lunga parentesi nel CIV e nella classe Moto3, Taccini ha intrapreso nel 2021 un percorso nelle derivate dalla serie, iniziato col passaggio al Mondiale Supersport col team Orelac Racing Verdnatura. Con alti e bassi poi il pilota romano è arrivato a correre col team Ten Kate Racing Yamaha a fine 2021 e per tutto il 2022, ma il tutto è poi diventato una montagna russa: un infortunio che poteva mettere fine alla sua carriera, un'amputazione di un braccio sfiorata, la non riconferma con Ten e la necessità di lavorare come carrozziere.

Nel 2024 sembrava aver smesso di correre, ma Taccini è poi ripartito dal CIV Supersport e dopo una stagione positiva nonostante l'assenza di test iniziali, è tornato al Mondiale Supersport nel 2025 col team Althea Racing. Una stagione che, inoltre, lo ha già visto più volte in top 10 e anche vicino alla top 5, mentre in parallelo ha iniziato su YouTube il racconto del suo cammino con "Road to SBK".

Palmen in Motorradsport ha avuto la possibilità di intervistare Leonardo Taccini e di parlare della stagione 2025 e degli anni che ha vissuto.

 

Ciao Leo! Come sta andando questo tuo ritorno al Mondiale Supersport?

In realtà sta andando meglio del previsto, perché comunque non mi aspettavo di tornare ed essere subito così competitivo. Alla fine ho fatto subito il mio miglior piazzamento in Olanda, con un sesto posto in Gara 1, e sempre lì in Gara 2 ero nel gruppo dei primi in maniera abbastanza tranquilla, mai poi ho fatto un errore. Comunque mi trovo molto bene col team e con la moto e sono sereno. Nelle ultime gare sono successi alcuni imprevisti, ma ci sta quando è tutto quasi nuovo, dato che considero questo il mio primo vero anno di Mondiale.

Faccio un pochino di fatica, soprattutto col format di oggi (una prova libera e subito Superpole, ndr), ad allineare tutte le cose, quindi se il weekend parte col piede giusto è tutto più facile. Se invece ti succede come a Cremona, dove andavamo fortissimo ma poi ho buttato la qualifica per una caduta al secondo giro, sono dovuto partire indietro e da lì si è complicato tutto. Detto questo, sono veramente contento e vediamo di migliorare sempre gara dopo gara.

 

E che obiettivo ti sei dato per le prossime gare?

L'obiettivo in generale è crescere il più possibile e avere un'evoluzione gara dopo gara. Abbiamo visto che siamo veloci, anche se le cose non sono sempre andate bene, quindi per ora il primo obiettivo è riuscire magari a salire sul podio. È un obiettivo molto ambizioso, ma allo stesso tempo non troppo lontano.

 

Tu avevi già corso in Supersport con orelac nel 2021, quando hai fatto le gare europee, e nel 2022 col team Ten Kate. Come sei cambiato oggi rispetto a quei due anni?

Sono più maturo rispetto al 2021, quando sono arrivato al WorldSSP senza esperienza con la 600cc e con piloti molto più esperti. A 18 anni mi sono ritrovato nel mondiale così, all'improvviso, e ho faticato un po' al primo anno. Inoltre la stagione è proseguita anche dopo le gare europee con Orelac, poiché il team Ten Kate mi ha chiamato per correre in Argentina. Nonostante l'inesperienza, ho chiuso undicesimo e mi hanno messo subito sotto contratto.

Entrare in un team ufficiale è stato travolgente, ma bisogna dire che loro pretendevano che fossi un pilota completo. Io invece guidavo solo di cuore, completamente di cuore, quindi un giorno andava bene e un giorno andavo a finire in ospedale. Non è l'approccio giusto, tantomeno quando si corre in un team ufficiale. Ho avuto molti infortuni, ma loro mi hanno insegnato cosa vuol dire fare il pilota. Con Ten Kate sono cresciuto e ho iniziato a fare risultati, come a Barcellona dove partivo ultimo e sono arrivato a lottare coi migliori. Alla fine ho chiuso nono, ma avrei potuto fare ancora meglio.

Leonardo Taccini
Assen 2022. Credit: Ten Kate Racing Yamaha

 

E poi è arrivato però l'infortunio che ha rischiato di mettere fine alla tua carriera.

Dopo Barcellona avevamo trovato il ritmo. Anzi, in Portogallo eravamo molto competitivi al punto che in gara ho fatto anche il giro veloce, anche se quella gara era stata particolare per cose successe in altre categorie (poco prima c'era stato l'incidente in cui ha perso la vita Victor Steeman in Supersport 300, ndr). Dopo un contatto all'inizio ho rimontato, ma all’ultimo giro un pilota mi ha centrato mentre ero già in piega: la mia moto mi è finita addosso e mi ha distrutto il braccio. Il dolore è stato tremendo, e tornato in Italia i medici mi dissero che la situazione era grave, al punto che non si poteva nemmeno mettere una placca.

