Alessandro Di Persio: "La R3 Cup una svolta. Il futuro? Punto al Motomondiale"

La stagione 2025 della R3 bLU cRU World Cup è partita con una certezza: uno dei piloti da battere è Alessandro Di Persio.
Classe 2007 di Chieti, Di Persio ha vinto il titolo nella Yamaha R3 Cup italiana nel 2023 e da lì prima ha disputato la SuperFinale a Portimão e poi è approdato alla World Cup. La sua prima stagione completa in una serie internazionale è andata piuttosto bene: col team AG Motorsport Italia, Di Persio ha portato a casa una vittoria a Donington, un ulteriore podio, diversi piazzamenti nelle prime otto posizioni e il terzo posto finale dietro a Gonzalo Sánchez e Marc Vich. Questi ultimi sono passati al Mondiale Supersport 300, con Di Persio che invece è rimasto nel monomarca Yamaha insieme all'Arco Motor University Team.
E le cose sono andate bene: a parte una caduta in Gara 2 a Portimão, il pilota abruzzese ha ottenuto un secondo posto in Gara 2 in Portogallo e una strepitosa doppietta a Misano. Inoltre, il giovane pilota italiano ha debuttato nel Mondiale Supersport 300 da sostituto e ha chiuso subito a punti Gara 1 (15°). Coi risultati citati sopra, Di Persio è in testa alla R3 bLU cRU World Cup e si sta giocano un titolo che per lui varrebbe molto, in un percorso da pilota dove finora non sono mancate le soddisfazioni, ma neanche difficoltà piuttosto importanti.
Della stagione 2025 e di tutta la sua carriera, Alessandro Di Persio ne ha parlato in questa intervista rilasciata a Palmen in Motorradsport.
Alessandro, come sta andando la stagione?
Sta andando bene. A Portimão sono arrivato secondo in Gara 1 e sono incappato in una sfortunata caduta in Gara 2, ma poi a Misano ci siamo riscattati alla grande e abbiamo l'opportunità di recuperare il più punti possibili, fino a portarci in testa alla classifica.
Che obiettivo ti sei posto?
Vincere il titolo, per andare poi al Mondiale Sportbike con Yamaha nel 2026.

Sarebbe un bell'obiettivo per te, che corri nelle derivate dalla serie da poche stagioni. Come sono stati questi anni?
Passare alle derivate è stata una svolta. Dopo anni difficili in PreMoto3, nel 2023 ho fatto la Yamaha R3 Cup italiana col team Roc'n'Dea di Alex de Angelis e Massimo Roccoli, con cui sono riuscito ad andare forte e a vincere il titolo già al primo anno. Come detto, per me è stata una svolta, perché in PreMoto3 non ero mai andato bene, anche per questioni di budget che non mi permettevano di avere un mezzo competitivo.
Ho pensato alla R3 perché la 300 è una categoria un po' più sostenibile economicamente, considerando che in Abruzzo si fa fatica a trovare aziende che ti vogliono supportare, e alla fine la scelta ha pagato. Dopo il titolo italiano e la SuperFinale nel 2023, si sono aperte un bel po' di porte e alla fine sono arrivato a fare la World Cup, anche grazie all'aiuto di Yamaha. Nel 2024 sono partito sottotono, ma poi ho fatto il primo podio a Misano, ho conquistato la mia prima vittoria nella serie a Donington e alla fine ho chiuso terzo. E quest'anno...Si punta più in alto!
Facendo un ulteriore passo indietro, puoi parlare delle tue prime stagioni da pilota?
Ho iniziato a girare in minimoto a tre anni e mezzo e ho disputato le mie prime gare a sei o sette anni, nel Campionato Centro-Sud. Nel 2015, a 8 anni, sono andato a fare il CIV, ma le cose non sono andate bene e così abbiamo deciso di cambiare e sono andato a correre in Spagna. Prima ho corso ancora con le minimoto e poi nel 2017 con la MiniGP 110, all'interno della Cuna de Campeones. Lì ho iniziato a migliorare tanto e così ho continuato nel 2018, anno in cui sono passato alla Moto5 e ho chiuso settimo su 30 piloti circa.
Successivamente sei tornato in Italia. Come mai?
Nel 2019 la Cuna de Campeones ha cambiato calendario e aumentato di molto le gare. Io e mio padre andavamo lì con la moto e il carrello in traghetto. Finché erano quattro gare era fattibile, ma con più di dieci gare già non si poteva più. Quindi sono tornato al CIV Junior con la Ohvale 190, ma l'anno è stato difficile: eravamo solo io e mio padre ad aggiustare la moto, quando invece correvano contro di noi dei team importanti e preparati. Non è andata male, però sarebbe potuta andare molto diversamente.

