Christian Gemmel, promessa infranta dalla pressione

Christian Gemmel
Christian Gemmel.

Quando un bambino o un ragazzino inizia a correre in moto, lo fa nella maggior parte dei casi prendendolo come un gioco e senza aspettarsi chissà quale carriera. Col passare degli anni però le cose si fanno sempre più serie e più si sale di livello, più sale la pressione del dover fare risultati per andare avanti.

E il livello dove questa pressione si fa sentire ancor di più è, neanche a dirlo, il campionato del mondo e nello specifico, in questo caso, il Motomondiale. Con centinaia di milioni di spettatori collegati da tutto il mondo, tanti e grandi interessi in ballo e competitività ed egoismo (diciamocelo) che qui raggiungono l’apice, i piloti e i team sono sottoposti a una pressione fuori dal comune, con la costante necessità di raggiungere un risultato che non sempre arriva. E quando non arriva, la storia si fa veramente dura a livello mentale, ancor di più se si è uno dei pochi piloti a rappresentare un paese, la Germania, con una forte tradizione e un forte interesse per questo sport.

Nella storia non mancano i piloti che dopo aver fatto anche ottimi risultati nelle serie propedeutiche, sono arrivati al Motomondiale e si sono bruciati. E quello di cui vi parlo oggi è un caso tanto emblematico quanto dimenticato: Christian Gemmel.

 

Gli inizi di successo

Christian Gemmel nasce nel 1980 a Hettenrodt, piccolo comune tedesco non lontano dal confine con Lussemburgo. Il giovane Christian inizia a correre nei campionati tedeschi con buoni risultati e approda infine alla classe 125cc, dove nel 1998 si mette in luce nell’IDM, il massimo campionato motociclistico tedesco, e nel mentre corre e raccoglie qualche punto nel Campionato Europeo, dove arriva 13° in Austria al Salzburgring e 14° in Francia sul circuito di Carole.

Nel 1999 Christian Gemmel passa alla classe 250cc e viene ingaggiato dal team Kiefer GmbH Racing, squadra fondata da poco dai fratelli Stefan (ex-pilota) e Jochen Kiefer. Gemmel e il team Kiefer prendono parte sia all’IDM, sia al Campionato Europeo e insieme compiono una crescita anno dopo anno, facendo sempre molto bene in Germania e iniziando a brillare anche nella serie continentale. Nel 2000, Gemmel centra il suo primo podio nell’Europeo con un secondo posto a Braga. Nel frattempo, inoltre, Gemmel partecipa come wildcard al Gran Premio di Germania del Mondiale 250cc sia nel 1999, quando chiude 23°, sia nel 2000, quando finisce a terra al secondo giro.

Nel 2001 Gemmel continua a fare molto bene nella serie tedesca, ma quel tanto agognato titolo nazionale aspetta ancora ad arrivare, poiché la vittoria finale va al più esperto Matthias Neukirchen. Nel mentre però Gemmel si fa notare sempre più nell’Europeo, dove arriva sesto con due quinti posti a Most e a Braga, e anche nella wildcard iridata sempre al Sachsenring: in una gara con tante cadute e solo 20 piloti su 34 al traguardo, Gemmel si tiene fuori dai guai e chiude in diciassettesima posizione.

Christian Gemmel
Vittoria al Salzburgring (2002). Credit: Friedrich Weisse

Dopo la crescita fatta in questi anni, per Gemmel e il team Kiefer Racing arriva il 2002 e questo rischia di essere un vero e proprio anno della verità. E come va? Beh, Gemmel si laurea finalmente Campione Tedesco 250cc battendo anche Max Neukirchner, un pilota che farà parlare molto di sé in futuro. Ma non solo, perché Gemmel è grande protagonista anche nel Campionato Europeo: vince due gare (Most e Cartagena), centra altri tre podi e fino alla fine si gioca il titolo con lo spagnolo Álvaro Molina. Alla fine chiude secondo. Sempre nel 2002 Gemmel corre nuovamente come wildcard al Sachsenring, dove però si ritira al secondo giro.

Il titolo tedesco e la grande stagione nel campionato europeo gasano e non poco Christian Gemmel e il team Kiefer Racing, e la squadra di Stefan e Jochen Kiefer decide così di alzare ulteriormente l’asticella. Come lo fanno? Debuttando insieme nel Motomondiale.

 

Un primo anno positivo

Nel 2003, il team Kiefer Racing, che cambia nome in Kiefer Castrol Honda Racing, decide di approdare in pianta stabile al Mondiale 250cc e lo fa portando con sé proprio il nostro protagonista: Christian Gemmel. E bisogna dire una cosa: la stagione non va affatto male. L’inizio è un po’ stentato tra Suzuka e Welkom, ma piano piano la combinazione formata da un team al debutto e privato, un pilota anch’egli all’esordio e una Honda ben lontana dalle migliori moto della griglia si fa strada e al terzo GP stagionale, a Jerez, Gemmel conquista i suoi primi punti iridati chiudendo 14°. Tra l’altro il pilota tedesco arriva appena dietro a una vecchia conoscenza di questi canali: Éric Bataille.

E il GP successivo, a Le Mans, va ancora meglio: Christian Gemmel si qualifica col 22° tempo, ma in gara si rende protagonista di una bella rimonta e chiude addirittura in nona posizione, centrando così la sua prima top 10 nel Motomondiale.

È un buon momento per Gemmel e il team di Stefan e Jochen Kiefer, dato che dopo un 16° posto al Mugello arrivano a punti anche a Barcellona, dove chiudono al 15° posto, e fanno un’altra ottima prova ad Assen. Sulla pista olandese, in particolare, Gemmel si qualifica solo col 20° tempo, ma poi in gara piove a dirotto e con queste condizioni, il pilota tedesco ci va letteralmente a nozze. Risultato finale? Rimonta fino a chiudere in ottava posizione, risultato che a conti fatti sarà il miglior risultato nel Motomondiale per Christian Gemmel.