Dopo l’incidente mi avevano messo un gesso provvisorio in pista, ma era stato fatto così bene che in Italia il mio medico temeva di rimuoverlo subito: il braccio era completamente instabile e rischiavo ulteriori danni. Ho dovuto aspettare due settimane prima di cambiarlo, poi mi hanno messo un gesso in resina speciale, talmente stretto che non mi circolava il sangue e dovevo dormire col braccio alzato. Nonostante il braccio non fosse guarito, sono partito per Indonesia e Australia per non perdere il contratto con Yamaha, che fino all’infortunio era sicuro. Il mio medico mi aveva avvertito: se cadi, rischi l’amputazione.

Sono tornato troppo presto, e col senno di poi non lo rifarei. In FP1 in Indonesia ho fatto ottavo e tutti si aspettavano grandi cose, ma in realtà non riuscivo neanche a guidare: ho chiuso Gara 1 e Gara 2 appena a punti, soffrendo tantissimo. Poi siamo andati in Australia e lì è stato proprio un calvario, perché in Indonesia ho utilizzato tutte le energie che avevo e a Phillip Island non riuscivo neanche a tenere la moto sul dritto, perché con tutto quel vento mi faceva malissimo il polso.

Pensa che la fisioterapia l'ho fatta ritornato dall'Australia perché non c'erano proprio i tempi materiali per farla: mi sono tolto il gesso e cinque ore dopo ho preso l'aereo per l'Indonesia.

 

Per fortuna la tua carriera non si è interrotta ed è proseguita poi nell'ESBK Stock 1000. Com'è andata lì?

Fortunatamente è finito tutto bene, quindi adesso il braccio lo muovo senza problemi e ho una grande forza. Giusto ogni tanto, quando cambia il clima, non è proprio il massimo. Comunque dopo quell'infortunio sono rimasto fuori dal mondiale, appunto perché il team non mi ha riconfermato per l'anno dopo. Sono andato a fare la Stock 1000 in Spagna, ma perché era l'unica possibilità che avevo per correre.

Nel 2023 ho corso quindi lì con una BMW (del team EasyRace, ndr) e ho fatto un anno per capire come stavo col braccio. Alla fine è andata abbastanza bene: ho fatto qualche podio e mi sono trovato bene con la moto. Poi mi ha chiamato un altro team per tornare al Mondiale Supersport (il team Vince64, ndr), ma tra un virus che mi ha colpito nel periodo del round di Aragon e problemi vari non sono riuscito a ottenere i risultati sperati.

 

E lì sì che stavi per ritirarti.

Nel 2024 avrei potuto correre in Supersport con lo stesso team, ma non me la sono sentita visti alcuni problemi che abbiamo avuto. Allora mi si è presentato un solo scenario: smettere di correre e andare a lavorare, perché non valeva la pena correre giusto per racimolare qualche soldo senza essere competitivo. Il mio sogno da quando sono piccolo è correre in moto, ma certamente corro per vincere e non tanto per fare qualcosa. E quindi...Io praticamente mi sono ritrovato dall'oggi al domani a fare il carrozziere. Lo facevo già quando correvo in Spagna con BMW, perché mi dovevo spesare la stagione, però lì sembravo destinato al ritiro.

 

Cosa che per fortuna non è accaduta. Come è nata l'opportunità di correre nel CIV Supersport col Cecchini Racing Team?

Mi ha chiamato Fabrizio Cecchini e mi ha detto: "Senti, ma ti va di correre con noi quest'anno?". Va detto che era già fine febbraio e il campionato iniziava ad aprile, solo un mese e mezzo dopo...E ancora non sapevamo con quale moto avremmo corso! Comunque mi hanno convinto e due settimane dopo sono andato giù a firmare il contratto, loro hanno preso una Ducati e poi siamo andati diretti in gara.

Pensa che prima del primo round, abbiamo girato solo a Pomposa giusto per rodare il motore. Le cose però sono andate subito piuttosto bene. A Misano ho fatto quarto in Gara 2 pur con le gomme finite e poi sempre in top 10 a Vallelunga e al Mugello, ma soprattutto alla Racing Night a Misano ho fatto pole position e ho vinto Gara 1 in notturna, in un contesto e una cornice di pubblico incredibili. Ho anche chiuso il campionato in terza posizione, che in quella situazione è stato davvero un ottimo risultato. 

Leonardo Taccini
 Racing Night 2024. Credit: CIV

 

Un risultato che ti ha riaperto le porte del Mondiale Supersport con la Ducati di Althea Racing, con cui stai già andando bene. Te lo aspettavi?

