Alessandro Morosi: "In Moto3 soffrivo, ora sto trovando la mia dimensione"

Alessandro Morosi
 Alessandro Morosi. Credit: Palmen in Motorradsport

Dopo diversi anni passati con la Moto3, per il 2025 Alessandro Morosi ha intrapreso un nuovo capitolo della sua carriera passando all'Europeo Moto2 (nel paddock del JuniorGP), facendo già vedere cose interessanti.

Con una moto più adatta al suo fisico e con un team, Eagle-1, con cui aveva già corso e fatto buone cose nel 2023 nel JuniorGP, Morosi sta crescendo nella serie continentale e dimostrando di poter dire la sua anche per le posizioni che contano, come fatto occasionalmente in Moto3 tra CIV (un podio nel 2019) e nel JuniorGP (diverse top 10 e anche due podi ottenuti nel 2024 col team Aspar). Il pilota italiano è cresciuto round dopo round, fino a giocarsi regolarmente la top 10, e tale progressione è culminata con un bellissimo secondo posto in Gara 2 al Motorland Aragon. Ma non solo: è recente la notizia che Morosi e il team Eagle-1 disputeranno una wildcard nel Mondiale Moto2 a Portimão, appoggiandosi al team Fantic Racing, e questo permetterà a "Morox" di tornare nel paddock del Motomondiale dopo la wildcard in Moto3 col team MT Helmets-MSi, risalente al GP di Aragon del 2022.

Il suo cammino in questi anni è stato tutt'altro che liscio, ma Alessandro Morosi può guardare al futuro con grande fiducia. E di questi anni tra passato e presente, nonché appunto del futuro, il pilota originario di Tradate ne ha parlato in un'intervista rilasciata a Palmen in Motorradsport.

 

Alessandro, come sta andando la stagione 2025?

La prima parte di stagione è stata un po’ complicata, perché mi ci sono volute alcune gare per adattarmi alla moto. La Moto2 è completamente diversa dalla Moto3, soprattutto è molto rigida e difficile da inserire in curva. Ci ho messo due o tre round per prendere il ritmo, però adesso siamo su un buon livello. Ho ancora margini di miglioramento, ma mi ritengo soddisfatto di quanto abbiamo ottenuto finora. Fino ad Aragón siamo riusciti a crescere weekend dopo weekend e il podio ottenuto lì ha confermato la bontà del lavoro che abbiamo fatto.  

Alessandro Morosi
Giro d'onore al Motorland Aragon (2025). Credit: JuniorGP

 

Com’è stato salire sul podio ad Aragon, già alla tua prima stagione con la Moto2?

È stato molto bello, soprattutto perché venivo da quattro anni in cui non riuscivo proprio a digerire quella pista. In Moto3 non ero mai riuscito ad andare forte, probabilmente anche per il peso, e ogni anno partivo prevenuto. Quest’anno invece ho trovato subito un buon feeling sin dal primo turno e l'ho fatto girando da solo, cosa non scontata in questa categoria. Durante il weekend siamo migliorati tanto e ho fatto tempi che anche nel mondiale nel 2024 si faceva fatica a raggiungere. È stato un weekend perfetto e ho voluto dedicarlo a Pau Alsina (scomparso pochi giorni prima ad Aragon in un test, ndr).

 

Hai corso quattro stagioni in Moto3 nel JuniorGP, partendo dal 2021. Che bilancio fai di quel periodo?

Sono stati anni di grande crescita. Al primo anno, col team Laglisse, chiudevo i turni quasi sempre ultimo, poi l’anno dopo (con l'AC Racing Team, ndr) sono arrivato in top 10 e nel 2023 con Eagle-1 ho rischiato di giocarmi una vittoria a Barcellona. Nel 2024, con Aspar, sono invece arrivato a metà stagione che ero secondo in campionato, con due podi e una pole. Nei primi due anni ho imparato poco, ma nel terzo e quarto ho trovato persone che hanno creduto in me e mi hanno aiutato davvero.

Molti mi chiedono perché non sia passato prima in Moto2 e la risposta è semplice: sono testardo e non volevo lasciare la Moto3 senza aver raggiunto il livello a cui puntavo. Anche se ero fuori peso, volevo ottenere risultati buoni. Forse ho perso due anni, ma ogni esperienza è servita: il podio di quest'anno ad Aragon, per esempio, l'ho conquistato anche grazie a ciò che avevo imparato in Moto3.

 

In Moto3, anche considerando il CIV, cosa ti è mancato per essere più costante?

Il fisico ha influito molto. Nel 2024 è stato difficile mantenere un peso competitivo, perché sopra i 60 chili in Moto3 sei svantaggiato e io facevo fatica a restare sotto. Mangiavo davvero poco in quel periodo e dopo tre anni di restrizioni continue, il mio corpo si è ribellato e sono addirittura finito in ospedale con la flebo. A un certo punto, con anche la mia famiglia preoccupata per come stavo, ho dovuto fermarmi e ricominciare a mangiare normalmente per salvaguardare la mia salute.