La seconda parte di stagione ha poi alti e bassi, ma Gemmel riesce comunque a portare a casa altri punti chiudendo 15° a Brno ed Estoril e 12° a Motegi. Non mancano però le difficoltà e altrettanto si può dire dei ritiri. Un esempio è quanto accade al GP di casa al Sachsenring: Gemmel si qualifica solo 24° e in gara viene coinvolto in una maxi-caduta al primo giro che coinvolge anche Héctor Faubel, Naoki Matsudo, Hugo Marchand e…Joan Olivé. Sì, proprio quel Joan Olivé che era una stella in Spagna a suon di vittorie e titoli, ma si è poi eclissato nel Motomondiale.

La prima stagione iridata di Christian Gemmel si chiude col 22° posto finale con 24 punti. Il risultato in sé non è nulla di eccezionale, ma se consideriamo che, come detto sopra, il team e il pilota erano entrambi al debutto e il mezzo era privato…Dai, male male non è andata!

Gemmel e il team Kiefer rinnovano la loro collaborazione per un altro anno, con l’obiettivo di continuare a crescere insieme e migliorare i risultati ottenuti nel 2003. E invece il 2004 si rivelerà l’inizio della fine…

Christian Gemmel
In azione nel 2003.

 

Il crollo

Con la cancellazione del GP di Suzuka, a seguito dell’incidente mortale di Daijiro Kato nel 2003, la stagione parte in Sudafrica col GP di Welkom. E fin da subito si vede che qualcosa non va in Christian Gemmel: il pilota tedesco si qualifica solo 25° su 29 piloti e in gara arriva presto a navigare in una solitaria ultima posizione, girando a volte anche un secondo più piano rispetto ai piloti appena davanti a lui. Alla fine Gemmel rientra ai box a due giri dal termine, quando era già stato doppiato dai primi.

Di fatto, il buon Christian Gemmel visto nel 2003 sembra perso nel nulla.

Il momentaccio viene confermato al GP successivo, a Jerez. Sul tracciato andaluso Gemmel si qualifica 25°, OK, ma in gara piove e il pilota tedesco ha già dimostrato di poter fare buone cose in tali condizioni (come dimostrato nel 2003 ad Assen). E invece no, Gemmel rimane ancora nelle retrovie, viene doppiato e come se non bastasse cade a pochi giri dal termine. Arrivano poi il GP di Le Mans, dove chiude 19°, e quello d’Italia al Mugello. Sul tracciato toscano, Gemmel si qualifica 27° e conclude la gara in 20ª posizione, davanti solo a Taro Sekiguchi.

In quattro gare sono arrivati zero punti e tanti rimpianti e punti di domanda, legati a un pilota che sembrava pronto a una buona crescita nel Motomondiale, ma si era invece perso e sembrava l’ombra di quello visto nel 2003. E da lì si diffondono dicerie varie, che parlano soprattutto di difficoltà del pilota tedesco sul piano mentale.

A un certo punto, come un fulmine a ciel sereno, arriva un comunicato del team Castrol-Honda Kiefer Racing che fa rumore, tanto rumore:

Ieri, con grande sorpresa, Christian Gemmel ci ha comunicato che, a causa di gravi problemi psicologici, non si sente più in grado di partecipare al Campionato del Mondo di motociclismo nella classe 250cc. Abbiamo sempre fatto molta fatica a spiegarci le scarse prestazioni di Chris, ma ora che finalmente si è aperto con noi capiamo che, in queste condizioni, per lui non ha più alcun senso portare a termine la stagione. Chris si metterà sicuramente in contatto con tutti voi al momento opportuno per ringraziarvi del supporto ricevuto negli ultimi anni.

Ovviamente la notizia del ritiro di Gemmel, tra l’altro a soli 24 anni, scuote il mondo del motociclismo e in seguito viene confermato quanto già si diceva: il pilota tedesco non è riuscito a reggere la pressione derivata dal correre nel Motomondiale e, probabilmente, neanche le aspettative derivanti dall'essere una delle poche speranze del motociclismo tedesco in quel momento.

 

Conclusione

Arrivare al Motomondiale è il sogno di quasi tutti i piloti, sì, ma una volta raggiunto l’obiettivo si deve fare i conti con un ambiente spietato, dove a parte il talento a farla da padrone sono gli interessi economici, la pressione mediatica e l'esigenza di risultati, soprattutto quando questi non arrivano. Un mix di fattori che negli anni ha messo in grande difficoltà diversi piloti e che ha mandato completamente in crisi Christian Gemmel, un pilota che aveva un buon potenziale e che rappresentava una grande speranza per il motociclismo tedesco, ma che alla fine non ce l’ha fatta.

Lasciata alle spalle la carriera da pilota, Christian Gemmel si è rifatto una vita lavorando come meccanico e continuando ad andare in moto sporadicamente per passione, il tutto mentre metteva su famiglia e diventava padre di due figli. Inoltre, il nativo di Hettenrodt sembra intenzionato a tornare nel motociclismo come coach di giovani piloti, con l’obiettivo di aiutarli a crescere e a gestire meglio le difficoltà che trovano nel loro cammino.

E così si chiude la storia di Christian Gemmel, uno dei più grandi “What if” del motociclismo tedesco e degli ultimi 20 o 25 anni di corse. Una storia tanto importante quanto ingiustamente dimenticata, soprattutto in un periodo storico in cui la salute mentale ha acquisito, almeno all'apparenza, una maggiore importanza nello sport e non solo. E sarebbe anche ora, direi...