Jaume Masiá: "In Supersport mi sto divertendo. Il futuro? Aperto a tutto!"

Jaume Masiá
Jaume Masiá. Credit: Palmen in Motorradsport

Ritrovarsi fuori dal Motomondiale dopo un solo anno (pieno di problemi) nella classe Moto2, neanche due anni dopo essersi laureato Campione del Mondo Moto3. Questo è quanto accaduto a Jaume Masiá, pilota spagnolo veloce e forte che nel 2025 si sta rilanciando nel Mondiale Supersport.

In sella alla Ducati del team Orelac Racing Verdnatura, Masiá è stato in grado fin dal primo round stagionale in Australia di giocarsi nuovamente le prime posizioni e, dopo alcune gare in cui non è riuscito a concretizzare del tutto il potenziale suo e del team, ha centrato prima il suo primo podio dell'anno in Gara 2 a Cremona (terzo) e poi la sua prima vittoria nel campionato in Gara 1 a Most, dove ha battuto Çan Önçü con un preciso sorpasso all'ultimo giro. La gara della domenica è invece finita con una scivolata, ma Masiá rimane comunque in una buona posizione in campionato e soprattutto sta ritrovando le sensazioni positive che aveva in Moto3 e che gli erano mancate nel 2024, anno condizionato dalle vicissitudini del team Gas Up/Preicanos Racing e da risultati incolori (solo 6 punti e 28° posto finale).

Palmen in Motorradsport ha potuto intervistare Jaume Masiá a Most e insieme abbiamo parlato della stagione in corso, degli anni trascorsi nel Motomondiale e anche un po' del futuro.

 

Ciao Jaume! Innanzitutto, cosa racconti di questa vittoria in Gara 1 a Most? Te l'aspettavi partendo dal quindicesimo posto?

No, non me lo aspettavo affatto, perché partivo indietro e anche nel warm up non eravamo andati forte come gli altri. Comunque ce l'abbiamo fatta e ringrazio tantissimo la squadra per il duro lavoro. Adesso dobbiamo lavorare ancora di più per essere ancora più competitivi.

Jaume Masiá
In lotta con Lucas Mahias a Most. Credit: WorldSBK

 

Come sta andando in generale questa nuova avventura nel Mondiale Supersport?

Per il momento veramente bene. È vero che ancora ci stiamo adattando alla categoria, visto che è un altro mondo rispetto a quello a cui sono abituato, ma mi sto divertendo tantissimo e mi trovo molto bene anche con il team. Ho tanta fiducia e questo mi fa sentire bene. Stiamo facendo grandi passi avanti e sono sicuro che prossimamente saremo ancora più competitivi.

 

Ti sei dato un obiettivo in particolare per questa stagione?

No, ci diamo un obiettivo gara per gara. Comunque quello che vogliamo è vincere gare e in questo momento ci manca ancora molto per pensare al campionato, visto che come detto è tutto nuovo per me. La cosa buona è che in generale siamo costanti e stiamo provando sempre a portare a casa il risultato, mentre impariamo e facciamo esperienza.

 

Il passaggio alla Supersport arriva per te dopo vari anni trascorsi nel Motomondiale e nei prototipi. Partiamo dalla stagione nella Red Bull MotoGP Rookies Cup nel 2014: cosa racconti di quell’anno?

Quello e gli anni appena seguenti sono stati molto difficili per me. Ero ancora troppo piccolo fisicamente per guidare un mezzo potente e veloce come la Moto3, e per questo lì ho sofferto tantissimo dopo gli anni trascorsi in Spagna con la 80cc e la PreMoto3. Per via del peso dovevo correre con la zavorra e anche questo non ha aiutato. Ciononostante ho imparato tantissimo e quell’esperienza mi è servita per crescere e gestire meglio le cose.

Jaume Masiá
Red Bull MotoGP Rookies Cup (2014).

 

Comunque nel 2017 sei riuscito ad approdare al Motomondiale con le tue prime gare da sostituto, insieme al team World Wide Race di Fiorenzo Caponera. Com’è stato il debutto?

Il mio debutto in Austria è stato bellissimo, perché sono stato subito davanti e ho anche fatto il giro più veloce pur essendo un esordiente. È stato veramente bellissimo, anche perché con Caponera e il suo team sono stato molto bene, mi hanno trattato come un figlio…Ho molti bei ricordi di quel periodo e per questo sono molto grato anche a loro.

 

E come sono state le tue prime stagioni complete nel mondiale Moto3?

