L'intelligenza artificiale nella scrittura in ambito motociclistico

Motociclismo AI
Immagine a sinistra: WorldSBK. Immagine a destra: AI

Un tema che mi ha fatto riflettere molto in quest'ultimo periodo è quello dell'intelligenza artificiale. Ormai, soprattutto con l'avvento di piattaforme come ChatGPT, le persone tendono a usarla molto spesso per cercare informazioni o ricette, chiarire dei dubbi, trovare nuove idee e tanto altro ancora.

Fino a qui tutto bene, ma ultimamente si sta forse andando un po' troppo oltre con l'uso dell'IA. E questo vale anche per la scrittura nel motociclismo, di cui parliamo qui.

 

La mia esperienza

Ci tengo comunque a precisare una cosa: io non sono contrario all'intelligenza artificiale e, anzi, io stesso ne faccio uso. Per trascrivere le interviste che faccio, uso un sito di trascrizione audio basato appunto sull'IA e poi, una volta che l'intervista è trascritta, mi affido a ChatGPT per riordinare più velocemente domande e risposte, senza però alterarne la sostanza. Inoltre, sempre con l'IA traduco i miei articoli dall'italiano all'inglese o viceversa, anche se da persona che ha studiato traduzione all'università mi piange il cuore (sigh).
Insomma, di cose ne faccio, ma con l'unico obiettivo: velocizzare e "automatizzare" alcuni passi che altrimenti, se li facessi manualmente, mi prenderebbero ore e ore di tempo (che non ho). Pensate trascrivere o tradurre manualmente un'intervista di 30 o 40 minuti, come varie che ho fatto in questi anni...

Altra cosa molto importante: una volta usata l'IA, io rileggo sempre tutto, faccio ogni correzione necessaria e modifico varie frasi affinché suonino meglio. Non mi dimentico mai di correggere o cambiare frasi quando queste non rispecchiano quello che vuole dire la persona intervistata, così come verifico sempre che la traduzione sia fatta bene. Non dimentichiamo che alla base di un articolo c'è sempre un testo scritto da me o, nel caso delle interviste, registrazioni con domande e conversazioni preparate da me.

Questa è la parte delle persone, tra cui il sottoscritto, che usano l'IA come una risorsa. Passiamo ora al "lato oscuro"...

 

Fidarsi troppo dell'IA per scrivere post...

Se da una parte abbiamo persone che si affidano all'intelligenza artificiale per velocizzare alcune parti del processo che portano alla scrittura e pubblicazione di un articolo (o anche di un libro, perché no), dall'altra abbiamo però un uso dell'IA che è quanto di più smodato e pericoloso ci possa essere. In un mondo come quello dei media e della scrittura, che pur con l'evoluzione della tecnologia e dei metodi di comunicazione continua ad avere una base umana, ci sono purtroppo sempre più esempi di materiale realizzato interamente da macchine, senza il benché minimo input o controllo da parte di una persona in carne ed ossa.

Partendo dalle cose più "piccole", nell'ultimo periodo mi è capitato di leggere post di varie pagine su Instagram fatti interamente con l'intelligenza artificiale. Come mai ne sono così sicuro? Non è solo per quanto indicato da più siti di AI Detector, ma anche perché basta usare per un po' ChatGPT o piattaforme simili per iniziare a riconoscere dei pattern. Vi faccio tre esempi:

  • L'uso delle lineette al posto delle parentesi per gli incisi, una cosa tanto comune nei testi di ChatGPT quanto rara, ma improvvisamente diventata comune nei post e articoli che si trovano su internet.
  • Altri tratti stilistici come un tono "teatrale" o anche la presenza, nello stesso testo, di più elenchi puntati e più successioni di tre aggettivi o tre frasi con incipit simile.
  • La grande presenza di frasi generiche e che non fanno nessun riferimento a eventi precisi, ma si possono tranquillamente trovare in post con argomenti simili, come se venissero copiate e incollate da un post a un altro.
  • Nei post informativi, se generati con l'IA e pubblicati senza rileggerli, si possono notare tranquillamente errori e informazioni false. Un esempio è quando si scrive tranquillamente che un pilota è un debuttante nel Motomondiale, quando in realtà sono già due anni che ci corre (e sì, ho visto anche questo).