In realtà non mi sarei mai aspettato neanche di tornare. In cuor mio ci speravo, perché ovviamente non sono uno che molla, ma nel 2024 mi ero proprio rassegnato. Anzi, già nel 2021 io avevo smesso di correre dopo l'esperienza col team Orelac, ma poi mi ha chiamato Ten Kate e sono ripartito con loro. Comunque alla fine sono riuscito a tornare al mondiale e devo dire che con Althea Racing le cose sono andate bene fin da subito: già nei test mi ero trovato bene ed ero andato forte. Anche in Australia siamo andati forte. In Gara 1 sono caduto con un altro pilota (Aldi Mahendra, ndr), però in Gara 2 sono stato a un certo punto vicino ai migliori e senza neanche affaticarmi troppo, anche se poi ho preso una penalità (per non aver rispettato il tempo minimo nel pit stop obbligatorio, ndr). Comunque ho iniziato a crederci e poi siamo arrivati a Portimão, dove ho anche fatto il quinto tempo nel Warm Up del sabato e un nono posto in Gara 2.

 

E poi è arrivata Assen, dove sei stato vicino alla top 5.

In Gara 1 ho addirittura chiuso sesto appena dietro a Tom Booth-Amos in quinta posizione. Anzi lo avevo pure passato, ma nell'ultimo settore mi è partito il posteriore (e parte un "vaffancina" di imprecazione, ndr) e quindi ho finito dietro di lui. A Cremona poi ho avuto difficoltà per la caduta in Superpole, ma in Gara 2 dopo una partenza disastrosa sono riuscito a rimontare  dalla trentesima alla dodicesima posizione, attaccato al gruppo in lotta per la sesta posizione. A Most non è andata bene, ma a Misano sono tornato in top 10 in Gara 2.

 

A questo punto, che obiettivi hai per il futuro?

Io rispetto a tanti altri piloti vado controcorrente: gli altri vogliono arrivare in MotoGP, mentre io fin da piccolo ho sempre voluto raggiungere un giorno il Mondiale Superbike. Questo viene da quando ero un bambino, forse perché la prima gara che ho visto in circuito è stata proprio la Superbike a Vallelunga.

 

E hai anche creato "Road to SBK" su YouTube. Cosa punti a fare con questo progetto?

Quando facevo il carrozziere nel 2024, da grande appassionato di YouTube mi piaceva il fatto che, su tale piattaforma, ognuno possa raccontare la propria storia e raggiungere tante persone. Quando ho visto che facendo il carrozziere sono tornato a correre nel CIV, ho vinto una gara e poi sono tornato al mondiale, mi sono detto: "Ma se questa cosa l'avessi ripresa, quante persone si sarebbero appassionate alla mia storia e si sarebbero riviste in un momento simile a quello che stavo vivendo?".

Visto che la carriera di un pilota è ciclica e non durerà per sempre, ho pensato di raccontare il mio percorso con l'obiettivo, se riuscissi ad arrivare al Mondiale Superbike, di ispirare tante persone. Già adesso sto vedendo molta gente che si sta appassionando a me e alla mia storia, e questo mi fa davvero piacere. Avrei anche iniziato prima a farlo, ma semplicemente non ero capace...E lo dico da persona che ha imparato a mandare mail su un computer solamente a 18 anni! Inizialmente filmavo e montavo i video col telefono, in modo molto casereccio, mentre ora ho un amico che mi sta aiutando molto. Spero di poter continuare a crescere e migliorare anche in questo.

 

In conclusione, vuoi ringraziare qualcuno in particolare per tutto quello che hai vissuto e stai vivendo?

Per la prima volta, mi sento di dire grazie a me stesso. Questo perché mi sono sempre trovato da solo e durante la mia vita mi sono sempre dato delle colpe, invece di valorizzare quello che ho fatto, quindi finalmente voglio ringraziare anche me stesso. Ringrazio anche quelle poche persone che mi sono state accanto nei momenti più duri, tenendomi su di morale quando avevo bisogno di supporto psicologico. Ci tengo a menzionare il mio amico Luigi, che ha creduto in me anche quando nemmeno io ci credevo più e addirittura ha lasciato il suo lavoro per supportare me in tutte le gare. Sono quelle cose che per me hanno un valore inestimabile...Avere al mio fianco una persona che crede così tanto in me, è come avere vinto alla lotteria!

 

E io ti ringrazio per aver regalato questa storia e ti auguro di raggiungere tutti i tuoi obiettivi.

Grazie. Non si sa mai come può andare, ma io do il massimo e mi godo il momento, sperando un giorno di raggiungere il mio obiettivo.

 

Palmen in Motorradsport ringrazia Leonardo Taccini per la disponibilità e gli augura il meglio per le prossime gare e stagioni.