Davide Stirpe si racconta a Palmen in Motorradsport

Ha quasi 33 anni e ha tante esperienze alle spalle, ma quando ci parli e lo intervisti sembra più giovane di quello che è e ha una voglia di correre e provare cose nuove che manca persino a tanti ragazzi più giovani. Di chi sto parlando? Di Davide Stirpe.
Classe 1992, Stirpe è ormai un nome più che noto nel panorama motociclistico italiano: ha corso nel CIV 125cc e ha disputato due wildcard nel mondiale di categoria, per poi spostarsi verso le derivate dalla serie e correre anche nell'Europeo Superstock 600 e poi Supersport. Ma in questi anni il pilota romano è anche riuscito a laurearsi ben tre volte Campione Italiano Supersport, due con la MV Agusta del team Extreme Racing Service (2017 e 2021) e una con la Ducati del Garage 51 Racing Team by DTO (2024).
Proprio con questa squadra, Stirpe ha intrapreso quest'anno una nuova avventura: il passaggio alla 1000cc e l'approdo alla Production Bike, nuova classe del Dunlop CIV che corre insieme alla Superbike (ma con classifiche separate). E l'inizio è stato il migliore possibile: primo tempo nelle prove libere e nelle qualifiche e vittoria in entrambe le gare, lottando anche con piloti in sella alle più performanti Superbike.
La stagione 2025, gli alti e bassi degli anni nella Supersport, gli obiettivi per il futuro e altro ancora. Questo nell'intervista che Davide Stirpe ha concesso a Palmen in Motorradsport.
Ciao Davide! Cosa racconti del primo round nel CIV Production Bike e per te su una 1000cc?
È stato un debutto esagerato. Abbiamo fatto pole position, vittoria in Gara 1 e vittoria in Gara 2, quindi meglio di così era difficile. Abbiamo fatto un gran lavoro e devo ringraziare come sempre il team Garage 51, Ducati, Michele Pirro e Alessandro Valia, che hanno fatto tanto per questo progetto. Abbiamo onorato al meglio la nuova era della Ducati Panigale e questo mi rende contento e orgoglioso.

Come ti sembra in generale questa nuova categoria?
Mi sembra molto bella e interessante, perché è una moto praticamente di serie dove si cambia veramente poco. Vediamo come vanno le prossime gare, però secondo me è partita bene e in più si riesce comunque a lottare coi piloti della Superbike.
Questo capitolo arriva per te dopo anni molto importanti trascorsi nel CIV Supersport, dove sono arrivate soddisfazioni importanti e anche qualche momento di difficoltà. Cosa racconti di tale parentesi?
Ho corso nella Supersport italiana per otto anni e abbiamo vinto tre volte il titolo, quindi male non è andata. Inoltre l'anno scorso è stato bello, perché era il primo anno insieme al team Garage 51 e pur essendo partiti tardi e con pochi test, alla fine siamo riusciti a vincere il campionato. Proprio questo è stato per me il titolo più bello, perché forse è stato il meno atteso. Alla fine però è semplice: quando si incontrano delle realtà che insieme lavorano bene e fanno funzionare tutto bene, alla fine i risultati arrivano.
Ti sei laureato Campione Italiano Supersport negli anni 2017 e 2021 e poi nel 2024, ma nel mezzo hai avuto anche dei momenti difficili come nel biennio 2022/23. Come li hai vissuti?
Nel CIV Supersport ho chiuso sempre nei primi tre in campionato e sono sempre stato molto competitivo, ma quei due anni non sono stati affatto buoni. Il 2022 è stato difficile perché la moto era nuova (era il primo anno della MV Agusta F3 800, ndr), mentre il 2023 è stato il mio primo anno in Ducati, ma in una squadra con cui non è mai scoppiata la scintilla. Non ci siamo mai trovati, non si lavorava come piaceva a me e se non si riesce a creare quella sintonia con la squadra, è difficile tirare fuori i risultati. Non è una colpa né mia né della squadra, semplicemente non si è creata quell'alchimia. Eravamo veloci in qualifica e abbiamo fatto delle prime file, ma non eravamo mai riusciti a concretizzare in gara e questo è stato difficile da accettare.

