Jakob Rosenthaler si racconta a Palmen in Motorradsport

Non è un mistero che la stagione 2025 sia una delle più strane per Jakob Rosenthaler. Il giovane pilota austriaco, che ha ottenuto buoni risultati nella Red Bull MotoGP Rookies Cup e due podi nel Campionato del Mondo JuniorGP, si è ritrovato senza una sella per quest’anno a causa di motivi economici e il massimo che è riuscito a fare è stato partecipare a qualche gara del Mondiale Moto3.
Rosenthaler ha corso con l'Aspar Team in Thailandia e Argentina (quando Máximo Quiles era ancora sotto l’età minima), con MLav Racing ad Austin (sostituendo l’infortunato Marcos Uriarte) e poi con DENSSI Racing - BOE a Le Mans (dove ha preso il posto dell’infortunato Ruché Moodley) e ha cercato sempre di trarre il meglio da ogni occasione. Dopo queste esperienze, Rosenthaler è finalmente riuscito a trovare un posto per più gare: il team Freudenberg KTM - PALIGO Racing lo ha scelto per sostituire l’infortunato Philipp Tonn nel Campionato del Mondo Supersport 300. Un piccolo cambiamento nei suoi piani, ma Jakob sta già andando forte nella WorldSSP300 e il suo obiettivo resta sempre lo stesso: arrivare in MotoGP.
Proprio in occasione del round ceco del Mondiale Supersport 300 a Most, dove ha debuttato nella serie, Palmen in Motorradsport ha avuto l’occasione di intervistare Jakob Rosenthaler per parlare della stagione 2025, della sua carriera fin dagli inizi e altro ancora.
Jakob, per te inizia un nuovo capitolo nel WorldSSP300. Come sta andando l’adattamento alla 300, dopo gli anni passati in Moto3?
Prima di tutto, sono davvero felice di aver finalmente trovato una sistemazione per più gare, invece di fare ogni gara con un team diverso come è accaduto nel Mondiale Moto3. Il precampionato è stata abbastanza difficile e non avevo davvero un piano, poiché non avevo il budget per la stagione, e ora sono contento di avere finalmente una squadra con cui affrontare più gare. L’adattamento è stato piuttosto difficile, ma sta andando sempre meglio. Ho anche fatto dei test a Most un paio di settimane prima del round del mondiale. Nel frattempo ho corso in Moto3 a Le Mans e, quando sono tornato dalla Moto3, i primi giri sulla KTM RC390R mi sono sembrati di nuovo un po’ strani. Comunque, in generale la guida è un po’ più semplice rispetto alla Moto3, perché ricevi più feedback dalla moto ed è più facile portarla al limite. Inoltre la velocità massima è inferiore, quindi hai più tempo per pensare, anche se allo stesso tempo le gare qui sono ancora più dure e combattute.

Qual è il tuo obiettivo per questa avventura nella Supersport 300?
A Most abbiamo visto che siamo già competitivi. Nonostante i pochi giri fatti in precedenza, ero già nel gruppo di testa e anche se non si è visto nei risultati (ritiro in Gara 1, 12º posto in Gara 2, ndr), possiamo puntare in alto. In ogni caso, è un po’ diverso dalla Moto3: le gare sono più corte, i gruppi sono ancora più numerosi e alcuni piloti sono, diciamo, più “impulsivi” che intelligenti. Comunque, penso che possiamo fare un buon lavoro qui.
Cosa racconti delle gare che hai disputato nel Campionato del Mondo Moto3 quest’anno?
Sono state abbastanza difficili, perché era sempre un team diverso. Ho dovuto adattarti ai team e, quando ho corso ad Austin con MLav Racing, anche a una moto nuova, visto che era la prima volta che guidavo una Honda dopo tanti anni su una KTM. È dura, ma quando vedi modi diversi di lavorare riesci anche a imparare tante cose, quindi sono felice di aver avuto queste opportunità. Inoltre, a Le Mans stavo facendo una bella gara e all’inizio ero vicino al gruppo di testa. Poi ho perso un po’ di terreno e sono caduto, ma è stato comunque un buon weekend.
La tua situazione è un po’ atipica, visto che stai correndo qua e là come sostituto. Come mai non hai trovato una sella per tutta la stagione?
Fondamentalmente il team con cui correvo nel JuniorGP (IntactGP, ndr) ha dovuto ritirarsi dal campionato per motivi economici e, allo stesso tempo, ho perso il principale sponsor che avevo nella mia carriera. È successo tutto abbastanza tardi, quando ormai tutti i posti erano già occupati da altri piloti, quindi sono rimasto fuori.
È anche un po’ strano che non tu abbia trovato nulla, considerando che hai ottenuto anche dei podi nel JuniorGP.
Sì, ma… A volte le cose vanno in modo strano!

