Ciao, Borja.

Il motociclismo, lo sappiamo, è uno sport pericoloso e dove si può anche perdere la vita. Eppure, quando accade una tragedia, reagiamo sempre allo stesso modo. Non siamo pronti.
Non siamo mai pronti. E non siamo mai pronti ad accettare, appunto, la tragedia in questo sport. Soprattutto quando, a morire, è un pilota giovane.
Oggi, purtroppo, nelle prove libere del Junior GP classe Stock a Magny-Cours, ha perso la vita Borja Gómez. Borja Gómez aveva vent'anni e aveva comunque già delle esperienze molto importanti alle spalle. Ed era un ragazzo, dalle doti umane e velocistiche veramente sopra la media. In base, le doti umane, a quello che viene raccontato di lui nei vari posti in cui viene ricordato. E, in base anche a quello che sentivo di lui in precedenza. E le doti di talento dimostrate durante la sua carriera.
Come ho notato Borja Gómez
Io, personalmente, iniziai a seguire Borja Gómez nel 2021, quando correva nella Supersport Spagnola. E mi andai a informare su di lui, vedendo che stava facendo ottime cose, appunto, nella Supersport dell'ESBK. E vidi che veniva da un buon periodo, perché era ripartito dopo degli anni difficili nella PreMoto3. E l'ha fatto dalla Supersport 300 con una buona stagione nel 2019, seguita poi dal passaggio in Supersport nel 2020 con tre podi e il quinto posto finale, pur venendo dalla 300. E sappiamo le differenze che ci sono tra 300 e 600…
E nel 2021 Borja Gómez correva ancora nella Supersport spagnola col team Cardoso. E fece una stagione incredibile. Cinque vittorie, altri cinque piazzamenti sul podio, piazzamenti tra la quinta e l'ottava posizione nelle altre quattro gare. E, per lui, titolo di Campione Spagnolo Supersport A 16 ANNI.

E proprio nel 2021, tra l'altro, risale un piccolo ricordo che ho di lui.
Allora, in quell'anno io facevo delle dirette Instagram per intervistare vari piloti. Avevo iniziato a farlo nel 2020 a causa delle restrizioni che c'erano in quel periodo causa Covid. E una sera feci un'intervista a un altro pilota della Supersport spagnola, ovvero Nil Roig. L'intervista fu carina, andò bene. E me la ricordo soprattutto perché a un certo punto, e fino alla fine appunto della live, iniziarono a comparire dei commenti abbastanza leggeri e anche "stupidi" che si indirizzavano tra di loro, oppure che indirizzavano verso Nil Roig scherzosamente, tre piloti che correvano appunto nell'ESBK.
Uno era Simon Jespersen, che ora corre nel Mondiale Supersport. L’altro era Óscar Gutierrez, che ora corre in MotoE. E il terzo era proprio Borja Gómez, che era piuttosto attivo in quella serata.
E poi in quello stesso anno, sorpreso positivamente dal talento e dalle doti che stava dimostrando Gómez, feci un post su di lui per raccontare la sua carriera e dire: "Ragazzi, questo farà strada". Lui lo apprezzò e lo ricondivise sul suo Instagram.
L'approdo al Mondiale Moto2
Nel 2022 passò in Superbike, sempre con Cardoso, e dopo un inizio difficile mise il turbo vincendo 7 gare su 8. Cioè, 7 vittorie in 8 gare, a 17 anni, al primo anno con la Superbike.
Così Borja Gómez fece secondo in campionato, dietro a Tito Rabat, pilota molto più esperto di lui. E questi risultati furono sufficienti per far sì che Gómez venisse finalmente notato da persone molto importanti. Tra cui Sito Pons.
Sito Pons lo ingaggiò per il GP di Sepang, Valencia, del Mondiale Moto2, al posto di Jorge Navarro, che era infortunato, e Gómez fece ventesimo a Sepang, non malaccio considerando che era un debuttante. Non aveva mai corso con una Moto2, la moto, il circuito e il campionato erano nuovi...Non andò male! E a Valencia andò ancora meglio, perché si qualificò ventunesimo e poi chiuse la gara dodicesimo, rimontando e ottenendo quindi quasi subito i suoi primi punti nel Motomondiale.
Fantic Racing, che nel 2023 sarebbe entrata a posto del Team VR46 in Moto2, non si fece problemi a stracciare il contratto già firmato con Niccolò Antonelli per mettere a suo posto e a fianco di Celestino Vietti proprio Borja Gómez.
Poi il 2023 fu un anno molto difficile per lui, perché comunque era tutto nuovo. Riuscì comunque a sfiorare più volte la zona punti, ma questo non fu sufficiente a un certo punto e Fantic Racing decise di lasciarlo a casa dopo il Gran Premio di India, per mettere a suo posto Mattia Casadei. Comunque in quell'anno ripartì dalla Moto2 dell'Europeo e fece due terzi posti ad Aragon.

Dopo la Moto2
Nel 2024 poi doveva correre a tempo pieno nell'Europeo Moto2, ma dopo l'infortunio a un braccio rimediato al primo round a Misano, Gómez si concentrò sulla Superbike spagnola col Team Laglisse in sella a una Honda. E pur saltando due gare per il già citato infortunio, riuscì a vincere sei gare, a fare altri due podi e a chiudere secondo in campionato a 25 punti dal vincitore Unai Orradre. Saltando due gare per infortunio, non dimentichiamolo.
E poi nel 2025 anche stava facendo grandi cose, perché dopo i primi tre round era in testa nella Superbike spagnola. Anzi è in testa tuttora, perché la classifica ancora dice questo, con 122 punti e a pari merito con Steven Odendaal, altro pilota che sappiamo avere qualche anno in più e qualche stagione di esperienze in più rispetto a quanta ne aveva Gómez.
Ed è ancora in testa anche nella Stock JuniorGP, dopo un secondo posto e una vittoria nelle prime due gare.
Conclusione
Capite che, dopo tutto quello che vi ho raccontato, Gómez era davvero un talento fuori dal comune e un ragazzo che avrebbe meritato altre occasioni a livello internazionale. Di fatto nel 2024 le ebbe ancora perché fece delle gare nel Mondiale Supersport, con la Kawasaki del team MTM al posto di Marcel Brenner (fermato da problemi di salute). E ricordo che a Cremona, in Gara 1, si trovò in fondo alla classifica e rimontò fino ad arrivare in zona punti, con una Kawasaki tra l'altro che era ancora la ZX-6R vecchia e per niente la miglior moto della griglia.
Con Borja Gómez ci ha lasciati un ragazzo dalle doti umane e da pilota veramente sopra la media. E speriamo davvero che possa, ovunque gli sia, essere felice e godersi anche quello che i suoi amici e la sua famiglia gli dedicheranno da qui.
Un forte abbraccio a famiglia, amici e conoscenti di Borja Gómez e a tutte le persone che hanno potuto condividere dei momenti con lui.
Foto: Antonio Zapata, Manu Tormo