Federico Caricasulo: "Mi piacerebbe tornare in Superbike"

Federico Caricasulo
Caricasulo a Misano (2025).

Quando si guarda ai piloti del Mondiale Supersport, uno dei punti di riferimento non può che essere Federico Caricasulo.

Dopo aver fatto ottime cose nell'Europeo Superstock 600, "Carica" è infatti approdato al WorldSSP nel 2016 e da diversi anni tra i grandi protagonisti della serie, dove ha portato a casa finora 7 vittorie e 35 podi, con in mezzo anche un anno in Superbike nel 2020. La stagione 2025 non si sta rivelando delle più lineari a causa di un infortunio a inizio stagione e di un recente cambio di moto, dalla MV Agusta del team Motozoo ME AIR Racing alla Ducati del team D34G Racing, ma con la sua determinazione Caricasulo sta cercando di risalire e conquistare ancora altri risultati, con la speranza di raggiungere gli obiettivi che si è prefissato per il futuro.

Quella del pilota di Ravenna, classe 1996, è una carriera importante e con diversi momenti significativi. Una carriera che Palmen in Motorradsport ha deciso di ripercorrere con lo stesso Federico Caricasulo, che si è raccontato in occasione del round del Mondiale Superbike a Misano.

 

Federico, partiamo dalle cose più recenti: come è stato per te ritrovare la Ducati dopo un periodo con la MV Agusta?

Mi sono trovato subito a mio agio con la moto e ho trovato una situazione molto buona e professionale per poter lavorarci nel modo giusto. Siamo arrivati molto in fretta a un buon livello e ora secondo me ci manca l'ultimo step per giocarsi le posizioni davanti. A Misano siamo partiti già in seconda fila e abbiamo finito entrambe le gare in top 10, il che è positivo considerando che avevo fatto pochi chilometri con la moto.

 

Cosa ti ha spinto a cambiare squadra e marca?

Questo anno e mezzo con la MV è stato un periodo altalenante. Abbiamo fatto un podio, pole position e giri veloci, ma ci mancava la consistenza. Tuttavia questa è una cosa che riguarda in generale i piloti con questa moto, infatti anche gli altri spesso fanno fatica.

 

Quali sono le differenze principali tra la Ducati Panigale V2 e la MV Agusta F3 800?

Sono due moto completamente differenti, dall'erogazione alla ciclistica. La MV è una moto molto delicata che sente tantissimo qualsiasi cambio di temperatura e regolazione. La Ducati è invece un po' più elastica come moto: senti meno il cambiamento tra la mattina e il pomeriggio e sai un po' di più cosa aspettarti. 

Federico Caricasulo
Jerez 2024.

 

Quali sono i tuoi obiettivi per le restanti gare del 2025?

Ritrovare la velocità per stare in top 5 e cercare di giocarsi qualche podio.

 

Con l'eccezione dell'anno in Superbike nel 2020, hai sempre corso in Supersport a partire dal 2016. In cosa senti di essere cambiato in questi anni rispetto ad allora?

Quando ero appena arrivato ero molto più impulsivo e facevo le cose di stomaco. Adesso invece cerco di ragionare un po' di più e di spegnere il cervello solo quando serve, non più sempre come facevo prima. Visto che il livello si alza ogni anno sempre di più, con anche tanti piloti dalla Moto2 e più case coinvolte, la Supersport è sempre più difficile come categoria. Per questo bisogna fare uno step anche a livello di tecnica e di guida e tutto deve essere perfettamente messo a punto, motivo per cui lavoro duramente sia in pista che anche a casa.

 

Federico, vogliamo un ripercorrere sommariamente la tua carriera fino ad oggi, partendo dagli inizi?

Ho iniziato a 8 anni col campionato UISP organizzato da Galliano Park e ho chiuso la mia prima stagione al secondo posto. Dopo ho partecipato al campionato FMI e anche se mi ero qualificato per le finali dopo le selettive, alla fine non vi ho partecipato perché, nello stesso periodo, ero stato selezionato per l'HIRP, che era il progetto di Honda per i giovani piloti. Lì sono cresciuto passando per tutti i trofei vari, fino ad arrivare alle 125GP.

 

Poi è arrivato il passaggio alle derivate dalla serie.

Nel 2013 ho fatto un primo anno di 600cc in cui ero ancora gestito da mio padre e quindi facevamo quel che potevamo. L'anno dopo mi ha preso il team Evan Bros per fare il CIV e l'Europeo Superstock 600 e insieme abbiamo vinto il campionato italiano e chiuso quinti nell'Europeo. Nel 2015 abbiamo invece fatto l'Europeo Superstock 600 e siamo riusciti a chiudere terzi pur saltando le ultime gare per un infortunio. Quello è stato davvero un bell'anno, perché tutte le gare lottavamo con Toprak (Razgatlıoğlu, ndr) e con tutti i piloti che poi si sono dimostrati forti anche in altre categorie. Quello è stato un anno perfetto per prepararci allo step successivo, ovvero il Mondiale Supersport sempre con Honda e col team Evan Bros.

