Leonardo Abruzzo (Moto3): "Ho iniziato provando un kart, ma poi..."

Leonardo Abruzzo
In griglia al Sachsenring.

Partire provando un go-kart a Cattolica e ritrovarsi non molti anni dopo nel Motomondiale, a confrontarsi coi piloti più forti del mondo. Questa è la storia di Leonardo Abruzzo, giovane pilota italiano che sta vivendo le sue prime esperienze nel mondiale Moto3.

Classe 2007, Abruzzo sta affrontando nel 2025 la sua seconda stagione nel FIM JuniorGP col team MTA Junior e sta affrontando una buona crescita, culminata con l'ottavo posto a Magny-Cours. Nel mentre però sono arrivate delle chiamate ancora più importanti, ovvero quelle dei team GRYD - MLav Racing e DENSSI Racing - Boé, che tra Assen, Sachsenring e Brno gli hanno chiesto di sostituire rispettivamente gli infortunati Vicente Pérez (Assen e Brno) e Ruché Moodley (Sachsenring). Esperienze importanti per crescere e abituarsi al Motomondiale, in vista di un approdo a tempo pieno nel prossimo futuro.

Palmen in Motorradsport ha avuto modo di intervistare Leonardo Abruzzo al Sachsenring per parlare con lui della stagione 2025 e per conoscere meglio lui e il suo percorso. Un'intervista resa possibile da Iñaki Pahissa, Team Coordinator di DENSSI Racing - Boé.

 

Leonardo, sono arrivate queste prime opportunità per te nel Mondiale Moto3. Come sta andando?

Ad Assen sono partito senza nessuna aspettativa e solo con l'obiettivo di divertirmi, fare tanti chilometri e vivere un ambiente nuovo e con tanta professionalità. Alla fine me la sono cavata abbastanza bene e mi sono divertito, anche se purtroppo in gara sono caduto dopo pochi giri. Al Sachsenring invece la partenza è stata difficile, visto che all'inizio delle prime libere sono stato falciato da un altro pilota e sono caduto, e in generale ho fatto quello che potevo non conoscendo la pista e neanche la moto. È vero che in Germania ho corso con una KTM, come nel JuniorGP, ma in quest'ultimo uso una moto del 2023 ed è leggermente diversa da quella del 2025. Non è proprio facilissimo, però devo farcela. Non c'è un'altra opzione.

 

E come stai vivendo queste prime esperienze nel Mondiale? Come le stai approcciando?

In maniera molto tranquilla. Prima di entrare in pista nel primo turno ho un po' di ansia, ma quella positiva che è segno che ci tengo, ma in generale cerco di viverla in un modo quanto più rilassato possibile, anche perché non mi gioco niente di importante. Cerco solo di divertirmi e di sfruttare al massimo l'occasione. Più che altro cambia il fatto che al mondiale bisogna spingere subito avendo meno tempo per girare, mentre nel JuniorGP si va in pista già il giovedì e quindi te la puoi prendere con più calma.

 

Come sta andando invece la stagione nel JuniorGP?

Quest'anno siamo partiti abbastanza bene, a parte il meteo instabile e la caduta di Estoril. Stiamo facendo tutte le prove, qualifiche e gare in top 15, che rispetto al 2024 è un buon obiettivo. Arrivo dal mio miglior risultato a Magny-Cours, dove ho finito ottavo sotto la pioggia, e quindi sono in una scia positiva e in crescita.

Leonardo Abruzzo
Magny-Cours 2025.

 

Passando invece alla tua carriera, come è nata la tua passione per le moto?

Già da piccolo andavo in vacanza a Misano Adriatico con la famiglia. Prima di andare a Misano c'è l'uscita dell'autostrada per Cattolica e lì si vede sulla destra il Jeepers, un kartodromo molto conosciuto. Rompevo un po' le scatole ai miei per provare il kart e quindi una volta mio papà mi ha portato in pista senza farlo sapere alla mamma. Quel giorno poi ho visto una minimoto a fianco e lì mi sono detto: "Quasi quasi...". La settimana dopo quindi l'ho provata e così è iniziato tutto. Abbiamo preso la minimoto e ho cominciato a girare a Codogno e poi ad Alessandria, poi nel 2016 ho iniziato a fare il CIV Minimoto e nel 2018 ho corso anche nel campionato europeo. Successivamente sono passato alla Ohvale nel 2019 e poi sono approdato alla Aprilia Sport Production, dove ho vinto il titolo nel 2021 (nella classe SP2, ndr).