Detto questo, due chili in più o in meno non giustificano passare dal podio al quindicesimo posto. Ci sono stati anche altri fattori interni, legati alle dinamiche nella squadra. Ma la prima metà della stagione ero competitivo, quindi so che il mio valore c’era, e me ne sto rendendo conto anche quest’anno.  

Alessandro Morosi Moto3
Morosi secondo a Misano dietro a Jesus Ríos e davanti a Marcos Uriarte (2024). Credit: JuniorGP

 

Come ti senti fisicamente con la Moto2?

A livello fisico sto benissimo. Il peso è perfetto, non dobbiamo aggiungere zavorra e non siamo sopra di chili, quindi siamo al limite ideale. L’alimentazione e l’allenamento sono cambiati molto rispetto alla Moto3 e ora posso vivere in modo più sereno. Mi alleno sempre tanto, perché mi piace, ma adesso ho più energia.

 

Come sei cambiato in questi anni, tra Moto3 e Moto2?

Sono cresciuto molto di testa. Prima mi facevo prendere dalle emozioni: se una gara andava male, entravo in un vortice negativo e faticavo a uscirne. Ora ho trovato un equilibrio migliore, anche se non ancora perfetto. Mi sacrifico molto, così come la mia famiglia, quindi è difficile accettare risultati sotto le aspettative, ma sto lavorando su questo con il mental coach che ci ha messo a disposizione lo sponsor Cantoni Lab. Mi sta aiutando a gestire meglio le emozioni e a restare lucido. Fisicamente invece mi sono rinforzato: la Moto2 è più impegnativa e richiede più forza e una volta tornato a un’alimentazione normale, ho messo su più muscoli quasi in modo naturale.

 

Guardando al futuro, pensi di restare in Moto2 o stai valutando la Supersport?

Sto valutando entrambe le opzioni. Vorrei restare in Moto2 per arrivare a un livello alto e rimanerci costantemente, per poi passare al mondiale nel 2027. Per me, la soluzione ideale per il 2026 sarebbe restare con Eagle-1 nell'Europeo e fare con loro qualche wild card nel mondiale. Ascolto però anche le proposte dal Mondiale Supersport e voglio valutare con calma qual è la strada migliore. Più in generale, comunque, il mio obiettivo è diventare un pilota professionista e vivere di questo. Che sia una Moto2 o una Harley Davidson, non importa: l’importante è guidare e divertirmi.

 

A proposito di Harley, ti piacerebbe provare una “Bagger”?

Sì, tantissimo! Ho visto alcune gare del MotoAmerica e devo dire che sono veramente folli. Inoltre un mio amico, Manuel Grandi, sta correndo nella serie europea creata quest'anno (la Bagger Racing European Cup, ndr). Sono moto assurde, ma affascinanti. Non ci correrei stabilmente, ma per divertimento le proverei volentieri.  

Alessandro Morosi Moto3
Aragon 2022.

 

Nel 2022 hai anche fatto una wildcard nel Mondiale Moto3 ad Aragon. Che ricordo hai?

Ero gasatissimo, ma allo stesso tempo non ero pronto. Arrivavo dalla mia prima top 10 nel JuniorGP, ma ero lontano a livello di tempi e in gara ho preso circa 30 secondi, che sono un'enormità. Mi sono fatto prendere dal sogno e alla fine quella gara non mi ha nemmeno preparato per la gara del JuniorGP della settimana dopo, sulla stessa pista. Tuttavia è stata un’esperienza indimenticabile, perché è sempre un sogno correre coi migliori piloti del mondo. Oggi, con più esperienza, la affronterei in modo diverso. Se ci sarà un’altra possibilità per correre da wildcard (cosa che arriverà a Portimão, sempre in Moto2, ndr) voglio arrivarci preparato, competitivo e consapevole del mio livello.

 

In conclusione, chi vuoi ringraziare per questo percorso?

Prima di tutto i miei genitori, che mi hanno sempre sostenuto anche nei momenti difficili. Poi Max e Vittoria, che sono a capo del team Eagle-1, e il mio capotecnico Gabriele Pogliano, che mi segue quest’anno e con cui mi trovo benissimo, dato che è riuscito subito a capirmi e a parlarmi nel modo giusto. Ringrazio in generale tutta la squadra, compresi Pere, Davide e Guillem, e i miei sponsor Merletti e Davide Bonaldi, che mi stanno aiutando tantissimo.

 

Palmen in Motorradsport ringrazia Alessandro Morosi per la disponibilità e gli augura il meglio per le prossime gare e stagioni.