Intervista a Beñat Fernández, la grande rivelazione della stagione 2025

Beñat Fernández
Sul podio a Most. Credit: Team#109 Retro Traffic Kove

Tra i giovani talenti che stanno emergendo nel 2025, ne spicca uno in particolare per precocità e velocità. Si tratta di Beñat Fernández, che in questa stagione ha già vinto gare in tre diversi campionati, con tre moto diverse e sempre da debuttante. Sembra incredibile, ma è tutto vero.

Classe 2007, Fernández corre quest’anno nel Mondiale Supersport 300 con la Kove del Team#109 Retro Traffic. Ed è il miglior rookie della serie: vittoria a Portimão, altri due podi e sempre nella top 5, risultati che dopo tre round lo mettono al terzo posto in campionato con 96 punti, a soli 4 dal leader e due volte iridato Jeffrey Buis.  Ma non finisce qui: Beñat è anche al debutto nella Red Bull MotoGP Rookies Cup, dove ha subito ottenuto una top 5 e poi vinto Gara 2 a Le Mans, sotto la pioggia, con una KTM RC250R ben diversa dalla moto usata nel WorldSSP300. E come se non bastasse, "Pelontxu" ha anche corso il secondo round del CIV Moto3, al Mugello, con la Yamaha 450cc del team 2WheelsPoliTo. Risultato? Secondo in Gara 1 e vincitore in Gara 2, anche stavolta da esordiente e su una moto ancora diversa da quelle che guida regolarmente tra 300 e Rookies Cup.

Talento cristallino e velocissimo, ma anche umile e determinato, Fernández sta stupendo appassionati e addetti ai lavori e continua a lavorare e crescere sotto la sapiente guida di un mentore d’eccezione: Efrén Vázquez, ex pilota del Motomondiale con due vittorie e ulteriori 14 piazzamenti a podio tra 125cc e Moto3.

Palmen in Motorradsport ha intervistato Beñat Fernández per parlare della sua stagione 2025, delle differenze tra Moto3 e Supersport 300, della sua carriera e di altro ancora.

 

Beñat Fernández, iniziamo con il Campionato del Mondo Supersport 300. Cosa pensi della stagione finora? Ti aspettavi di essere già davanti?

Non sapevo cosa aspettarmi, e invece fin dalla prima gara siamo stati davvero competitivi. Mi sono sentito davvero bene sulla moto e il team è fantastico. La stagione è iniziata bene e ora voglio vedere come andrà avanti. Ci sono ancora delle piste del campionato che non conosco, quindi devo lavorare il doppio rispetto a chi ci è già stato, ma stiamo facendo un buon lavoro.

 

Hai fissato degli obiettivi particolari per questa prima stagione nel Mondiale?

Il mio obiettivo è semplicemente lavorare su me stesso e continuare a formarmi come pilota. Per quanto riguarda i piazzamenti, non mi piace puntare troppo in alto. Se pensi di essere tra i primi 5 e poi arrivi 15°, potresti restarci male o non sentirti bene. Per questo io entro sempre in pista senza aspettative, ma con l’unico obiettivo di migliorare gara dopo gara.  

Beñat Fernández Efrén Vázquez
Sulla griglia del Mondiale Supersport 300 a Most, con Efrén Vázquez. Credit: Palmen in Motorradsport.

 

Parlando della Red Bull MotoGP Rookies Cup, anche lì hai avuto un inizio interessante. Cosa ci puoi dire?

Nella Rookies Cup si nota davvero che tutte le moto e i setup sono molto simili, e tutti i piloti sono nelle stesse condizioni. Però, alla fine, se hai una progressione costante, è molto più facile stare nelle posizioni di vertice e lottare davanti. A Le Mans ha piovuto, e avevo un ottimo feeling con la moto sul bagnato. Avevo il passo per scappare e alla fine sono riuscito a vincere, il che è stato bellissimo. Inoltre, in quel campionato siamo tutti sotto la stessa tenda nel paddock e ci parliamo tra di noi. Si percepisce anche un po’ di competitività, ma in generale è tutto molto positivo e sono molto felice di avere questa opportunità.

 

E qual è il tuo obiettivo nella Rookies Cup?

In realtà voglio affrontarla con ancora più calma rispetto al WorldSSP300, perché è un campionato dove è ancora più difficile stare davanti. Nella Supersport 300, alla fine, diventa molto più facile quando hai la scia e un pilota davanti che ti mostra la traiettoria giusta. Invece, nella Rookies Cup le moto sono molto più leggere, veloci e aerodinamiche. È molto più difficile seguire qualcuno, semplicemente perché è il pilota a fare tutto il lavoro. Una delle cose su cui stiamo lavorando molto quest’anno, e che stiamo applicando, è che appena arriviamo su un circuito, faccio sempre la prima sessione da solo per trovare il mio ritmo e cercare di andare il più veloce possibile da solo. Poi, quando ho un riferimento davanti, riesco ad andare ancora più forte.

 

Hai vinto a Portimão nel Mondiale 300 e a Le Mans nella Rookies Cup, sempre da esordiente. Come si sente un pilota quando ottiene qualcosa del genere?

È vero che essendo il primo anno e avendo fatto solo poche gare, non c’è pressione e questo rende le vittorie ancora più belle, in quanto spesso inaspettate. Dopo la gara sei davvero felice, ma il giorno dopo la vittoria è già nel passato e bisogna continuare a lavorare per ripetersi, come mi dice Efrén.

 

Cosa cambia di più per te, tecnicamente parlando, quando passi dalla Rookies Cup alla Supersport 300?