 

E poi eccoti in Moto3.

Nel 2022 Bierreti mi ha portato a correre nel CIV Moto3 e insieme abbiamo vissuto una stagione abbastanza positiva, col settimo posto finale e un quarto posto come miglior risultato (Gara 2 a Vallelunga, ndr). A questo è seguito nel 2023 un altro anno sempre nel campionato italiano, con l'AC Racing Team, e lì sono arrivato secondo dietro a Vicente Pérez, divertendomi un sacco e facendo ottimi risultati (anche tre podi, ndr). Questo mi ha portato poi a correre nel JuniorGP col team MTA. All'inizio ho fatto molto fatica, essendo la Moto3 del JuniorGP (e del Motomondiale, ndr) ben diversa da quella del CIV e dovendo abituarmi a piste, gomme e realtà nuove, ma alla fine però siamo andati discretamente e ho anche fatto un buon 11° posto a Barcellona. Peccato solo per l'infortunio di Portimão.

 

Quindi hai dovuto affrontare il passaggio dalla 450cc del CIV alla Moto3 del mondiale. Che differenze hai trovato?

Cambia molto lo stile di guida, perché la 450cc ha molta più coppia sotto nei bassi regimi e richiede una guida quasi più da 600cc, e quindi dovevo fermare un po' di più la moto per poter uscire dalla curva un po' più forte. Con la 250cc invece devi avere molta più velocità in curva e riuscire a tenere bene il gas, perché se sbagli poi perdi tutto in rettilineo.

 

Come sappiamo, il JuniorGP si svolge prevalentemente in Spagna e tu stesso ti alleni ormai in Spagna. Come mai questo cambiamento?

Ho optato per la Spagna per poter girare di più, perché d'inverno in Italia si fa fatica ad andare in pista per il freddo, mentre invece in Spagna a Natale c'erano 20 gradi, per dire. Ormai passo gran parte dell'inverno a Málaga, dove mi alleno con la SPN Academy di Nico Ferreira.

 

Passando al lato più personale, nella tua famiglia come vivono questa passione?

La vivono tutti molto bene. Sono tutti fan numero uno e nessuno ha paura che io che cada, anzi mi incoraggiano ad andare sempre più forte.

Aprilia Sport Production (2021).

 

Come passi il tempo lontano dalle gare?

Mi alleno molto facendo cardio, corsa e bicicletta. Per adesso sto evitando i pesi e cose simili, poiché il peso sappiamo essere davvero importante in una categoria come la Moto3. Quindi sì, mi alleno e allo stesso tempo seguo una dieta, per rimanere leggero e pronto fisicamente. Sennò è un casino, qui sono tutti piccolini! (ride, ndr).

 

E segui o pratichi altri sport?

Quando sono in Spagna giochiamo spesso a padel e me la cavo abbastanza bene. Per il resto seguo solo il calcio quando gioca la nazionale o il tennis quando gioca Jannik Sinner, ma non vado molto oltre.

 

Stai anche continuando gli studi fuori dalle piste?

No, ho mollato la scuola a novembre del 2024, perché alla fine non riuscivo a stare al passo con tutti gli argomenti e le verifiche. Capitava che stessi a casa una settimana e poi andassi via due mesi, quindi in quella settimana mettevano anche due verifiche al giorno ed era davvero difficile starci dietro. Piuttosto che buttare un anno ed essere bocciato ho preferito lasciare e dedicarmi al 100% alle moto, con l'obiettivo di arrivare in MotoGP.

 

In conclusione, vuoi ringraziare qualcuno in particolare?

Ringrazio la mia famiglia e mio padre, che alla fine è praticamente il mio manager, mi aiuta sempre e mi segue tutti i giorni. Ringrazio anche Nico Ferreira, che è il proprietario della SPN Academy, e Alex Millán, che mi aiuta anche quando siamo a casa. Infine un grande ringraziamento in generale a tutte le persone che mi stanno a fianco e mi aiutano sempre.

 

Palmen in Motorradsport ringrazia Leonardo Abruzzo per la disponibilità e il team DENSSI Racing - BOÉ per aver reso possibile l'intervista. Al pilota e al team i migliori auguri per le prossime gare e stagioni.