Cambiando argomento, ti va di parlare della tua carriera fin dall’inizio?
Ho ricevuto la mia prima moto quando avevo quattro anni e ho iniziato con il motocross. All’epoca non correvo tanto, giusto qualche gara all’anno. Poi, dopo qualche anno, ho iniziato con la supermoto: ho fatto alcune gare e andavo abbastanza forte, quindi abbiamo continuato. Successivamente ho iniziato a correre con le minimoto in Germania, più precisamente nell’ADAC Mini Bike Cup: il primo anno è stato difficile, perché era tutto nuovo per me, ma al secondo anno ero davvero veloce e ho fatto alcuni podi e vittorie. Stavamo cercando opzioni per il futuro e poi nel 2020 è stata introdotta la Northern Talent Cup, che ci è sembrata una buona opportunità.
Quindi sei passato direttamente da ruote basse e supermotard alla NTC? Un bel salto!
Sì, tutta la mia carriera finora è stata una sequenza continua e veloce di salti di categoria. Quando siamo arrivati nella Northern Talent Cup ci siamo detti: “OK, proviamo e magari restiamo qui due o tre anni”. Ma già nel primo anno ero veloce. È stata una stagione strana, visto che abbiamo avuto quattro round in un mese a causa della pandemia di Covid, ma sono migliorato gara dopo gara e nell’ultima sono arrivato secondo, conquistando il mio primo podio (ha chiuso sesto in campionato, ndr). Grazie a questo risultato ho dimostrato il mio potenziale e così sono stato selezionato per la Red Bull MotoGP Rookies Cup. A quel punto abbiamo capito che la cosa stava diventando seria e abbiamo iniziato a dedicarci totalmente a questo.
E com’è andata nella Red Bull MotoGP Rookies Cup?
È iniziata molto bene, con i primi punti già all'esordio a Portimão, ma poi è stato un po’ difficile migliorare da lì in poi. Forse è stato un passaggio affrettato, considerando che la stagione precedente nella Northern Talent Cup era andata bene ma avevamo fatto solo quattro round per via della pandemia. Inoltre io correvo solo lì, mentre molti altri piloti correvano anche nel CEV (ora JuniorGP, ndr) e quindi passavano più tempo in pista rispetto a me. Così nella prima stagione sono rimasto più o meno allo stesso livello e in alcune gare su piste difficili ero anche un po’ più indietro.
Poi però le cose sono migliorate nella tua seconda stagione, nel 2022, e hai iniziato anche a correre nel JuniorGP.
Esattamente, e i risultati sono stati buoni soprattutto nel JuniorGP. In realtà, nella Rookies Cup sono andato vicinissimo al podio al Mugello, ma poi un altro pilota mi ha buttato fuori alla prima curva dell’ultimo giro e il sogno è svanito. Nel JuniorGP invece i risultati sono arrivati più facilmente e ho ottenuto due podi (entrambi a Estoril, nel 2023 e poi nel 2024, ndr). È lì che abbiamo capito di essere sulla strada giusta.
Nel 2024, hai potuto disputare le tue prime wildcard nel Mondiale Moto3 e la prima è stata al tuo GP di casa in Austria. Che sensazioni hai provato?
È stato sicuramente speciale e sapevo che i tifosi mi stavano guardando e osservavano cosa fossi in grado di fare. Sicuramente non si aspettavano qualcosa di straordinario, visto che era la mia prima gara lì, ma solo sapere che c’erano così tanti fan è stato incredibile. Avevo già corso al Red Bull Ring quando ero nella Rookies Cup, ma c’erano molte meno persone a guardare, quindi ho sentito subito la differenza da quel punto di vista.

Ti ricordi la prima volta che sei uscito dalla pit lane?
Sì, ed è stato incredibile. Conoscevo alcuni dei piloti contro cui stavo correvo, ma essere uno di loro e avere anche le moto del team Red Bull KTM Ajo che mi passavano vicino… Sai, nel JuniorGP non vedi certe cose. È stato davvero speciale e anche un po’ difficile da descrivere.
A questo punto, qual è il tuo obiettivo per il futuro in generale?
Il mio obiettivo è sempre stato arrivare in MotoGP, più o meno come tutti i piloti. Ora la direzione è cambiata un po’ e ho capito che bisogna essere aperti a tutto, ma l’obiettivo resta lo stesso: la MotoGP. Adesso cercherò semplicemente di guidare e andare il più veloce possibile, poi vedremo cosa succede.
Sei completamente concentrato sulla carriera da pilota o stai facendo anche qualcos’altro fuori dalla pista?
Fino a due o tre settimane fa andavo a scuola e studiavo Ingegneria Meccanica. Ora che ho finito, sono concentrato al 100% sulle corse.
Per concludere, vuoi ringraziare qualcuno in particolare?
Prima di tutto sono molto grato ai miei genitori, perché senza di loro nulla di tutto questo sarebbe stato possibile. Quando avevo 4 anni non pensavo nemmeno di iniziare a fare questo sport, mi sembrava irrealistico, ma poi mio padre ha avuto questa idea e ora siamo qui. A un certo punto servono anche sponsor per continuare a correre, ma alla base c’è sempre la famiglia.
Inoltre, voglio ringraziare KTM per il supporto che mi ha dato negli ultimi anni. Ora stanno attraversando un momento molto difficile, ma senza di loro non sarei qui.
Palmen in Motorradsport ringrazia Jakob Rosenthaler per il suo tempo e la sua disponibilità, e gli augura il meglio per le prossime gare e stagioni.