David Muñoz: “Le prime vittorie? Mai avuta così tanta fiducia"

Se avete guardato le gare del mondiale Moto3 negli ultimi anni e in questa stagione 2025, un nome che ricorderete facilmente è senza dubbio quello di David Muñoz, pilota che quest'anno corre nella classe cadetta del Motomondiale con la KTM del team IntactGP.
Fin dal suo debutto iridato avvenuto nel 2022, tra l'altro all'ottavo GP stagionale (prima non aveva ancora raggiunto l'età minima, allora fissata a 16 anni), Muñoz si è fatto notare come un pilota tanto aggressivo quanto veloce e subito "sul pezzo", al punto da centrare il podio subito a Barcellona al suo secondo GP in carriera. Il ragazzo di Sevilla ha disputato tre stagioni insieme al team BOE Motorsports condite da otto podi e, pur con alti e bassi, ha confermato quanto di buono fatto vedere in precedenza anche nel CEV (oggi JuniorGP) e nella Red Bull MotoGP Rookies Cup, dove ha portato a casa podi e vittorie e chiuso nella top 3 finale.
Il 2025 però sembra segnare una vera e propria svolta: l'inizio è stato molto difficile, con anche delle controversie (come il contatto con Luca Lunetta sotto bandiera gialla a Buriram), ma una volta trovata una maggiore costanza Muñoz è tornato a giocarsi risultati estremamente importanti e soprattutto ha conquistato le sue prime vittorie iridate al Motorland Aragon e al Sachsenring, quest'ultimo GP di casa della sua attuale squadra.
Palmen in Motorradsport ha avuto modo di intervistare David Muñoz in occasione del GP di Brno e ha così potuto constatare quanto il ragazzo spagnolo sia un pilota tanto talentuoso e aggressivo (secondo molti eccessivamente) in pista, quanto estremamente tranquillo e gentile a motori spenti.
David, come sta andando la stagione 2025?
La verità è che sono molto contento del momento che sto vivendo. In particolare mi dimentico subito dei momenti difficili, sono concentrato sul presente e guardo bene anche al futuro. Vado e andrò avanti gara dopo gara, come ogni anno e come ho sempre fatto, senza dipendere da nulla e da nessuno. Siamo in un momento molto positivo e non avevo mai avuto così tanta fiducia. Sono convinto che da qui a fine stagione faremo un bel percorso.
Hai ottenuto le tue prime due vittorie nel Mondiale, ad Aragón e poi al Sachsenring. Partiamo dalla prima: come l’hai vissuta?
Era dal 2021, quando correvo nella Red Bull MotoGP Rookies Cup e nel JuniorGP, che non vincevo una gara. Credo che stia finalmente arrivando la ricompensa per il lavoro fatto fino ad arrivare qui. Anche la squadra mi ha aiutato molto, non smettendo mai di credere in me. E sono molto grato anche a loro per tutto, perché non è facile restare uniti nei momenti difficili. Soprattutto ringrazio la mia famiglia, che è stata con me giorno dopo giorno, la mia squadra e tutte le persone che mi stanno accanto.

Dopo la prima vittoria ad Aragón è arrivata anche quella al Sachsenring, nella gara di casa del tuo team. Che momenti hai vissuto lì?
Ero contentissimo. Prima di Aragón avevamo fatto la gara di Le Mans, dove eravamo a un ottimo livello e potevamo anche vincere, e poi al Mugello è andata abbastanza bene e ci siamo difesi anche in Olanda (dove ha chiuso secondo, ndr). Siamo arrivati al Sachsenring con la voglia di continuare a migliorare, fare grandi risultati e ricambiare la squadra per tutto quello che sta facendo. Sono felice di aver vinto in Germania, perché ci ha dato ancora più motivazione.
C'è qualcosa che hai trovato nel 2025, ma forse ti mancava nelle stagioni precedenti?
Sono più concentrato su me stesso e questo, insieme all'aiuto che mi sta dando la squadra, ci aiuta affinché possiamo raggiungere i nostri obiettivi.
Come ti hanno cambiato questi anni nel mondiale, come pilota e come persona?
Sono cambiato molto. Essere in una squadra che ti aiuta in tutto è molto importante per un pilota e soprattutto sono felice, il che è la cosa più importante sia per me che per la mia famiglia. Ci sono stati anni difficili in passato in cui, per una ragione o un’altra, non abbiamo ottenuto i risultati che volevamo. Ora però quello è il passato e il presente promette davvero bene.
Puoi raccontarci un po’ i tuoi inizi?
All'inizio giocavo a calcio. A mio padre piacevano molto le moto e a me piaceva guardare le gare con lui, ma non avevamo mai fatto il passo di iniziare a correre. Poi abbiamo comprato una minimoto e pian piano ho iniziato con lui ad imparare. A un certo punto ho dovuto scegliere tra il calcio e le moto e ho scelto di diventare un pilota, che credo mi riesca meglio.
Puoi raccontare anche le tue prime stagioni come pilota?
Ho corso nella Cuna de Campeones con una Mir e sono diventato campione di Spagna. Questo mi ha aiutato a passare al campionato spagnolo ESBK, dove ho corso con la Moto4, e ho fatto bene anche lì. Ho fatto anche la European Talent Cup e poi sono passato dal mondiale Junior, dove sono arrivato terzo nel 2021. Inoltre, nel 2020 e 2021 sono arrivato secondo nella Rookies Cup per due anni consecutivi. È stato un cammino difficile per me e per la mia famiglia, ma adesso apprezziamo ancora di più il fatto di essere qui, dove volevamo arrivare, e nella situazione in cui ci troviamo adesso.

