Da Los Angeles verso la MotoGP: Conosciamo Kristian Daniel Jr.

Kristian Daniel Jr.
Kristian Daniel Jr. e suo padre al parco chiuso a Jerez (2025). Credit: Gold and Goose/Red Bull Content Pool

Non sono molti i piloti statunitensi che attualmente corrono in Europa, così come non molti sono così vicini a raggiungere il Motomondiale. In particolare, uno di loro sta vivendo una tappa molto importante della sua “Road to MotoGP”: Kristian Daniel Jr..

Kristian Daniel Jr. è nato nel 2009 e ha mostrato buone potenzialità fin dall’inizio della sua carriera. Questo lo ha portato in Spagna, insieme alla sua famiglia, dove ha proseguito il suo percorso di crescita nel motociclismo, fino a disputare alcune stagioni nella European Talent Cup e a entrare persino nella Red Bull MotoGP Rookies Cup. Questo ragazzo californiano può davvero farsi un nome in questo sport e la stagione 2025 lo sta dimostrando, visto che è riuscito a conquistare finora due podi (Gara 2 a Jerez e Gara 1 al Red Bull Ring) nella sua seconda stagione nella serie. La strada verso la MotoGP è ovviamente difficile e piena di sfide, ma il giovane americano sta dimostrando di avere le qualità per distinguersi. Inoltre, "KDJR" si è messo in mostra anche nel CIV Moto3, dove nel 2024 ha centrato un podio a Imola da wildcard col Lucky Racing Team.

Palmen in Motorradsport ha avuto l’occasione di intervistare Kristian Daniel Jr. per conoscerlo meglio e ripercorrere il suo viaggio, da Los Angeles fino ai vertici delle corse motociclistiche.

 

Kristian, come sta andando la stagione 2025?

Finora è andata abbastanza bene. Ho avuto qualche caduta, e questo ha un po’ condizionato i miei risultati in classifica generale, ma sono riuscito a salire sul podio e a ottenere molti buoni piazzamenti. Sono nella top 10 della classifica, ma so che posso fare molto meglio. In ogni caso, fino ad ora è stata sicuramente una buona stagione.

 

Che sensazione hai provato a conquistare il tuo primo podio nella Rookies Cup a Jerez?

È stata una sensazione davvero bella, a dire il vero. Ero molto felice e ho lavorato davvero tanto per ottenerlo. È stata una bella ricompensa.  

Kristian Daniel Jr.
In pista in Austria (2025). Credit: Credit: Gold and Goose.

Qual è il tuo obiettivo per le restanti gare della stagione?

Penso che l’obiettivo adesso sia raccogliere più punti possibili in campionato. Voglio essere costante, cercare di finire nella miglior posizione possibile e, si spera, ottenere una vittoria prima della fine della stagione.

 

Negli ultimi anni hai corso alcune stagioni nella European Talent Cup. Puoi raccontarci un po’ le tue esperienze nell’ETC?

Sono stati probabilmente gli anni migliori per imparare, in cui sono cresciuto davvero tanto come pilota. La prima stagione è stata molto difficile, perché era la mia prima volta in una vera squadra e su piste importanti, ed ero molto giovane. Avevo solo 12 anni, quando ho iniziato a correre nella ETC, ed è stato piuttosto difficile correre contro persone molto più esperte e più grandi di me. Ma sì, dovevo solo imparare. Nella seconda stagione ho imparato un po’ di più e da lì in poi è stato comunque difficile in generale. Tutti gli anni nell’ETC sono stati piuttosto complicati. Il mio miglior risultato lì è stato un 7º posto. So di aver avuto il passo per vincere o salire sul podio, come sto facendo ora nella Rookies Cup, ma è stato comunque una buon percorso di apprendimento per me.

 

Puoi raccontare qualcosa di più sulla tua miglior gara nella European Talent Cup?

È stata nel 2024 al Motorland Aragon (col team AGR, ndr). Sono partito secondo in griglia ed era la mia prima volta in prima fila. In gara ho lottato e ho guidato la corsa per molti giri. Tuttavia, alla terzultima tornata, ho toccato un altro pilota e sono quasi uscito di pista. Ho praticamente perso cinque secondi, ma poi sono riuscito a recuperare e a tornare nel gruppo di testa all’ultimo giro. Ho superato due piloti, ma non sono riuscito ad andare oltre e così ho concluso appena fuori dalla top 5, che per me è stato comunque un ottimo risultato.