Beh, la 300 è una moto di serie e lo si nota nelle sospensioni, nel setup, nel telaio e così via. È molto più morbida, si muove di più e si adatta più facilmente al tuo stile di guida. La moto della Rookies Cup è completamente diversa: è molto rigida e il telaio è molto reattivo. Qualsiasi movimento tu faccia sulla moto si sente davvero tanto, e devi essere tu ad adattarti alla moto. In altre parole, non puoi arrivare con una moto pensata per frenare prima e aprire il gas prima, e poi provare a frenare tardi e accelerare tardi. Devi adattare la tua guida alla moto, mentre nella 300 può essere anche l’opposto. 

Beñat Fernández
Le Mans 2025. Credit: Gold & Goose/Red Bull Content Pool

 

Sei arrivato nel Mondiale Supersport 300 dopo alcune stagioni nella European Talent Cup. Come mai hai scelto di passare al WorldSSP300 invece di salire al JuniorGP?

Quando sono entrato nella Red Bull MotoGP Rookies Cup, avevo ricevuto alcune offerte per il JuniorGP, ma erano tutte fuori portata a livello economico. Poi Efrén ha ricevuto anche altre proposte e ha visto la possibilità di correre qui. Ha pensato che fosse una buona opportunità per me e mi ha detto che non potevamo lasciarcela sfuggire. Quindi eccoci qua. Lui aveva più fiducia nei miei risultati qui rispetto al team, e alla fine ha avuto ragione.

 

Puoi raccontare un po’ la tua carriera fin dagli inizi?

Ho iniziato a guidare grazie a mio padre, che mi ha regalato una minimoto cinese quando ho compiuto quattro anni. Mio padre è un appassionato, ha sempre amato le moto e tutto ciò che ha un motore e andava anche con le moto d’acqua. Da lì abbiamo cominciato a fare progressi. Abbiamo gareggiato nella mia provincia, poi siamo passati al Campionato Aragonese e infine al Campionato Spagnolo. Alla fine, mio padre ha detto che i risultati stavano arrivando e che, quando mi allenavo con altri piloti, sembravo piuttosto forte.

Nel 2021 ho corso nella classe Moto4 del Campionato Spagnolo ESBK. Alla prima gara sono arrivato quarto e nella seconda, sotto la pioggia, sono fuggito insieme a un pilota francese (Lorenzo Guyau, ndr). Poi lui è caduto all’ultima curva e io ho tagliato il traguardo per primo, mentre il secondo è arrivato 34 secondi dietro di me. Nel 2022 sono passato alla European Talent Cup, all’interno del paddock del JuniorGP, con lo stesso team con cui correvo da tre anni (Frando Racing VHC, ndr). Da lì sono cresciuto costantemente: ho chiuso la prima stagione con un 15° posto come miglior piazzamento, ho raggiunto più volte la top 10 nel 2023 e nel 2024 ho chiuso più volte in top 5 e con un quarto posto come miglior risultato.

 

Dei consigli che ti ha dato finora Efrén Vázquez, qual è quello più importante per la tua carriera?

Restare sempre concentrato sul mio percorso, cercare di migliorare e prestare sempre attenzione al team e alla moto. Alla fine, si tratta di restare sempre focalizzato, senza distrarsi mai. Mi ha anche insegnato a essere molto disciplinato negli allenamenti e in tutto ciò che devo fare. Avrò tempo più avanti per fare ciò che voglio, ma per ora devo restare concentrato e fare le cose per bene, quando è il momento giusto.

 

Cosa racconti invece della tua vita lontano dalle piste?

Sto studiando elettromeccanica. Dopo la gara a Most, sono andato a fare uno stage nell’azienda di un amico. Dopo lo stage tornerò poi in classe per recuperare le lezioni perse, visto che salto diversi giorni di scuola a causa delle gare. Se a un certo punto Efrén o mio padre diranno che non è più necessario, allora smetterò di studiare. Ma per ora mi aiuta a restare concentrato mentalmente, e va molto bene.  

Beñat Fernández
In azione nella European Talent Cup (2024).

 

Quindi il tuo obiettivo sarebbe diventare un pilota professionista e concentrarti al 100% sulle corse?

Beh, anche il mio psicologo sportivo dice che studiare è importante, perché ti mette alla prova mentalmente e ti richiede disciplina. Quindi per ora continuo. Ci sono anche alcuni esempi: Pepe Martí corre in Formula 2 mentre fa l’università, e Miguel Oliveira ha conseguito la laurea in odontoiatria mentre correva in MotoGP.

 

Sappiamo che questo sport è estremamente impegnativo e difficile a livello economico e in generale. È una buona cosa avere anche alternative, giusto?

Sì, se ciò che sto facendo non dovesse andare come previsto, o qualsiasi cosa possa succedere. In questo momento sta andando bene, ma il rovescio della medaglia può arrivare in qualsiasi momento. Almeno avrò una qualifica che posso usare per lavorare o fare qualcosa, quindi non resto senza nulla in mano.

 

In conclusione, qual è il tuo obiettivo per la tua carriera nel motociclismo?

Ogni pilota ti dirà che vuole diventare campione del mondo. Anche io vorrei vincere, come tutti, ma se il percorso per arrivarci richiede più tempo di quanto vorrei, andrà bene lo stesso.

 

Palmen in Motorradsport ringrazia Beñat Fernández per il tempo e la disponibilità ed Efrén Vázquez per aver reso possibile l’intervista. A entrambi i migliori auguri per le prossime gare e stagioni.