C’è stata una stagione in particolare, prima di arrivare al Mondiale, che è stata cruciale per la tua crescita?
Il 2021. Stavo lottando per il titolo nella Rookies Cup e sapevo di poterla vincere, ma altri fattori che non dipendevano da me lo hanno impedito. Questo però mi ha aiutato quando sono passato al mondiale nel 2022. Ho dovuto aspettare sette gare prima di iniziare la stagione, ma ci siamo comunque difesi subito al primo anno.
Puoi parlare delle tue prime tre stagioni nel mondiale?
Quelle col team BOE sono state stagioni utili per imparare. Tuttavia pensavo che mi servisse un passo avanti nella mia carriera e questo è arrivato approdando al team IntactGP, che mi ha dato la fiducia che cercavo. Quelli con BOE sono stati tre anni lunghi, con momenti belli e altri difficili, ma ho sempre continuato a lavorare per stare davanti e spesso ci siamo riusciti.
Quali sono state le tue migliori gare finora nel Mondiale?
Soprattutto le gare da Le Mans al Sachsenring nel 2025. Credo siano state le migliori non tanto per lo spettacolo, ma per i risultati. Per vincere non serve fare pazzie particolari e piano piano sto imparando a essere più concentrato su me stesso e soprattutto a gestire ogni situazione.
Continui anche a giocare a calcio fuori dalle piste?
Il calcio non lo pratico più da tempo, ho smesso da parecchio, ma mi piace ancora guardarlo in TV. Parlando di altri sport, mi piace molto andare in bici e giocare a padel.
A chi ti ispiri principalmente per crescere come pilota?
Il riferimento, come per quasi tutti i piloti, è Marc Márquez. Penso abbia segnato un prima e un dopo nella MotoGP.

E quali sono il tuo punto di forza e quello debole in questo momento?
Credo di essere molto forte nel corpo a corpo, cosa molto importante in Moto3. Il punto debole è invece che giro poco da solo. Ci stiamo però lavorando e adesso, appunto, giro più spesso da solo, cosa molto importante per migliorare il passo e arrivare alla gara con più fiducia. In Germania lo abbiamo fatto e stiamo cercando di fare altrettanto su tutti i circuiti.
C’è mai stato un momento nella tua carriera in cui sei stato vicino a mollare?
Ho vissuto momenti difficili, soprattutto quando c'era gente che non voleva continuare a credere in me. Però non ho mai detto cose come “non ce la faccio” o “non correrò l’anno prossimo”. Ho continuato a credere in me stesso, sapendo di avere potenziale, e non ho mai pensato di smettere.
Come ti descriveresti come pilota e come persona?
Come pilota, così come nella vita di tutti i giorni, non mollo mai. Cerco sempre di andare avanti senza pensare troppo agli altri, concentrandomi su me stesso e cercando di migliorarmi. Le persone che ho intorno mi aiutano anche a crescere come persona, mi fanno notare quando sbaglio e quando no, e questo mi aiuta molto.
Per concludere, vuoi ringraziare qualcuno in particolare per tutto quello che stai vivendo?
Soprattutto la mia famiglia e il team, che mi ha dato l’opportunità di essere qui e di conquistare le mie prime due vittorie. Bisogna continuare a lavorare in questa direzione per vincere ancora e soprattutto per lottare per il mondiale (anche nel 2026, visto che David proseguirà con IntactGP, ndr). Ringrazio anche tutte le persone intorno a me, che non si vedono da fuori, ma hanno dato anch'esse il loro contributo per farmi arrivare qui.
Palmen in Motorradsport ringrazia David Muñoz per la disponibilità e Susanna Sola (Team Coordinator di IntactGP) per aver reso possibile l'intervista. A pilota e squadra i migliori auguri per le prossime gare e stagioni.