A questo punto della tua carriera, sei concentrato pienamente sul tuo percorso da pilota o fai anche altro?
Principalmente faccio altro e più precisamente sono collaudatore Ducati per il prodotto stradale. È praticamente un lavoro a tempo pieno: siamo sempre in giro, facciamo molte trasferte o sto anche in azienda. Le corse invece sono più che altro una gran passione che continuo a portare avanti, e da quest'anno la sto unendo un po' al lavoro con Ducati,
E a questo punto della tua carriera, a quasi 33 anni, dove ti vedi in futuro? Hai ancora una porta aperta verso il motociclismo mondiale?
Non lo so. Non mi voglio creare né aspettative né troppi piani, perché nelle corse si sa come funziona: c'è sempre una serie di fattori che ti fa andare in qualche direzione o in un'altra. So solo che quest'anno facciamo la Production Bike e quindi per ora sono concentrato su questo. In più sono finalmente riuscito a passare alla 1000cc dopo tanti anni di Supersport, quindi vorrei continuare su questa strada. Poi vediamo come va...Non escludo niente!
Ci sono delle esperienze e dei campionati nuovi che ti piacerebbe provare?
Mi appassiona molto il MotoAmerica, campionato che trovo fighissimo e guardo sempre volentieri, e poi mi piacerebbe provare l'Endurance, un mondo che ha sempre molto fascino. Ho già vissuto il motociclismo di livello mondiale quando ho corso nella 125cc e poi nella Supersport, quindi ho già visto un po' com'è e come funziona. Diciamo che sono molto interessato a MotoAmerica ed Endurance, e in più mi piacerebbe molto poter fare una wildcard nel Mondiale Superbike. Anche questo sarebbe bellissimo.
Come hai appena ricordato, in passato hai corso nella classe 125cc del CIV, e non solo, e hai anche disputato due wildcard nel mondiale di categoria. Che ricordi hai?
Sono stati anni molto belli e mi è dispiaciuto solamente non poter fare un anno di mondiale completo. Ho comunque fatto due wildcard, anche se non molto fortunate. La prima, a Indianapolis nel 2008, è stata condizionata dall'uragano Ike (al punto che non si corse la gara della 250cc, ndr). La seconda invece è stata al Mugello nel 2009 e lì non è andata bene perché correvamo con la moto del CIV e il nuovo motore non era del tutto a posto, quindi non siamo andati molto bene (21° con la Honda del team CRP Racing, ndr). Ci sono poi state molte occasioni in cui sembrava che riuscissi a entrare nel mondiale, però per via di budget, sponsor e una serie di cose non si è mai concretizzato.

Arriviamo poi agli anni di Stock 600 e Supersport.
Ho corso nell'Europeo Superstock 600 (una wildcard nel 2014 e tutta la stagione nel 2015, ndr) e poi ho fatto l'Europeo Supersport nel 2016 (all'interno del mondiale, ndr). Sono stati anni di alti e bassi, ma ricordo con piacere i podi nella Superstock 600, campionato molto bello dove veramente con poco potevi dimostrare di essere competitivo. La cosa bella è stata che abbiamo fatto un podio a Misano e uno a Jerez partendo con un furgone, una moto e due meccanici e così correvamo contro dei team già molto strutturati come Evan Bros o Puccetti col Team Italia. Come detto, il bello dell'Europeo Superstock 600 era che potevi essere competitivo anche con pochi mezzi.
Parlando invece della Supersport, ho fatto un anno e diverse gare da wildcard, ma lì era già tutto molto più difficile. Ho fatto delle top 10, che comunque non è male, però anche lì non ho avuto delle grandi possibilità per fare una stagione intera. Si era aperta una possibilità di chiudere l'anno con il team Vamag (nel 2017, ndr), ma poi è entrato un pilota che comunque portava dei sponsor e quindi non si è concretizzata neanche questa possibilità. Alla fine è sempre andata così coi campionati del mondo: sembrava che riuscissi ad arrivarci e poi alla fine niente. Comunque sono contento del mio percorso, non ho rimpianti e la mia carriera ha avuto molti più momenti positivi che difficoltà.
In conclusione, chi vorresti ringraziare in particolare per quello che hai vissuto finora e che vivrai quest'anno e nei prossimi anni?
Prima di tutto ringrazio la mia famiglia, perché è partito tutto da loro e senza tutti i sacrifici che hanno fatto, sarebbe stato impossibile arrivare a questi livelli. Poi devo ringraziare le tantissime persone che mi hanno aiutato negli anni passati fino ad arrivare ad oggi. Ci tengo a menzionare Alessandro Valia, che mi ha voluto in Ducati e mi sta facendo crescere con la sua grande esperienza come tester, e tutte le persone che lavorano a Borgo Panigale e nel team.
Sono anche grato a Michele Pirro per avermi voluto nel team e anche al Cav. Pierantonio Del Turco di DTO, che è il Team Principal della squadra e l'anno scorso ha creduto in me pur senza conoscermi. Ringrazio anche tutti gli sponsor che l'anno scorso hanno creduto a Michele sulla parola, quando gli diceva: "Dai, c'è Davide, andiamo!". Sono orgoglioso di far parte di questo progetto e punto a fare ancora di più.
Palmen in Motorradsport ringrazia Davide Stirpe per la disponibilità e gli augura il massimo per la stagione 2025 e quelle a venire.