 

Mentre eri in Stock 600 hai anche fatto delle comparsate in Moto2. Cosa racconti di quelle gare?

Ho fatto una gara nel 2014 e due nel 2015. La prima volta ho sostituito Nagashima nel team JiR e nel 2015 ho sostituito Franco Morbidelli nel team Italtrans, finendo però per infortunarmi io stesso. Senza quell'infortunio, avrei finito la stagione con loro.

Federico Caricasulo
Buriram 2017. Credit: Yamaha Racing

 

Come sono stati invece i tuoi primi anni in Supersport?

Il 2016 è stato un anno importante per imparare, oltretutto partito benissimo con quel secondo posto in Australia. Poi per il 2017 Yamaha mi ha dato una possibilità facendomi fare due anni col team GRT, insieme al quale ho fatto le mie prime vittorie in Supersport (Buriram e Jerez nel 2017 e Misano nel 2018, ndr). Nel 2019 sono tornato al team Evan Bros, che nel frattempo era passato a Yamaha, e insieme ci siamo giocati il campionato fino all'ultima gara con Randy Krummenacher.

 

Nel 2020 poi sei approdato in Superbike con GRT. Che anno è stato per te?

Purtroppo è stato un anno un po' sfortunato, perché era l'anno del Covid e quasi non era stato possibile fare dei test. Comunque eravamo spesso nelle prime dieci posizioni e ho imparato a lavorare veramente in un team di Superbike e a fare tutto il lavoro che c'è dietro. Ho un senso di incompiuto riguardo quella stagione, visto che abbiamo fatto poche gare, e mi piacerebbe tornarci in futuro.

 

Quella parentesi è durata un solo anno, dopodiché sei tornato in Supersport nel 2021.

In quella stagione sono partito col team GMT94, ma le cose non sono andate come sperato e quindi sono passato al team Motoxracing a stagione in corso, facendo anche podio sia con loro, sia in Indonesia col team VFT Racing. Poi ho affrontato due anni col team Althea Racing e la Ducati, che porto nel cuore per la vittoria, i 13 podi e tanti bei risultati ottenuti insieme.

 

In passato hai corso con la 125cc, ma poi hai preso la direzione delle derivate dalla serie. Cosa ti ha portato a questa scelta?

Da ragazzino, per andare in Moto3, o hai un budget dietro o non ce la fai. Il mio budget è meno di zero, per cui è stata una fortuna conoscere il team Evan Bros, di Ravenna come me, che ha investito tanto su di me quando ero giovane fino a portarmi all'Europeo e poi al Mondiale Supersport. È stato grazie a loro che ho potuto fare il passaggio alle derivate di serie a un certo livello.

Federico Caricasulo
In azione nel 2012.

 

Quali sono state finora la stagione e la vittoria più belle della tua carriera?

La vittoria più bella è sicuramente la prima, quella che non ti dimentichi mai: a Buriram nel 2017. Sono state molto belle le gare di Jerez e Assen del 2019, dato che abbiamo in entrambe battagliato fino all'ultimo giro con Randy Krummenacher. La stagione 2019 è stata molto stressante e intensa, ma ho lottato per il titolo fino alla fine e questo la rende la mia stagione più bella. Infine, mi sono divertito parecchio anche nelle annate con Althea Racing, per il bellissimo legame creato con Genesio Bevilacqua e tutta la squadra, e nel 2021 prima con Motoxracing e poi con VFT Racing.

 

Qual è invece il rimpianto più grande?

Non ho rimpianti, perché ho sempre dato il 100%. Ho fatto tanti errori nella mia carriera che adesso probabilmente non rifarei, ma so che in quel momento stavo dando tutto me stesso. Per questo mi sento abbastanza in pace con me stesso.

 

Che obiettivo hai per il futuro?

Vorrei vincere il Mondiale Supersport, oppure tornare a correre in Superbike.

 

E ti piacerebbe provare qualche altro campionato in futuro?

Per adesso mi piace molto questo paddock, dove sono cresciuto e mi vedo da qui in avanti. Non nego che mi piacerebbe anche correre in Moto2, ma è veramente difficile entrare. Magari un anno vinci il Mondiale Supersport e vai in Moto2 (come Adrián Huertas, ndr), ma non ho più 18 anni e anzi, ne ho quasi 30....Cerco di fare il meglio che posso qua!

 

In conclusione, c'è qualcuno in particolare che vuoi ringraziare?

Sicuramente tutti i team per cui ho corso sono stati importanti per me, quindi li ringrazio. Ringrazio anche tutte le persone che mi stanno supportando e che mi permettono di fare questo bellissimo lavoro, il mio manager Alberto Vergani per la grossa mano che mi dà soprattutto mentalmente e infine la mia famiglia, la mia fidanzata e tutte le persone con cui sto quotidianamente e che mi hanno aiutato a proseguire in questi anni e fare i migliori risultati possibile.

 

Palmen in Motorradsport ringrazia Federico Caricasulo per la disponibilità e il team D34G Racing per aver reso possibile l'intervista. A pilota e squadra i migliori auguri per le prossime gare.