Poi è arrivato il passaggio in PreMoto3.
Sì, sono passato in PreMoto3 nel 2020 con la Daygo, un progetto abruzzese che ho contribuito a sviluppare. È stato un anno un po' complicato, perché prima della prima gara di campionato ho rimediato una frattura scomposta a un polso e questo mi ha tenuto lontano per un bel po'. Alla fine ho fatto solamente l'ultima gara del campionato, a Vallelunga, dove con la moto non ci siamo trovati bene e anzi, in gara mi sono dovuto ritirare dopo essere rimasto senza freni.
Nel 2021 sono rimasto con Daygo, ma pur sviluppando la moto continuavamo ad accusare un gap dagli altri costruttori. Nel 2022, invece, ho fatto solo le prime gare con una BeOn che abbiamo comprato e preparato io e mio padre, ma eravamo comunque indietro: al Mugello facevo 175 chilometri orari mentre i piloti dell'AC Racing Team, che allora dominava, facevano 220 km all'ora. Quindi ci siamo fermati dopo poche gare.
Parli spesso di tuo padre mentre racconti la tua carriera. È venuta da lui questa passione per le moto?
Più o meno. In parte è venuta dal fatto che mio padre andasse molto con i quad e spesso anche in moto, anche se principalmente per strada e poche volte in pista. Ma la passione per le moto è nata soprattutto quando, a tre anni, ho guardato una gara di MotoGP e ho chiesto a mio padre: "Me la fai provare?". Ovviamente non era proprio una cosa semplice...E allora è successa una cosa molto carina. Mio padre mi ha detto: "Appena togli le rotelle alla bici, io ti porto in pista". Io la sera stessa, A TRE ANNI, ho smontato le rotelle da solo, ho preso la bici e sono riuscito subito ad andare senza rotelle. E quindi mio padre mi ha portato in pista...
E poi hai avuto una carriera difficile, ma con diverse soddisfazioni. C'è mai stato però un momento in cui hai pensato di mollare?
Gli anni in ProMoto3 sono stati per me e la mia famiglia abbastanza difficili, perché ovviamente facevamo quello che potevamo, ma non riuscivamo ad esprimerci al meglio. Il mio sogno è sempre stato quello di andare al Motomondiale, ma non ero nella condizione di potercela fare. Se tornassi indietro, piuttosto investirei direttamente sulla 300.
Comunque sono contento del percorso che ho fatto. In PreMoto3 ho lottato con una moto che non era competitiva e questo mi ha reso un pilota ancora migliore: dovevo fronteggiare gente che sul rettilineo andava più forte, quindi io staccavo dopo, cercavo di passarli e lì secondo me sono cresciuto. In più questo mi ha aiutato a conoscere diverse piste e infatti sono arrivato in R3 Cup conoscendo tutte le piste, con la sola eccezione di Cremona. Lì ero finalmente nella condizione di giocarmela e infatti sono andato subito forte e ho vinto immediatamente il titolo.

E adesso invece ti metti in luce su un palcoscenico internazionale. Ma qual è il tuo obiettivo per il futuro?
Il mio percorso ideale sarebbe vincere la R3 World Cup, andare in Sportbike, andare forte anche in Sportbike, salire e andare bene anche in Supersport e poi andare in Moto2, un po' come hanno fatto Manuel González e Adrián Huertas.
E se non facessi il pilota, cosa faresti?
Il cantante rap. E un pochino lo sto già facendo: ho già pubblicato delle cose su Spotify e sono stato ospite in una radio di Pescara.
In conclusione, vuoi ringraziare qualcuno in particolare?
Ringrazio il team Arco Motor University. Era nato qualcosa già alla fine dell'anno scorso, ma quest'anno abbiamo finalmente unito le nostre forze e speriamo tanto di poter affrontare un lungo progetto insieme. Con loro mi trovo molto bene e anche se parliamo lingue diverse, mi sento come in una famiglia. Ringrazio inoltre la mia famiglia e tutti quanti i miei sponsor, sia quelli che mi seguono da tempo che queli nuovi arrivati di recente. Spero che riusciremo a finire bene quest'anno e andare in Sportbike l'anno prossimo.
Palmen in Motorradsport ringrazia Alessandro Di Persio per la disponibilità e gli augura il meglio per le prossime gare e stagioni.