 

...articoli...

Tratti, quelli che ho menzionato a mo' di esempio e altri ancora, che si possono trovare sia in dei post sui social, sia negli articoli pubblicati da certi siti di motociclismo. Come riconoscerli? Se in un articolo trovate più tratti tra quelli menzionati sopra, le probabilità che sia stato generato con l'intelligenza artificiale sono già alte, ma tali probabilità si alzano quando si incappa in articoli che danno o suggeriscono una notizia nel titolo, ma che una volta aperti si perdono in tanti giri di parole senza mai arrivare davvero al punto, o arrivandoci solo alla fine dopo un bel "pippone".

Con molta probabilità, un articolo così è stato scritto con ChatGPT o simili con un prompt tipo: "Scrivi un articolo di 1.500 parole sull'infortunio di (pilota x) che corre in Moto3". Perché conta il numero di parole? Per avere più probabilità di uscire tra i primi risultati nei motori di ricerca, poiché la SEO (Search Engine Optimizazion) premia maggiormente articoli che hanno una certa lunghezza. Ci sono siti interi che vanno avanti così (non quelli principali del settore, per fortuna) e vi basterà leggere qualche loro articolo per rendervene conto...

Se pensate però che gli articoli scritti con l'intelligenza artificiale siano il peggio, vi sbagliate di grosso.

 

...o interi libri

Cosa c'è ancora? Ve lo dico io: I LIBRI GENERATI CON L'IA. Non vi metto esempi specifici, ma vi invito semplicemente ad andare su Amazon o qualunque motore di ricerca e cercare libri che raccontano la storia dei piloti più famosi della MotoGP. Vi garantisco che troverete non solo libri scritti da autori veri ed editori veri, ma anche (purtroppo) diversi libri "AI-generated" che potete riconoscere così: i tratti menzionati in precedenza per post e articoli, un riassunto fatto palesemente con l'IA e, spesso e volentieri, anche una copertina generata palesemente con ChatGPT o simili, riconoscibile per via di scritte storpiate o livree "strane".

Inoltre, se avete l'opzione di visualizzare il "Sample" con le prime pagine del libro, troverete pagine intere che parlano di quel pilota, celebrandolo, senza mai fare riferimento a eventi specifici della sua carriera. Insomma, solo un'accozzaglia di frasi generiche messe insieme a caso, senza un vero controllo o input umano.

 

Conclusione

Premetto ovviamente che quanto ho scritto è una riflessione e "guida" basata sulla mia esperienza e su quanto ho visto in questi mesi e anni. Quindi, in quanto tale, questo articolo non rappresenta la verità universale.

Con l'ascesa dell'intelligenza artificiale, stiamo assistendo a un proliferare di foto, post, articoli e libri generati con essa e se in questo articolo ci concentriamo sul motociclismo, è chiaro che questo vale anche in tutti gli altri ambiti o quasi. Ed è altrettanto chiaro che l'IA sta entrando nel motociclismo anche in altri modi.
Un ragazzo che realizza grafiche, per esempio, mi ha scritto che un cliente lo ha contattato per farsi disegnare un casco...Tutto normale, se non fosse che questo cliente sia andato da lui perché "non gli piacevano le grafiche proposte da ChatGPT".

Quello che voglio dire è che l'intelligenza artificiale può essere una bella risorsa per velocizzare certe parti di un lavoro (come nel mio esempio), ma deve essere comunque usata nelle giuste dosi e tenuta sotto un attento controllo umano, affinché non arrivi a oscurare o sostituire il lavoro fatto da una persona.

Il giorno in cui la stragrande maggioranza dei post, articoli e libri che leggiamo giornalmente sarà scritta con l'IA, assisteremo alla morte in contemporanea di scrittura, informazione, storytelling e creatività. Una cosa a cui diversi attori, purtroppo, stanno già contribuendo.

Che poi scusate...Ma non più bello e gratificante ottenere stima, "fama" e nuove amicizie scrivendo testi generati da noi e frutto di bravura, qualità e creatività interamente umane?
Forse sono troppo romantico, ma per me è così...