Kristian Daniel Jr.
In azione nella European Talent Cup al Motorland Aragon (2024).

Da dove nasce la tua passione per le corse motociclistiche? E cosa racconti delle tue prime stagioni come pilota?

Vengo da Los Angeles ed è lì che tutto è iniziato. Ho cominciato prima con il flat track e ho praticamente corso solo in flat track prima di trasferirmi in Europa. Negli Stati Uniti ho fatto un po’ di gare su pista, ma era più che altro a livello di club. Non partecipavo a campionati veri e propri, piuttosto correvo con gli amici su piste con moto molto piccole. Quando ci siamo trasferiti in Europa, ho partecipato al campionato spagnolo nella classe MiniGP 110cc. Dopo sono passato alla classe Moto5, che era praticamente quella subito prima della European Talent Cup.

 

Quindi ti sei trasferito dagli Stati Uniti alla Spagna in età molto giovane.

Avevo 8 anni allora e anche tutta la mia famiglia si è trasferita in Europa. È stata una scommessa che ha fatto mio padre, perché ha visto qualcosa in me che nemmeno io stesso vedevo. Ha capito che avevo del potenziale e non voleva negare a suo figlio la possibilità di magari arrivare in MotoGP e vincere campionati. Quindi sì, viene tutto da lui. Non molte persone fanno una cosa del genere e io sono super fortunato che mio padre si sia preso questo rischio.

 

Hai una grande opportunità di inseguire il tuo obiettivo, che è...

L’obiettivo è chiaramente arrivare in MotoGP e vincere dei titoli. Questo è il mio obiettivo principale. Il mio traguardo finale sarebbe vincere, diciamo, tre o quattro titoli o anche di più, se ci riuscirò.

 

Chi sono i tuoi piloti preferiti?

Penso che i miei piloti preferiti siano Marc Márquez, perché è stato un po’ il mio idolo, e Nicky Hayden. Ho un enorme rispetto per tutto il lavoro che Nicky Hayden ha fatto nel suo percorso.

Kristian Daniel Jr. Marc Márquez
Con Marc Márquez (2013).

Hai avuto la possibilità di incontrare Nicky Hayden, prima che ci lasciasse?

Ho fatto delle foto con lui (l'autore non è riuscito a trovarle, ndr) ma non ho avuto l’occasione di conoscerlo meglio personalmente. Però era davvero una brava persona e ha fatto qualcosa di incredibile, che non molti americani riuscivano a fare in quell’epoca.

 

Che sensazione ti dà essere uno dei pochi piloti americani a questo livello?

Onestamente non ci penso adesso, perché non importa se sono americano o spagnolo: devo comunque lavorare tanto. Devo ancora fare molta strada e molte gare. Però in un certo senso fa piacere, perché è come se stessi aprendo la strada verso il mondiale a nuova generazione.

 

E quali sono i tuoi hobby al di fuori delle corse motociclistiche?

I miei hobby al di fuori delle corse sono il ciclismo e la corsa. Mi piace andare molto in bici. Mi piace molto anche giocare ai videogiochi con mio fratello.

 

In conclusione, chi vorresti ringraziare per il percorso che hai fatto finora?

Vorrei ringraziare ovviamente la mia famiglia: mia madre, mio padre e anche i miei nonni. Mi hanno aiutato tantissimo e probabilmente non sarei qui adesso se non fosse stato per loro. Voglio anche ringraziare Anscari Nadal, che è il mio manager. Mi ha aiutato a crescere lungo questo percorso e negli ultimi anni.

 

Domanda extra: hai un motto?

Sì, ce l’ho. Tutti hanno bisogno della scia, ma il leader si crea il proprio vento.

 

Palmen in Motorradsport ringrazia Kristian Daniel Jr. per il tempo dedicato e suo padre per aver organizzato l’intervista. I migliori auguri a “KDJR” per le prossime gare e stagioni.