Difficili, perché quando hai voglia di fare bene ma ancora ti mancano tante cose è difficile. Serve un po’ di tempo per crescere e capire come gestire le gare. Comunque già al secondo anno ho fatto dei podi e vinto una gara (in Argentina sempre col team di Fiorenzo Caponera, ndr) e in generale sulla Moto3 sono sempre stato più o meno competitivo. A un certo punto non ci volevo più correre, ma negli anni che ci ho trascorso ho raccolto grandi risultati.

 

Come mai non volevi più fare la Moto3?

Perché è una categoria tosta. Più o meno è come la Supersport 300 di qua: vedi i piloti tutti insieme e a volte non si vede davvero il lavoro del pilota. Inoltre ci vuole tanta fortuna, anche perché rispetto ad altre categorie è ancora più difficile avere gli altri piloti sotto controllo.

 

Sì, è una categoria difficile, ma tu sei comunque riuscito a diventare Campione del Mondo nel 2023 con Leopard Racing. Cosa racconti di quell'anno?

È stato un anno bellissimo e in cui siamo stati veramente competitivi, al punto che eravamo la prima Honda tra i primi dieci o dodici piloti del campionato in un periodo in cui davanti c’erano quasi solo KTM. Mi sono divertito tantissimo e abbiamo sfruttato al massimo quello che avevamo. 

Jaume Masiá
Campione del Mondo Moto3 (2023).

 

E come hai vissuto poi quei primi momenti in cui hai capito di essere campione del mondo?

Hai molte cose nella tua testa e non riesci veramente a capire cosa sta succedendo. Pensa che due settimane dopo la gara del Qatar, non avevo ancora realizzato di essere campione del mondo.

 

E poi è arrivato l'anno di Moto2, che invece è stato ben più difficile. Cosa vuoi raccontare di quell'anno?

Più o meno è stato un anno da rookie, ma è anche vero che eravamo in condizioni un po' particolari. La verità è che un pilota deve avere tutto al suo posto per andare veloce, soprattutto in un mondiale dove tutti vanno molto forte, e nel mio caso c’è stato un certo casino. Inoltre c’era molta pressione pur avendo un pacchetto inferiore rispetto agli altri, quindi è stato ancora più difficile. È stato sicuramente l’anno più difficile della mia vita, ma ho comunque imparato tantissimo.

 

Ma un pilota come te, che in Moto3 ha fatto grandi cose, come vive un periodo in cui è così in difficoltà nel passaggio alla Moto2?

Sono momenti molto difficili. Un pilota pensa sempre di avere il potenziale per fare quei risultati, ma per arrivarci ha bisogno di avere tutto sotto controllo e sicuramente noi eravamo molto lontani da quella sensazione. Comunque a un certo punto ho accettato tale situazione e ho continuato a dare il 110% a ogni gara, che è stata per me la cosa più importante.

 

E come hai accolto il passaggio al Mondiale Supersport dopo un solo anno in Moto2 e da recente Campione del Mondo in Moto3?

Alla fine questo è il mondiale e questa è la vita: succedono sempre tante cose e ci sono molti fattori coinvolti. Io magari non ho il budget per pagare una squadra e l’unica possibilità che avevo era qua. Anzi, mi considero davvero fortunato ad aver trovato una sella e per questo ringrazio molto il team Orelac Racing VerdNatura. Comunque ho vissuto momenti veramente difficili da gestire e da accettare, ma dai…Alla fine c’è dietro un grande lavoro psicologico e tanta voglia di andare avanti sempre.

Jaume Masiá
GP d'Argentina 2019, dove Masiá ha conquistato la sua prima vittoria nel mondiale Moto3.

 

E a questo punto, dove ti vedi per il futuro?

Adesso che ho conosciuto questo campionato sono tranquillo qua e mi piace, ma allo stesso tempo ho ancora il pensiero di avere un conto in sospeso con l’altro paddock. Comunque sono aperto a tutto e darò il 100% qualunque cosa succeda.

 

Che obiettivo hai ora per la tua carriera?

Dopo tutto quello che mi è successo penso solo al presente e a godermi quello che ho adesso, e non riesco a pensare al futuro. Penso sia sbagliato guardare troppo in là in questo momento.

 

In conclusione, chi vuoi ringraziare per quello che hai vissuto e che stai vivendo adesso?

Ringrazio il team che ho adesso per l'opportunità, la mia famiglia per tutto il supporto che mi ha dato nei momenti difficili. Ringrazio anche gli amici, il mio allenatore e tutti quelli che sono vicino a me e mi hanno aiutato tantissimo a gestire tutto.

 

Palmen in Motorradsport ringrazia Jaume Masiá per la disponibilità e il team Orelac Racing VerdNatura per aver reso possibile l'intervista. A pilota e squadra i migliori auguri per il 2025 e per le prossime stagioni.